Pizzi Nilla (Adionilla)

Nilla_Pizzi

All'anagrafe Adionilla Pizzi (Sant'Agata Bolognese, 16 aprile 1919 – Milano, 12 marzo 2011), è stata una cantante e attrice italiana.

Fu la vincitrice del primo Festival di Sanremo nel 1951, con Grazie dei fiori. L'anno seguente si piazzò addirittura prima, seconda e terza, rispettivamente con Vola colomba, Papaveri e papere e Una donna prega. Nella sua carriera ha partecipato a sette volte al Festival di Sanremo, presentando complessivamente trentuno brani, e partecipando altre due volte come ospite e una come presentatrice: ha ottenuto due primi posti, quattro secondi posti, due terzi posti, un intero podio, e due premi alla carriera.

Biografia

Gli inizi

Figlia di Angelo, agricoltore che curava anche la manutenzione stradale per conto del comune e di Maria, sarta a domicilio, Nilla Pizzi aveva due sorelle minori, Liliana e Denisa, le quali in seguito daranno vita ad un laboratorio di maglieria molto rinomato in paese. Le tocca in sorte un nome di battesimo sbagliato, per un errore anagrafico, dato che avrebbe dovuto chiamarsi Dionilla, per accontentare la nonna[1]. Il cognome Negrini, da più parti attribuito alla sua effettiva anagrafe, è stato da lei stessa giudicato un'inspiegabile leggenda metropolitana.

Dopo aver frequentato l'avviamento professionale, si impiega dapprima come piccinina di sartoria, poi al panificio militare di Casaralta e infine come collaudatrice di apparecchi radio alla Ducati di Bologna. Prima ancora che nel mondo della canzone, la Pizzi si mise in evidenza nel campo delle rassegne di bellezza che, alla fine degli anni trenta, cominciavano a fare la loro apparizione. Partecipò al concorso Cinquemila lire per un sorriso, ideato nel 1939[2] dal pittore e grafico pubblicitario Dino Villani, concorso che fu in un certo senso l'antesignano della futura manifestazione Miss Italia (che prese avvio solo nel dopoguerra). Ma già la sera del 4 novembre 1938, appena diciannovenne, aveva debuttato in uno spettacolo per i soldati del 59° Fanteria di Bologna, organizzato per la festa delle Forze Armate.

Il 24 settembre 1940, sposa Guido Pizzi, un giovane manovale edile che nonostante abbia il suo stesso cognome, molto diffuso nella zona, non era (ma sembrava) un suo parente. Pochi giorni dopo il matrimonio, il marito venne richiamato alle armi e la coppia si separò. Sempre nel 1940, tramite l'appoggio di uno zio ufficiale dell'esercito, inizia ad esibirsi negli spettacoli organizzati per le Forze Armate, facendosi addirittura eleggere mascotte del 35º Reggimento Fanteria di Bologna. Nel 1942 Nilla Pizzi vince, davanti a diecimila concorrenti, un concorso per Voci Nuove indetto dall'EIAR (la futura RAI-Radiotelevisione italiana), interpretando i brani Tu musica divina, successo di Alberto Rabagliati e Domani non m'aspettar, già cavallo di battaglia di Oscar Carboni. Inizia ad esibirsi con l'orchestra Zeme, debuttando alla radio nello stesso anno, eseguendo il motivo Casetta fra le rose, composto da Guido Cergoli.

Passata nella formazione di Cinico Angelini, il 20 febbraio 1944 incide il suo primo disco per la Parlophon, duettando con Bruna Rattani in Valzer di primavera e accompagnando Elsa Peyrone in Ronda solitaria. Il 23 febbraio, arriva anche la sua prima canzone solista: Alba della vita (che la Pizzi però ha sempre negato di aver interpretato, sostenendo che si sia trattato di un errore della Parlophon sull'etichetta[3][4]). Allontanata dalla radio dopo un giudizio negativo sentenziato dal maestro Tito Petralia nella primavera del 1944, a causa della sua voce considerata troppo sensuale ed esotica per il regime fascista, nella stagione 1945/1946 gira i teatri e le sale da ballo di tutta Italia, al seguito dell'orchestra del maestro Cinico Angelini, al quale si è nel frattempo legata anche sentimentalmente, ma si esibisce anche con l'orchestra Gimelli e con quella della sala Gay di Torino.

Fa ritorno stabilmente alla radio nel 1946, con sé un contratto discografico che la lega alla Cetra; reclamata da La voce del padrone, che rivendicava un precedente contratto, è costretta ad incidere utilizzando alcuni pseudonimi quali Isa Marletti, Ilda Tulli, Conchita Velez, Carmen Isa; alcuni dischi escono senza alcuna dicitura (come anonimi). Tutto questo fino al 1949 anno in cui la Pizzi potrà finalmente tornare ad incidere solo col proprio nome. Nonostante tutto, nel frattempo è diventata popolarissima, raccogliendo ampi consensi lanciando brani come Chico chico, Càe Càe (entrambe in duetto con Tony Stella), Ho lasciato il paese del cuore, Tchiou Tchiou, Oh papà!, Cocoricò (una delle prime composizioni di Renato Carosone, su testo di Giovanni D'Anzi, che si firma Notorius), Maria de Bahia (con Alfredo Clerici e Clara Jaione), Donde vien, donde vas? (col Duo Fasano), La ultima noche, Dopo di te, O mama mama, Vivere baciandoti, È troppo tardi, Cantando, Ancora, La raspa, Acercate mas, Quizas quizas quizas, Samba del tranvai.

Nel periodo che va dal 1948 ed il 1950 cambiarono le tendenze ed i gusti del pubblico, grazie all'affermazione dello stile latino americano imposto attraverso Hollywood da Xavier Cugat e Carmen Miranda, e quindi si diffusero anche in Italia brani al ritmo di samba, rumba, baion, calypso e cha cha cha. Nilla Pizzi seppe destreggiarsi anche in brani allegretti grazie ad interpretazioni ironiche. Celebri anche i suoi duetti col collega Luciano Benevene, (col quale, finito l'amore per Angelini, ha imbastito una movimentata storia d'amore), che spaziano da canzoni come Bongo Bongo, Che si fa con le fanciulle? fino alla fortunatissima Avanti e indrè.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

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«Il Musichiere», 5 marzo 1959 - Nilla Pizzi


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Abbiamo accompagnato Nilla Pizzi in un romantico itinerario tra le persone e i paesaggi che la videro bambina a Sant'Agata Bolognese. La cantante, che ha trascorso con i nostri inviati Muso Biggero e Giorgio Ambrosi un’intera giornata, ha acconsentito a rivivere dinanzi all’obbiettivo la storia della sua giovinezza. Sant’Agata Bolognese è un paese di cinquemila abitanti che presenta la singolare particolarità di avere ben mille cittadini i quali si chiamano Pizzi. Tra questa folla di omonimi, quasi parenti, c’era anche Guido Pizzi che nel 1939 sposò Nilla: allora sconosciuta sartina. Dal giorno del matrimonio Nilla lasciò Sant’Agata, la sua gente, i luoghi dove aveva vissuto felicemente per diciotto anni. È appunto questa scena della sua esistenza felice di ragazza che Nilla ci ha mostrata: la strada dove ricevette i primi sorrisi di adolescente; la casa della zia dove imparò a cucire; la scuola che la vide bambina e "aspirante attrice". Una corsa nel tempo che ha riportato Nilla indietro di vent’anni.

