Spina Grazia Maria (Spinazzi Maria Grazia)

Grazia Maria Spina

Maria Grazia Spinazzi, nota come Grazia Maria Spina (Venezia, 3 giugno 1936), è una pittrice e attrice teatrale, cinematografica e televisiva italiana.

Biografia

Dopo gli esordi al Teatro Stabile di Trieste, debuttò alla Fenice di Venezia con Vittorio Gassman. La sua carriera teatrale si è svolta poi in particolare a Roma (Teatro Piccolo Eliseo) e Genova (Teatro Stabile), con un vasto repertorio comprendente Goldoni e un gran numero di autori celebri.

Ha interpretato decine di film e ha partecipato a decine di trasmissioni televisive, ed ha posato nuda nell'ottobre 1970 per la rivista Playmen. Dal 1991 si dedica solo alla pittura. Nel 1997 riceve l'onorificenza di Commendatore.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

1959 10 13 Tempo Maria Grazia Spina intro

Maria Grazia Spina, dopo tanti romanzi sceneggiati, interpreta nel suo primo film un personaggio simile a lei, vivace e turbinoso, anche se meno distratto

Roma, ottobre

Negli ambienti teatrali è nota come l'ex ”attrice giovane” di Vittorio Gassman, cioè come la protagonista, ingenua e maliziosa di "Ornifie”; oppure, come l’adolescente un po' morbosa di "Sud", la commedia di Julien Green. Il pubblico della televisione la conosce invece come la candida interprete di romanzi sceneggiati dickensiani. o di ruoli ancora più pateticamente ottocenteschi. Già due anni fa. quando partecipò al Rallye del cinema, una folla di vecchiette si raccoglieva commossa intorno alla sua macchina, memore delle sue strazianti vicende televisive. Nel cinema ha cominciato da poco, ma presto la vedremo nei panni di una vivace e turbinosa circassa.

1959 10 13 Tempo Maria Grazia Spina f1FRA I COLLEGHI, Maria Grazia Spina è nota per la distrazione che le impedisce di guidare l’automobile. Nonostante questo ha partecipato due anni fa al Rallye del cinema.

Fra gli amici, è conosciuta come la ragazza che oltre le pere ad Andreina Pagnani. (« No. non voglio nulla — le aveva detto la Pagnani. — La sera mangio solo due mele e bevo un po' di vermouth ».

E Maria Grazia Spina, con la prontezza delle padrone di casa svagate: « Vuole due pere? ».

1959 10 13 Tempo Maria Grazia Spina f2PROVENIENTE DALLA SINGOLARE SCUOLA di Fantasio Piccoli, il "Carrozzone”, dalla quale sono già usciti ottimi attori, Maria Grazia Spina ha debuttato al Teatro Stabile di Trieste prima di tentare l’avventura a Milano, negli studi della televisione. Fu appunto vedendola in un romanzo sceneggiato che Vittorio Gassman l’apprezzò e le offrì di lavorare sul palcoscenico con lui. A soli ventun anni Maria Grazia Spina ha conquistato la notorietà di un’attrice affermata.

Da quella sera, non ha avuto più requie. Ogni volta che vogliono divertirsi alle sue spalle, i suoi amici tirano fuori la storia delle pere: e Maria Grazia deve sorbirsela con santa rassegnazione anche se in cuor suo dubita fortemente di aver commesso una vera e propria gaffe.

« Le sembra veramente una galle? » domanda anche a me; e resta li a fissarmi con i suoi grandi occhi magnetici, un’espressione fra candida e maliziosa. aspettando che io le dia ragione.

In Francia, con quel suo volto triangolare e pallido, le labbra scolorite, lo sguardo pungente. ne avrebbero già fatto una Pascale Petit; o qualcosa del genere. Ne ha le proporzioni fisiche, da Venere tascabile, e la sensibilità tutta moderna dell’espressione. Da noi quando lavora alla TV (adesso è la sua attività principale), deve tirarsi su i capelli, rinfoderare la malizia, e trasformarsi in un candido agnellino.

