Valeri Franca (Maria Norsa Franca)

Franca Valeri

Pseudonimo di Alma Franca Maria Norsa (Milano, 31 luglio 1920 – Roma, 9 agosto 2020), è stata un'attrice e sceneggiatrice italiana, di teatro e di cinema, nota per la sua lunga carriera di interprete caratterista in campo sia cinematografico sia teatrale. Franca Valeri era imparentata con l'attrice milanese Fanny Norsa (vissuta nel XVIII secolo).[2] Appassionata di opera lirica, nella sua carriera si è dedicata anche alla regia operistica.

Biografia

Franca Valeri nasce come secondogenita in una famiglia borghese milanese[3] da Luigi Norsa e Cecilia Valagotti. Il padre di Franca Valeri è di religione ebraica; quello dei genitori è quindi un matrimonio misto: la madre, cattolica, veniva inizialmente mal vista dai parenti del futuro marito, ma l'arrivo del primogenito convince la suocera ad acconsentire al matrimonio[3]. A carriera già avviata, verrà poi scoperta nell'albero genealogico della famiglia la presenza di un'attrice vissuta nel XVIII secolo di nome Fanny Norsa[2].

Franca Norsa cresce frequentando il teatro di prosa e si appassiona anche di teatro operistico musicale in giovane età. Trascorre l'infanzia tra Milano, durante l'inverno, e Riccione, Venezia e la Svizzera, per le lunghe vacanze estive[3]. La futura attrice frequenta il Liceo Parini nella sezione C, l'unica in cui venga insegnata la lingua inglese. Sua compagna di classe e amica in quel periodo è Silvana Mauri Ottieri[4], nipote di Valentino Bompiani, che, trasferitosi a Milano in quegli anni aveva fondato la casa editrice Bompiani.[3][5]

Le leggi razziali del 1938, così come accade per tutti gli altri ebrei italiani, privano la famiglia Norsa di alcuni diritti fondamentali. La famiglia si trova per sovrappiù a dover rinunciare anche alle affezionate domestiche.[3] Il periodo più buio viene dopo l'8 settembre 1943. Il padre e il fratello trovano rifugio in Svizzera. Franca, rimasta a Milano con la madre, sopravvive alle deportazioni grazie ad un impiegato dell’anagrafe che le rilascia una carta d’identità falsa, che la trasforma nella figlia illegittima di Cecilia Pernetta di Pavia.[6]

Durante la seconda guerra mondiale Franca Norsa è amica di Camilla Cederna, Lodovico Belgiojoso, Gian Luigi Banfi detto "Giangio", Ernesto Rogers, Aurel Peressutti e di altri intellettuali milanesi. Più tardi diviene molto amica di persone di teatro, come Nora Ricci, con la quale reciterà negli sceneggiati RAI Nel mondo di Alice e Sì, vendetta..., entrambi del 1974, e Giuseppe Patroni Griffi.[3]

Franca Valeri è stata sposata con Vittorio Caprioli, attore e regista con il quale ha lavorato assieme in teatro e al cinema. I due si conoscono negli anni quaranta, mentre la Valeri recita i suoi monologhi caratteristici a Parigi, e si sposano a Ventimiglia[3] il 16 gennaio 1960 nella chiesa di Sant'Agostino.

Successivamente sarà legata per altri dieci anni al direttore d'orchestra Maurizio Rinaldi, scomparso nel 1995, con cui dà vita al premio intitolato al baritono Mattia Battistini.[3][7]

Il 19 ottobre 2010 viene invitata presso l'Università degli Studi di Milano dove viene annunciato il conferimento della laurea ad honorem in Lettere, a cui si era iscritta subito dopo la maturità, ma che abbandonò per seguire la passione del teatro.[senza fonte]

Nell'aprile del 2011 sostiene l'occupazione della Sala Arrigoni (Ex Cinema Palazzo) nel quartiere di San Lorenzo a Roma partecipandovi attivamente con un intervento insieme a Sabina Guzzanti.[8] Il 16 giugno 2011 interviene al Teatro Valle durante l'occupazione.[9]

Viveva a Trevignano Romano in una villa sul Lago di Bracciano, che ha donato al WWF.[2][10] Franca Valeri è morta la mattina del 9 agosto 2020; il 31 luglio aveva festeggiato il suo 100° compleanno.

Il teatro

Franca Valeri inizia recitando delle caricature, già prima della guerra, durante l'adolescenza, in compagnia di alcune amiche con le quali inscena una sorta di teatrino ad uso e consumo di amici e parenti. Nasce in questo ambito il personaggio della "signorina snob", così battezzato poi dalla radio, la "Cesira la manicure", personaggio che stigmatizzava con sagacia e ironia i comportamenti ipocriti della borghesia milanese), e la Signora Cecioni, una romana popolana, sempre al telefono con mammà.[3]

Il nome d'arte Franca Valeri viene scelto solo più tardi, nei primi anni cinquanta, su suggerimento dell'amica Silvana Ottieri, che in quel periodo stava leggendo un libro del poeta Paul Valéry, e su spinta del padre ingegnere che non era convinto della carriera d'attrice della figlia.[2]

Nel 1942, in seguito al fidanzamento con il futuro consorte Vittorio Caprioli, dal quale divorzierà nel 1974, entra nella compagnia del Teatro dei Gobbi, che torna con successo in Italia dopo l'esordio a Parigi.[senza fonte]

Nel 1946 entra anche nella rivista e presto inizia una brillante carriera che la porterà in seguito ad essere attrice protagonista celebratissima del cinema italiano lavorando con Totò, Alberto Sordi e Sophia Loren.[senza fonte]

Franca Valeri esordisce nel 1947 con il personaggio di Lea Lebowitz, una ebrea innamorata del rabbino, in un lavoro teatrale. Più tardi entrerà a far parte della compagnia del Teatro dei Gobbi, dove esordirà nel 1949.[3]

Al teatro di prosa, si accosta nel 1948 (in Caterina da Siena di Giovanni Testori).

La compagnia del Teatro dei Gobbi, formata da Alberto Bonucci (più tardi sostituito da Luciano Salce[11]), Vittorio Caprioli e Franca Valeri, si trasferisce a Parigi portando in scena i Carnet de notes n. 1 (1949) e Carnet de notes n. 2 (1950), opere che propongono una serie di sketch satirici sulla società contemporanea senza ausilio di scene e costumi.[senza fonte]

La compagnia sceglie infatti una formula teatrale che non prevede alcun travestimento: gli attori non indossano costumi per caratterizzare uno o l'altro personaggio, ma si presentano così come sono al naturale, in modo che il personaggio sia una invenzione del momento e che scaturisca "come dal cappello di un prestigiatore".[3]

A Parigi la compagnia si esibisce in un teatrino del quartiere latino, vicino al teatro dei Pitöeff, condividendo la serata con un'altra coppia di artisti: Raymond Devos e Marcel Marceau e utilizzando scene dipinte da Lila De Nobili.[3]

Nel 1999, partecipa ad Alcool, commedia sulla decadenza dell'alta borghesia diretta da Adriana Asti.[12]

Nel 2006 ha recitato in Les bonnes di Jean Genet.

Oltre che attrice famosa è autrice di commedie di successo, come Lina e il cavaliere, Meno storie, Tosca e altre due (portata anche sul grande schermo nel 2003) e Le Catacombe.

A gennaio 2011 l'attrice torna sul palco del Teatro Valle di Roma con prima Non tutto è risolto (commedia diretta da Giuseppe Marini, confermata anche nella stagione successiva), la nuova commedia di cui è autrice e protagonista, e poi La vedova Socrate.

Il cinema

Durante gli anni cinquanta, la Valeri intraprende l'attività di attrice cinematografica: esordisce con Federico Fellini, il primo film al quale prende parte è infatti Luci del varietà, codiretto dal regista riminese assieme ad Alberto Lattuada, nel quale interpreta la piccola parte della coreografa ungherese che allestisce un balletto surreale nel nuovo spettacolo di Checco Dalmonte (Peppino De Filippo). Farà seguito una lunga serie di commedie, spesso al fianco di Alberto Sordi o di Totò, tra cui Totò a colori (1952), Piccola posta (1955), Il segno di Venere (1955), Il bigamo (1956), Arrangiatevi! (1959), Il vedovo (1959).

Negli anni sessanta viene diretta dal marito Vittorio Caprioli in alcune commedie a colori, di cui è anche coautrice della sceneggiatura: Leoni al sole (1961), Parigi o cara (1962) e Scusi, facciamo l'amore? (1968).