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1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f01Per i bambini di Sant’Agata Bolognese Nilla Pizzi non è la «signora della canzone» : è solamente la più simpatica delle «paesane». Tutti l’aspettano con ansia perchè Nilla, quando arriva a Sant'Agata, dimentica di essere una celebre cantante e cerca di trascorrere qualche ora serena con i suoi amici ed i parenti che, in verità, per una ragione o per l’altra, sono una gran parte dei cittadini di Sant’Agata. Vale infatti la pena di ricordare che su cinquemila abitanti, ben mille di essi si chiamano Pizzi. Nella foto: Nilla fotografata nella strada principale di Sant'Agata con un gruppo di piccoli amici che la rincorrono.

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f02Una foto eccezionale: il «Trio Pizzi» si esibisce in una balera di Crevalcore. Ecco Qui Nilla con le sue due sorelle: Liliana (a sinistra) e Denise si esibiscono durante una festa danzante parodiando con successo i più noti complessi vocali del momento. Si tratta, come è naturale, di una trovata scherzosa di Nilla che, quando canta — specie tra la gente del suo paese — riesce a creare un clima di simpatica familiarità tra pubblico ed artisti.

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f03Nilla Pizzi a tavola con la mamma Maria ed il papà Angelo. La cantante, quando deve esibirsi nei paesi della Toscana o dell’Emilia, preferisce pernottare a casa sua per trascorrere qualche ora in famiglia. A Sant'Agata Nilla ha tutti i suoi parenti. Vivono nella cittadina emiliana, oltre ai genitori, le due sorelle di Nilla con le loro famiglie due figli ciascuno) ed una decina di zie, oltre ad un numero enorme di cugini di secondo grado.

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f04Durante la giornata trascorsa con noi a Sant'Agata Bolognese, Nilla Pizzi ha percorso per i lettori di «Sorrisi e Canzoni» gli itinerari della sua infanzia e della sua prima giovinezza, raccontandoci, così, per immagini, la sua vita. Nella foto in alto, la cantante ha voluto salutare le donne del lavatoio pubblico: sono le contadine e le operaie di Sant’Agata che, anche nei giorni di festa, si recano a lavorare per le loro famiglie. Quando era giovane, Nilla Pizzi veniva anche lei qui : indossava i pesanti stivaloni di gomma, metteva in testa la cesta di vimini con i panni e, cantando, attraversava il paese. Tutti, allora, si voltavano per ammirare ed ascoltare la bella Nilla dicendo: «Peccato che sia nata qui: se vivesse in città, quella si che farebbe fortuna con il canto». Come si ricorderà, Nilla Pizzi si allontanò da Sant’Agata dopo aver sposato Guido Pizzi: un matrimonio che, se non le diede quella felicità sentimentale che ella si attendeva, le portò fortuna spingendola ad iniziare la brillante carriera artistica che l'ha resa realmente famosa in tutto il mondo.

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f05In questa chiesa Nilla sposò Guido Pizzi il 24 settembre del 1939: si trattò tuttavia di un’unione che durò solo dieci giorni perchè lo sposo, dopo una brevissima luna di miele, parti per il servizio militare. La Pizzi ottenne un divorzio da un tribunale svizzero nel 1947 e, attualmente, sta cercando di regolarizzare in Italia la sua posizione.

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f06La visita al teatrino dell'asilo infantile di Sant'Agata è stata una delle tappe che maggiormente hanno commosso la cantante. Nilla, quando era bambina, coltivava la passione per il teatro e cercava di essere invitata a far parte delle recite organizzate dalle suore. Nella foto: Nilla improvvisa una breve scena per alcuni suoi piccoli amici.

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f07Questa è Adelina, un’amica dei Pizzi. Per un certo periodo Nilla ed i suoi hanno abitato in questa casa e sono stati vicini della signora Adelina. Nilla trascorreva interi pomeriggi raccontandole le trame dei film. Le due donne, incontrandosi, hanno ricordato quegli anni ed Adelina ha confessato di non essere mai stata a cinema in vita sua.

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Nilla Pizzi ed il sindaco di Sant’Agata, Renato Campagnoli, fotografati davanti alla porta principale del paese. Nella foto in basso, una veduta della villa che la cantante si è fatta costruire su progetto di un ingegner Pizzi che — manco a dirlo — è parente di Nilla. Nella graziosa casa abitano i genitori di Nilla Pizzi e si riuniscono quasi ogni giorno tutti i nipoti con relativi amici per giocare nell'empio e bellissimo giardino.

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1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f11La nuova casa di Sant'Agata i molto vasta ed accogliente. Costruita sulle fondamenta della vecchia abitasione dei Fissi, la grasiosa villetta è composta da due piani ed è circondata da un giardino pieno di alberi e di fiori. La foto mostra l'interno della sala da pranso-soggiorno: un vasto salone dove il dodici aprile scorso, si sono riuniti i parenti e gli amici di Nilla venuti da ogni parte d’Italia, per festeggiare il compleanno della cantante che cade il sedie

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f12Il «salottino rosso» si trova al primo piano della villa, proprio accanto alla camera da letto della cantante. Nilla Pizzi è solita ritirarsi per leggere un libro o sfogliare parte della posta che ogni giorno le arriva. Il primo piano della villa ospita le camere da letto dei genitori della Pizzi, degli ospiti e della cantante. Un ampio terrasso coperte circonda due lati della casa. Al piano terreno, invece, vi sono le cernere di rappresentansa, oltre, naturalmente, alla cucina ed ai servizi.

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f13Nilla Pizzi, quando era ragazza, si recava dalla zia Adelina per imparare a cucire. Di quel periodo, ella ricorda un divertente episodio: la zia che ogni giorno prendeva con il caffè una gustosa focaccia, invitava la nipote ad assaggiarne un pezzo; ma Nilla ogni volta rifiutava, nonostante avesse una gran voglia di accettare. Ed ora, quando la cantante torna al paese, la zia le prepara una focaccia tutta per lei. Nella foto: Nilla alla macchina da cucire sulla quale lavorò da ragazza.

