Rose Keil Margaret

(Berlino, 7 luglio 1945), è un'attrice tedesca naturalizzata italiana.

Biografia

Ha avuto un periodo di notorietà in Italia a partire dagli anni sessanta soprattutto come interprete di fotoromanzi della Lancio e come testimonial dell'aperitivo Punt e Mes (prodotto dalla Carpano), che pubblicizzò nella rubrica televisiva Carosello, girando a partire dal 1964 diverse serie di short-film (rimasti celebri sia per il raffinato plot, di intonazione romantica, di cui fu autore - e regista - Luciano Emmer, sia per l'indovinatissimo jingle, cantato da Nicola Arigliano[1]). La sua carriera si è protratta fino ai primi anni ottanta.

Accreditata talvolta come Margaret Keil, Margareth Rose Keil e Margaret Rose. La sua filmografia consta di una trentina di titoli, prevalentemente da collegarsi a b-movie di genere horror, peplum, fantascientifico, poliziottesco, spaghetti western, musicarello, sexploitation e della commedia erotica all'italiana. Nelle distribuzioni italiane è stata doppiata, fra l'altro, dalle doppiatrici Laura Gianoli e Annarosa Garatti.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

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Margaret Rose Keil, la giovane berlinese che è riuscita a catturare con il suo fascino un pericoloso avventuriero, è diventata attrice dopo avere lavorato come fioraia

Roma, ottobre

Alcuni mesi fa i giornali tedeschi hanno fatto un gran chiasso intorno alla singolare storia di un abile e simpatico avventuriero, il quale, dopo aver fatto un colpo a Berlino e un furto a Roma, dopo aver soggiornato a sbafo in una quantità di alberghi, buggerato decine di benzinari e sedotto un numero imprecisato di donne, nonché aver preso in giro le polizie di mezza Europa, è stato rintracciato e catturato da una fragile ragazza con il solo ausilio di una macchina, di un autista e del suo fascino. L’impresa della ragazza è suonata come uno schiaffo ai metodi scientifici della Interpol e ha riportato i lettori ad un clima romantico, tipo "Domenica del Corriere” di 40 anni fa, quando inafferrabili Landrù, sgusciati di mano ai più abili detectives, scivolavano poi nella trappola di due occhi incantatori.

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Come nelle storie di allora, anche Ted Henner è infatti caduto vittima della debolezza del suo cuore; come le bellissime di 40 anni fa, anche Margaret Rose Keil, fino all’aprile scorso indossatrice in Berlino, ha i capelli ossigenati, gli occhi color miele e un’aria seducente da maliarda. Bella lei, ma bello e seducente pure lui, tanto che la sera in cui lo conobbe, Margaret non gli nascose affatto la sua simpatia. Questa simpatia salì di grado il giorno dopo, allorché Ted si presentò al primo appuntamento pilotando una sfavillante fuoriserie; nè la intaccò la richiesta, che il suo giovane amico le fece con ammirevole noncuranza, di un piccolo prestito. Margaret non aveva occhi che per la fuoriserie; la passeggiata fu lunga e piacevole. «Te li restituisco domani», disse Ted.

1961 10 14 Tempo Margaret Rose Kiel f2MARGARET ROSE KEIL sulla spiaggia di Ostia. Nata a Berlino, la giovane attrice abitò per alcuni anni nella Germania Orientale, poi ritornò nell’ex-capitale dove visse per qualche tempo (e frequentò le scuole fino a 14 anni), prima di tentare l’esperienza cinematografica.

Ma l’indomani Ted non si presentò all’appuntamento, nè telefonò, nè si fece vivo in altro modo; e, al suo posto, si presentò a casa della giovane indossatrice la polizia, dalla quale essa apprese che il suo simpatico e galante accompagnatore non era affatto il proprietario della macchina con cui l’aveva portata a spasso, ma il ladro della medesima, nonché un avventuriero internazionale che la polizia di 5 stati stava ricercando da tempo. Un po’ delusa, essa precisò che anche a lei doveva un certo numero di marchi, ma non sapendo di lui altro che il nome non poteva in alcun modo aiutare la polizia; e da questo momento Ted Henner sarebbe uscito dalla sua vita se, qualche giorno dopo, egli non avesse ricominciato a farsi vivo.

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Non si era dimenticato di Margaret, pensava a lei, voleva risentire la sua voce. Dalle telefonate si poteva ricostruire esattamente il percorso che egli faceva. E doveva essere facile per la polizia piombargli alle costole e arrestarlo; invece i poliziotti arrivavano ogni volta tardi ed erano sempre fra i piedi di Margaret Keil a chiederle informazioni. Un giorno si stancò. «Bene — disse — ci penso io; datemi una macchina, un autista e 48 ore di tempo, e lo trovo di sicuro». Le diedero tutto. Sulla traccia dell’ultima telefonata, giunta da un albergo di Rimini, Margaret venne in Italia e, fermatasi a Modena, chiamò Rimini. Brutte notizie: Ted aveva lasciato l’albergo, insalutato ospite. Che fare? Margaret telefonò a sua madre, a Berlino.

«Ha chiamato proprio ora da Cannes», le rispose la madre; e otto ore dopo, anche Margaret era a Cannes. La macchina era parcheggiata davanti a un albergo, l’autista staccò i contatti, alcuni poliziotti circondarono l’edifìcio. «Non hai vie d’uscita — gli disse Margaret — o vieni con noi a Berlino o ti arrestano subito». Non si sa bene se il giovane avventuriero abbia parafrasato, in questa occasione la celebre frase di Cesare: «Anche tu, Margaret», ma è certo che egli, galante fino all'ultimo, optò per la prima soluzione e fece ritorno a Berlino, aggiogato al carro della vincitrice. E’ stato così che Margaret Rose Keil, promossa dal ruolo di semplice indossatrice a quello di detective internazionale, è salita per la prima volta agli onori della cronaca; ora vi toma con un terzo titolo, quello di attrice de) cinema, che si è conquistato in soli cinque mesi di permanenza in Italia.