Le ultime apparizioni cinematografiche di Franca Valeri sono da posizionare tra gli anni settanta e gli anni ottanta, quando figura in alcune pellicole minori che fanno parte degli ultimi fuochi della commedia all'italiana, tra le tante: Basta guardarla di Luciano Salce (1970), Ettore lo fusto (1972), Ultimo tango a Zagarol (1973), La signora gioca bene a scopa? (1974).

Al cinema a Franca Valeri sono affidati principalmente i ruoli secondari di "bruttina", sfortunata e zitella, sempre alla ricerca di un uomo, che finisce per preferirle l'amica più dotata fisicamente. Oppure interpreta piccoli ruoli, caratterizzazioni, quali la coreografa, la signora snob, o la prostituta (in compagnia di Vittorio Caprioli nella parte di protettore, in Arrangiatevi!). Accanto ad Alberto Sordi assume un ruolo di maggiore importanza, soprattutto in film quali Piccola posta o Il vedovo.

Le pellicole che la vedono protagonista sono poche e per la maggior parte scritte da lei e dirette da Caprioli. In Parigi o cara al personaggio di Delia Nesti è affidato il ruolo di reggere da sola l'intera costruzione del film, circondato da personaggi tutti di secondo piano.

Franca Valeri inoltre non si è dedicata molto al doppiaggio, tuttavia è rimasto un suo doppiaggio dell'attrice francese Simone Signoret nel film Confetti al pepe del 1963. Tornerà tuttavia al doppiaggio nel 2001 doppiando uno dei personaggi principali del film d'animazione Disney Atlantis - L'impero perduto, la Signora Wilhelmina Bertha Packard, dove nel cast vi sono anche gli attori Enzo Garinei, Marjo Berasategui, Claudio Bisio e Cinzia De Carolis, la famosa "attrice bambina" nonché doppiatrice di Lady Oscar.


Fui scritturata per Totò a colori. Ero una sciocchina che stava a Capri ma voleva andare in montagna. Avevo un orso invece di un cane e degli amici schivi che si buttavano in terra per me. Finché arrivava Totò, un fantoccio con la maglietta a righe orizzontali, e spariva l'ambiente. C’era qualcosa di surreale nella sua recitazione mescolata all’esperienza del capocomicato napoletano di sintetizzare con successo elementi opposti. Ecco cosa intendo. Un grande attore è raro che dimentichi di recitare fuori dal set o dal palcoscenico. Nel suo caso, invece, la distanza era palese. Totò aveva conosciuto abbastanza bene Vittorio Caprioli che è stato mio marito e che aveva avuto in compagnia. E per questo stringemmo una certa amicizia. Avevamo in comune una grande passione per i cani. Mi faceva tenerezza vederlo, accompagnato a volte dalla Faldini, tutto elegante, sigaretta con bocchino in una mano e un volpino nell’altra, come fosse una borsa stravagante. Ci teneva a essere un signore. E lo era per davvero. Rifare la ‘signorina snob’ non è stato difficile, perché era un personaggio, non un abbozzo; scritto, concepito come un personaggio, poteva essere anche visivo. Il testo era mio. Quello di Totò a colori era stato un pochino modificato dalla loro sceneggiatura, non era esattamente il mio ideale, era un po’ forzato, un po’ caricaturale. La situazione si era dovuta adattare alla storia del film, mentre secondo i miei canoni la ‘signorina snob’ era una veramente chic. Ma nel complesso restava un personaggio abbastanza giusto. Non ho mai fatto un film come fossi io, nella realtà; solo nei recital mi presentavo come me stessa, sempre con il mio vestitino nero di Capucci.


La televisione

Franca Valeri è colonna portante del varietà televisivo dagli anni sessanta, spesso diretta da Antonello Falqui in trasmissioni come Le divine (1959), Studio Uno (1966) e Sabato sera (1967), gli ultimi due condotti da Mina e diretti da Antonello Falqui.

Durante gli anni settanta partecipa alla fertile stagione degli sceneggiati televisivi della RAI. Nel 1974 scrive e interpreta la miniserie in quattro puntate Sì, vendetta..., diretta da Mario Ferrero. La vicenda è una riflessione sul mondo degli anni settanta, sui cambiamenti avvenuti in seno alla società italiana in conseguenza alla rivoluzione sessuale, vissuta attraverso gli occhi di una signora borghese e della di lei figlia hippy. Ogni episodio infatti affronta un argomento diverso (l'emancipazione dei ragazzi italiani, il femminismo, il rapporto della borghesia con le mode dei giovani, ecc.), attraverso personaggi femminili, in parte già affrontati precedentemente da Franca Valeri nei suoi sketch: ad esempio l'episodio nel quale Sandra Mondaini interpreta la ricca signora che ha votato la sua esistenza alle stravaganze del mondo dell'arte, riecheggia il personaggio che della traccia La donna del mondo hippy, presente nell'album La signora Cecioni e le altre del 1968, che vuole convincere il marito ad indossare abiti stravaganti per non sfigurare alla festa che lei sta organizzando.[13] Sempre nel 1974 Franca Valeri prende parte allo sceneggiato Nel mondo di Alice, diretto da Guido Stagnaro e interpretato da Milena Vukotic (Alice).[11][14]

Giovedì 12 giugno 1978, alle ore 21.15 su Rete2, viene mandato in onda lo speciale Bistecca, insalatina, del programma di Claudio Barbati e Francesco Bortolini, Videosera. Franca Valeri fa da conduttrice andando a intervistare vari personaggi celebri sul tema dell'alimentazione e delle diete dimagranti. Tra gli altri vengono intervistati: Agostina Belli, Margherita Boniver e Maurizio Costanzo.[15]

Nel 1982 è nuovamente in TV nel varietà di Enzo Trapani Due di tutto.[16]

Nel 1993, dopo un'assenza di circa un decennio, riappare sugli schermi televisivi partecipando alla trasmissione Magazine 3, in onda su Raitre.[17] Nel 1995 ritorna a recitare per la fiction, partecipando alla sit-com Norma e Felice accanto al comico Gino Bramieri (con cui aveva già collaborato ai tempi di Felicita Colombo, durante gli anni sessanta), a cui fanno seguito le due serie di Caro maestro (1996-1997), nelle quali interpretava il ruolo della bidella della scuola elementare nella quale era ambientato il telefilm.

Accanto all'amico Nino Manfredi, nel 1999, figura in alcuni episodi della serie televisiva Linda e il brigadiere dove impersona il ruolo di Olga. Nello stesso anno ritorna al varietà, partecipando a La posta del cuore, in cui riporta in auge il personaggio della "Sora Cecioni". Nel 2000 prende poi parte alla miniserie TV Come quando fuori piove con la regia di Mario Monicelli.

A gennaio 2007 la trasmissione di Raiuno Tv7 le dedica un approfondimento. Durante la lunga intervista, l'attrice racconta un aspetto inedito della sua vita: i suoi primi anni e la sua esperienza di componente di una famiglia ebraica durante le leggi razziali del 1938 e la seconda guerra mondiale. Il 25 settembre 2009 prende parte a una puntata del varietà I migliori anni su Raiuno. Ospitata ed intervistata da Carlo Conti viene tributata dal pubblico con lunghi e calorosi applausi in ricordo della sua fulgida carriera.[senza fonte]

Il 6 aprile 2010 viene intervistata da Pino Strabioli nel programma televisivo Cominciamo bene prima di Raitre e il 18 dicembre dello stesso anno viene intervistata da Fabio Fazio nel programma televisivo Che tempo che fa di Raitre, mentre il 21 gennaio dell'anno successivo nel programma televisivo Parla con me di Raitre per presentare la sua autobiografia recentemente pubblicata e per parlare con Serena Dandini di attualità e di spettacolo.

Il 24 dicembre 2011 Franca Valeri è ospite speciale insieme a Luciana Littizzetto a Che tempo che fa per parlare del loro libro L’educazione delle fanciulle.

Il 19 febbraio 2014 è ospite della seconda serata del Festival di Sanremo 2014, condotto da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.

I libri

Nel 1950 Colette Rosselli e Indro Montanelli si trovano a Parigi, dove va in scena proprio il Carnet de notes n. 2. Montanelli e la Rosselli sono amici della Valeri e sostenitori dello spettacolo. Nasce così in quel periodo la collaborazione tra la Valeri e la Rosselli, che le porterà a realizzare congiuntamente il libro, fortemente sostenuto dallo stesso Montanelli, Il diario della signorina snob, pubblicato nel 1951 dalla Mondadori[18]. Il volume è frutto della celebrità ottenuta dal personaggio della "signorina snob" alla radio, alla fine degli anni quaranta[19].