1959 04 26 a8 n14 Sorrisi e canzoni Nilla Pizzi f14Durante la visita all'asilo, Nilla Pizzi ha voltuto prender posto nei banchi che la videro bambina ad ha ricordato con le suore - alcune dalle quali furono sua maestre - momenti più felici dalla sua infanzia. Nilla è nata a Sant’Agata il 16 aprile del 1921: il suo certificato di nascita spacifica che Dionilla (tale è il suo nome di battesimo) venne al mondo alle ore 14 e cha la denuncia allo Stato Civile venne fatta dalla ostetrica perchè il padre era sotto la armi. Nilla Pizzi ha scoperto questo particolare dalla sua vita quando ha visitato, insieme ai nostri inviati, il municipio di Sant’Agata Bolognese. Nella foto in alto: Nilla fotografata sullo sfondo dal telone dal palcoscenico del teatrino in cui debuttò, bambina, come attrice. La cantante, infatti, ha avuto sempre un grande amore par il teatro e, sin da quando frequentava la prime classi elementare, ha partecipato a rappresentazioni teatrali riscuotendo sempre vivissimi applausi.

«Sorrisi e Canzoni», anno VIII, n.14, 26 aprile 1959


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La più fortunata delle cantanti di musica leggera è, nella vita privata, una donna sola e malinconica: adottando una bambina, ella spera di dare uno scopo alla propria esistenza, amareggiata da dolorose esperienze.

Roma, febbraio

Nilla Pizzi è stanca di essere sola, ha paura di arrivare alla vecchiaia, quando i suoi successi di oggi saranno solo un ricordo, senza un un sorriso amico, un affetto sincero vicino. Dopo le esperienze non liete del passato, Nilla non crede più di poter costruire una nuova vita con un uomo. Di rinunciare alla propria professione, agli applausi del pubblico non è capace: ed è convinta che nessun uomo, per quanto innamorato, potrebbe sopportare il suo continuo peregrinare da una città all’altra, il suo correre da un aereo ad una nave, ad un treno, senza mai pace.

Non può avere un bambino suo, perciò ha pensato di adottare un orfanello. Ha già fatto, idealmente, la sua scelta: sarà una bimba, con i capelli biondi, gli occhi celesti, il nasino buffo, magari un po’ lentigginoso. Ha preso questa decisione d'improvviso, in treno, mentre ritornava a Roma dal Festival di Sanremo.

È un po’ la ribellione di una donna che tanto ha avuto il destino amico nella carriera artistica, quanto lo ha avuto avverso nella vita privata. Contro un successo senza precedenti nella storia della musica leggera italiana, contro il delirio del pubblico, milioni di dischi venduti, ammiratori che la idolatrano, avversari che da più di due lustri fanno di tutto per stroncarla senza riuscirci, un matrimonio durato soltanto duecentoqua-ranta ore, un amore con un compagno di lavoro che sembrava dovesse durare tutta la vita e che invece fini in maniera meschina, e poi niente altro che una grande, amara solitudine. L’uomo che è stato veramente suo marito per dieci giorni soltanto ha ricostruito una famiglia con un'altra donna e ne ha avuto una bimba ; l’altro uomo, quello che per due anni, dal 1951 al 1953, sembrava il «grande amore», Gino Latilla, sposerà tra qualche mese Carla Boni.

Nilla Pizzi è nata a Sant’Agata, un paesino a 27 chilometri da Bologna, nella terra cioè che, con Napoli, è il vivaio dei nostri cantanti di musica leggera. L’anno di nascita, come per ogni celebrità femminile non più giovanissima, è controverso. La prima data sicura nella schedina biografica della Pizzi è il 23 settembre 1939, il giorno in cui si celebrarono le sue nozze con un compaesano, l’operaio Guido Pizzi, non legato a lei da alcun vincolo di parentela, malgrado l'identità del cognome. Di famiglia modesta, Nilla faceva l’apprendista in una sartoria del luogo. Cantava - ma quale sartina non canta? - e teneva appiccicate sotto il bancone della sartoria le cartoline illustrate con le foto di Alberto Rabagliati e di Silvana Fioresi. Da tempo faceva all’amore con Guido Pizzi, e quando, scoppiata la guerra in Polonia, il fidanzato ricevette la cartolina precetto, trovò estremamente romantico sposare in tutta fretta il suo soldatino, prima che raggiungesse il reggimento.

1958 02 16 Epoca Nilla Pizzi f1Nilla Pizzi fra le sarte dell'atelier delle Sorelle Fontana, a Roma. Nilla Pizzi è nata in un piccolo paese vicino a Bologna, Sant'Agata, e la sua prima attività fu appunto quella della sartina. Cantava sempre e tutti le dicevano che aveva una bella voce, ma non pensava di tare, del conto, la ragione della sua esistenza. Uno spettacolo per soldati, nel quale si trovò a dover sostituire, improvvisamente, la protagonista, convinse la giovane sartina e i genitori di lei a tentare la carriera professionale. Oggi Nilla Pizzi conserva un primato eccezionale tanto nei dischi quanto nei compensi che le vengono accordati per serata.

Senza quel precipitoso matrimonio, la sua vita avrebbe seguito un corso ben diverso. Dieci giorni durò la loro modesta luna di miele presso dei parenti a Bologna; poi Guido parti, i lunghi anni di guerra li divisero, e non si riunirono mai più. Forse, se avesse avuto un bimbo, qualcosa del matrimonio si sarebbe salvato, ma il parere di tutti i medici, che allora e dopo Nilla ha consultato, è stato purtroppo unanime: non potrà mai avere bambini.

Rimasta sola, Nilla cadde in uno stato di abulia; e la sua vita si sarebbe trascinata chissà per quanto senza scopo, se non fosse intervenuto un fatto curioso. Si era alla fine del 1942 e, poiché il morale delle nostre truppe cominciava ad andare a rotoli, per rialzarlo il Quartier Generale non aveva trovato di meglio che ordinare a tutti i presidi di organizzare il più gran numero possibile di spettacoli di «musica varia» (cosi si chiamavano allora, dato che la parola «leggera» era considerata poco consona all’austerità del momento). Uno zio di Nilla, ufficiale del Genio Ferrovieri, incaricato di organizzare uno di questi spettacoli, si trovò nei guai, perché all’ultimo momento, a causa dei- bombardamenti, non era arrivata una cantante da Torino. Si ricordò della nipote dalla voce gradevole e la convinse ad esibirsi per le truppe.

La Pizzi ebbe tale successo che quando, poco tempo dopo, l'EIAR (la RAI di allora) bandì un concorso nazionale per voci nuove, furono gli stessi suoi familiari a spingerla a partecipare. Vinse Teliminatoria di Bologna, andò alla finale di Torino e fu tra i pochi prescelti ad entrare a far parte dell'organico della radio. L’orchestra incaricata di accompagnare i candidati alla finale era diretta dal maestro Angelini, il quale, a quel tempo, divideva con Pippo Barzizza, gli onori della massima popolarità nel campo della canzone. Ad Angelini, la Pizzi piacque evidentemente così poco che quando, una volta promossa, gliela offersero per la sua orchestra, la rifiutò decisamente. Nilla fu destinata al complesso del maestro Zeme, ma, allorché, sfasciatisi dopo T8 settembre gli organici della radio, Angelini ricevette l’ordine di rimettere insieme un complesso con i pochi superstiti, non potè fare a meno di accettare la Pizzi, rimasta impavida a sfidare i bombardamenti durante le trasmissioni, pur di non far ritorno al paese natio. In Angelini, la Pizzi trovò l’uomo che le educò ed affinò la voce ancora grezza, i radioascoltatori cominciarono a conoscere il suo nome, ma non era giunto il momento per il «grande volo». Nel 1944 fu bruscamente licenziata. Motivo: «in alto loco» si era giudicato che la sua non era una voce «all’italiana», che aveva inflessioni pericolosamente esterofile e che perciò faceva il gioco dei nemici della Repubblica di Salò.

Nel caos del dopoguerra, ci vollero anni perché i quadri della radio si riassestassero. Appena verso la fine del 1947, Angelini potè ricostituire il suo complesso : dei cantanti di un tempo, soltanto i più giovani erano rimasti, la Pizzi, Addile Togliani, il duo Fasano. In breve, Angelini riconquistò la celebrità di un tempo e, sull'onda del suo successo, navigarono veloci verso la celebrità i suoi cantanti, prima fra tutti Nilla Pizzi.

Ma il suo primo vero trionfo si doveva registrare soltanto nel gennaio del 1951. In collaborazione con Pier Busseti, la RAI allestì il primo Festival della canzone italiana a Sanremo, e ne affidò l’esecuzione ad Angelini e al suo complesso. Doveva essere un esperimento in sordina, invece la manifestazione esplose, Nilla Pizzi portò alla vittoria Grazie dei fior, la canzone di un compositore cieco, il maestro Seracini, e per la prima volta i giornali di tutta Italia si occuparono di lei.

L’anno successivo, Nilla ripetè, ingigantito, il suo trionfo a Sanremo, con Vola, colomba e Papaveri e papere. Questa volta nell 'équipe di Angelini c’era un cantante nuovo, Gino Latilla. Arrivato dal Sud pieno d’ardore, aveva perso la testa per Nilla a tempo di primato, e questa, per la verità, non era stata da meno. Fuoco degli uomini del tavoliere delle Puglie e fuoco delle donne d’Emilia: scoppiò un incendio in piena regola. Nilla che si era quasi dimenticata di avere un marito da qualche parte, non ebbe più che una preoccupazione: liberarsi da quel vincolo per poter sposare il suo impetuoso innamorato.

Tutto .sembrava andare per il meglio: fu umiliante, per lei, dover sostenere che al momento del matrimonio con Guido Pizzi era * non in condizioni di intendere e di volere», picchiatella in parole povere, ma riusd ad ottenere dal Tribunale di Mendrisio, in Svizzera, l'annullamento del matrimonio. Poi iniziò le pratiche per la delibazione in Italia della sentenza straniera: era il tempo, felice per le coppie infelici, in cui ciò si poteva ancora ottenere dalla Corte d’Appello di Torino, presieduta da Domenico Peretti Griva.

Ma, come abbiamo detto, la fortuna non è amica di Nilla nella vita privata. La sua causa fu discussa proprio nel corso dell’ultima udienza presieduta da Peretti Griva. Il verdetto le fu favorevole, ma il Pubblico Ministero ricorse, sostenendo che non la Corte di Torino, ma quella di Bologna era competente a giudicare il caso Pizzi-Pizzi. Nel frattempo le cose cambiarono, ed anche quell’unica via d’uscita torinese fu chiusa.

Fu un duro colpo per l’amore fra Nilla e Latilla; quello definitivo lo diede il cinema. La popolarità della Pizzi era divenuta tale che i produttori romani pensarono bene (anzi male, visti i risultati) di sfruttarla. A suon di milioni, convinsero Nilla a lasciare almeno temporaneamente Torino ed a trasferirsi a Roma, per girare il film Ci troviamo in galleria. L’altro ruolo femminile del film era stato affidato ad una giovane attrice, certa Sofia Loren che, pochi mesi prima, mentre ancora col nome di Sofia Lazzaro girava un romanzo a fumetti, s’era fidanzata con Achille Togliani.

1958 02 16 Epoca Nilla Pizzi f2La casa dove Nilla Pizzi vive insieme con i genitori, un attico al numero 8 di via Appiano a Roma, è arredata con sobrietà e buon gusto. I papaveri nel vaso accanto a lei sono di una qualità speciale, che un floricultore ha chiamalo Nillapizzi.

Per qualche tempo, ogni sabato, i due cantanti di Angelini prendevano il treno a Torino e calavano a Roma per passare il week-end con le rispettive innamorate. Si può immaginare in quale stato fosse la loro voce, quando il lunedì, dopo una notte di viaggio, si ripresentavano ad Angelini per cantare davanti ai microfoni. Non poteva durare, anche perché, al loro arrivo, sabato dopo sabato, Latilla e Togliani trovavano una schiera sempre più nutrita di corteggiatori attorno alla Pizzi e alla Loren. Ma, mentre il legame sentimentale fra Achille e Sofia si sciolse placidamente, quello fra Latilla e la Pizzi culminò in una frattura clamorosa: il tentato suicidio del cantante. Fu vera tragedia o fu farsa, ha poca importanza stabilirlo, ormai. Nella rottura sentimentale s’inserirono pure delle divergenze economiche, col risultato che ancora oggi, anche se per necessità professionali devono cantare fianco a fianco (come è accaduto qualche giorno fa a Sanremo), i due non si rivolgono la parola, evitano persino di guardarsi.

La lite con Latilla, sulla quale i giornali ricamarono con ampiezza di particolari piccanti, accadde alla vigilia del quarto Festival della canzone. La Pizzi non si sentì in animo, dopo quanto era accaduto, di ripresentarsi al pubblico di Sanremo accanto ai suoi vecchi compagni di lavoro. La RAI interpretò il suo rifiuto come un affronto e, per rappresaglia, la escluse dai programmi. Per un cantante di musica leggera, non trasmettere alla radio è come per un palombaro restare senza ossigeno. Da allora i rapporti RAI-Pizzi sono sempre rimasti tesi, i ritorni di Nilla ai microfoni sono stati saltuari, e soltanto in questi ultimi tempi hanno ripreso carattere di continuità. Eppure proprio durante i lunghi anni di ostracismo, si è avuta la dimostrazione di quanto solida, vasta e radicata fosse la popolarità della Pizzi.

I salottini di Nilla, una rete di clubs di fané della cantante che copre tutta la penisola, hanno saputo tener vivo il culto per la cantante con un’abilità ed una forza propagandistica che meriterebbero 'attento studio da parte degli esperti della Scuola Superiore degli agit-prop di Mosca. Lo standard di vendita dei dischi della Pizzi è rimasto altissimo, la sua quotazione per serata (300.000 lire) è stata superata solo da Claudio Villa nei momenti d’oro.

Di una sola cosa non aveva mai saputo consolarsi la Pizzi: che l'allontanamento dalla radio comportasse anche la sistematica esclusione dai Festival di Sanremo e di Napoli. L'anno scorso non ha resistito, ed a Sanremo ha voluto andare, almeno come spettatrice. Quest’anno, poiché non era più la RAI ad organizzare il Festival, Nilla Pizzi è ritornata a Sanremo. Aveva atteso questo ritorno con ansia, era decisa a dare tutta se stessa per smentire coloro che avevano sentenziato l’inizio del suo declino artistico. Per la prima volta sembrò che il destino volesse giocarle una beffa amara anche nella carriera : la vigilia della manifestazione le piombò addosso la febbre, le si abbassò la voce. Nilla restò in piedi malgrado la febbre, cantò con tutta l'anima facendo appello a tutte le risorse di quindici anni di mestiere; non volle rinunciare neppure a quello che doveva riuscire il suo «colpo» più abile e raffinato.

L’anno scorso, proprio a Sanremo. Claudio Villa s’era coperto di ridicolo per aver voluto radunare intorno a sé i giornalisti e rivolgere loro un’infelicissima conclone. Con quel precedente nessun cantante avrebbe mai più osato invitare i giornalisti. La Pizzi lo ha fatto, pur sapendo benissimo che i corrispondenti presenti a Sanremo le sarebbero saltati addosso senza pietà al primo accenno di discorsetto pubblicitario.

Ma è proprio qui che ha vinto la più elegante delle sue battaglie. Ha accolto i suoi ospiti come la più discreta ed affabile delle padrone di casa, è passata instancabile di crocchio in crocchio, adoperandosi perché ognuno si sentisse a proprio agio. Per oltre un’ora ha chiacchierato fitto fitto ora con l’uno, ora con l’altro. Soltanto quando se ne fu andata, i giornalisti si accorsero che non aveva mai parlato di sé.

La stessa sera, delle quattro canzoni che le erano state affidate, ne portava tre al secondo, al terzo e al quarto sto nella classifica finale.

Giorgio Berti, «Epoca», anno IX, n.385, 16 febbraio 1958



Gli anni cinquanta: le vittorie a Sanremo

Il 1950 la vede interprete di numerosi motivi che si rivelano subito altrettanti successi come Ciliegi rosa, Che bel fiulin, Nulla, scritta per lei da Casasco, contrabbasso dell'orchestra Angelini, Italia mia,Quiereme mucho. Nel 1951 vince il primo Festival di Sanremo con Grazie dei fiori, piazzandosi anche seconda con La luna si veste d'argento, cantata in duetto con Achille Togliani. Grazie dei fiori venderà 36 000 copie a 78 giri, vero record per l'epoca. Nello stesso anno porta al successo la versione italiana della hit Cherry Pink (and Apple Blossom White), con il titolo Ciliegi rosa.

L'anno successivo trionfa nuovamente al Festival di Sanremo conquistando l'intero podio (primo, secondo e terzo premio) rispettivamente con Vola colomba, Papaveri e papere e Una donna prega, che rimane un record a tutt'oggi mai eguagliato da nessun altro cantante. Luca Goldoni parlando della Pizzi in un suo articolo la definisce "la Regina della Canzone Italiana", titolo con cui passerà alla storia. Le sue canzoni segnano un'epoca: Vola colomba accompagna il ritorno di Trieste all'Italia mentre Papaveri e papere, che vende 75 000 copie, viene tradotta in quaranta lingue, fa il giro del mondo e ispira anche il titolo di un film con Walter Chiari. Ne incide una storica versione pure il tenore Beniamino Gigli.

Nel 1952 nasce il Festival di Napoli, che vince con Desiderio 'e sole in coppia con Franco Ricci, conquistando anche il terzo posto con Margellina, cantata in abbinamento con Sergio Bruni. Al Festival di Sanremo del 1953 si piazza "solo" seconda con Campanaro presentata in coppia con Teddy Reno. Subito però si rifà con altre incisioni che ne confermano l'alto successo: Me voy pa'l pueblo, Anema e core, El marinerito, Stelle e lacrime, Inganno, Malasierra (canzone di cui cura anche il testo), Padam padam, Non è la pioggia, Chérie, Mandolino napoletano, Duska, 'O ciucciariello, Mondina, Eternamente, Canzone appassionata, Statte vicino a me.

Nel frattempo riempie le cronache rosa la sua relazione col cantante Gino Latilla, col quale duetta in numerosi celebri motivi come Colpa del bajon, Col tricche-ballacche, El bajon, Amico tango, Volevo dir di no. Sostituita da Vittoria Mongardi al Festival di Sanremo del 1954, colpita dal tentato suicidio di Gino Latilla (dopo essere stato lasciato da lei), decide di cambiare casa discografica, diventa magrissima e si fa bionda. È la protagonista di alcuni fortunati film musicali come Ci troviamo in galleria di Mauro Bolognini (dove recita accanto a Carlo Dapporto e Sophia Loren), e Canzone appassionata di Giorgio Simonelli.

I suoi ammiratori fondano in suo onore a Torino, il primo fan club della storia della canzone italiana, chiamato Il salottino di Nilla. Nasce inoltre la moda delle "cartoNille", facsimile delle cartoline postali che recano invece la scritta "cartonilla postale", con varie immagini della Pizzi incollate davanti, che i suoi fans si scambiano per gli auguri natalizi e le comunicazioni sui suoi concerti. Nel 1954 lancia alla Piedigrotta, sotto le stelle di Anacapri, la celeberrima Luna caprese, ricevendo ben otto richieste bis; per tutto il mese di maggio inoltre dà il buongiorno ai radioascoltatori con il motivo O mese d'e rrose. L'anno successivo partecipa assieme a Teddy Reno e Alberto Talegalli alla rivista radiofonica musicale Rosso e nero di Corrado, ottenendo ampi successi.

