Articoli & Ritagli di stampa - Rassegna 1943


Rassegna Stampa 1943


Totò


1943 01 07 Corriere della Sera Orlando curioso T L

«Corriere della Sera», 7 gennaio 1943


1943 03 23 Il Messaggero L Orlando curioso T L


1943 04 20 Il Messaggero L Orlando curioso T L

Totò al Valle - Con la bella rivista di Galdieri Orlando curioso iersera a teatro completamente esaurito nella brillante interpretazione comica del comico , di Lucia D'Alberti, Clelia Matania, Vera Worth s'è rinnovato il più caloroso successo per questo spettacolo aggiornato ed abbellito [...] La rivista è stata arricchita di nuovi e divertenti quadri e di nuove combinazioni coreografiche. 

«Il Messaggero», marzo-aprile 1943


1943 05 03 Il Popolo d Italia L Orlando curioso T L

1943 05 05 Il Popolo d Italia L Orlando curioso T intro

Con una nuova edizione dl Orlando curioso è tornato al Mediolanum «Totò» fervidamente accolto dal pubblico. La fortunata, rivista dl Michele Galdleri ha ritrovato il successo che le arrlue nella sua prima edizione.
Molti, infatti, gli applausi durante tutto lo spettacolo a Totò, a Lucia d'Alberti, a Giovanna D'Amico, Vera Worth, Edoardo Passarini ed Herry Feist.

«Il Popolo d'Italia», 5 maggio 1943


1943 06 02 La Stampa Orlando curioso T L

Finalmente, con i primi caldi, la Compagnia priva di qualche elemento di primo piano, un po' stanca e qualche importante quadro eliminato, l'ultima rivista di Michele Galdieri, l'Orlando curioso è giunta anche a Torino.
Ma il nostro pubblico, che conosce e ama Galdieri e Totò, è ieri sera accorso numerosissimo al Carignano, affollato in ogni ordine di posti, per confermare ad essi, ad essi soltanto, la sua simpatia e la sua ammirazione.

La rivista è divertentissima, come non può non essere una rivista di Galdieri; è fine, è elegante, è ricca di quel sottile umorismo che l'autore ormai provatissimo, sa dosare in quadri satirici di attualità costituenti il cardine di una vera rivista. Pensate a Orlando che viene a dare un'occhiata nelle faccende nostre d’ogni giorno, e pensate a Totò che impersona il fantasioso personaggio ariostesco: è tutto qui il successo e diteci se è poco... Totò è stato anche ieri sera il grande comico dagli innumerevoli mezzi tanto mimici che non mutano mai e appaiono sempre nuovi, suscitatori di una ilarità senza freni.
Accanto a Totò, la grazia felina di Lucia D'Alberti, il garbo evanescente di Vera Worth,, la contenuta comicità di D’Auro; e poi, nella parte coreografica: la signorilità, nella danza, intesa come arte e non come sgambettamento epilettico, di Harry Feist e Riccardo Rioli.

Un bravo all'attore Paoli, presentatore molto a posto.
Regia accurata: cioè il gusto di Galdieri in ogni particolare, dalla scelta degli scenari e dei costumi veramente pittoreschi alla disciplinata andatura dello spettacolo. Anche l'orchestra si è comportata bene sotto la sicura direzione del maestro Palomby [...]

«La Stampa», 2 giugno 1943


1943 06 13 Il Popolo d Italia L Orlando curioso T LOLIMPIA - Totò e la sua Compagnia hanno presentato ieri sera una nuova edizione della rivista di Galdieri Orlando curioso. Rinverdita di nuovi quadri non meno spassosi dei primi, la rivista ha incontrato il gusto del foltissimo pubblico che ha vivamente festeggiato Totò, Lucia D'Alberti e tutti gli altri artisti [...] 

«Il Popolo d'Italia», 15 giugno 1943


1943 06 20 Il Popolo d Italia Due cuori fra le belve T L

«Il Popolo d'Italia», 20 giugno 1943

1943 06 26 Il Messaggero Due cuori fra le belve T2 L

«Il Messaggero», 26 giugno 1943


[...] Frivolo, leggero, scombiccherato, Due cuori fa le belve propone un Totò fumettistico (Steno e Vincenzo Rovi, cosceneggiatori con AkosTolnay, vengono dal giornale umoristico “Marc’Aurelio”) a contatto con la scemenza patente, i leoni feroci, le botte in testa, i selvaggi cannibali, la parodia dei Tarzan con Weissmuller e dei romanzi di Verne (il soggetto di Goffredo D’Andrea, direttore di produzione del film, s’intitola Ventimila leghe sopra i mari). [...]

Anonimo, Teatro di posa n. 10, «Cinema», n. 156, 25 dicembre 1942


Trasportate Totò fra i selvaggi e abbandonatelo nella foresta vergine assieme a una ragazza che di lì a poco apparirà vestita quasi soltanto della sua pelle. Tenete presenti la faccia dell'attore, i suoi gesti, certa sua impressionante facoltà di spingere in fuori gli occhi e di far muovere alcuni muscoli sui quali, generalmente, la volontà egli uomini non agisce: otterrete il film inverosimile di un inverosimile protagonista. Il lazzo, il gioco di parole, la coincidenza francamente burlesca sono spesso sopraffatti da una comicità particolarissima fatta di contrasti sinistri e talvolta di tetre astrazioni. Totò é immutabile, la maschera che tutti conoscono, e Simonclli lo ha servito a dovere. [...]