1959 10 13 Tempo Maria Grazia Spina f3MARIA GRAZIA SPINA riapparirà presto alla TV nel romanzo sceneggiato ”Il Fornaretto di Venezia”, nella riduzione di Diego Fabbri. Da Milano la giovane attrice, la cui famiglia vive a Trieste, si è trasferita a Roma.

1959 10 13 Tempo Maria Grazia Spina f4NEL FILM ”I COSACCHI” Anna Maria Spina recita accanto a Georgia Moll, John Barrymore e Edmund Purdom. Gli esterni sono stati girati in Jugoslavia, presso Belgrado. Prenderà parte anche al primo film di Daniele D’Anza, "Arabella 21758", sulle ragazze squillo.

Molto probabilmente però, non si fermerà qui. Ogni italiano, diceva Corrado Alvaro, riceve da sua madre fin dalla infanzia un’iniezione di ottimismo e di fiducia in se stesso, che gli è utilissima per riuscire nella vita.

Maria Grazia Spina, di queste iniezioni ne ha avute due: una da sua madre, e una da Fantasio Piccoli. « Voi siete bravissimi, siete tutti dei grandi talenti— ripeteva quasi ogni giorno Fantasio — siete più bravi di Gassman, della Morelli, di Stoppa, di Rossella Falk ».

Fantasio Piccoli è l’ideatore e l'animatore del "Carrozzone’’, una specie di strano seminario per aspiranti attori. Il "Carrozzone” ha sede in un albergo di Bolzano; la retta è modica; l’atmosfera, quella di un collegio liberale. Da qui sono usciti attori come Romolo Valli e Valentina Fortunato. Maria Grazia Spina vi giunse da Trieste, e vi rimase il tempo necessario per farsi la convinzione che era una grande attrice. Tornata a Trieste vi rimase poco. Fece un’apparizione sul palcoscenico del "Piccolo", e poi, quando una sua amica. Aurora Trampus. le disse: « Che stiamo a fare qui? », corse a preparare le valigie, salutò i genitori e prese il treno per Milano. Dopo molta attesa finalmente Aurora Trampus riuscì a ottenere, alla televisione, una piccola scrittura per tutte e due; ed una anche per Flock, il barbancino dal quale Maria Grazia non aveva voluto separarsi.

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Con i proventi di questo lavoro, tirarono avanti fino al giorno in cui. essendosi ammalato di cimurro, il cane non le portò, in pochi giorni, alla più nera miseria. Ma ormai il più era fatto, e quando improvvisamente alla TV ci fu bisogno di un’attrice giovane. Daniele D’Anza si ricordò di Maria Grazia Spina.

Tutto è cominciato da qui: il resto è venuto di conseguenza, come gli anelli di una catena: prima Gassman, poi di nuovo D’Anza, i romanzi sceneggiati alla televisione di Roma, il cinema. Quando Maria Grazia si trasferì a Roma, non sapeva che Gassman, avendola notata sul video, la stava cercando per tutta l’Italia. E anche quando per caso, un giorno, lo venne a sapere, accolse la notizia con molto scetticismo. Che poteva volere da lei Gassman? Ben poco, dato che runico ruolo che poteva interessarla era già occupato da Anna Maria Ferrero.

Invece quell’anno Gassman aveva deciso di riprendere le rappresentazioni di "Ornifle” con una nuova attrice giovane; e così Grazia Maria si trovò a dover sostenere un ruolo impegnativo. con lo svantaggio degli inevitabili confronti che sarebbero stati fatti fra lei e la Ferrerò. Se la cavò con onore.

Altre proposte nel frattempo le erano giunte: dalla TV. per il "Nicola Nikleby”, che è stato il primo di una lunga serie di romanzi sceneggiati. Serie che ancora continua: da qualche giorno. Maria Grazia ha cominciato le prove del ”Fornaretto di Venezia”. Tre mesi fa. infine, anche il cinema le ha aperto i suoi teatri di posa.