Il diario della signorina snob racconta, in forma di diario, un anno della vita di questo personaggio, tracciandone la vita quotidiana, le frequentazioni, le vacanze. Ogni pagina del diario è illustrata dalle tavole della Rosselli.

Nel 2005 ha pubblicato Animali e altri attori.

Nel dicembre 2010 Franca Valeri pubblica il libro autobiografico Bugiarda no, reticente, un racconto di un centinaio di pagine nel quale traccia i principali avvenimenti della sua esistenza, che l'hanno portata a intraprendere la carriera artistica come autodidatta[20].

Altro

Durante gli anni sessanta, Franca Valeri pubblica una serie di dischi nei quali vengono registrati i suoi personaggi femminili. La serie di dischi viene pubblicata dalla casa discografica EMI - La voce del padrone. Nascono così gli album Le donne di Franca Valeri (1962, con lo stesso titolo verrà pubblicato anche un EP 7" contenente un brano inedito rispetto all'album), Una serata con Franca Valeri (1965) e La signora Cecioni e le altre (1968). Negli album ogni traccia racchiude un breve monologo dei personaggi più celebri e conosciuti di Franca Valeri, attraverso la radio e la televisione. Al successo televisivo si deve infatti l'album La signora Cecioni e le altre del 1968, che dedica tutta la prima facciata al personaggio della signora Cecioni, divenuta celebre grazie alle trasmissioni, dirette da Antonello Falqui, Studio Uno (1966) e Sabato sera (1967).

Nel 2003 Franca Valeri collabora con il rapper Frankie HI-NRG MC, prestando la sua voce per i pezzi prologo ed epilogo dell'album Ero un autarchico. Nello stesso anno recita in La vedova Socrate, un testo liberamente ispirato a La morte di Socrate di Dürrenmatt; ed interpreta il film Tosca e altre due.

Il giorno 8 marzo 2011, nel Palazzo del Quirinale, nel corso delle celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna, dedicata al tema "150 anni: donne per un'Italia migliore", il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha insignito Franca Valeri del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, con la motivazione “Per la maestria e l'intelligente ironia che hanno caratterizzato la sua lunga carriera teatrale, cinematografica e televisiva”.[21]

Il 4 settembre 2012, riceve il Premio 'Anna Magnani' alla carriera.


Il Carosello ci presenta canto, balletto e parola in triplice azione parallela (ec è questa la vera novità dello spettacolo) al servizio di una viva edizione di storia italiana di cui Napoli £ stata scelta a simbolo come la città che ne ha vissuto tutte le vicende e ne ha colorito poeticamente il dolore. L’eccezionale rivista, che per ben quattro ore (forse un po’ troppe) ha divertito e commosso il pubblico, è divisa in due parti di cui la prima illustra l’antica storia di Napoli e dei suoi dominatori sempre dominati dall’aggressiva e patetica fantasia dei napoletani, mostrandoci sempre più particolarmente gli aspetti curiosi e vivissimi della città e la nascita di certe sue tradizioni via via che i quadri numerosi ci portano verso il più vicino Ottocento. Il primo quadro è all’epoca dell’invasione saracena.

Nella seconda parte la storia travolgente di questo popolo sempre uguale e sempre diverso, si sospende come uno dei suoi panni al sole, variopinta e stracciata, sull’epoca d’oro, 1900-1920; e sul filone ricchissimo delle più belle canzoni “la giornata” napoletana rivive per il pubblico col suo bagaglio incredibile d’abbandono e d’ironia, di religione e di sacrilegio, di coraggio e di paura. Cosi in bilico fra la gioia e il pianto, lo spettacolo, realizzato sulla scorta (specie nella prima parte) di antichi canovacci del teatro napoletano, ha raggiunto il suo scopo di essere facile e raffinato: un tentativo di marca intellettuale in una veste già popolare. Mi rifiuto di credere, come è stato detto, che sia troppo “su” per il nostro pubblico. Specialmente il quadro di Pulcinella al San Carlino e l’ultimo delle cartoline da Napoli mi sembra abbiano armonizzato con stupenda teatralità la semplice commozione del racconto e il “gusto” della composizione coreografica portato fino alla massima sottigliezza. Sessanta collaboratori fra attori, ballerini, cantanti, tecnici di eccezionale abilità, hanno dato vita al lavoro di Giannini, tutti con pari slancio e qualcuno con più esperta bravura.

Franca Valeri Vittorio Caprioli

Ho avuto una lunga attesa di questa carriera, perché desideravo fare l’attrice e avevo la famiglia contraria — le solite cose. Però devo dire che quando mi sono decisa, ho cominciato subito. Sono entrata nella recitazione attraverso la radio con La signorina snob. Poi ho cominciato a recitare in teatro, da sola, che è la strada più facile dal punto di vista delle complicazioni di carriera, una delle più difficili, in realtà, se non si hanno capacità. Successivamente ho incontrato due amici, anzi tre: Bonucci, Caprioli e Mondolfo che erano un po’ nelle mie condizioni. Abbiamo messo insieme le nostre idee e le abbiamo portate in palcoscenico facendo da impresari di noi stessi. Quindi tutte le complicazioni delle trafile, del contratto, delle lotte con il regista, per me sono state in gran parte eliminate in partenza.

Avevo tentato l’Accademia ed ero stata bocciata; non perché esistano particolari ingiustizie nelle scuole, ma perché un giovane che tenta può sbagliare e io probabilmente sbagliai. Comunque dopo questa delusione pensai che dovevo veramente bruciare le tappe da sola anche perché il mio genere di teatro si presta forse a un’attività individuale. Da un punto di vista professionale, l’unico incontro essenziale è stato quello con i miei tre colleghi.

Culturalmente poi ho avuto gli incontri rivelatori nella letteratura: il teatro comico francese, ad esempio, conoscenza che mi ha aiutato nella stesura dei miei testi, e poi l’incontro in profondità con le donne e la mia città. Sono stata una ragazzina durante la guerra e ho avuto modo di approfondire certe cose di me stessa e del mio ambiente. Tutte queste riflessioni, la cultura che mi sono fatta e l’esperienza mi hanno molto aiutata a tirar fuori un certo lato comico della vita che è quello che mi interessa di più. La comicità e la satira sono due cose che spesso vanno insieme, almeno quando la satira non diventa pretenziosa; e io credo che la satira, a teatro, debba arrivare attraverso una certa allegria.

Franca Valeri


Galleria fotografica e stampa dell'epoca


Franca Valeri, raccolta di articoli di stampa

Articoli d'epoca - 1960-1969 1698 Carlo Galimberti, «Tribuna Illustrata», anno LXXVII, n.17, 23 aprile 1967

La morte di Totò: «stateve bbuone!»

La morte di Totò: «stateve bbuone!» Significa “state bene” ed è un addio alla napoletana. Con questo saluto Totò concludeva ogni settimana la sua trasmissione radiofonica "Il vostro amico Totò", il cui ciclo avrebbe dovuto durare tre mesi. Roma,…
Franca Valeri 582 «L'Europeo», anno VI, n.13, 26 marzo 1950

Le maschere della radio: Franca Valeri

Le maschere della radio: Franca Valeri Franca Valeri, Silvio Gigli e Alberto Sordi Gli eroi della radio appartengono alla storia dei divertimenti familiari italiani. Cinquant'anni fa la loro fama sarebbe stata ristretta a un ambito delle amicizie e…
Franca Valeri 39 Emilio Springolo, «Settimo Giorno», anno IV, n.8, 22 febbraio 1951

La Signorina Snob ha conquistato Parigi

La Signorina Snob ha conquistato Parigi Franca Valeri e i suoi due compagni Alberto Bonucci e Vittorio Caprioli mandano in visibilio i parigini recitando in un teatro del quartiere latino sketchs umoristici fondati sulla mimica PARIGI, febbraio…
Franca Valeri 672 Camilla Cederna, «L'Europeo», anno X, n.41, 6 giugno 1954

Franca Valeri nel Carnet n.3

Franca Valeri nel Carnet n.3 Le donne al mare, Ragazze dalla voce "da comodino", La milanese bruttina, La signorina fa ginnastica. Sono voci femminili, che sembrano venire da lontano e precisamente da una spiaggia caldissima, nei mesi in cui tutte…

