Merlini Marisa (Merlin Marisa)

Marisa Merlini bio

(Roma, 6 agosto 1923 – Roma, 27 luglio 2008) è stata un'attrice italiana, attiva nel teatro, al cinema e in televisione.

Biografia

Nata Merlin[1], da una famiglia borghese, crebbe a Monteverde Vecchio, quartiere storico di Roma, insieme ai suoi quattro fratelli. Iniziò a studiare alla scuola di recitazione della contessa Serra, partecipando agli spettacoli del Teatro dei fanciulli (oggi chiamato Flaiano, presso borgo Pigna). Ben presto però, dopo l'abbandono del padre del tetto coniugale, la giovane Marisa, per supplire alle esigenze economiche, dovette interrompere gli studi e lavorare a tempo pieno presso un emporio di profumi.

Qui venne notata da Mariuccia Giuliano, moglie dell'attore Macario, che in quel periodo stava reclutando delle soubrette per la sua rivista. La giovane Marisa quindi, esordì nel 1941 al Teatro Valle. Per la sua prorompente bellezza, fu anche scelta come modella dal settimanale mondano Signorina Grandi Firme. In piena guerra, Marisa continuò la carriera nel Teatro di rivista: nel 1943 fu chiamata dal grande Totò per lo spettacolo Che ti sei messo in testa?, dove divenne grande amica di Anna Magnani; ma già l'anno prima aveva esordito sul grande schermo recitando una piccola parte in Stasera niente di nuovo, di Mario Mattoli.

Seguirono quindi altre parti, ma fu soprattutto dal 1949 che la sua attività si intensificò, imponendosi come una delle migliori attrici caratteriste dell'epoca. Nella sua lunga carriera interpretò più di 160 pellicole, sia cinematografiche che televisive, non dimenticando però il palcoscenico. Attrice eccellente nelle parti brillanti, diventò, ad esempio, una levatrice nubile che conquista il cuore del maresciallo Carotenuto, interpretato da Vittorio De Sica in Pane, amore e fantasia (1953) e nel suo seguito Pane, amore e gelosia (1954), entrambi diretti da Luigi Comencini, quindi la compagna di Alberto Sordi ne Il vigile (1960), diretto da Luigi Zampa, e un'allegra prostituta in Dramma della gelosia (1970), diretto da Ettore Scola

Altri ruoli più impegnativi saranno quelli della turista malinconica in Tempo di villeggiatura (1956), diretto da Antonio Racioppi, con cui vinse il Nastro d'Argento nel 1957 come miglior attrice non protagonista. Nel 1992 collaborò col cantante Amedeo Minghi nell'ultimo brano dell'album I ricordi del cuore, intitolato Roma, come voce narrante introduttiva. La sua ultima apparizione sul grande schermo avvenne ne La seconda notte di nozze (2005), diretto da Pupi Avati[2], mentre la sua ultima interpretazione sul piccolo schermo fu nella miniserie televisiva in due puntate La buona battaglia - Don Pietro Pappagallo diretta nel 2006 da Gianfranco Albano.

Si spense nella sua casa romana vicino a Piazza Vescovio, all'età di 84 anni; i funerali si svolsero quattro giorni dopo, in forma semplice e privata, presso la Chiesa degli Artisti.

Vita privata

Estremamente riservata, negli anni sessanta si sposò con un uomo più giovane di lei, ed adottò una bimba (Susanna) nel 1968. Il matrimonio però non durò molto; successivamente, fu resa nota una sua relazione col politico comunista Antonello Trombadori.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

1960 Noi donne Marisa Merlini intro

Marisa Merlini è diventata famosa con il personaggio dell’ostetrica in 'Pane amore e fantasia''. Con quel biglietto da visita si è aperta una brillante carriera e oggi appare nell’ultimo film di Gianni Puccini, 'Il carro armato dell’8 settembre’’