A. D., «Tempo», anno XXI, n.41, 13 ottobre 1959 - Fotografie di Angelo Frontoni


1962 11 08 Sogno Grazia Maria Spina intro

Assistere a una prima teatrale è sempre eccitante. Un po’ meno quando nella poltrona davanti è seduta ima signora con uno di quei cappellini deliziosi senza dubbio, ma che sembrano fatti apposta per non far vedere più niente.

E' accaduto a me una sera d’inverno. Ero riuscita a assicurarmi uno dei posti migliori del teatro. Lo spettacolo si annunciava interessantissimo — bella commedia e attori superbi — quando la mia serenità venne improvvisamente turbata da un carciofetto viola tutto avvolto da una nuvola di tulle che sembrava proteggerlo come una mamma trepidante.

Se quel miracolo di leggerezza e di tinte lo avessi ammirato in una vetrina o durante un défilé avrei applaudito travolta dall'entusiasmo, ma purtroppo non ero nè per strada nè a una sfilata di modelli, e il carciofetto si innalzava glorioso sulla testa della signora davanti a me. 

Non ricordo bene come andò lo spettacolo, forse perchè lo vidi a quadretti e a spicchi, filtrato attraverso il tulle viola. Ma ricordo perfettamente la giovane signora che per due ore consecutive mi diede il tormento con quel trofeo appoggiato orgogliosamente sui suoi capelli neri.

Da allora ogni volta che prenoto una poltrona mi assicuro che davanti a me non sieda Grazia Maria Spina. Perchè la proprietaria del carciofetto viola era proprio lei.

L'ho incontrata di nuovo giorni fa, e quale è stata la mia meraviglia nel vederla vestita con un tailleur addirittura severo tanto era semplice, e per di più in un negozio di articoli sportivi alla .ricerca di uno di quegli aggeggi che sembrano niente e che invece sono importantissimi per chi è appassionato di pesca.

1962 11 08 Sogno Grazia Maria Spina f2Maria Grazia Spina nella sua casa romana. Oltre al bellissimo appartamento che abita nella capitale, la giovane attrice possiede anche una casa al mare, un cottage che si affaccia sulla laguna di Venezia, dove non manca di recarsi ogni volta che il lavoro glielo consente, per riposarsi e per dedicarsi alla pesca di cui è un'appassionata. Maria Grazia Spina è nata a Venezia venticinque anni fa e cominciò a recitare in una compagnia dialettale studentesca. L’attrice, che confessa di avere l'«amore difficile», è legata sentimentalmente al regista Daniele D’Anza, che non può sposarla perchè è già legato da un precedente vincolo matrimoniale, che sta cercando di sciogliere attraverso il Tribunale della Sacra Rota.

— Come mai in un negozio del genere? — le ho chiesto.

— Perchè, ci trova qualcosa di strano? — ha ribattuto. 

— Quando una donna ama certe toilettes eccentriche e sofisticate è difficile immaginarla alle prese con reti e ami — non ho potuto fare a meno di risponderle.

Mi ha guardato come se davanti a sè avesse un essere curioso degno della più grande meraviglia. Come se di toilettes eccentriche e sofisticate non avesse mai sentito parlare. 

Poi, finalmente, ci siamo spiegate. Io le ho raccontato il perchè della mia antipatia per la sua maniera di vestire, e lei mi ha confessato di aver «peccato» una volta sola, e proprio quella sera che era seduta davanti a me a teatro.

Perchè se c'è una ragazza che adora la semplicità anche quando indossa gli abiti importanti e che non è ancora riuscita a superare l’imbarazzo del cappello e delle acconciature troppo audaci è proprio lei.

— Pensi che quando vidi in vetrina quel carciofetto verde, me ne innamorai subito. Ma non sa la mia sofferenza di quella sera. Avevo l’impressione che tutti mi guardassero e mi trovassero ridicola.

E io: — Ridicola non lo era affatto. Anzi era graziosissima. Ma non so chi delle due, quella sera, abbia sofferto di più. 