Le donne di Franca Valeri

Franca Valeri 415 Giorgio Salvioni, «Epoca», anno IX, n.418, 5 ottobre 1958 (Fotografie di Giancarlo Bonora)
Le donne di Franca Valeri La popolare “signorina Snob”, per festeggiare i dieci anni di attività teatrale, ha allestito uno spettacolo d’eccezione: un recital della durata di due ore, in…

Venti donne, ma il vero personaggio è uno solo

Franca Valeri 464 Raul Radice, «L'Europeo», anno XIV, n.42, 19 ottobre 1958
Venti donne, ma il vero personaggio è uno solo Franca Valeri cominciò a recitare nei salotti, e a un certo punto sembrò addirittura che la sua recitazione dovesse non oltrepassare il…

Petrolini in gonnella

Franca Valeri 545 Guido Gerosa, «Epoca», anno XIII, n.638, 16 dicembre 1962
Petrolini in gonnella Franca Valeri è dominata dal suo straordinario senso dell'umorismo. Riesce a scoprire, con fulminea rapidità, il lato assurdo in ogni parola ed in ogni gesto suo e…

La divina sono io

Franca Valeri 546 «Noi donne», anno XVIII, n.40, 12 ottobre 1963
La divina sono io Ah, come sono modesta! Vi parlo senza batter ciglio del mio unico "fiasco": Le divine. E poi, arrossendo, sfoglio la margherita dei ricordi più belli : applausi, risate,…

L'Italia telefonica di Franca Valeri

Franca Valeri 160 Claudio Savonuzzi, «Radiocorriere TV», 29 aprile 1967
L'Italia telefonica di Franca Valeri Franca Valeri dice d’aver ereditato la sua «verve» dal padre, uomo spiritosissimo, e dalla madre una donna all’antica capace di straordinarie…

«L'Europeo», 14 gennaio 1951 - Alberto Bonucci, Franca Valeri e Vittorio Caprioli


Franca Valeri deve la sua notorietà soprattutto alla "Signorina Snob”, un personaggio di ragazza milanese snob, ricca e stupidissima, che ella ha ripreso dalla realtà ed animato con grande spirito e molta arguzia

«Venga stasera a teatro — mi aveva detto per telefono Franca Valeri — parleremo un po’ durante l’intervallo». Ma entrare al Teatro dei Gobbi, quella sera, fu veramente un’impresa. E’ questo un piccolo teatro, una sala dall’altissimo soffitto a volta e dalle pareti ricamate di stucchi bianchi e oro, con il palcoscenico in fondo. Sta in una viuzza del centro della vecchia Roma, e solo i manifesti colorati e i lumi accesi lo distinguono dalle botteghe della strada. Quella sera si camminava a fatica, in via Vittoria, totalmente invasa da decine di automobili chiassose, dai colori chiari e dalle rifiniture brillanti. Una folla di elegantissime signore e di signori estremamente corretti costava nel piccolo andito del teatro: perchè il Teatro dei Gobbi è molto caro, e solo la gente ricca può permettersi di frequentarlo; e anche perchè «fa tanto fine, tanto snob», andare a sentire questi tre giovani, quasi ragazzi e quasi ancora sconosciuti: Bonucci, Caprioli, e Franca Valeri. 

E’ un trio che è insieme da due anni, ormai, ed è passato da un successo all’altro, a Parigi, a Napoli, a Milano a Roma. Il suo repertorio è dei più originali, spiritosi ed intelligenti; sono brevi «sketches», scenette in cui argutamente vengono prese in giro le abitudini, la morale, la letteratura, le illusioni della società borghese, e la sua falsità e la sua scioccherìa. Bonucci e Caprioli recitano ormai da anni: Franca Valeri è stata l’ultima recluta, e si è unita a loro solo più tardi. Senza scenari, senza costumi, senza testi scritti, questi tre ragazzi tengono su, con la sola forza della loro mimica,del loro spirito e della loro raffinata recitazione, uno spettacolo che per due ore affascina, senza un minuto di stanchezza, tutto il pubblico. Lo hanno chiamato «Carnet de notes», questo spettacolo, taccuino di appunti, scene e satire appena accennate, ognuna delle quali potrebbe trasformarsi da sola in una vera e propria commedia. 

Lo spettacolo stava quasi per cominciare, ed il brusco si faceva più fitto, si scambiavano i saluti. Una giovane signora si inchinò reverente alla duchessa Torlonia, Infante ed erede al trono di Spagna, benché in Spagna la monarchia uia scomparsa ormai da decine di anni. Una ragazza magrissima piena di gioielli, gridava ad alta voce i suoi scherzi a due allampanati giovanotti, alternando il più volgare romanesco a un purissimo francese. Si intrecciavano dialoghi:

— Sai che sono un fenomeno? Fan ridere da morire, e «fanno tanto boite».

— Ma va! E’ un «generine», certo, io l’ho già vista una volta e mi sono fatta delle risate blu! 

Finalmente le luci si spensero e cominciarono a sfilare sul palcoscenico i divertenti personaggi di Franca Valeri, che la radio ci ha insegnato a conoscere: la signorina Snob prima di tutte, in una telefonata all’adorata amica Idelfonsa: «Vieni stasera, stupendo superpranzo in casa mia. Poi domani al funerale del conte; eh, si, è andato, poveretto. Io mi metto in nero con particolari giocondi, per non rattristarlo. Suvvia, vieni anche tu! Dài che gli fai piacere, pora stella!». E poi la simpatica «manicure milanese», la «servetta bolognese», la «moglie tradita».

Franca Valeri, Bonucci e Caprioli, tre giovani attori, hanno ideatoec recitano con grande successo degli «sketches», nei quali vengono acidamente presi in giro le abitudini, la morale, la letteratura, della società borghese in decadenza. Nella foto: Valeri e Bonucci.

Il sipario del primo tempo si chiuse su un’espressione, tragica e inusitata del volto della Valeri: era una scena in cui si parlava della guerra. 

Quando entrai nel suo camerino, uno stanzino piccolissimo dietro al palcoscenico, la Valeri era seduta su una sedia dinanzi allo specchio, con le mani in grembo, bianche sull’azzurro e il nero dell’abito, e un’aria da bambina portata in visita. Cominciammo subito a chiacchierare. E’ contenta del successo di stasera? 

— Si, molto. Ma è un po’ tutte le sere. La gente di diverte, ride anche se spesso non capisce.

Proprio a questo proposito chiedo alla Valeri di chiarirmi un dubbio che ho avuto sin dal principio: come mai il pubblico ride? Non è un’offesa alla sua recitazione, certo. Ma come mai un pubblico di signore snob, di nobili infrolliti, di cosidetti esistenzialisti ride a scene e dialoghi che li beffano, li prendono in giro, li presentano, come sono, ridicoli, sciocchi ed inutili? Come è possibile che nessuno si offenda di critiche così forti e precise, che nessuno mai abbia protestato?

La giovane attrice si mette a ridere: «Oh, la gente non riconosce mai la propria caricatura! Nessuno, tra il pubblico di stasera, penserà di identificarsi con i nostri personaggi. Ma sa che mi è capitato di sentire perdane che venivano a congratularsi con me, usando le stesse parole, lo stesso tono, le omesse espressioni della mia signorina Snob? In un primo momento pensavo addirittura che mi pigliassero in giro, ma ho poi capito che è gente — come dire? — impermeabile alla critica.

— Come è nata la signorina Snob? 

— E’ nata ascoltando. Ascoltando le amiche di n n. ire, le ragazze nei bar eleganti di via Montenapoleone, certe compagne di scuola... In principio prendevo solo in giro qualche amica, quando il sabato ci riunivamo con le compagne di scuola. A un certo punto c’era sempre qualcuno che diceva: «Dai, Franca, rifai la tale, o la talaltra». Poi, più tardi, mi accorsi che lo snob non era un fatto individuale, ma un fenomeno di costume, e le mie cose divennero più complete, più studiate. 

— Ha cominciato subito a recitare? 