Compie poi una fortunata tournée in America, partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive, incidendo dischi e trionfando con la canzone Croce di oro; il Progresso Italo-Americano di New York scrive che il titolo di "Regina della Canzone Italiana" non è affatto una trovata pubblicitaria, bensì il giusto appellativo per la Pizzi. Nel 1957 vince il Festival di Velletri con Dicembre m'ha portato una canzone in coppia con Nunzio Gallo; parallelamente trionfa al Festival della Canzone Siciliana con il motivo Sicilia bedda. Intraprende con Paolo Bacilieri una tournée in Russia, da cui porterà in Italia i brani Kira e Podmoskovnye večera (conosciuta in italiano come Mezzanotte a Mosca), incisi con la Roman New Orleans Jazz Band di Carlo Loffredo. Nello stesso anno sposa segretamente ad Acapulco il chitarrista Carlo Porti, dal quale si separerà pochi mesi dopo.

Nel 1958 torna al Festival di Sanremo dove si piazza seconda e terza, rispettivamente con L'edera e Amare un altro ripetute da Tonina Torrielli e da Gino Latilla (è l'unica cantante che riesce a insidiare il boom di Domenico Modugno, vincitore con Nel blu dipinto di blu). Qualche mese dopo vince l'edizione del 1958 di Canzonissima (con il brano L'edera). Nel 1959 vince il Festival di Barcellona (in coppia con Claudio Villa che presentava Binario), il Premio della Critica del Festival della canzone italiana (Premio della Critica Sanremese) (con Adorami). Inoltre si piazza terza al Festival di Napoli con Vieneme 'nzuonno, assieme a Sergio Bruni.

Gli anni sessanta, settanta e ottanta

Nel 1960 ritorna al Festival di Sanremo ed entra in finale con la canzone Colpevole in coppia con Tonina Torrielli, mentre viene eliminato dopo il primo ascolto il brano Perdoniamoci, ripetuto da Achille Togliani. Negli anni sessanta, con l'avvento degli urlatori, viene messa da parte dalle nuove tendenze musicali; riuscirà tuttavia a continuare a riscuotere successi sotto l'egida della casa discografica RCA Italiana. Apre un elegante night ad Acapulco chiamandolo Portofino, omaggiando Fred Buscaglione prematuramente e tragicamente scomparso proprio in quel periodo. Tra i frequentatori del locale, grossi nomi del calibro di Frank Sinatra, Sammy Davis jr., Curd Jürgens e Caterina Valente. Nel 1961 partecipa al Giugno della Canzone Napoletana. Nel 1962 si presenta al Primo Cantagiro dove canta Un mondo per noi, senza arrivare in finale.

Nello stesso anno intraprende la prima di una serie trentennale di fortunate tournée in Australia, dove appare anche alla tv locale. Nel 1964 è tra i 42 partecipanti della prima edizione di Un disco per l'estate 1964, con la canzone Abbronziamoci insieme. Nello stesso anno partecipa, dimostrando grande autoironia, alla parodia televisiva de I tre moschettieri per la serie Biblioteca di Studio Uno, diretta da Antonello Falqui ed allestita dal Quartetto Cetra, interpretando la Regina Anna d'Austria e Claudio Villa - ovviamente - Re Luigi XIII.

Riceve dal Governo Libico il prestigioso premio "Grande Cervo d'Oro" e nel 1965 vince il Festival di Sandrigo (Vicenza) con il motivo Ti, te se timido. Diretta da Alberto Lattuada interpreta Sostrata nella riduzione cinematografica de La mandragola di Machiavelli, accanto a Totò, Romolo Valli, Rosanna Schiaffino e Philippe Leroy. È del 1968 un'altra fortunata tournée americana, durante la quale ha l'onore di esibirsi al fianco di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Perry Como e Rosemary Clooney. Nel 1970 incide l'album Scritte per me, con dodici pezzi firmati dai più grandi autori e compositori italiani come Pino Calvi, Carlo Donida, Bruno Pallesi, Leo Chiosso, Carlo Alberto Rossi fino allo scrittore Leonida Répaci e ai conduttori Pippo Baudo e Paolo Limiti. L'album segna il passaggio alla sua nuova casa discografica: Equipe.

Nel 1972 il suo album Con tanta nostalgia vince il Premio della Critica Discografica, allora molto ambito. Nel 1981 Gianni Ravera la chiama a presentare il Festival di Sanremo, accanto a Claudio Cecchetto; la Pizzi è la madrina ufficiale della manifestazione nel trentesimo anniversario dalla prima edizione. Dal 1986 al 1990 forma assieme a Carla Boni, Gino Latilla e Giorgio Consolini, il gruppo "Quelli di Sanremo", col quale si esibisce in numerose manifestazioni e incide anche un 33 giri nel 1989. Attiva nel corso di tutti gli anni settanta e gli anni ottanta, è presente in numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, partecipa come attrice al film Melodrammore, unica regia cinematografica di Maurizio Costanzo, compie tournée in tutto il mondo (in particolare in Australia e Canada) e si esibisce nelle piazze e nei teatri di tutta Italia e in numerose edizioni della Festa de l'Unità.

Dal 1988 al 1992 è stata conduttrice di un varietà televisivo locale Romagna Mia. Nella stagione televisiva 86/87 ha condotto un programma L'allegro giovedì su Antennatre che come sigla aveva la canzone Un giorno all'italiana tratta dall'omonimo LP. Nel 1989 partecipa a C'era una volta il festival con Grazie dei fiori pur non accedendo alla finale, le venne consegnata una targa-premio, assegnatale da una commissione, dove veniva riconosciuta Grazie dei fiori come canzone più bella dei 40 anni del Festival di Sanremo.

Gli anni novanta

Nel 1990 partecipa alla trasmissione C'era una volta il festival con Papaveri e papere in una nuova versione a swing, ma non accede alla finale. Negli anni novanta è stata spesso ospite dei programmi televisivi RAI condotti da Paolo Limiti (E l'Italia racconta... 1996, Ci vediamo in TV 1998, Alle 2 su Raiuno 2000, Ci vediamo su RaiUno 2002) in cui ha reinterpretato più di cinquecento canzoni di vario genere e repertorio. In occasione del Festival di Sanremo 1994 fece parte del gruppo Squadra Italia, appositamente costituito per l'occasione, cantando il brano Una vecchia canzone italiana, classificatosi diciannovesimo.