E' arrivato intanto il commesso del negozio con l’aggeggio preziosissimo ordinato da Maria Grazia. E così vengo a sapere che il suo hobby è la pesca. Anzi si tratta di una passione vera e propria, che risale a parecchi anni fa, quando si chiamava ancora Spinazzi e andava a scuola con la cartella piena di libri e il fìoccone azzurro sul grembiulino bianco.

Da buona veneziana adorava il mare, e avrebbe voluto costruirsi una casetta sulla riva e passarvi giorno e notte. Deve essere stato il suo sogno più grande, perchè appena ha potuto quella casetta se l'è costruita sul serio. E' un «cottage» dove lei si reca negli intervalli del suo lavoro. Ha una bella terrazza e da lì pesca spigole e seppie con la bilancia.

— Dovrebbe vedermi allora, altro che carciofetto viola! Un paio di pantalonacci, stivaloni, un impermeabile, e io mi sento perfetta, elegantissima!

Non fatico a immaginarla. Maria Grazia ha una spontaneità tutta giovane, viva, e tra aria, cielo, e mare deve trovarcisi d’incanto.

Adesso, per esempio, è appena tornata da Milano dove ha firmato un contratto ed è già pronta per partire. Venezia l'attende. Tra poco inizierà la pesca delle seppie e lei vuole trovarcisi. E' più facile farle raccontare di reti e di pesci che di lavoro.

— Come tutti gli attori sono superstiziosa e allora preferisco non dire niente dei miei programmi. E poi sa come sono il cinema e il teatro. Sembra tutto stabilito, tutto pronto e poi, da un giorno all'altro, tutto di nuovo in alto mare. A me piace molto il teatro, ma il teatro «bene», quello con buone compagnie e buoni copioni. Altrimenti preferisco il cinema, che almeno offre altri vantaggi, al giorno d'oggi non certo indifferenti.

1962 11 08 Sogno Grazia Maria Spina f1

E' infatti un po' di tempo che la Spina sta interpretando in prevalenza fìlms: «Il figlio dello sceicco», «Il duca nero», «Le donne e gli altri», «La tigre dei sette mari».

Eppure è una attrice nata per il teatro. Basta guardarla, con quel suo viso mobile, con quella sua maniera di muoversi un po' languida e un po' a scatti. E la voce? Dolce fe aspra insieme. Lo dissero subito tutti appena incominciò a recitare.

In famiglia non c'erano mai stati attori, ma quando decise di dedicarsi al teatro, nessuno trovò niente da obiettare. Frequentava il liceo artistico e ogni tanto assisteva agli spettacoli teatrali di Cà Foscari. Erano tutti studenti come lei, perchè non provare, non unirsi a loro? Non ci pensò due volte. Debuttò in «Con l'Amore non si scherza» e ebbe successo.

Aveva diciotto anni e veniva fuori proprio allora da una specie di fidanzamento disgraziato. Fidanzamento per modo di dire, perchè erano stati i suoi a combinarglielo, e aveva faticato parecchio per convincerli che quel ragazzo non le piaceva. Non che avesse niente contro di lui, per carità, era bravissimo e buonissimo; soltanto il fidanzato se lo sarebbe scelto da sola, tutti qui. Perchè lei aveva l'amore difficile. Disse proprio così. Non era il tipo che prendeva le cotte a comando o soltanto perchè un ragazzo le faceva la corte. E se ne venne via con il carrozzone di Fanta-sio Piccoli. Girò un po' per "Alto Adige, sempre recitando in veneziano. Poi si fermò a Trieste, al «Piccolo». Il suo nome era troppo lungo. Lo scorciò un pochino, e diventò Spina.

E come Spina entrò alla televisione. Stava interpretando la parte di Micia, l'attrice de «La signora dalle Camelie» con Lea Padovani e Tino Carraro, quando Gassman la vide.

Era alla ricerca di una giovane attrice che sostituisse Anna Maria Ferrerò in «Ornifle». L'aveva data con successo a Milano, ma per la piazza di Roma la Ferrerò non era disponibile. Precedenti impegni cinematografici non le avrebbero permesso di continuare la tournée. Qualcuno ha detto che per aver successo nella vita ci vuole: fortuna, fortuna e ancora fortuna. Grazia Maria ne ha.

