Virna Lisi e quell'antipatico di Maurizius

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Virna Lisi, che nell’ultimo teleromanzo interpretava il personaggio di Anna Jahn, confessa che tutte le sue preferenze andavano al giudice von Andergast anziché all’ergastolano innocente e innamorato di lei

Roma, febbraio

Ora gli italiani hanno di nuovo un solo Raoul che li tiene in apprensione per la sua vicenda giudiziaria e li divide in colpevolisti contro innocentisti. Ma per quattro settimane ne hanno avuto due: se in tram o in qualsiasi altro luogo si accendeva una disputa ("Raoul è colpevole, l’ha fatta fuori lui, l'ergastolo è il meno che si merita" ; "Non diciamo sciocchezze, Raoul è innocente, è vittima di un mostruoso errore giudiziario"), poteva essere indifferente, mente a proposito di Raoul Ghiani, il presunto strangolatore di Maria Martirano, o di Raoul Grassilli, l’attore che faceva la parte di Leonardo Maurizius nel romanzo sceneggiato della domenica sera, di cui Virna Lisi è stata la protagonista.

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DOPO IL CASO MAURIZIUS VIRNA LISI È DIVENTATA LA PRIMADONNA DELLA TV

Roma Una recente fotografia di Virna Lisi. La popolarità della bionda attrice ha subito un improvviso rialzo grazie al successo del romanzo televisivo "Il caso Maurizius" in cui ella interpretava il personaggio enigmatico di Anna Jahn. Per le quattro puntate del "Caso Maurizius”, infatti, l’indice di gradimento dei telespettatori ha toccato punte altissime. Si calcola che diciassette milioni di italiani abbiano seguito, con un interesse che aumentava di settimana in settimana, le drammatiche vicende che avevano come protagonista l’ergastolano Leonardo Maurizius. L’interpretazione di Virna Lisi ha incontrato il favore del pubblico ed è stata giudicata benevolmente anche dai critici. Era la prima volta, dal giorno del suo matrimonio che Virna affrontava una prova così impegnativa. Nell'aprile dello scorso anno, quando diventò moglie dell’architetto Franco Pesci Virna dichiarò infatti che avrebbe rinunciato al teatro e al cinema. Poi una maternità mancata e la profonda malinconia che ne conseguì, indussero la giovane signora Pesci a cambiare idea. Il marito di Virna approvò la decisione della moglie e oggi l’attività dell’attrice ha ritrovato il ritmo intenso di una volta.

Per le quattro puntate del Caso Maurizius pare che "l'indice di gradimento" dei telespettatori abbia raggiunto punte altissime e senza precedenti: si calcola che diciassette milioni di italiani abbia, no seguito con crescente interesse questo romanzo sceneggiato. Gli attori (tutti assai bravi) ne hanno ricavato enorme popolarità. Per Virna Lisi (quando nell'aprile dell'anno scorso si sposò disse che rinunciava per sempre alla carriera d’attrice) è stato un ritorno trionfale: oggi le viene attribuito da molti il titolo di "prima signora" del video. Non c’è un’altra giovane attrice che abbia una uguale somma di requisiti per insidiare la sua sovranità, per conquistare in maniera altrettanto autorevole la simpatia e l’ammirazione dei telespettatori.

Nella giungla della "dolce vita" romana Virna Lisi è un esemplare assolutamente unico e strano. È arrivata al successo per strade che a una normale aspirante attrice sembra follia percorrere. Non ha mai avuto parte in scandali o scandaletti, non ha mai flirtato con nobili italiani squattrinati o con attori americani alcolizzati (il suo unico fidanzato di cui si ebbe notizia diventò suo marito nel giro di pochi mesi), non ha mal inghiottito barbiturici, non ha mai ballato scalza in qualche locale notturno. Prima di sposarsi era una ragazza di buona famiglia che accettava le regole di una disciplina rigida e persino antiquata (non aveva le chiavi di casa, arrossiva per nulla, gelava con una timidezza che sembrava alterigia le velleità del corteggiatore più audace, suo padre l'accompagnava a qualsiasi appuntamento coi cinematografari o i fotografi). Adesso è una signora della migliore borghesia, consapevole della sua nuova condizione e dignità: ha imparato a non arrossire più, è tornata nell’ambiente degli attori con una cordialità un po' assorta e distaccata che incute soggezione anche ai col leghi più spregiudicati.