— Ho avute molte difficoltà. Difficoltà con la mia famiglia, prima di lutto. Mio padre non voleva assolutamente che mi dedicassi al teatro, un po’ perchè «gli sembrava brutto», un po’ perchè era certo che non sarei riuscita. E, in un primo tempo, gli avvenimenti sembrarono dargli ragione: venni a Roma a studiare all’Accademia d’Arte Drammatica, e oggi che è andata bene posso anche confessare che mi bocciarono vergognosamente. Studiai ancora un po’ con Sciarov, tornai a Milano, dove feci le colite quattro o cinque parti di cameriera. Poi la radio, quando cominciavo ormai a disperare, i primi personaggi, i primi successi; mi unii a Caprioli e a Bonucci, che avevano da parte loro una lunga esperienza di recitazione. Con loro andai a Parigi, e da allora tutto è andato bene.

— Ha sempre recitato parti comiche?

— Il primo personaggio che ho studiato è, modestamente, Antigone di Sofocle. Ma non andò bene, con la tragedia. Chissà, forse nell’avvenire...

E sorride, con i suoi occhi neri un po’ languidi, con la grande bocca spiritosa. I venti minuti dell’intervallo sono quasi trascorsi e mi resta appena il tempo di chiedere alla Valeri qual’è il personaggio che ama di più. La Signorina Snob, forse? 

— No, la signorina Snob è un personaggio sciocco, antipatico. Quelli a cui sono più affezionata sono i personaggi della manicure, della cameriera, della sartina, che fanno ridere con la loro ingenuità, il loro slancio; ma ragazze buone simpatiche, autentiche. 

E’ già la seconda volta che il campanello suona con insistenza, e debbo salutare la Valeri. 

Alla fine dello spettacolo, mentre il pubblico usciva rumorosamente, commentando gli ultimi «sketches», sovrastava le altre la voce di una giovane signora ingioiellata: una voce acuta, studiata, fornita di una straordinaria «r» francese (ma dove l’avevamo sentita? Forse poco prima, sul palcoscenico?) : 

— «Formidabile! Cosa ho riso non puosso dire! Che ghenga! Sono un urlo, un urlo... E quella signorina Snob! Ma dove li trovano, questi personaggi?».

Lietta Tornabuoni, «Noi donne», 13 gennaio 1952


Franca Valeri è nata a Milano. Cominciò la sua carriera teatrale al "Piccolo” di Milano, ma deve la sua prima notorietà ad alcuni sketch radiofonici dove faceva la caricatura della "Signorina Snob”. Partita per Parigi in compagnia di Vittorio Caprioli e Alberto Bonucci formò quel "Teatro dei Gobbi” che ebbe subito grande fortuna e da cui uscirono il "Primo” e "Secondo Carnet di note”. Film: Villa Borghese; Il segno di Venere; Le signorine dello 04; Un eroe dei nostri tempi. Vive a Roma.

Domanda. - Signorina Valeri, l’interpretazione di un personaggio, le ha mai, per caso, insegnato qualcosa sul suo conto?

Risposta. - Che sono ancora nubile.

D. - Quale virtù apprezza maggiormente in una donna?

R. - L’inobbiettività.

D. - Se sapesse di dover morire entro mezz’ora, che cosa farebbe?

R. - Morirei prima.

D. - Se potesse scegliere il suo regista, su chi cadrebbe la sua scelta?

R. - Su tutti, tranne molti.

D. - Chi sarebbe il suo "partner” ideale?

R. - La prudenza nella risposta fa l’artista.

D. - Una soubrettina in mal di pubblicità decide, per attirare l’attenzione su di sè di inscenare un suicidio. A tale scopo assorbe una certa dose di sonnifero; ma sbaglia dose e muore. Come reagirebbe lei a questa notizia?

R. - Cercherei, egoisticamente,' di non pensarci.

D. - In una intervista, a quale domanda le riesce più difficile rispondere?

R. - «Signorina Valeri, mi racconti un episodio curioso della sua vita». Generalmente so rispondere brillantemente alle domande degli intervistatori non appena questi se ne sono andati. Ma a quella del ”fatto curioso” non mi è ancora riuscito di prepararmi in modo degno. O io o la vita non abbiamo fantasia.

D. - In quale periodo storico, ammesso che le fosse concesso di parteciparvi attivamente, avrebbe desiderato vivere?

R. - Ne ”la belle epoque” con la parte di una ”sciantosa”, per avere la conferma che i cineu sti non le hanno capite.

D. - Quale reazione le provoca l’applauso?

R. - Spudorata gioia.

D. - E l’incondizionata devozione di un suo simile?

R. - Ci credo.

D. - Qual è la sua eroina nella vita reale?

R. - Colette.

D. - Qual è, in società, la situazione che la imbarazza maggiormente?

R. - «Ci faccia sentire qualcosa, signorina Valeri».

D. - Secondo lei una donna ha diritto di sedere, come giurato, in Corte d’Assise?

R. - E’ il penultimo dei miei pensieri.

D. - La prospettiva di dovere abbandonare ”illico et immediate” tutto quanto ha costruito fin qui (successo, affetti, ecc.) la spaventa, la seduce, oppure la lascia indifferente?

R. - Ma proprio tutte a me devono capitare?

D. - Dovendo raccontare una favola ad un bambino, quale sceglierebbe?

R. - Quella de «La piccolo fiammiferaia».

D. - Invitata ad intervenire ad un ballo mascherato (ove fosse certa di conservare l’incognito) quale travestimento sceglierebbe?

R. - La micetta.

D. - Quali trasformazioni di carattere ha comportato il suo successo? Ritiene, in altre parole, di essere stata sempre quella che è adesso?

R. - No. Ho perso la mia bella sicurezza.

D. - A quale età ritiene di avere lasciato l’infanzia?

R. - Non l’ho ancora lasciata.

D. - Quale è stata là sua prima emozione?

R. - Quando, a tre anni mi hanno portato alla Scala, in palco, con una ghirlanda in testa.

D. - Che cosa pensa della signorina Snob?

R. Non la frequenterei.

D. - Cosa pensa di se stessa?

R. - Indubbiamente che dovrei essere molto diversa. Mi rimprovero soprattutto la mia mancanza di serenità, l’indecisione circa l’essere o no egoista, l’attitudine al rancore. Allora la mia figura attuale, applicata ad altra, grandeggerebbe nella mia simpatia.

D. - A che età ed in quale occasione si è trovata per la prima volta di fronte ad un cadavere? Quale è stata la sua reazione?

R. - Una mia nonna: ero già piuttosto grande. Ho provato per lungo tempo rimorso di aver avuto paura di toccarla.

D. - Nei giochi infantili, quale ”parte” le piaceva riserbare per sè?

R. - La grande.

D. - In quale occasione sente di essere ”meno” se stessa ossia in obbligo di recitare una parte?

R. - Nel corso di una intervista.

D. - Anche di questa?

R. - Questo deve scoprirlo lei. Altrimenti, che gioco è?

D. - La sua naturale tendenza la spinge a circondarsi, a cercare amicizie fra persone che hanno una personalità più o meno spiccata della sua?

R. - Più spiccata, credendole alla pari.

D. - Per chi o che cosa sarebbe disposta a sacrificare la sua carriera?

R. - Per un figlio; ma per ora non ne ho.

D. - Esistono dei difetti che apprezza e delle virtù che al contrario, la infastidiscono?

R. - I difetti miei e le virtù delle altre.

D. - C'è nella sua vita, signorina Valeri una "piccola” azione che le abbia lasciato un "grande” rimorso?

R. - E' la storia della mia infanzia.

D. - Una gioia le sembra più grande se pubblica oppure nascosta?

R. - Nascosta, evidentemente: se una gioia è, come lei dice, pubblica vi si mescolano altre sensazioni, forse più stimolanti ma certamente impure: diventa quasi una sofferenza, certo una fatica.

D. - Ha mai provato desiderio di lanciare una moda? Se ne sentirebbe, in ogni caso, capace?

R. - E’ il mio "sogno proibito”. Vorrei che fosse la moda di un particolare, di raffinatissima ed inconfondibile eleganza, come certi guanti ”glacées” o certi biscottini creati, da cinquantanni, soltanto per i miei tè e inutilmente copiati in tutto il mondo.