1960 Noi donne Marisa Merlini f1«Ma perchè ce l’ha con me?». E' Marisa Merlini che parla, la simpatica e brava attrice italiana, interprete vivacissima di un numero infinito di personaggi. Siamo andati da lei perchè volevamo sapere qualcosa intorno al film Il carro armato dell’8 settembre, ora che è in procinto di uscire sugli schermi e che giunge con la fama di film # immorale». «Non capisco proprio perchè il Ministro Tupini — riprende a dire Marisa — in quella specie di "requisitoria” *che fece in Parlamento al cinema italiano, citasse proprio alcune frasi di Paimira, il personaggio che ho interpretato nel film II carro armato dell’8 settembre con la regia di Gianni Puccini. Paimira e le sue compagne (quattro ragazze di vita) non vogliono portare al film un elemento di immoralità, semmai di comicità. Sono quattro poveracce che fanno quel mestiere per mangiare, perchè il momento era quello che era, e tutti cercavano di arrangiarsi. Palmira è in fondo un personaggio patetico, che si commuove davanti ad un soldato tedesco pieno di soldi e gli dice piangendo: "Dalli a me che ho una figlia da mantenere, tanto tu sei solo al mondo, non sai cosa fartene”. E’ erotismo quello?».

Come si ricorderà, alla fine del giugno scorso, nell'aula severa del Parlamento il ministro Tupini, per giustificare il contenuto di una sua lettera inviata al presidente dell’ANICA nella quale minacciava seri provvedimenti a carico dei produttori cinematografici se non avessero cambiato l’indirizzo morale del loro film, diede lettura di alcuni brani di sceneggiature di film in fase di lavorazione. Si sa che i nostri sceneggiatori talvolta si lasciano prendere la mano dalla battuta facile e un po' greve, ma è anche vero che non si può giudicare un film dalla sceneggiatura. E’ in sede di realizzazione infatti che le parole si trasformano in immagini e che il film prende forma e contenuto. Sarebbe come accusare di immoralità lo scultore che modella un nudo, senza prima vedere la statua.

In quell’occasione il ministro Tupini lesse, appunto, alcune frasi della sceneggiatura di Il carro armato dell’8 settembre un film che con il suo titolo ricorda una data storica, un momento indimenticabile della vita degli italiani e che esce invece con la etichetta di film «proibito».

Da quanto ha detto Marisa Merlini ci pare di capire che Il carro armato dell'8 settembre non si propone di rifare l’analisi di un periodo storico, ma narra, attraverso le immagini, episodi che rispecchiano il disordine, la sfiducia di quel momento. E’ la storia di un soldatino, un giovane carrista di leva (l’interprete è Jean Marc Bory, il protagonista maschile del film Les amants) che è sorpreso al momento dello sfaldamento dell’esercito italiano sul suo carro armato, questa cosa ingombrante che non sa a chi consegnare, dove portare. Lui, il carrista, vorrebbe fare il suo dovere. ma il suo dovere qual è? Non riesce a capirlo, nessuno glielo sa spiegare: nè il suo tenente che raggiunge nel momento in cui sta togliendosi la divisa per indossare gli abiti civili, nè il suo colonnello che trova nella caserma invasa dai civili e in preda al caos e che finisce per togliersi la vita, nè il parroco del paese dove capita, che gli dice parole lncomprensibili di provvidenza. Nessuno sa dirgli insomma cosa deve fare del suo carro armato. Finché decide da solo: lo porterà a casa sua, lo trasformerà in trattore per arare i campi, ora che i tedeschi hanno fatto razzia di bestiame, farà di un'arma di guerra un attrezzo da lavoro. E così il giovane carrista si dirige verso casa, ma durante il tragitto passa attraverso un mondo in disordine, fa strane conoscenze e insospettati incontri, come quello con le quattro ragazze di cui ci ha parlato Marisa Merlini, che gli chiedono di essere rimorchiate.

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L’immagine di Marisa Merlini, trainata dal carro armato, ci porta immediatamente col pensiero a Pane, amore e fantasia. Chi non la ricorda nei panni della levatrice che corre sulla bicicletta insieme a De Sica da una casa all’altra di campagna, ovunque dove sta per venire alla luce un bambino? «Dalla bicicletta al carro armato» osserviamo scherzosamente, e Marisa Merlini ride. Quel film, come si ricorderà, fu un enorme successo commerciale e fu un successo proprio anche per lei, Marisa. Fece il giro del mondo e ovunque i critici elogiarono la sua interpretazione. «E’ il mio biglietto da visita» dice l’attrice «da qualsiasi parte io vada all’estero, mi basta dire: Sono quella di Pane, amore e fantasia, tutti mi ricordano».