«Corriere della Sera», 24 giugno 1943


[...] Totò è quello straordinario Totò che sapete, potenzialmente Il comico più dotato del nostro cinema e certamente li più stimolante per uno sceneggiatore inventivo e rispettoso di quel minimo di autonomia cinematografica che si richiede a chi scrive farse per il cinema. [...] Tuttavia gli sforzi coscienziosi dei regista Simonelli per trasformare in tempo cinematografia il tempo rivistaiolo o vignettistico di quelle trovate spesso ci riescono e sono i momenti in cui, grazie anche alla tempesta mimica e pantomimica di Totò, il pubblico non può fare a meno di ridere [...] .

def, «Il Messaggero», 27 giugno 1943


Totò in mezzo a tutti questi pericoli con il suo solito atteggiamento e le sue reazioni al cospetto dei cannibali e dei leoni, sono le stesse di quelle che egli prova nelle sue riviste di fronte al pubblico del Valle. Egli danza, salta si abbandona ai suoi taciti fervorini agitando l'indice, fa roteare gli occhi e con la sua comunicativa comicità, con la sua silenziosa e aerea follia costituisce l'unico numero del film, il quale è stato diretto da Simonelli con grande buona volontà. [...]

Pat. [Ercole Patti], «Il Popolo di Roma», Roma, 27 giugno 1943


[...] Se gli sgambetti, le piroette, il rotear d'occhi, gli sberleffi, i giochi di parole, gli strafalcioni e i costumi ridicoli - bagaglio frusto di palcoscenico - ci hanno una volta ancora fatto considerare come alle pellicole comiche sia rivolto un impegno editoriale di secondo ordine, un brano, la seconda rapsodia del Liszt suonata al pianoforte, ci ha impressionato. In queste, a parte l'esagerato rullio e beccheggio della nave, il volto di Totò, taluni suoi atteggiamenti, alcuni guizzi del capo, ci hanno illuminato sulle possibilità dell'artista. Fino ad oggi, egli è stato impiegato in scene comiche a lungo metraggio, con una messinscena economica, astrusa, con una regia ossequiente a uno schema antiquato e di maniera; viceversa, s'egli venisse utilizzato con maggiore avvedutezza tecnica e inventiva, forse riuscirebbe a fornire qualche saggio non privo di significato [...].

M.M. [Mario Menghini], «L'Osservatore Romano», Roma, 28-29 giugno 1943


Totò è un grande mimo, e varrebbe davvero la pena che un regista intelligente si prendesse la briga di dirigerlo con serietà, cercando anche di trattenere certe sue eccessive baldanze frenetiche. A nessuno più di lui si addice alla perfezione quel famoso dialogo di Heinrich Kleist sulle marionette. Sembra svitabile come Pinocchio, puoi gettarlo in aria e lasciarlo cadere per terra, senza misericordia, tanto fa l'impressione di essere protetto da tutti gli acciacchi. Sorprendente è anche la estrema mobilità del suo viso oblungo, non so se cavallino o conigliesco; ma certo è indiscutibile una sua parentela con certi animali domestici, così come non è lontano dalla struttura fisica di Buster Keaton, del quale, altresì, conserva quella spiccata malinconia nei grandi occhi rotondi con in più una aggraziata aria istrionesca. E se non fosse per l'interesse che possono suscitare alcune sue smorfie, credo che difficilmente perdoneremmo a questo Due cuori far le belve tanta sciatteria e mestierantismo.

Giuseppe De Santis, «Cinema», VIII, 169, Roma, 10 luglio 1943


1943 10 02 Il Messaggero Superspettacolo Teatro Valle LLo spettacolo organizzato al Valle sotto gli auspici del Giornale d'Italia, del Piccolo e di Film, a parziale beneficio del sinistrati dl Napoli, della Sicilia e della Calabria ha avuto il successo dl folla e dl consensi che è ormai consueto alle rappresentazioni del genere. Foltissima — era un tutto esaurito — l'affluenza della folla, che a parte il desiderio dl trascorrere alcune ore di sano divertimento ha voluto In tal modo dare il suo entusiastico contributo a favore del fratelli che più degli altri Italiani soffrono per causa della guerra. Schietto e sincero l'applauso al bravi artisti che hanno voluto gentilmente prestarsi in quest'opera il bene che vede mobilitati dl fede viva tutti gli Italiani.
Per la regia di Capriati si sono avvicendati applauditissimi numeri, lodevoli tutti gli artisti: Attilla Radice del Teatro dell'Opera; Il violinista Strapplnl. Sante e Rino, Orazio Ondina A. Manglnl, Il trio Ferrara, Beatrice e Irene, la Dea Carbacci, Il trio Capinere e tre Sorelle Nava e la prestigiosa orchestra Segnini. Ha concluso lo spettacolo una divertentissima scena con beniamino Totò. Efficace presentatore del numeri Nunzio Filogamo. Addobbo scenico dl Pompeti. Oggi replica col tenore Tagliavini e il baritono Gobbi.

«Il Messaggero», Roma, 2 ottobre 1943


1943 10 15 Il Messaggero Aria nuova LTotò al Galleria - Totò rimessosi dalla lieve indisposizione che lo ha costretto a letto, oggi parteciperà allo spettacolo di arte varia, di una "fantasia di tanti motivi" « Aria nuova » coadiuvato da Passarelli, i Bonos, E. Giusti, Armando Fragna e la sua orchestra, Harry Feist, L. Mannucci, Il Quartetto Cetra, Fausto Tommei e tutti gli altri [...] Il M.o Fragna con i «Dieci minuti a Napoli», felice rievocazione delle più belle canzoni partenopee [...]

«Il Messaggero», 16 ottobre 1943


1943 12 22 Il Messaggero Spettacolo Toto LSALA UMBERTO - oggi 2 spettacoli, ore 15 e ore 17,15 precise del Superspettacolo Radio con Totò e l'Orchestra Rizza.

«Il Messaggero», 24 dicembre 1943


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