D. - Se le fosse concesso di ritornare indietro nel tempo, ricomincerebbe la sua vita da capo?

R. - Sì.

D. - Se le venisse concesso un atto di potenza assoluta, come lo esplicherebbe?

R. - E' inutile: sono troppo comprensiva.

D. - Sopporta facilmente un insuccesso? E’ indotta a farne partecipi coloro che la circondano?

R. - Una risposta sincera mi farebbe troppo torto.

D. - Sopporta l’ironia ed il paradosso altrui?

R. - Per forza!

D. - Esiste un personaggio che ha sempre sognato (e mai potuto) interpretare?

R. - La vamp!

Alla domanda: «In quale situazione sente di essere "meno” se stessa, ossia in obbligo di recitare una parte», Franca Valeri risponde: «Durante le interviste». Era naturale che io le chiedessi se la stessa impressione la provava rispondendo a queste domande, altrettanto naturale che ella rispondesse: «E’ affar suo scoprirlo». Scoprirlo, infatti, significa mettersi in condizioni di potere esprimere un giudizio sul conto suo. Di solito, il metodo da impiegare per la ricerca della maggiore o minore sincerità è quello della coerenza. Tante più sono le contraddizioni, tanto meno una persona dovrebbe essere sincera. Giudicata con questo metro Franca Valeri dovrebbe risultare la donna più insincera del mondo. E la forma di insincerità che verrebbe immediatamente in mente di attribuirle sarebbe quella dello snobismo, paragonando tale conclusione al significato di quel personaggio che, come tutti ricordano, fece la sua prima fortuna. Lo snobismo infatti è un atteggiamento e, come tutti gli atteggiamenti, insincero. Il ragionamento non fa una grinza, la conclusione viene spontanea e naturale: troppo spontanea e troppo naturale, al punto di far sospettare che sia falsa. In che cosa consiste l’errore? In questa; che nelle risposte di Franca Valeri si rileva non un atteggiamento, bensì tanti atteggiamenti quasi altrettanto numerosi quanto lo sono le sue risposte. Ora, il tipo di insin-ceritò dello snob è proprio la coerenza dell’atteggiamento stesso. Il che, se prova come Franca Valeri non sia "la signorina snob", non spiega ancora a che cosa si debba la sua discontinuità. La ragione va ricercata non nelle risposte, bensì nelle domande, la maggior parte delle quali si prestano ad essere rivolte su un palcoscenico, invitano cioè alla "replica” immediata che tanto più è breve, imprevista e sconcertante tanto più risulta efficace. Lungi perciò da essere ima manifestazione di insincerità le sue risposte sono semplicemente le risultanti di una istintiva reazione professionale. Certo, non tutte le domande si prestano alla battuta, e quando la battuta non viene, non le resta che affidarsi alla sincerità. Allora denuncia le proprie caratteristiche, riconoscendosi fiduciosa verso il prossimo (l’incondizionata ammirazione dì un suo simile...) incerta verso se stessa (ho perso la mia bella sicurezza...), scontenta (ricomincerebbe la sua vita da capo) e perfino sentimentale (la piccola fiammiferaia) e si rivela per quello che è, ossia per una donna, ma una donna con mi qualcosa di più. E questo "qualcosa di più” si ritrova in tutte le sue risposte e ne forma, al di là del loro contenuto, quel carattere unitario che inutilmente tutti gli snob aspirano di raggiungere: lo stile.

Enrico Roda, «Tempo», 1955



 

1959 02 12 Il Musichiere Franca Valeri intro

«Il Musichiere», 12 febbraio 1959


L'attrice promette di non lasciare il genere comico per tentare quello drammatico - «Sono toccata molto quando qualcuno dice che sono carina»

Lido di Venezia, settembre - Quando siamo giunti al Danieli per incontrare Franca Valeri, che cl aveva accordato un appuntamento tra un impegno e l’altro del suo breve soggiorno veneziano, la simpatica attrice stava tenendo una specie di «table ronde» con alcuni attori che faranno parte. nella prossima stagione teatrale, della sua compagnia. Tra questi era Nora Ricci, figlia del grande Renzo ed ex moglie di Vittorio Gassman. Dopo la parentesi cinematografica (Franca Valeri è appunto a Venezia per assistere alla proiezione del film «Parigi, o cara», proiettato fuori concorso nell’ultima serata del Festival al Lido, dopo la premiazione) tornerà al teatro interpretando una commedia scritta da lei stessa.

«E’ questo per me un avvenimento molto Importante. Finora infatti erano autori con me o Bonucci, o Salce, o Caprioli, il mio maritino. Finalmente mi son decisa a prendere il volo da sola. La mia commedia si intitola «Le catacombe» (o le donne confuse). Cosa posso dire del soggetto? E' talmente difficile, in quanto non esiste una vera trama... Comunque intorno a un personaggio di donna — che modestamente sarti io — son tante altre donne. Sari in definitiva un flash sulla attuale situazione femminile, vista naturalmente da un punto di vista umoristico. Saranno accanto a me, per animare i brillantissimi tre atti, oltre alla citata Nora Ricci, Aldo Giuffrè e la veneta Elsa Vazzoler. La regia sarà del mio maritino»».

«Ci vuol ora parlare brevemente di "Parigi, o cara"?».

«E- un film che ho scritto assieme a Vittorio (Caprioli). E’ molto difficile per me giudicarlo dato che son la protagonista e la moglie del regista. A me sombra onestamente carino!».

«Secondo lei è più bello «Parigi o cara» o «I leoni al sole»?.

«E* molto diverso. Comunque c’è la stessa vena degli spettacoli teatrali. Le cose son viste secondo il nostro modo di vedere, che sta fra il realistico e l’inventato».

«Avete, assieme, altri progetti cinematografici?».

«Mio marito farà un film mentre lo recito in teatro. Poi abbiamo assieme una idea per altri due film uno sarebbe la storia della moglie di un cantante lirico (un tenore), l’altro della moglie di un re africano. In entrambi i casi di un «sovrano*. Vorrei proprio arrivare dal satlrtsmo al comico. alle risatone...».

«Lei si diverte, assistendo ai suoi film?».

«Vedendoli con calma senza il pubblico, mi diverto abbastanza. Il pubblico presente mi fa invece soffrire molto».

«Cosa pensa di suo marito come regista?».

«Io bene. E' un tipo di regista che a me piace. Fa i film senza sentirai investito di un compito eccessivo e divertendosi. Però con molta coscienza».

«C’è qualcosa che non va nel Festival veneziano?».

«Sono arrivata ieri e non lo so. Posso dire che comunque ogni anno il Festiva sembra il peggiore di tutti gli altri e poi invece si finisce per rimpiangerlo. Purtroppo, non ci si acconta mai!».

«Accetterebbe se le offrissero un ruolo drammatico?».

«Ho già affrontato tale esperienza ne «La Brasca». Penso comunque che sarebbe deludente per il pubblico perdere un’attrice comica. Non dico che sia più facile il «drammatico», comunque nel comico la Interpretazione ha un peso maggiore. E’ una aspirazione di tutti i comici di fare i drammatici. Comunque siamo tanto pochi che il pubblico sarebbe deluso vedendoci andare verso la lacrima»,

«C’è qualcosa che la mette a disagio?».

«Tante cose. Non saprei fare la lista. Comunque per dime una: portare i pantaloni».

«Qual è il più bel complimento che le hanno fatto?».

«Ne ho avuti parecchi e anche pochi nello stesso tempo. Iu hu molli complessi fisici e quindi son toccata molto quando qualcuno dice che sono carina. Ma. purtroppo, accade raramente...».

«Qual è lo spettacolo (esclusi i suoi, naturalmente) che l’ha piu divertita?».

«"Les trente milliona de gladiatore'' de Lamene, che ho visto a Parigi, mi son fatta

tante risate...».

«E in Italia?».

«In Italia mi diverte Totò».

«E dei critici, cosa pensa?».

«Sta a loro pensare qualcosa di me. Ce ne sono alcuni degni e altri indegni. Bisognerebbe esaminarli uno ad uno. Così come stanno cose oggi, hanno tuttavia meno importanza di quella che avevano una volta».

«C’è qualche interpretazione che a lei è molto cara e che Invece il pubblico non ha capito e apprezzato?».

«No. Purtroppo lo sono una artista "compresa’’»,

«Lei accetta consigli?».

«SI, ma dipende da chi li dà. Naturalmente...».

«Qual è stata la sua più bella interpretazione?».

«Spero che sia l’avvenire».

«Lei che è tanto appassionata per il melodramma, cosa pensa dell’attuale situazione?».

«Non sono serena; sarà perchè sono una maniaca della lirica. Perchè non sono serena? E’ un discorso lungo e tecnico che non si pud fare in due minuti. Comunque la Urica è ancora vitale. Lo dimostra il latto che la Scala sia l’unico teatro italiano sempre esaurito».

«A lei piacerebbe essere una cantante lirica?».

«Oh, si! Molto».