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Roma. Virna Lisi nulla sponda del Tevere. La popolare attrice ha concluso in questi giorni le sue fatiche televisive. La sua interpretazione del personaggio di Anna Jahn, nel teleromanzo ”Il caso Maurizius”, è stata commentata favorevolmente anche dal critici: è probabile che essa segni per Virna l'inizio di un nuovo periodo di intensa attività. Molti produttori cinematografici le hanno già sottoposto vantaggiosi contratti. Roma. Virna Lisi sulla scaletta che conduce che conduce all'imbarcadero. Sulle labbra dell’attrice aleggia sorriso la cui fotogenia è stata celebrata in una serie di "sketch" televisivi dedicati alla pubblicità di un dentifricio. Virna è nata ad Ancona nel 1937 ma da anni risiede a Roma. Nell'aprile dello scorso anno ha sposato l’ingegnere Franco Pesci, figlio di un noto imprenditore edile. In quell'occasione l'attrice dichiarò che avrebbe abbandonato per sempre le scene: cambiò idea qualche mese più tardi quando una maternità drammaticamente interrotta minacciò di procurarle una grave forma di depressione. Anche l'ingegner Pesci ha approvato la decisione della moglie.

Malgrado ciò, Virna Lisi è arrivata rapidamente e senza sacrifici ai successo, a cui ha dato una spinta decisiva l’interpretazione pubblicitaria, in "Carosello", di un ormai famoso personaggio, soprannominato "bocca della verità", che dice le cose più imbarazzanti con un candore ineffabile, con un sorriso disarmante. ("Virna, Virna", è l'esclamazione fissa del suo partner Vianello, "con quella bocca può dire ciò che vuole").

Da noi le attrici sono condannate a pagare il successo con l’infelicità sentimentale e il disordine morale. Quando si sposano, il più delle volte si tratta di matrimoni sbagliati, che si sfasciano alla svelta e nel modo più avvilente. Le relazioni provvisorie, alla deriva, senza possibilità di approdo legale, sono la regola quasi costante. Le attrici che hanno una famiglia normale e serena si contano sulle dita di una mano: la Mangano, la Del Poggio, la Lualdi (ma hanno sposato uno dell'ambiente). Non ci sono matrimoni "misti" felicemente riusciti. Virna Lisi anche in questo è l'eccezione. Ha sposato un anno fa un architetto, figlio di un ricco costruttore romano: è andata all’altare con l'abito bianco e i fiori d'arancio, come si addice alle romantiche fanciulle di buona famiglia. Il matrimonio, finora, sembra solido e felice, benché i due sposi abbiano gusti e interessi diversi, ambizioni diverse, caratteri diametralmente opposti. Dapprima Virna Lisi sembrava decisa a rinunciare alla carriera di attrice, ritenendola evidentemente nociva alla felicità coniugale. Ma ora ha ripreso a recitare e non sembra che questo abbia minimamente compromesso l'armonia del suo matrimonio o guastato in qualche modo i rapporti fra lei e suo marito.

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Roma. Virna negli studi di via Teulada. mentre si sta provando l'ultima puntata del ”Caso Maurizius”. Si calcola che il teleromanzo sia stato seguito con interesse da diciassette milioni di spettatori.

Questa giovane donna, dal portamento regale, bionda e dolcissima, che non si ribella alle regole tradizionali, che sembra docile e mite, ma riesce ugualmente a ottenere tutto quello che vuole, senza agitarsi troppo, senza scendere a compromessi, è un fenomeno unico nel costume attuale.

CON QUELLA BOCCA...

Ho chiesto, la settimana scorsa, una intervista a Virna Lisi. Ha risposto al telefono, senza nascondere un certo malumore: «Proviamo dalla mattina alla sera l’ultima puntata del Caso Mauritius: comunque, se proprio ci tiene, venga domani in via Teulada e parleremo dieci minuti fra una prova e l’altra. Ma non ho nulla da dire: sarà una Inutile seccatura per entrambi. E poi quando lavoro ho sempre i nervi tesi. Mi scusi se le parlo con franchezza...».