Quella sera Gassman non sapeva come calmare il proprio nervosismo. Possibile che in Italia non esistesse un'attrice giovane adatta per «Omifle»? Aveva aperto la televisione più per abitudine che per seguirla veramente. Con tutti quei pensieri per la testa! E invece, a un tratto, il suo sguardo si fermò sullo schermo. Quella Micia era proprio la ragazza che cercava. Così Grazia Maria debuttò con il grande Gassman in un teatro di Roma.

Il pubblico era curioso di vederla. «Chi era questa ragazza che aveva preso il posto della Ferrerò?», si domandava. E i soliti bene informati non mancarono di diramare pettegolezzi

completamente inventati. «Vittorio e Anna Maria non si parlano più. Sembra che lui si sia pazzamente innamorato di Grazia. L’ha conosciuta in casa di amici comuni e ha subito capito di aver trovato la sua, vera donna».

Insomma su quell'incontro esclusivamente teatrale erano riusciti a imbastire un intero romanzo.

Quando lei entrò in scena le signore si fecero più attente e gli uomini la osservarono con una curiosità quasi morbosa. Però è bellina, pensarono. Alla fine del primo atto avevano deciso che era anche brava. 

Il pubblico di Roma non è tra i più indulgenti, è risaputo, eppure quella sera non le lesi-nò i suoi applausi. Che fosse o no l'amore di Gassman, gli applausi se li meritava, pensò la gente. E continuò a applaudirla anche quando si convinse del tutto che tra lei e il «mattatore» non c'era assolutamente niente di tenero. 

«Vita col padre e con la madre», «Il fornaretto di Venezia», una puntata de «II Novelliere» di nuovo in TV, fecero il resto. Grazia Maria divenne poco alla volta sempre più popolare, tanto popolare che a un certo punto fu assalita anche lei dal microbo rivista. E’ questo un virus insidiosissimo che sceglie le sue vittime tra le attrici di prosa spiritose e carine. Se poi hanno anche delle belle gambe e una vocetta non proprio stonata, non esiste vaccino che le immunizzi. Provate a domandare a una soubrette quale è il suo sogno. Il teatro di prosa, dirà. Ma provate a chiedere a una attrice di prosa: Quale è il suo desiderio nascosto? Nove su dieci vi risponderanno: Fare almeno una volta la rivista.

Così una bella sera fece la sua entrata in palcoscenico non al braccio di Gassman o di Stoppa, ma a quello di Bramieri. «Il marito in collegio» era intitolata la rivista.

«Osai perfino cantare. Non so proprio dove presi tutta quella faccia di bronzo. Sarà stata l'età», mi confessa lei stessa, quando insieme ricordiamo quell'episodio. «Ero convinta di avere una voce stupenda. E' passato un tempo brevissimo, eia allora, eppure mi sembra un secolo, proprio per questa mia diversa maniera di valutare le mie possibilità. Pochi anni di differenza e già molte illusioni perdute. E’ triste, non le sembra? Soltanto in una cosa non sono mai cambiata, e non cambierò mai. Nel riuscire a dormire anche ventiquattro ore su ventiquattro, appena posso». 

Non c'è trasmissione importante in TV, prova a teatro o ripresa sul set che abbia il potere di svegliarla in tempo. Se dipendesse da lei, registi e tecnici attenderebbero invano il suo arrivo. E’ per questo che in casa hanno ideato tutto un sistema di sveglia a effetto sicuro; dalla finestra spalancata bruscamente, alle coperte tirate via con un solo strattone, al doppio caffè bollente fatto ingoiare a forza. Sono anni che lavora, ormai, eppure ogni giorno per fare alzare Maria Grazia è indispensabile lo stesso violento cerimoniale. 

Maria Grazia Spina, la veneziana della Capitale è oggi una attrice quotata, che potrebbe essere completamente felice se non avesse un problema da risolvere. Da alcuni anni è legata sentimentalmente al regista Daniele D’Anza che però non può darle il suo nome: è già sposato e se non otterrà l'annullamento del precedente vincolo matrimoniale non potrà darglielo mai.