«E si comporterebbe come la Callas?».

«No. La Callas è unica. Io ho un altro temperamento e.~ un’altra statura.

Bruno Tosi, «Il Piccolo di Trieste», 8 settembre 1962


1964 12 Noi Donne Franca Valeri intro

...con i suoi sketch, i suoi inimitabili personaggi femminili. La simpatica attrice, che sta ottenendo un vivo successo a Roma nella sua commedia “Questa qui, quello là”, ci ha messo a disposizione un copione dal quale abbiamo pescato alcuni brani spassosi che prendono maliziosamente in giro i difetti delle donne. Leggendoli trascorrerete un’ora di buonumore

«Noi donne», dicembre 1964 - Franca Valeri


"Non mi sfiora l'ansia d'essere fuori moda", «Radiocorriere TV», 1977


Personaggi

Franca Valeri ha un repertorio classico di personaggi teatrali, poi radiofonici, cinematografici e televisivi, che rappresentano una sorta di "maschere" che ha impersonato spesso durante le sue rappresentazioni.

I principali personaggi di Franca Valeri sono:

La signorina snob
Cesira la manicure
La sora Cecioni

Citazioni e omaggi

I personaggi di Franca Valeri sono spesso stati oggetto di citazioni e omaggi da parte di altri artisti. Tra di essi:
Ernst Thole: gli sketch presentati da Thole partecipando alla seconda stagione di Non stop - il varietà senza conduttore diretto da Enzo Trapani in onda sulle reti Rai dal 1977 al 1979 - erano ispirati e omaggiavano direttamente lo stile inconfondibile di Franca Valeri, spesso utilizzando lo stratagemma della "telefonata". In un celebre sketch Thole interpreta la mamma che telefona alla figlia per sapere com'è andato il viaggio di nozze.
Simona Marchini: in una serie di sketch la Marchini rifà a modo suo un personaggio molto simile a quello della "Sora Cecioni" inventato da Franca Valeri, utilizzando lo stratagemma della "telefonata a mammà".

Teatrografia

Caterina di Dio di Giovanni Testori (1946)
Lea Lebowitz scritto e diretto da Alessandro Fersen (1947)
Un curioso accidente di Carlo Goldoni - regia di Sergio Tofano (1948)
Pensaci Giacomino di Luigi Pirandello - regia di Sergio Tofano (1948)
Bonaventura veterinario per forza scritto e diretto da Sergio Tofano (1948)
La parigina di Henry Becque - regia di Giorgio Strehler (1949)
Carnet de Notes 1 scritto e diretto da Valeri-Caprioli-Bonucci - a cura di Luciano Mondolfo (1951)
Ho due parole da dirvi di Jean Pierre Delage e di Franca Valeri (1987)
Fior di pisello di Edouard Bourdet - regia di Giuseppe Patroni Griffi (1990)
Senza titolo scritto e diretto da Franca Valeri (1991)
Una volta nella vita di Moss Hart e Gorge Kaufman - regia di Giuseppe Patroni Griffi (1991)
Tosca e altre due (ripresa) di Franca Valeri - regia di Giorgio Ferrara (1993 con Adriana Asti
Sorelle ma solo due di Franca Valeri - regia di Aldo Terlizzi (1996)
Mal di Madre di Pierre Oliver Scotto - regia di Patrick Rossi Gastaldi (1998-1999-2000) con Urbano Barberini
Alcool scritto e diretto da Adriana Asti (1999)
Possesso di Abraham B. Yehoshua - regia di Toni Bertorelli (2001-2002) con Urbano Barberini
La vedova Socrate (2003-2004-2005-2011)
Les bonnes di Jean Genet - regia di Giuseppe Marini (2006-2007-2008) con Anna Maria Guarnieri e Patrizia Zappa Mulas
Carnet de notes 2008 di Franca Valeri - a cura di Giuseppe Marini (2008) con Pino Strabioli
Oddio Mamma!, regia di Daniele Falleri (2009-2010) con Urbano Barberini
I soldi - Serata umoristica sulla ricchezza con Franca Valeri e Patrizia Zappa Mulas (2010)
Non tutto è risolto, regia di Giuseppe Marini (2011-2012-2013) con Licia Maglietta, Urbano Barberini
La bruttina stagionata, regia di Franca Valeri (2011) con Gabriella Franchini
Parliamone, regia di Franca Valeri (2013)
Il cambio dei cavalli, regia di Giuseppe Marini (2014-2015)

Filmografia

Cinema

Attrice

Luci del varietà, regia di Federico Fellini e Alberto Lattuada (1950)
I due sergenti, regia di Carlo Alberto Chiesa (1951)
Solo per te Lucia, regia di Franco Rossi (1952)
Totò a colori, regia di Steno (1952)
Villa Borghese, regia di Vittorio De Sica e Gianni Franciolini (1953)
Questi fantasmi, regia di Eduardo De Filippo (1954)
Le signorine dello 04, regia di Gianni Franciolini (1955)
Un eroe dei nostri tempi, regia di Mario Monicelli (1955)
Piccola posta, regia di Steno (1955)
Il segno di Venere, regia di Dino Risi (1955)
Il bigamo, regia di Luciano Emmer (1956)
Mariti in città, regia di Luigi Comencini (1957)
La ragazza del palio, regia di Luigi Zampa (1958)
Il moralista, regia di Giorgio Bianchi (1959)
Il vedovo, regia di Dino Risi (1959)
Arrangiatevi!, regia di Mauro Bolognini (1959)
Non perdiamo la testa, regia di Mario Mattoli (1959)
Mariti in pericolo, regia di Mauro Morassi (1961)
Crimen, regia di Mario Camerini (1961)
Leoni al sole, regia di Vittorio Caprioli (1961)
I motorizzati, regia di Camillo Mastrocinque (1962)
Parigi o cara, regia di Vittorio Caprioli (1962)
Gli onorevoli, regia di Sergio Corbucci (1963)
La manina di Fatma, episodio di I cuori infranti, regia di Vittorio Caprioli (1963)
Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1963)
I maniaci, regia di Lucio Fulci (1964)
La ragazza del bersagliere, regia di Alessandro Blasetti (1966)
Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
Scusi, facciamo l'amore?, regia di Vittorio Caprioli (1967)
Basta guardarla, regia di Luciano Salce (1970)
Nel giorno del Signore, regia di Bruno Corbucci (1970)
Ettore lo fusto, regia di Enzo G. Castellari (1972)
Ultimo tango a Zagarol, regia di Nando Cicero (1973)
La signora gioca bene a scopa?, regia di Giuliano Carnimeo (1974)
L'Italia s'è rotta, regia di Steno (1976)
Come ti rapisco il pupo, regia di Lucio De Caro (1976)
Grazie tante - Arrivederci, regia di Mauro Ivaldi (1977)
La bidonata, regia di Luciano Ercoli (1977)
Tanto va la gatta al lardo..., regia di Marco Aleandri (1978)
Non ti conosco più amore, regia di Sergio Corbucci (1980)
C'est pas moi, c'est lui, regia di Pierre Richard (1980)
Un amore in prima classe, regia di Salvatore Samperi (1980)
Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento, regia di Nando Cicero (1983)
Tosca e altre due, regia di Giorgio Ferrara (2003)

Sceneggiatrice

1955 - Il segno di Venere, regia di Dino Risi
1961 - Leoni al sole, regia di Vittorio Caprioli
1962 - Parigi o cara, regia di Vittorio Caprioli
1967 - Scusi, facciamo l'amore?, regia di Vittorio Caprioli

Altro

L'uomo segreto (2003), documentario, regia di Nino Bizzarri
L'uomo dalla bocca storta (2009), documentario, regia di Emanuele Salce
Franca, la prima (2011), documentario omaggio all'attrice, regia di Sabina Guzzanti
Una commedia italiana che non fa ridere (2012), cortometraggio
Alberto il Grande, regia di Carlo Verdone (2013), documentario