«Per carità, con quella bocca lei può dire tutto ciò che vuole».

Al teatro numero due di via Teulada le prove erano in una fase particolarmente febbrile. L’ambiente, con le telecamere, le giraffe, le lampade, gli attrezzi e i macchinari misteriosi, evocava immagini di fantascienza. Ci siamo seduti a un tavolino d’angolo.

«Ha trovato difficoltà al cancello per superare lo sbarramento degli uscieri?», ha chiesto subito Virna.

«No, nessuna difficoltà, naturalmente».

«Non è una impresa semplice come lei crede. Occorrono doti speciali per passare indisturbati. C’è chi passa al primo tentativo, c’è chi può tentare mille volte ma sarà sempre fermato e respinto da un inesorabile usciere. Io credo che sia possibile classificare gli uomini in modo infallibile a seconda delle maggiori o minori difficoltà che incontrano per varcare i cancelli di via Teulada. Mio marito, la prima volta che venne a prendermi, fu bloccato all’ingresso da un usciere. "Sono il marito di Virna Lisi”, disse con garbo. Ma l’usciere gli rispose con la vecchia battuta che abbiamo sentita tante volte nei film americani: "E lo sono il marito della regina Elisabetta: fila, giovanotto, se vuoi chiede, re un autografo alla signora Lisi, aspettala fuori, come tutti gli altri". Lo trovai, infatti, all’uscita. in mezzo a un branco di ragazzini esagitati. Gli svelai il segreto per varcare indisturbato la terribile barriera. Imparò subito e bene: ora, quando viene a prendermi, entra deciso, a testa alta, senza affrettarsi, fissando gli uscieri direttamente negli occhi. Se qualcuno osa rincorrerlo per domandargli chi è e dove ha intenzione di andare, mio marito gli risponde con bonaria severità: "Benedetto uomo, cerchi di essere un po’ più fisionomista, la prossima volta". Basta questa frase sibillina perché l’usciere, mortificatissimo, gli chieda mille volte scusa, inchinandosi, chiamandolo commendatore, se non addirittura onorevole o eccellenza. Tuttavia mio marito viene molto raramente a prendermi alla televisione: l’ambiente non lo attira, il nostro mondo non lo affascina. Sono certa che preferisce assistere agli allenamenti di una squadra di calcio anziché alle prove di un romanzo sceneggiato»

«Quando lei, meno di un anno fa, si sposò, disse che voleva rinunciare per sempre alla carriera d’attrice, per non compromettere la buona riuscita del suo matrimonio. Come mai ha cambiato idea?».

«È stato proprio mio marito a incoraggiarmi, in un brutto momento, quando a causa di una maternità interrotta al terzo mese ho avuto una crisi di sconforto davvero preoccupante. Mio marito ha capito che soltanto tuffandomi di nuovo nel lavoro potevo liberarmi da quella specie di incubo e ritrovare il gusto della vita. Il regista Anton Giulio Majano mi aveva offerto ripetutamente la parte di Anna nella versione televisiva del Caso Maurizius: mio marito ha insistito molto perché accettassi. Prima del romanzo sceneggiato ho fatto Cenerentola in una trasmissione per bambini. Ora ho quasi terminato di interpretare anche un film. Ho molte proposte, per il cinema e la televisione. Non le accetterò tutte. Non voglio che il lavoro soffochi la mia vita privata. Ormai ho capito che senza il lavoro la mia vita non avrebbe senso. Ma i princìpi che sono radicati in
me mi porteranno in ogni circostanza a considerare i valori tradizionali del matrimonio e della famiglia al di sopra di tutto. Se mio marito mi chiedesse di rinunciare di nuovo e per sempre alla mia carriera, lo farei».

«Un. anno fa, quando prese, appunto, quella decisione, era sinceramente convinta di volerla mantenere?».

«Devo proprio dire la verità?»

«Come può evitarlo, lei che è diventata celebre come "la borea della verità”?»