— Prenderà parte a «Il Giornalaccio? — le chiedo. «Il Giornalaccio» è lo spettacolo che lo stesso D’Anza si appresta a dirigere in TV.

— No. Partirò tra qualche giorno per Milano, dove interpreterò alla televisione una commedia di Lope de Vega «E.A.I.». Poi andrò a Venezia.

— Già, dimenticavo, la pesca delle seppie.

— Non può credere quanto distragga. Ci si sente lontani da tutto e in pace con se stessi.

A sentirla parlare così, seria e un pochino triste, non posso fare a meno di perdonarle quel carciofetto viola che una sera di inverno mi amareggiò un intero spettacolo.

Vanna Riccardi, «Sogno», 8 novembre 1962



Teatro e commedia musicale

Il Carrozzone diretto da Fantasio Piccoli, 1955
Un curioso accidente di C. Goldoni
Avevo più stima dell'idrogeno di C. Terron
La bottega del caffè di Carlo Goldoni, regia di Carlo Lodovici
Assassinio nella cattedrale di Thomas Eliot, regia di Franco Enriquez
I giorni della vita di W. Saroyan , regia di Franco Enriquez
Ornifle di J. Anouilh, con Vittorio Gassman (1957)
Don Jack di Luciano Salce (1957)
Sud di Julien Green
Da giovedì a giovedì di Aldo De Benedetti,
Un uomo come gli altri di A. Salacrou
Il marito in collegio di Giovanni Guareschi (1961)
Pericle, principe di Tiro di William Shakespeare (1961)
Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, regia di Franco Enriquez (1961)
Quaranta ma non li dimostra, regia di Peppino De Filippo (1963)
Tutto per bene di Luigi Pirandello, regia di Maner Lualdi (1965)
Viva la muerte di Salvador de Madariaga
L'anfitrione di Tito Maccio Plauto (1966)
La raganella di Charles Dyer (1967)
Una delle ultime sere di carnovale di Carlo Goldoni, regia di Luigi Squarzina (1968)
Processo a Gesù di Diego Fabbri, regia di Orazio Costa (1969)
Don Jil dalle calze verdi di Tirso de Molina, regia di L. Chiavarelli (1977)
Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello, regia di L. Chiavarelli (1977)
Spirito allegro di Noel Coward (1979)
Le nozze di Figaro di Beaumarchais, regia di Ugo Gregoretti (1982)
La putta onorata di Carlo Goldoni, regia di Marco Sciaccaluga (1986)
La buona moglie di Carlo Goldoni, regia di Marco Sciaccaluga (1987)
La Cortigiana di P. Aretino, regia di R. Guicciardini (1988)
Rumors di Neil Simon, regia di Gianfranco De Bosio (1989)
L'ultimo degli amanti focosi di Neil Simon, regia di Nanni Loy (1990)
La capannina di Andrè Roussin, regia di Antonio Salines (1991)