Doppiaggio

Atlantis - L'impero perduto (2001): Signora Wilhelmina Bertha Packard

Televisione

Film e Serie TV

1968 - Felicita Colombo, film per la tv, regia di Antonello Falqui
1970 - Le donne balorde, sceneggiato, regia di Giacomo Colli
1974 - Sì, vendetta..., sceneggiato in quattro puntate, regia di Mario Ferrero, sceneggiatura di Franca Valeri
1974 - Nel mondo di Alice, sceneggiato in quattro puntate, regia di Guido Stagnaro, con Milena Vukotic
1993 - Papà prende moglie, regia di Nini Salerno
1995-1997 - Norma e Felice, serie televisiva, regia di Giorgio Vignali
1996 - Caro maestro, serie televisiva, regia di Rossella Izzo
1997 - Caro maestro 2, regia di Rossella Izzo
2000 - Come quando fuori piove, miniserie, regia di Mario Monicelli
2000 - Linda e il brigadiere, nella parte di Olga, serie televisiva, episodi:
Il ladro di polli
Delitto al teatro dell'Opera
Il destino del brigadiere
Una trappola per Linda

Varietà e altro

1956 - Idillio villereccio, regia di Antonello Falqui
1957 - La regina e io, regia di Antonello Falqui
1959 - Le divine
1966 - Studio Uno, regia di Antonello Falqui
1967 - Sabato sera, regia di Antonello Falqui
1969 - Stasera, regia di Antonello Falqui
1974 - Vino, whisky e chewing-gum
1976 - A modo mio
1978 - Videosera, speciale Bistecca, insalatina, programma di Claudio Barbati e Francesco Bortolini[15]
1980 - Studio 80
1980 - Giochiamo al varieté
1982 - Cipria
1982-1983 - Due di tutto, regia di Enzo Trapani
1993 - Magazine 3 su Raitre
1998 - La posta del cuore

Radio

Lo schiaccianoci, di e con Alberto Bonucci, Franca Valeri e Vittorio Caprioli, regia di Nino Meloni, i mercoledì, 1953 secondo programma, ore 22:15
Le donne di James Thurber, a cura di Raffaele La Capria, con Franca Valeri, Vittorio Caprioli e Alberto Bonucci, regia di Gian Domenico Giagni, venerdì 10 agosto 1956 secondo programma, ore 17
Sulle spiagge della luna, di e con Luciano Salce, Franca Valeri, Vittorio Caprioli, orchestra di Armando Trovajoli, 1957 programma nazionale, il sabato sera ore 21
Di tanti palpiti, un programma radiofonico di RadioTre, dedicato all'opera lirica ed alle regìe teatrali di Franca Valeri che lo ha condotto dall'estate 1998 fino al 2002

Libri

Il diario della signorina snob, Arnoldo Mondadori Editore, 1951. ISBN non esistente Illustrato da Colette Rosselli
Le donne, Longanesi & C., 1960. ISBN non esistente (ripubblicato da Einaudi nel 2012).
Questa qui quello là, Longanesi & C., 1965. ISBN non esistente
La daga nel loden (con Lella Costa), Feltrinelli, 1992. ISBN 8807811898
Toh, quante donne!, Arnoldo Mondadori Editore, 1993. ISBN 8804362839
Il diario della signorina snob, Lindau, 2003. ISBN 88-7180-474-0 Illustrato da Colette Rosselli, riedizione
Tragedie da ridere - Dalla signorina Snob alla vedova Socrate, La Tartaruga, 2003. ISBN 887738381X
Animali e altri attori - Storie di cani, gatti e altri personaggi, Nottetempo, 2005. ISBN 8874520638
Di tanti palpiti. Divertimenti musicali, La Tartaruga, 2009. ISBN 887738462X
Bugiarda no, reticente, Einaudi, 2010. ISBN 9788806206406
Non tutto è risolto, Einaudi, 2011. ISBN 9788806206451
L'educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene, Einaudi, 2011. ISBN 9788806209438 Con Luciana Littizzetto

Discografia

Album

1962 - Le donne di Franca Valeri, (La voce del padrone, QELP 8039, LP)
1965 - Una serata con Franca Valeri, (La voce del padrone, QELP 8149, LP)
1968 - La signora Cecioni e le altre, (La voce del padrone, PSQ 049, LP)
2007 - La signora Valeri - Le donne alla radio di Franca Valeri (Twilight Music-Via Asiago, 10, TWI CD AS 07 36, CD)
Le avventure di Cocorito, (Istituto Internazionale del Disco, LP) con Alberto Bonucci

Singoli

1952 - La signorina snob/La signora Cesira (Fonit, 13969, 10" 78 giri)
1955 - Carlo Porta letto da Franca Valeri (Cetra - Collana Letteraria Documento, CL 0404, EP 7")
1958 - Lina e il cavaliere (Philips, 421888 PE, EP 7")
1962 - Le donne di Franca Valeri, (EMI - La voce del padrone, EMQ 215, 7")
Franca Valeri canta per 4 (Juke Box, 45 EPJ 743, EP 7")
Le avventure di Cocorito (Istituto Nazionale del Disco, EIM 3005, 7") con Alberto Bonucci
Le catacombe o le donne confuse. Tre atti di Franca Valeri, (Aletti Editore, EP 7")
Somma "le coperte che non smettono mai di esser belle" presenta... I dialoghi di Franca Valeri, (Somma, 7")
Collaborazioni
2003 - Frankie HI-NRG MC Ero un autarchico (RCA, CD) Franca Valeri partecipa ai brani Prima e Dopo

Onorificenze

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 21 febbraio 2001[22]

Dama di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 22 febbraio 2011[23]


Note

  1. ^ «Il nome è sempre stato quello vero, contrariamente a quanto scrivono alcune enciclopedie dello spettacolo, che mi attribuiscono quello di Alma» (intervista a Franca Valeri sulla rubrica Antenna del quotidiano La Stampa, mercoledì 29 agosto 2007, pag. 43)
  2. ^ a b c d intervista a Franca Valeri sulla rubrica Antenna del quotidiano La Stampa, mercoledì 29 agosto 2007, pag. 43
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Franca Valeri Bugiarda no, reticente, Einaudi, 2010.
  4. ^ Maria Pace Ottieri, «Quando Franca Valeri imitava la prof del Parini», mentelocale.it
  5. ^ Scheda su Silvana Mauri Ottieri nell'Encliclopedia delle donne
  6. ^ Intervista a Franca Valeri (Kolot 23 giugno 2014).
  7. ^ È scomparso a 58 anni il direttore d' orchestra Maurizio Rinaldi ha accompagnato sul lago Verdi e Puccini nell'archivio del Corriere della Sera
  8. ^ Franca Valeri al Cinema Palazzo: «A 91 anni partecipo all'occupazione», corriere.it, 27 aprile 2011. URL consultato il 23 febbraio 2014.
  9. ^ Il Valle resta occupato. Sul palco sfilano Valeri, Sabina Guzzanti e Santamaria, adnkronos.com. URL consultato il 5 marzo 2014.
  10. ^ Intervista a Franca Valeri in IntervisteRomane.net
  11. ^ a b Enrico Lancia, Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano: Le attrici, Gremese Editore, 2003
  12. ^ Franca Valeri e Adriana Asti, grande coppia in «Alcool» in Il Corriere della Sera.
  13. ^ (EN) Sì, vendetta..., in Internet Movie Database, IMDb.com.
  14. ^ (EN) Nel mondo di Alice, in Internet Movie Database, IMDb.com.
  15. ^ a b Le Date e Puntate di SuperGulp!
  16. ^ (EN) Due di tutto, in Internet Movie Database, IMDb.com.
  17. ^ Scheda su Franca Valeri in MusicalStore.it
  18. ^ Colette Rosselli Ma non troppo, Longanesi & C., 1986. ISBN 8830406791
  19. ^ Franca Valeri Il diario della signorina snob, Lindau, 2003.
  20. ^ Scheda del libro su einaudi.it
  21. ^ Celebrata al Quirinale la "Giornata Internazionale della Donna" nel sito ufficiale della Presidenza della Repubblica
  22. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  23. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Riferimenti e bibliografie:

  • Marco Giusti, Il grande libro di Carosello, Sperling & Kupfer, 1995, ISBN 8820020807.
  • Enrico Lancia e Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano. Le attrici, Gremese, 2003, ISBN 888440214X.
  • Emanuela Martini (a cura di), Franca Valeri. Una signora molto snob, Lindau, 2000, ISBN 887180290X.
  • "L'avventurosa storia del cinema italiano", Franca Faldini e Goffredo Fofi, Cineteca di Bologna, 2011
  • «L'Europeo», anno VI, n.13, 26 marzo 1950
  • Raul Radice, «L'Europeo», anno XIV, n.42, 19 ottobre 1958
  • Guido Gerosa, «Epoca», anno XIII, n.638, 16 dicembre 1962
  • «Noi donne», anno XVIII, n.40, 12 ottobre 1963