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Quello fu per Marisa Merlini l’ingresso trionfale nel cinema. Veniva dalla rivista dove aveva esordito a 15 anni nella compagnia di Macario, non come ballerina benché avesse studiato danza per sei anni, ma come attrice. Successivamente aveva recitato per quattro anni in teatro, accanto ad Anna Magnani «la mia più cara amica — dice la Merlini — la più grande attrice vivente» finché il cinema la scopri. Iniziò con una piccola parte, nel ruolo di una jettatrice. «Quel ruolo mi ha portato fortuna. Da allora ho preso parte a circa 60 film, mi sono sempre impegnata, ho cercato di sostenere i miei personaggi, qualsiasi essi fossero, dalla zitella alla madre, dalla madre alla prostituta, e ogni mio personaggio è piaciuto. Ho lavorato accanto ad attori famosissimi, con registi dei più bravi come Zampa, Blasetti, Comencini, Camerini, Monlcelli, Emmer... Ora però le mie partecipazioni mi hanno stancato. Vorrei poter avere parti di maggiore responsabilità...».

1960 Noi donne Marisa Merlini f5

E’ vero. Marisa merita un film tutto per lei. come protagonista. Ha dimostrato in 15 anni di lavoro di possedere talento, bravura, serietà professionale. «Quando la vedremo in un grosso film come protagonista?» le chiediamo. «Dovrei fare un film basato su me, forte, drammatico, diretto da un grande regista, ma non ne voglio parlare prima del tempo...».

Recentemente ha preso parte a La gargonnier, un film diretto da De Santis molto serio e impegnativo, ed ha recitato accanto a Sordi ne Il vigile di Luigi Zampa. Ha ricevuto molti riconoscimenti, fra i quali: «L’ulivo d’oro» a Bordighera, al festival dell’umorismo. l’«Eiffel d’argento», un «Nastro d’argento» e la medaglia d'oro «Una vita per il cinema».

Ora attende il giudizio del pubblico per il suo più recente personaggio, quello di Paimira, ma è serena, nonostante il ministro Tupini: anzi è felice. E’ in procinto infatti di salire sull’aereo che la porterà a Nizza, per partecipare al film II mondo in tasca insieme a Nadia Tiller, diretto da Alvin Rahof, «un regista che viene dalla sceneggiatura e come sceneggiatore aveva preso due Oscar. E lo non lo conoscevo! Nella vita c’è sempre qualcosa da imparare!...».

Già, perchè Marisa Merlini è anche filosofa...

Maria Maffei, «Noi donne», 1960


1974 02 26 CDI Marisa Merlini A intro

Marisa Merlini, attualmente di scena al teatro Manzoni, spara «a zero» anche sulle giovani attrici d'oggi

«La mia non è certo una grossa parte, nella commedia faccio molto poco, ma il successo che il pubblico mi ha dimostrato, mi riscalda ogni sera il cuore». Chi parla cosi è Marisa Merlini, caratterista famosa del nostro cinema del dopoguerra che, dopo quattro anni di silenzio, si riaffaccia alla ribalta, questa volta teatrale, nella commedia «Cielo, mio marito» di Garinei e Giovannini, accanto a Gino Bramieri e Ombretta Colli. Da oltre dieci settimane, è un successone al Manzoni

«Ho amato sempre troppo il mio lavoro per resistere a lungo lontana: in questi ultimi anni la mia vita di donna era troppo impegnata nell’allevare la mia bambina. Susanna di 6 anni. Ma ora che la piccola è cresciuta, ho accettato volentieri di ritornare al teatro, soprattutto con Garinei e Giovannini, coi quali debuttai nel 1946»,

— Questo è dunque il primo distacco tra lei e sua figlia?

«Si; del resto io penso che i figli bisogna abituarli presto a difendersi da soli. E poi non è che il nostro sia un vero e proprio distacco: ci telefoniamo tutti i giorni e una volta alla settimana io vado a Roma a trovarla. Laggiù c’e anche suo padre, a cui è attaccatissima e che lo vuole un mondo di bene».

Il padre. Ovvero Marcello Marsiglia, marito separato di Marisa Merlini: la storia del loro amore destò scalporo In particolare per la differenza di età fra i due (lui era di sedici anni più giovane di lei). Dopo due anni di matrimonio, l'unione si sfasciò ma nel frattempo la coppia adottò una bimba. Susanna appunto, che porta ora il cognome del padre adottivo.

«lo e Marcello — dice la Merlini — siamo rimasti ottimi amici; ci vediamo spesso, soprattutto per la bambina. Quella del mio matrimonio è stata una pazzia, ma non per la differenza di età perché. In fondo, la più scapestrata fra i due ero io».

— La sua vita artistica ò stata lunga: qual è l'attore che ha maggiormente inciso su di lei?

«Ho debuttato a 15 anni e all'inizio lavorai come soubrette per tutti i più grossi comici: Macario, Rascel, Dapporto e Totò, col quale iniziai anche la mia vita cinematografica. Ecco, Totò e la personalità umana che ricordo con più affetto. Dopo di lui solo in un altro comico ho trovato le stesse doti di umanità: Gino Bramleri, appunto».

1974 02 26 CDI Marisa Merlini A f1

— Nel suoi 24 anni di cinema ha sempre impersonato madri e donne di età maggiore alla sua: perché non si è mai ribellata?

«Il mio errore più grande è stato proprio quello di non ribellarmi, credendo che avessero ragione loro, i registi. Le garantisco che, a detta di tutti, ero una splendida ragazza, eppure da «Pane amore e fantasia» in poi più che la mamma o la levatrice non mi facevano fare».

— Che pensa delle attrici di oggi?

«Troppo nude, troppo vuote, troppo sciocche, troppo raccomandate e troppo Impreparate. Senza eccezioni».

— Lei è stata la migliore amica di Anna Magnani. Che cosa può dirci di lei?

«Posso dire che dopo la morte di mia madre, la morte di Anna è quella per cui ho sof-ferto di più; posso dire che per 23 anni abbiamo recitato e vissuto insieme; posso dire che è stata un fenomeno d'arte cosi straordinario come ne capita uno ogni 200 anni. Ma tutti i mici ricordi, tutte le mie esperienze con lei io voglio riunirli in un libro. Si, al più presto scriverò un libro sulla mia amica Anna Magnani».

— C’è un personaggio che vorrebbe attualmente interpretare?

«Vorrei portare in cinema e poi in teatro la figura della Madre Courage di Brecht anche se dopo l'interpretazione della Volonghi può sembrare una pazzia».

— E con quale regista vorrebbe recitare?

«I miei preferiti sono Zampa, Monicelli e Risi, perche sono umani e veri. Sarò forse una delle poche, ma mi auguro invece di non fare mai un film con Fellini, perché lo trovo privo di umanità. Fellini l'animo lo stritola, non commuove. E io purtroppo sono all'antica, mi commuovo ancora troppo facilmente».

Laura Reggiani, «Corriere d'Informazione», 26 febbraio 1974


2008 07 29 CDS Marisa Merlini morte intro

«Corriere della Sera», 29 luglio 2008


 

 



Filmografia

Attrice cinema

Stasera niente di nuovo, regia di Mario Mattoli (1942)
Roma città libera, regia di Marcello Pagliero (1946)
L'imperatore di Capri, regia di Luigi Comencini (1949)
Se fossi deputato, regia di Giorgio Simonelli (1949)
Vivere a sbafo, regia di Giorgio Ferroni (1949)
Totò cerca casa, regia di Steno e Mario Monicelli (1949)
Marechiaro, regia di Giorgio Ferroni (1949)
Amori e veleni, regia di Giorgio Simonelli (1949)
Totò cerca moglie, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Lo zappatore, regia di Rate Furlan (1950)
Il capitano nero, regia di Alberto Pozzetti (1950)
Napoleone, regia di Carlo Borghesio (1951)
I due sergenti, regia di Carlo Alberto Chiesa (1951)
L'eroe sono io, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1951)
Stasera sciopero, regia di Mario Bonnard (1951)
Signori, in carrozza!, regia di Luigi Zampa (1951)
La famiglia Passaguai fa fortuna, regia di Aldo Fabrizi (1951)
Io, Amleto, regia di Giorgio Simonelli (1952)
Ergastolo, regia di Luigi Capuano (1952)
Altri tempi - Zibaldone n. 1, regia di Alessandro Blasetti (1952)
Viva il cinema!, regia di Enzo Trapani (1952)
Cani e gatti, regia di Leonardo De Mitri (1952)
Il tallone d'Achille, regia di Mario Amendola, Ruggero Maccari (1952)
Er fattaccio, regia di Riccardo Moschino (1952)
Gli angeli del quartiere, regia di Carlo Borghesio (1952)
Anna, perdonami!, regia di Tanio Boccia (1953)
Infame accusa, regia di Giuseppe Vari (1953)
La prigioniera di Amalfi, regia di Giorgio Cristallini (1953)
Sua Altezza ha detto: no!, regia di Maria Basaglia (1953)
Viva la rivista!, regia di Enzo Trapani (1953)
Ti ho sempre amato!, regia di Mario Costa (1953)
Finalmente libero, regia di Mario Amendola e Ruggero Maccari (1953)
Gli eroi della domenica, regia di Mario Camerini (1953)
Tormento d'anime, regia di Cesare Barlacchi (1953)
Pane, amore e fantasia, regia di Luigi Comencini (1953)
Due lacrime, regia di Giuseppe Vari (1954)
Gli amori di Manon Lescaut, regia di Mario Costa (1954)
Pane, amore e gelosia, regia di Luigi Comencini (1954)
Di qua, di là del Piave, regia di Guido Leoni (1954)
Le signorine dello 04, regia di Gianni Franciolini (1955)
Destinazione Piovarolo, regia di Domenico Paolella (1955)
La canzone del cuore, regia di Carlo Campogalliani (1955)
Cortile, regia di Antonio Petrucci (1955)
Porta un bacione a Firenze, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Tempo di villeggiatura, regia di Antonio Racioppi (1956)
Il bigamo, regia di Luciano Emmer (1956)
Dinanzi a noi il cielo, regia di Roberto Savarese (1957)
Il medico e lo stregone di Mario Monicelli (1957)
Padri e figli di Mario Monicelli (1957)
Il momento più bello, regia di Luciano Emmer (1957)
Liana, la schiava bianca (Liane, die weiße Sklavin), regia di Gino Talamo (1957)
Mariti in città, regia di Luigi Comencini (1957)
Vacanze a Ischia, regia di Mario Camerini (1957)
Io, mammeta e tu, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1958)
Ladro lui, ladra lei, regia di Luigi Zampa (1958)
Resurrezione (Auferstehung), regia di Rolf Hansen (1958)
Il bacio del sole (Don Vesuvio), regia di Siro Marcellini (1958)
La cento chilometri, regia di Giulio Petroni (1959)
Roulotte e roulette, regia di Turi Vasile (1959)
Il mondo dei miracoli, regia di Luigi Capuano (1959)
Tutti innamorati, regia di Giuseppe Orlandini (1959)
Juke box - Urli d'amore, regia di Mauro Morassi (1959)
I piaceri dello scapolo, regia di Giulio Petroni (1960)
Il carro armato dell'8 settembre, regia di Gianni Puccini (1960)
Le ambiziose, regia di Tony Amendola (1960)
Il vigile, regia di Luigi Zampa (1960)
La garçonnière, regia di Giuseppe De Santis (1960)
Ferragosto in bikini, regia di Marino Girolami (1960)
Gli incensurati, regia di Francesco Giaculli (1961)
Mariti a congresso, regia di Luigi Filippo D'Amico (1961)
Akiko, regia di Luigi Filippo D'Amico (1961)
Fra Manisco cerca guai..., regia di Armando William Tamburella (1961)
Il mondo nella mia tasca (An einem Freitag um halb zwölf), regia di Alvin Rakoff (1961)
Il giudizio universale, regia di Vittorio De Sica (1961)
Il mantenuto, regia di Ugo Tognazzi (1961)
Nerone '71, regia di Walter Filippi (1962)
Bandito sì... ma d'onore, regia di Jean Cherasse (1962)
Colpo gobbo all'italiana, regia di Lucio Fulci (1962)
Le massaggiatrici, regia di Lucio Fulci (1962)
Esame di guida (Tempo di Roma), regia di Denys de La Patellière (1963)
I mostri, regia di Dino Risi (1963)
Squillo, regia di Gianni Vernuccio (1964)
La ragazza meravigliosa, regia di Sergio Grieco (1964)
Crucero de verano, regia di Luis Lucia (1964)
Questa pazza, pazza, pazza, gioventù (Loca juventud), regia di Sergio Grieco (1965)
Un amore, regia di Gianni Vernuccio (1965)
La fabbrica dei soldi, regia di Riccardo Pazzaglia (1966)
Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
La ragazza in prestito, regia di Alfredo Giannetti (1966)
Gli altri, gli altri... e noi, regia di Maurizio Arena (1967)
Il sigillo di Pechino (Die Hölle von Macao), regia di Frank Winterstein (1967)
Toutes folles de lui, regia di Norbert Carbonnaux (1967)
Donne... botte e bersaglieri, regia di Ruggero Deodato (1968)
Il grande silenzio, regia di Sergio Corbucci (1968)
Lisa dagli occhi blu, regia di Bruno Corbucci (1969)
Dramma della gelosia, regia di Ettore Scola (1970)
Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa, regia di Marcello Fondato (1970)
Non commettere atti impuri, regia di Giulio Petroni (1971)
Mio padre monsignore, regia di Antonio Racioppi (1971)
Continuavano a chiamarli i due piloti più matti del mondo, regia di Mariano Laurenti (1972)
Il maschio ruspante, regia di Antonio Racioppi (1973)
L'albero dalle foglie rosa, regia di Armando Nannuzzi (1974)
A pugni nudi, regia di Marcello Zeani (1974)
5 matti vanno in guerra (Les bidasses s'en vont en guerre), regia di Claude Zidi (1974)
Le dolci zie, regia di Mario Imperoli (1975)
Una bella governante di colore, regia di Luigi Russo (1976)
Stangata in famiglia, regia di Franco Nucci (1976)
Le impiegate stradali (Batton Story), regia di Mario Landi (1976)
Oh, Serafina!, regia di Alberto Lattuada (1976)
La bidonata, regia di Luciano Ercoli (1977)
La mazzetta, regia di Sergio Corbucci (1978)
La moglie in vacanza... l'amante in città, regia di Sergio Martino (1980)
L'altra donna, regia di Peter Del Monte (1981)
Pierino contro tutti, regia di Marino Girolami (1981)
Mia moglie torna a scuola, regia di Giuliano Carnimeo (1981)
L'onorevole con l'amante sotto il letto, regia di Mariano Laurenti (1981)
Cornetti alla crema, regia di Sergio Martino (1981)
Gian Burrasca, regia di Pier Francesco Pingitore (1982)
Arrivano i miei, regia di Ninì Salerno (1983)
Sfrattato cerca casa equo canone, regia di Pier Francesco Pingitore (1983)
Il tifoso, l'arbitro e il calciatore, regia di Pier Francesco Pingitore (1983)
Qualcosa di biondo, regia di Maurizio Ponzi (1984)
Mutande pazze, regia di Roberto D'Agostino (1992)
Ricky & Barabba, regia di Christian De Sica (1992)
Mi fai un favore, regia di Giancarlo Scarchilli (1996)
Pazzo d'amore, regia di Mariano Laurenti (1999)
Vacanze sulla neve, regia di Mariano Laurenti (1999)
Teste di cocco, regia di Ugo Fabrizio Giordani (2000)
Calmi cuori appassionati (Reisei to jônetsu no aida), regia di Isamu Nakae (2001)
La seconda notte di nozze, regia di Pupi Avati (2005)