Filmografia

Cinema

Promesse di marinaio, regia di Turi Vasile (1958)
Uomini e nobiluomini, regia di Giorgio Bianchi (1959)
Film “La Bibbia” di John Huston. Grazia Maria Spina (ruolo della figlia di Lot)
Juke box - Urli d'amore, regia di Mauro Morassi (1959)
La cento chilometri, regia di Giulio Petroni (1959)
I cosacchi, regia di Giorgio Rivalta e Viktor Tourjansky (1960)
Il peccato degli anni verdi, regia di Leopoldo Trieste (1960)
I piaceri del sabato notte, regia di Daniele D'Anza (1960)
Drakut il vendicatore, regia di Luigi Capuano (1961)
Pugni pupe e marinai, regia di Daniele D'Anza (1961)
La tigre dei sette mari, regia di Luigi Capuano (1962)
Il figlio dello sceicco, regia di Mario Costa (1962)
Zorro alla corte di Spagna, regia di Luigi Capuano (1962)
Ursus e la ragazza tartara, regia di Remigio del Grosso (1962)
Zorro e i tre moschettieri, regia di Luigi Capuano (1963)
Il successo, regia di Mauro Morassi (1963)
Zorro contro Maciste, regia di Umberto Lenzi (1963)
Il duca nero, regia di Pino Mercanti (1963)
Bagnino Lover, episodio di La donna degli altri è sempre più bella, regia di Marino Girolami (1963)
Maciste contro i mongoli, regia di Domenico Paolella (1964)
Un delitto quasi perfetto, episodio di Le tardone, regia di Marino Girolami e Javier Setó (1964)
Lasciate sparare... chi ci sa fare (Laissez tirer les tireurs), regia di Guy Lefranc (1964)
Queste pazze, pazze donne, regia di Marino Girolami (1964)
Totò contro il pirata nero, regia di Fernando Cerchio (1964)
Veneri al sole, regia di Marino Girolami (1965)
Altissima pressione, regia di Enzo Trapani (1965)
Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1965)
La rivolta dei barbari, regia di Guido Malatesta (1965)
La Bibbia (The Bible: In the Beginning...), regia di John Huston (1966)
Fermate il mondo... voglio scendere!, regia di Giancarlo Cobelli (1968)
I 2 magnifici fresconi, regia di Marino Girolami (1969)
La calandria, regia di Pasquale Festa Campanile (1972)
Rugantino, regia di Pasquale Festa Campanile (1973)
La madama, regia di Duccio Tessari (1975)
Napoli violenta, regia di Umberto Lenzi (1976)
Dimmi che fai tutto per me, regia di Pasquale Festa Campanile (1976)
Il ritorno di Casanova, regia di Pasquale Festa Campanile (1979)

Televisione

La bella addormentata, regia di Eros Macchi (1963)
1971, “Il Corsaro” di M. Achard, regia di A. G. Majano.
La signora delle camelie di A. Dumas, regia di Daniele D'Anza
La vita degli altri, regia di Claudio Fino
Aprite, Polizia (miniserie), regia di Daniele D'Anza
Non ti conosco più, regia di Guglielmo Morandi
Mamouret, regia di Guglielmo Morandi
Il Novelliere: Il dono dei Magi, regia di Daniele D'Anza
Le avventure di Nicola Nickleby, regia di Daniele D'Anza (1958)
Il povero fornaretto di Venezia, regia di Mario Landi (1958)
Da giovedì a giovedì, regia di Guglielmo Morandi
Il fu Mattia Pascal, regia di Daniele D'Anza (1960)
Vita col padre e con la madre, regia di Daniele D'Anza (1960)
Peppino al balcone, regia di Peppino De Filippo (1961)
La ragazza di fabbrica, regia di Leonardo Cortese (1962)
L'ospite gradito, regia di Romolo Siena (1962)
David Copperfield, regia di Anton Giulio Majano (1963)
Biblioteca di Studio Uno, regia di Antonello Falqui (1964)
Il grillo del focolare, regia di Carlo Di Stefano (1964)
La commedia degli errori, regia di Ruggero Jacobbi (1964)
La donna di fiori - Tenente Sheridan, regia di Anton Giulio Majano (1964)
La bella addormentata, regia di Eros Macchi (1965)
Lo squarciagola, regia di Luigi Squarzina (1966)
La base de tuto, regia di Carlo Lodovici (1969)
Il Corsaro, regia di Anton Giulio Majano (1971)
Il candelabro a sette fiamme, regia di Mario Ferrero (1974)
Chiunque tu sia, regia di Mario Foglietti (1977)
Il Passo falso, regia di Paolo Poeti (1983)

Disco

1967 Storie varie di cani di Enzo Grazzini Lette da Gino Cervi e Grazia Maria Spina

Radio

Le mille lire con Raffaele Pisu (1967)
A tavola con Goldoni (1993)
e molte commedie, tra cui Port-Royal di Henry de Montherlant

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana


Riferimenti e bibliografie:

  • A. D., «Tempo», anno XXI, n.41, 13 ottobre 1959 (Fotografie di Angelo Frontoni)