Silvana Pampanini: breve vacanza di «ciliegio in fiore»

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Silvana Pampanini, tornata a casa con il gradito ricordo del poetico soprannome impostole dai giapponesi, ha passato qualche giorno nella pace di una fattoria in attesa di affrontare il film “La bella di Roma”.

Roma, maggio

Di ritorno dal lungo viaggio in Estremo Oriente e negli Stati Uniti, Silvana Pampanini si è concessa una brevissima vacanza. Per tre giorni il suo telefono ha squillato inutilmente: «La signorina è fuori Roma», rispondevano. Poi abbiamo saputo che era di poco fuori Roma, in una fattoria distante poche diecine di chilometri dalla
città, ospite di una famiglia amica.

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Ma quello che ha più commosso Silvana é che il pubblico giapponese l’abbia affettuosamente ribattezzata "Ciliegio in fiore”. Le è sembrato un nomignolo straordinariamente poetico ed elogiativo. Ci ha narrato anche che i cinesi, per non essere da meno, l'hanno battezzata "Prezioso gelsomino d’acqua”.Questi ultimi mesi sono stati particolarmente intensi per Silvana. Dopo aver' interpretato due film uno appresso all’altro è partita per il Giappone. Ha narrato poi di aver avuto accoglienze addirittura commoventi. «Mi hanno regalato perfino un filo di perle. Poi dei meravigliosi kimono. E anche una preziosa bambola antica che rappresenta uno dei più celebri personaggi femminili del teatro giapponese».

Il fotografo è intervenuto per ritrarre gli ultimi istanti di vacanza di Silvana. La breve tregua stava infatti per scadere e l'attrice doveva tornare a Roma per iniziare, il 9 maggio, le riprese di "La bella di Roma”.

”La bella di Roma” è una vicenda ambientata nell’ ambiente più popolare della città con uno spunto goldoniano: quello di una bella ragazza costretta a vivere a contatto del pubblico, che riesce a tenere a bada i pretendenti belli e brutti, giovani e vecchi, ricchi e poveri, per sposare il giovanotto del suo cuore.

Nel film. Silvana si chiama Nannina ed è la cassiera di un bar. Orfana e molto giovane si è dovuta cercare un lavoro e non sapendo far nulla di preciso ha dovuto scegliere un’attività in cui non fosse richiesta che la bella presenza e una certa sveltezza. Così è divenuta cassiera in un bar collocato nel vecchio Trastevere.

Nannina ha naturalmente un fidanzato, un giovane pugile impersonato da Antonio Cifariello. Il pugile è disoccupato e per vivere è costretto a fare il caposquadra di un gruppo di uomini-sandwich che gira per la città trasportando cartelli che decantano le qualità dei più svariati prodotti. La storia è tutta imperniata sull’amore di Nannina e di Mario.

Appariranno nel film gli angoli della Roma più tipica, le piazzette di Trastevere, il Colosseo, la Navicella (una strada tipica in cui è situato il bar dove Nannina è cassiera). Nella stessa strada ci sono altri negozi i cui proprietari aspirano a conquistare Nannina: Oreste (Paolo Stoppa), un trattore vedovo che vorrebbe ricostruirsi con lei una famiglia, e Alberto Sordi che impersona un materassaio sposato che vorrebbe far di Nannina la sua amante. Poi tutto finisce come nelle commedie del buon tempo antico con il matrimonio di Mario e Nannina.

Poiché gran parte del film verrà girato in esterni. Silvana, stando in campagna, si è allenata ad alzarsi prestissimo al mattino. Infatti le riprese si inizieranno alle sette e per essere pronta e truccata a quell’ora l’attrice dovrà alzarsi ogni mattina alle quattro, «Qui mi sveglio con le galline» ha precisato Silvana «e a Roma riceverò il primo saluto dagli spazzini».

Siamo tornati insieme a Roma. Ma Silvana non è andata a casa sua. Si è fermata a Piazza di Spagna, nel negozio di un grande parrucchiere che la attendeva per trasformare il colore dei suoi capelli. Abbiamo appreso così che queste foto sono le ultime, per ora, di Silvana Pampanini bruna. Dopo due ore infatti è uscita dal parrucchiere con una chioma violentemente bionda. Le esigenze cinematografiche hanno trasformato in bionda la più caratteristica bruna del nostro schermo.


U. d. F., «Tempo», anno XVII, n.21, 26 maggio 1955


Tempo
U. d. F., «Tempo», anno XVII, n.21, 26 maggio 1955