Nel 1992 le è stato attribuito il premio "Personalità Artistica" alla Carriera. Un cammeo è sicuramente una sua partecipazione ad uno sketch con Aldo, Giovanni & Giacomo con Giovanni che interpretava il DJ Disco-Metallaro Johnny Glamour in una puntata di Mai dire Gol del Lunedì. Approfittando della sua notorietà e del suo carisma, soprattutto sugli anziani, compariva nelle televisioni private come imbonitrice in televendite di "Piramidi della fortuna"[5]: piccole piramidi in rame che promettevano fortuna, amore e soluzione di tutti i problemi di salute. Secondo quanto annunciava Nilla Pizzi durante la trasmissione che andava in onda su Rete Mia, la piramide avrebbe avuto la capacità di far risbocciare l'amore tra due persone semplicemente ponendo le foto dei due protagonisti sotto l'oggetto e sarebbe anche stata in grado di migliorare le condizioni economiche degli acquirenti.

Veniva venduta a un prezzo superiore alle 200.000 lire fino al 1995, quando un'indagine della questura di Genova interruppe bruscamente l'affare. È stata vittima svariate volte della trasmissione tv Scherzi a parte: rimasti famosi gli episodi del 1992 dove mentre cantava Grazie dei fiori le persone nello studio si picchiavano e nel 1995 quando era dentro una stalla di fronte a un "cavallo prodigio" che cantava Vola colomba.

Nel 1997 ha partecipato alla trasmissione del mezzogiorno di Canale 5 Ciao Mara, condotta da Mara Venier[6].

Gli anni 2000

Nel 2001 ha reinterpretato il brano Grazie dei fiori in chiave rap, assieme alla boy band 2080. Con lo stesso gruppo presenta il brano Io e te alla commissione selezionatrice del Festival di Sanremo 2002, che viene respinto. Il 1º giugno 2002 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la nomina Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.

L'anno seguente, nel 2003, durante il Festival di Sanremo le viene assegnato il prestigioso Premio alla Carriera. Nello stesso anno torna in sala di registrazione, incidendo l'album Insieme si canta meglio, che comprende dodici duetti con grandi nomi dello spettacolo quali Platinette, Valeria Marini, Don Backy, Mino Reitano ed altri. Nell'estate dello stesso anno, stupendo tutti, decide di partecipare ad un tour estivo in tutta Italia accompagnata dalla star televisiva Platinette, un progetto presto interrotto a causa di problemi di salute. Colpita da una patologia vascolare, è stata costretta a seguire un lungo periodo di riabilitazione, che l'ha tenuta lontano dal mondo dello spettacolo per un intero biennio.

È tornata sui suoi passi tra il 2005 e il 2006 apparendo ospite di altre trasmissioni televisive come Domenica In e Sanremo contro Sanremo. Nel 2006 ha inciso un duetto assieme a Michele Paulicelli intitolato Vicino a chi se non a te, che attualmente rimane la sua ultima incisione. Il 2008 e il 2009 l'hanno vista tra i protagonisti dell'estate musicale di Ozzano dell'Emilia dove si è esibita assieme a Giorgio Consolini, col quale ha duettato anche nel settembre del 2008 a Capannori durante i festeggiamenti del 40º Anniversario dell'Associazione Lucchesi nel Mondo. Le voci divulgate da Lorena Bianchetti il 22 febbraio 2009 nel corso del programma Domenica in, circa un "peggioramento delle sue condizioni di salute", sono state ampiamente smentite. Nel giorno del suo 90º compleanno le sono arrivati gli auguri personali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e molti quotidiani e trasmissioni televisivi l'hanno omaggiata; Mina, nella sua rubrica all'interno del quotidiano La Stampa, ha scritto che: "Io ho imparato molto dalla sua voce, ed è giusto ammetterlo, finalmente".

Nel corso dei festeggiamenti ha annunciato la prossima uscita di un cd contenente canzoni e poesie e una crociera tra le isole greche. Nilla Pizzi ha aderito ufficialmente al progetto Amiche per l'Abruzzo. L'iniziativa è partita da Laura Pausini che ha organizzato insieme ad altre cinquanta cantanti italiane, tra cui la Pizzi, un concerto che si è tenuto il 21 giugno 2009 allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano. Il ricavato della serata è andato alla ricostruzione in Abruzzo. Il 4 luglio 2009 Nilla Pizzi ha ritirato personalmente un premio alla carriera conferitole, durante la festa della decennale della squadra azzurra 2000, ad opera di Lele Mora. Il 14 agosto 2009 le è stato conferito un altro premio alla carriera ad Alassio da parte del comune di Sanremo. In settembre è stata nuovamente in tournée in crociera sul Mediterraneo assieme al collega Giorgio Consolini. Nilla Pizzi ha fatto un inatteso ritorno in televisione durante la trasmissione televisiva Domenica Cinque condotta da Barbara d'Urso, il 15 novembre 2009, apparendo in un collegamento in diretta dalla casa di Lele Mora dove la Pizzi era invitata insieme ad altri colleghi ed amici tra cui Loredana Bertè.

Gli anni 2010-2011: Sanremo e il nuovo album postumo

Nel febbraio 2010 è ospite d'onore durante la terza serata del Festival di Sanremo 2010, dopo l'omaggio tributatole da Carmen Consoli, che sul palco ha interpretato Grazie dei fiori: Nilla Pizzi, accompagnata sul palco da quattro giovani e con indosso un maestoso abito disegnato appositamente per lei da uno stilista napoletano, ha accennato il ritornello di Vola colomba[7] dimostrando di avere ancora un'intonazione perfetta e di aver mantenuto la sua caratteristica voce bruna e ferma[8]. Subito dopo, la cantante è stata insignita del premio Città di Sanremo[8].

In questa occasione il critico TV Mariano Sabatini scrive sul quotidiano Metro:

« Sanremo si addice a Nilla Pizzi. Benché ami dire di essere nata con il Festival, la “regina” della canzone italiana veleggia gagliardamente verso i 91 anni e stasera duetterà sul palco dell'Ariston con una delle colleghe più originali e dirompenti, Carmen Consoli, sulle note di Grazie dei fiori [...] Un simile spirito indomito, non intaccato dai recenti problemi di salute brillantemente risolti, sia d'esempio ai coetanei e ai non pochi giovani afflitti da abulia. »

Domenica 28 febbraio 2010 Nilla Pizzi ha partecipato, in qualità di ospite, al 'Carnevale di Cento', dove è salita sul palco e, accompagnata alla chitarra da Giovanna Nocetti, ha intonato alcune delle sue più famose canzoni. Nel numero di marzo 2010 della rivista musicale Musica leggera viene pubblicata una lunga intervista, rilasciata dalla Pizzi ad Enzo Giannelli, in cui la cantante racconta le fasi principali della sua carriera; questa risulterà essere l'ultima intervista ufficiale rilasciata dalla cantante. Il 29 marzo 2010 Nilla Pizzi è apparsa come ospite della trasmissione televisiva condotta da Paolo Limiti Minissima 2010, andata in prima serata su Rai 2 per celebrare i settanta anni della tigre di Cremona. Durante la serata la Pizzi ha cantato dal vivo ed ha ricordato il suo duetto a Mille luci con Mina in cui cantarono Papaveri e papere.