«Presi quella decisione perché in quel momento rispondeva a un mio stato d’animo romantico, ma nell'intimo non ho mai pensato neppure per un giorno che fosse irrevocabile: non ho mai creduto che il mio matrimonio per riuscire felice richiedesse quel sacrifìcio».

«E suo marito, insistendo perché lei tornasse a recitare, lo ha fatto soltanto per un impulso generoso, o veramente la cosa fa piacere anche a lui?»

«Dice che gli fa piacere che io reciti: ma credo che gli farebbe più piacere il contrario. Però sa che a me la rinuncia costerebbe
mille volte più di quanto costi a lui lasciarmi recitare, Con assoluta imparzialità ha scelto il male minore, anche se torna a suo danno. È un uomo generoso e ottimista: ha più bisogno di dare che di chiedere. Ma lei a che cosa mira con questo interrogatorio?».

«A capire un fenomeno di costume più unico che raro: a spiegare in che modo e con quali accorgimenti una ragazza come lei può circolare tranquillamente per la giungla senza correre rischi, può avere successo come attrice, può ottenere tutto ciò che vuole, senza scendere a compromessi, senza sacrificare nulla».

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Roma. L’attrice controlla sullo schermo di un "monitor" la sua immagine, registrata con il sistema ”amplex”. Virna è un’attrice diligente e puntigliosa. La sua vita privata non ha mai dato esca a pettegolezzi. Virna, il cui vero cognome è Pieralisi, ha una sorella minore, Esperia, sposata con l’attore Franco Graziosi.

UN MARE DI LATTEMIELE

«E' anche la mia passione cercare di capire le persone Che incontro, scoprire le radici segrete della loro natura, intuire le loro reazioni di fronte ai più svariati e imprevedibili eventi».

«Giudica il suo prossimo con indulgenza o severità?».

«Vede, i miei ammiratori mi considerano una creatura dolce e soave, una consolatrice degli afflitti, l’ultima oasi di purezza e di serenità in un deserto morale: sono frasi di lettere che ricevo. Anche quando interpreto personaggi ambigui, torbidi, tutt’altro che angelici, come nel Caso Maurizius e in molte altre occasioni, il mio pubblico continua a vedermi non contaminata dal personaggio, in un alone di poesia. Lo deduco con cortezza dalle lettere che ricevo, che sono moltissime, anche trecento al giorno. Anche di uomini anziani, còlti, sensibili: quasi tutti comunque, uomini e donne, giovani e vecchi, identificano in me il focolare, la sposa, i sentimenti più alti, i valori antichi, i nobili ideali. Io non ho il diritto di uscire da quel mare di lattemiele nel quale il mio pubblico, chissà perché, mi vuole immersa ad ogni costo. I miei ammiratori resterebbero assai delusi se sapessero, ad esempio, che mentre interpretavo l'ultimo romanzo sceneggiato non riuscivo a vincere un senso di antipatia per il personaggio di Leonardo Maurizius: il povero ergastolano innocente non mi ispirava pietà, anzi mi sembrava che meritasse la sua sorte, per la sua inettitudine, la sua viltà, la
sua viscida ambiguità. Per gli individui di questo genere non riesco ad avere indulgenza o compassione. Guai se i miei ammiratori sapessero che la mia simpatia era tutta per l’inflessibile giudice Von Andergast».

«Che consigli e avvertimenti darebbe a una bella ragazza non priva di talento che volesse fare l’attrice?».

«Non accantonare mai la dignità e l’orgoglio: è sufficiente avere un sacro rispetto per sé, per avere il rispetto degli altri. È necessario imporsi una disciplina, restare fedeli ad ogni costo a qualcosa, a princìpi, e valori tradizionali, anche se ci sembrano e sono antiquati e inutili».

La conversazione si è prolungata assai più del previsto. Qualcuno viene a ricordare a Virna Lisi che c’è una persona che l’attende.

«Un ultimo consiglio all’ipotetica ragazza che vuol fare l’attrice, è necessario sapersi conquistare il privilegio di dire e fare ciò che si vuole, ma usufruirne il meno possibile».

Luigi Cavicchioli, «Oggi», 2 marzo 1961


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Luigi Cavicchioli, «Oggi», 2 marzo 1961