Attrice televisione

Totò Ye Ye di Daniele D'Anza (1967)
Le inchieste del commissario Maigret, epis. La chiusa di Mario Landi (1968)
Le inchieste del commissario Maigret, epis. Il pazzo di Bergerac di Mario Landi (1972)
Una città in fondo alla strada di Mauro Severino (1975)
Qui squadra mobile, epis. Omissione di soccorso di Anton Giulio Majano (1976)
Storia d'amore e d'amicizia di Franco Rossi (1982)
Villa Arzilla di Gigi Proietti (1990)
Italian Restaurant di Giorgio Capitani (1994)
Ladri si nasce, regia di Pier Francesco Pingitore (1996)
Un posto al sole (soap opera) (1997)
Don Luca di Marco Maccaferri e Marco Mattolini (2000)
Le ali della vita di Stefano Reali (2000)
Le ali della vita 2 di Stefano Reali (2001)
Don Luca 2 di Marco Maccaferri e Marco Mattolini (2003)
La buona battaglia - Don Pietro Pappagallo di Gianfranco Albano (2006)

Doppiatrici

Marisa Merlini è stata doppiata in diversi film. Esattamente da:
Giovanna Scotto in Se fossi deputato, Il capitano nero, Ti ho sempre amato!
Dhia Cristiani in Io, Amleto, Due lacrime, Resurrezione
Tina Lattanzi in Lo zappatore, Gli amori di Manon Lescaut
Adriana Parrella in Ergastolo, Pane, amore e fantasia
Lydia Simoneschi in Ladro lui, ladra lei, Ferragosto in bikini
Laura Carli in Cortile
Wanda Tettoni in Porta un bacione a Firenze
Noemi Gifuni in Il giudizio universale

Note

  1. ^ Marisa Merlini | MYmovies
  2. ^ Il ricordo del regista in un'intervista telefonica rilasciata a repubblica.it il 28 luglio 2008