Il 9 luglio 2010 Nilla Pizzi, accompagnata dal suo agente, Lele Mora, ha inaugurato la terza edizione del "Padova Pride Village", e, aiutata dalla cantautrice Giovanna Nocetti, ha intonato i ritornelli di Vola colomba e Papaveri e papere. Nell'agosto 2010, insieme al collega di sempre Giorgio Consolini, ha partecipato ancora una volta ai festeggiamenti dell'"Estate di Ozzano". A settembre 2010 ha iniziato i lavori per la registrazione di un nuovo album di inediti che avrebbe dovuto vedere la luce nel 2011. Il 12 aprile 2011, trigesimo della scomparsa della cantante, viene pubblicato il suo album postumo, Tutto Nilla Pizzi[9].

La scomparsa

Nilla Pizzi muore improvvisamente la mattina del 12 marzo 2011 alla Casa di Cura Capitanio di Milano, all'età di 91 anni, dove era ricoverata in seguito ad un intervento, che inizialmente aveva ben sopportato[10]. Nella stessa clinica il 13 e 14 marzo 2011 è stata allestita la camera ardente, mentre i funerali della cantante si sono tenuti il 15 marzo 2011 a Milano, nella Basilica di Santa Eufemia. Negli stessi giorni che hanno succeduto la dipartita della cantante è stato indetto lutto cittadino a Sant'Agata Bolognese, suo paese natale. Dopo la cremazione[11][12], il 16 marzo le ceneri di Nilla Pizzi sono state tumulate nella cappella di famiglia, dove riposano i genitori. A renderle omaggio i suoi concittadini, che si sono stretti attorno alla cassettina in legno con le ceneri della cantante insieme ai familiari, formando un corteo[11]. Molti gli omaggi e i ricordi, oltre a quelli dei mass media, quelli degli amici di sempre, come Giorgio Consolini, Teddy Reno, Pippo Baudo, che l'ha ricordata come una donna solare ed energica, fino a Carmen Consoli, che ha definito la Pizzi come una parte integrante della cultura musicale italiana, anche perché ha raggiunto quasi 73 anni di carriera ufficiale.

Filmografia

Il microfono è vostro, regia di Giuseppe Bennati (1952)
Ergastolo, regia di Luigi Capuano (1952)
Solo per te Lucia, regia di Franco Rossi (1952)
Giovinezza, regia di Giorgio Pastina (1952)
Pentimento, regia di Mario Costa (1952)
Rosalba, la fanciulla di Pompei, regia di Natale Montillo (1952)
Ci troviamo in galleria, regia di Mauro Bolognini (1953)
Canzone appassionata, regia di Giorgio Simonelli (1953)
Dieci canzoni d'amore da salvare, regia di Flavio Calzavara (1953)
La ragazza di Via Veneto, regia di Marino Girolami (1955)
Dramma nel porto, regia di Roberto Bianchi Montero (1955)
Cantando sotto le stelle, regia di Marino Girolami (1956)
San Remo canta, regia di Domenico Paolella (1956)
Serenata al vento, regia di Luigi Latini de Marchi (1956)
Accadde di notte, regia di Gian Paolo Callegari (1956)
Il sole tornerà, regia di Ferdinando Merighi (1957)
¿Adónde van nuestros hijos?, regia di Benito Alazraki (1958)
Destinazione Sanremo, regia di Domenico Paolella (1959)
La mandragola, regia di Alberto Lattuada (1965)
Una ragazza di Praga, regia di Sergio Pastore (1969)
Melodrammore, regia di Maurizio Costanzo (1977)

Maggiori approfondimenti biografici

Note

  1. ^ Paolo Ruggieri, Canzoni italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol. II, pag.229-240
  2. ^ Fonte: Undo.net.
  3. ^ B.G. Lingua, Le canzoni dei ricordi: 1944-1945, Fonit Cetra, LCR 3012, 1979
  4. ^ Enzo Giannelli, Tutti i pezzi della Pizzi, pubblicato su Raro! n° 3, maggio-giugno 1988, pag. 24
  5. ^ Fonte: corriere della sera
  6. ^ Leandro Palestini, Sodano: la Venier angelo di Canale 5, in la Repubblica, 6 settembre 1997. URL consultato il 30 giugno 2016.
  7. ^ Alessandra Vitali, Il ripescaggio salva Pupo e Scanu. Sul palco la regina Nilla Pizzi., la Repubblica, 18 febbraio 2010. URL consultato il 19 febbraio 2010.
  8. ^ a b Le ragazze di Sanremo, e Nilla (la Levi Montalcini della canzone), La Stampa, 19 febbraio 2010. URL consultato il 19 febbraio 2010.
  9. ^ Tutto Nilla Pizzi: un cd per ricordare la cantante - News Musica - Tutto Gratis
  10. ^ ANSA, Addio a Nilla Pizzi, regina di Sanremo, 13 marzo 2011
  11. ^ a b MonrifNet, Il Resto Del Carlino - Bologna - La grande Nilla Pizzi ora riposa a Sant’Agata, su www.ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 05 giugno 2017.
  12. ^ Un ricordo di Nilla Pizzi !, su ersiliogallimberti.blogspot.it. URL consultato il 05 giugno 2017.
  13. ^ con la collaborazione di Claudio Avenali e pubblicata con il titolo Tutti i pezzi della Pizzisu Raro! n° 3, maggio-giugno 1988, pag. 22-27 e n° 4, novembre-dicembre 1988, pag. 54-55
  14. ^ la Pizzi però ha sempre negato di aver interpretato questo brano, sostenendo che si sia trattato di un errore della Parlophon sull'etichetta; cfr. B.G. Lingua, Le canzoni dei ricordi: 1944-1945, Fonit Cetra, LCR 3012, 1979; Enzo Giannelli, Tutti i pezzi della Pizzi, pubblicato su Raro! n° 3, maggio-giugno 1988, pag. 24

Riferimenti e bibliografie:

  • Giorgio Berti, «Epoca», anno IX, n.385, 16 febbraio 1958