Da quando, nel maggio scorso, si è stabilita a Roma, ha infatti messo in allarme i più celebri play boy di via Veneto, ”fatto Voltare” Fellini, guadagnato un premio, lavorato per la tv, interpretato tre film, nonché occupato il posto, lasciato libero da Elke Sommer ormai piazzata sul mercato europeo, di rappresentante del sex-appeal teutonico. Il merito di averla "scoperta” e portata in Italia spetta, in tre parti quasi uguali, ad Alessandro Bla-setti, al fotografo Fried e al principe Raimondo Orsini. Bla-setti la incontrò a Berlino, dove si era recato a girare le ultime scene di Io amo, tu ami, e subito le diede una piccola parte nel film.

1961 10 14 Tempo Margaret Rose Kiel f4IL PREMIO "ALI D’ORO" destinato ai migliori interpreti stranieri è stato recentemente assegnato a Chianciano all’attrice tedesca. Margaret Rose Keil debuttò nel cinema sostenendo una piccola parte in ”Io amo, tu ami”, di Blasetti, il regista che per primo credette nelle sue possibilità. In cinque mesi di permanenza in Italia, Margaret (che ha diciotto anni) ha interpretato tre film e ha lavorato per la televisione: ultimamente ha ricevuto dai produttori numerose offerte di lavoro.

Quanto al principe Raimondo Orsini, egli non ha avuto bisogno neppure di una conferma. Viste le foto di Margaret, ha capito subito che si trattava di una ragazza diversa dalle solite e immediatamente ha chiesto di conoscerla, ma in quel momento Margaret era assente da Berlino, dove sarebbe tornata, così gli disse il suo agente, lo stesso fotografo Fried, il giorno dopo. Se avesse aspettato, l’avrebbe certamente incontrata. Il principe aspettò, ma non uno nè due, aspettò tre giorni, e tutti e tre i giorni si recò, con un mazzo di rose, all’aeroporto. Finalmente, la sera del terzo giorno, morbida, con i capelli ondeggianti sulle spalle, Margaret Rose scese dall’aereo, avanzò sorridendo. Era l’ultima sera di Carnevale: Orsini non le diede neppure il tempo di cambiarsi d’abito.

Si tolse il gilet rosso cardinale del frack, la giacca a coda e glieli infilò sulla gonna nera da viaggio; si sciolse il farfallino e glielo annodò al collo. Cominciò così un’amicizia che dura tuttora, anche se Orsini, ormai scaltrito da troppe esperienze, è riuscito fino ad oggi a sottrarsi ai flashes dei paparazzi.

Qual è quell’altra ragazza, fra le componenti la "legione straniera" di Cinecittà, che, ancor prima di arrivare in Italia, ha trovato un regista, un produttore e un principe? Margaret nata a Berlino, vissuta alcuni anni nella Germania Est, ritornata da lì a Berlino Ovest, dopo aver ricominciato la sua vita da capo e senza una lira lavorando per anni come fioraia, e poi brevemente come dattilografa, ballerina, indossatrice, è riuscita a tagliare tutti e tre i traguardi insieme.

A. D., «Tempo», anno XXIII, n.41, 23 ottobre 1961



Fotoromanzi

Keil ha interpretato sedici fotoromanzi Lancio nel periodo che va dal 1968 al 1970, con un'appendice nel 1977. In sette di essi è apparsa come protagonista:

La vita appesa a un filo
Ombre sotto la luna (testata: Jacques Douglas)
La vita appesa a un filo (Jacques Douglas)
Si muore solo tre volte (testata: Lucky Martin)
Brindisi per un assassinio (Lucky Martin)
Quando si muore per amore
Triangolo d'amore
L'amore è ombra l'amore è luce

Filmografia

I magnifici tre (1961)
La ragazza di mille mesi (1961)
Totò di notte n. 1 (1962)
Le prigioniere dell'isola del diavolo (1962)
That Kind of Girl (1963)
Gli imbroglioni (1963, episodio Siciliani)
...e la donna creò l'uomo (1964)
Panic Button... Operazione Fisco! (Panic Button) (1964)
I marziani hanno 12 mani (1964)
Agente Jo Walker operazione Estremo Oriente (Kommissar X - In den Klauen des goldenen Drachen) (1966)
Addio mamma (1967)
La più bella coppia del mondo (1968)
Il ritorno del gladiatore più forte del mondo (1971)
Roma bene (1971)
I due pezzi da 90 (1971, accreditata come Margareth Rose Keil)
...e lo chiamarono Spirito Santo (1971, accreditata come Margaret Rose)
Decameroticus (1972)
Il Decamerone proibito (1972)
Io monaca... per tre carogne e sette peccatrici (1972, accreditata come Margaret [Rose] Keil)
Le mille e una notte... e un'altra ancora!, regia di Enrico Bomba (1972)
Metti... che ti rompo il muso (1973)
Elena sì... ma di Troia (1973)
Quando i califfi avevano le corna (1973)
Novelle licenziose di vergini vogliose (1973)
Fra' Tazio da Velletri (1973)
Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno (1973)
Zelda (1974)
La polizia brancola nel buio (1975)
Scusi eminenza... posso sposarmi? (1975)
La missione del mandrillo (1975)
Corte marziale (1977)
Febbre a 40! (1980)
Ein echter Hausfrauenfreund (1980)
Giochi erotici nella terza galassia (1981, accreditata come Margaret Rose)


Riferimenti e bibliografie: