Amleto non sposerà Ofelia

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Vittorio Gassman smentisce tutti i pettegolezzi a proposito di un suo divorzio dalla moglie Shelley Winters per unirsi a Anna Maria Ferrero. Sembra invece che l'attrice americana abbia intenzioni meno concilianti.

È possibile, o probabile, un divorzio tra Vittorio Gassman e Shelley Winters? Per la Legge italiana la domanda è inutile: non si può sciogliere un vincolo che non esiste. Gassman, infatti, ha sposato la Winters a Juarez, nel Messico, il 28 aprile 1952, ma questo matrimonio non è riconosciuto in Italia dove, secondo il nostro codice, l’attore deve ancora ottenere legalmente il divorzio da Nora Ricci, la prima moglie. La condizione di Gassman è simile a quella di tanti altri; una situazione di fatto tacitamente accettata dalle parti interessate; e poiché nessuno accusa l’attore di concubinaggio si deve riconoscere valido il matrimonio contratto al Messico; se non per la Legge italiana almeno per i due attori, che hanno pronunciato il «si» davanti al tribunale di Juarez. Ma proprio in questo caso: è possibile, o probabile, un divorzio? Vittorio Gassman smentisce. Ha scritto perfino una sua «dichiarazione» per svuotare di malignità tutti i pettegolezzi che gli serpeggiano intorno da due mesi. Fin dai primi giorni di dicembre, infatti, quando l’attore stava provando l'Amleto nel teatro del Casinò di San Remo, si cominciò a sussurrare di un ipotetico idillio tra Amleto e Ofelia. A qualche cronista indiscreto bastò che Gassman cenasse qualche sera nel suo camerino con Anna Maria Ferrero, per immaginare una fantasiosa, tenera amicizia tra i due attori. Eppure questo cameratismo rientra nel costume del teatro; attori e attrici sono portati, soprattutto durante le tournéea, a una vita in comune.

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Dal matrimonio tra Shelley Winters e Vittorio Gassman è nata una bambina alla quale è stato dato il nome di Vittoria

Forse a dar corpo alle «voci» ha contribuito, magari senza volerlo, la stessa signora Ferrero con qualche sua meravigliata affermazione, nata dallo stupore di costatare tanta diversità di abitudini tra il cinema e il teatro. La signora Ferrero, con il suo allarmato amore materno, non si è resa subito conto che Anna Maria, affrontando il palcoscenico di prosa, mandaya in soffitta il suo personaggio di «figlia di mammà»; che passando da Papaveri e papere a Shakespeare diventava una donna; che la stessa vita del teatro, con le sue esigenze e i suoi doveri, le faceva acquistare una maggior libertà; che, infine, era logico, comprensibile e inevitabile che una giovane attrice inesperta si affidasse, per essere consigliata e guidata, alla maggiore esperienza di Gassman.

Forse da tutte queste circostanze nacquero le prime malignità. i primi pettegolezzi. I quali non facevano altro che riecheggiare quelli che da oltre un anno andavano scrivendo i pestiferi columnist di Hollywood: Shelley divorzierà da Vittorio? Vittorio divorzierà da Shelley? Pareva quasi che gli americani lo meglio: le americane! non potessero perdonare all’attrice di aver sposato un italiano abbandonando il loro idolo Farley Granger, con il quale l’avevano «fidanzata» nel 1950; cioè quando Hedda Hopper aveva incontrato Farley e Shelley a cena insieme nel ristorante di Mike Romanoff. Hollywood ha bisogno di inventare matrimoni e poi di distruggerli. In questo gioco son caduti recentemente anche Frank Sinatra e Ava Gardner.

Le prime malignità trovarono poi una inattesa conferma a Genova, qualche giorno fa. È stato detto e scritto che tra Gassman e Shelley Winters vi sono stati «notevoli dissapori»; che. la «moglie americana» ha espresso al marito una opinione poco lusinghiera a proposito della sua recitazione nell’Amleto e che ha reagito con energia, senza prima assicurarsi che fosse vera o no, alla «voce» di un possibile idillio tra il marito e Anna Maria Ferrero. Su questi «dissapori» Gassman non ha nulla da dire. Tuttavia il suo segretario espone argomenti convincenti. Le origini del conflitto sarebbero diverse. Shelley Winters, come qualsiasi altra moglie, desidera vivere con il marito, ma il cinema e il teatro impediscono ai due coniugi di star vicini. La Winters è legata a Hollywood da un contratto; deve girare alcuni film ogni anno in America e vorrebbe che il marito rinunciasse alla sua passione per il teatro per lavorare il più possibile vicino a lei; vorrebbe insomma che Gassman si trasformasse in un «attore americano». Gassman, invece, non vuole abbandonare né il palcoscenico né il suo «teatro d’arte», né Shakespeare per diventare il protagonista di un qualsiasi film commerciale hollywoodiano; gli basta rispettare il contratto che gli impone di trascorrere sei mesi l’anno in America; sono anche troppi i due film che deve interpretare in quei sei mesi.

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Dal 5 dicembre Anna Maria Ferrero fa parte della compagnia del «Teatro d'arte italiano» di Vittorio Gassman. Nell'«Amleto» di Shakespeare interpreta il personaggio di Ofelia. Negli ultimi giorni sono corse voci di un idillio sentimentale tra i due attori.

Se esiste dunque un «dissapore» tra questa coppia tumultuosa è perché ognuno dei coniugi, pur volendo molto bene all’altro e stimandolo, non vuole rinunciare alla propria personalità di attore. Un matrimonio difficile, senza dubbio.

Quindi la fugace apparizione di Shelley Winters a Genova e la sua precipitosa partenza, non potevano non provocare la curiosità e le indiscrezioni. Alla «fuga» della Winters è stato dato un motivo ufficiale; «l’attrice non poteva trattenersi oltre perché era attesa a Roma dal regista e dagli organizzatori del film Mambo». Anche Gassman è tra gli interpreti del film e la moglie, forse, avrebbe potuto seguire il marito a Milano e stare con lui qualche giorno, dopo tanti mesi di separazione, prima di raggiungere Roma. Ma pare che già nell'ordine di precedenza degli attori nell’elenco artistico di Mambo, vi sia un motivo di discordia. Il cast del film segue questo ordine: Silvana Mangano, Michael Rennie. Vittorio Gassman, Katherine Dunham con Shelley Winters. Il con sintetizza la frase «con la partecipazione straordinaria» e si usa quando non si sa a chi dare la precedenza tra due attrici illustri: la prima va in testa all'elenco; la seconda lo chiude distaccata dagli altri e messa in evidenza da quel con. Shelley Winters, pero pare non sia stata soddisfatta di questa soluzione; avrebbe preferito fare a meno dell'insidiosa preposizione che la relega all'ultimo posto e insinuarsi nell’elenco vero e proprio, naturalmente a condizione che il suo nome precidesse quello di Gassman o almeno, quello della Dunham Secondo alcune «voci» raccolte a Roma, la signora Shelley Winters, scontenta di questo «elenco artistico», si mostrerebbe piuttosto acida verso gli italiani, marito compreso, e più volentieri tenera verso un suo vecchio amico Farley Granger, attualmente a Roma per terminare le riprese del film Senso, dirette da Luchino Visconti.

Si dice che escano spesse insieme, la sera, e che frequentino con disinvoltura i locali notturni della Capitale. Si dice addirittura che abitino nello stesso albergo. Ma soltanto una Louella Parson potrebbe dare importanza a questo insignificante particolare. Su Farley Granger, d'altra parte, circolano altre «voci». Quando l’attore si trovava sulla Laguna è stato anche detto che abbia sdegnato le attenzioni di una giovane e bella contessa. Nessuno, quindi, dà importanza al fatto che egli alloggi nello stesso albergo della Winters. Del resto i due attori sono legati da una lunga amicizia che risale a quando, nel 1947, la Winters dopo 6 anni di matrimonio divorziò dal suo primo marito, Mack Meyer. Questa amicizia si trasformò poi in fidanzamento nel 1950 e in < prossime nozze» nel 1951. Hollywood Yearbook di quell’anno, riporta una dichiarazione molto delicata di Granger: «Quando sono con Shelley un sorso d’acqua ha il sapore un succo di fiori rari ed esotici. Il tramonto è una sinfonia... la terra gira più in fretta, i fiori danzano, i monti saltano sopra la luna. Le sue labbra sono dolci e rosse; hanno il gusto del vino vecchio».

Tuttavia, nonostante la sua enfasi poetica, Farley Granger non è diventato mai il marito di Shelley Winters e quella sua dichiarazione ha tutta l’aria di essere stata ricalcata su di un «segretario galante» ad uso degli innamorati timidi. Nell'autunno del 1951 la coppia «Shell and Fari» partì da Hollywood alla scoperta dell'Europa. L’attrice, sapendo di dover venire anche in Italia, si era fatto dire da Constance e Doris Dowling chi era l'attore più simpatico da incontrare a Roma. Constance disse: Raf Vallone; Doris insistette per Vittorio Gassman che la Winters aveva già visto a New York in Riso amaro. L’incontro avvenne al teatro Valle di Roma. Shelley si fece presentare a Gassman da Frank Latimore; i due attori si salutarono e si fecero i normali complimenti. «Per quella sera» dichiarò poi la Winters alla giornalista Sheilah Graham «Vittorio non fece nes-
suna advance. Mi invitò invece a cena la sera dopo al ristorante Passetto e fui meravigliata: per la prima volta non ero io a guidare la conversazione. Parlava sempre Vittorio nonostante facesse grandi sforzi per esprimersi in americano.»

Alla stessa Graham, una volta arrivato a Hollywood, Gassman disse: «Il nostro non è stato un amore a prima vista. Noi italiani siamo troppo maturi per questo. Tra Shelley e me si stabili subito una grande armonia; ci si comprendeva benissimo.

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Shelley Winters, prima di sposare Gassman, era considerata a Hollywood la fidanzata di Farley Granger. I due attori sono ora a Roma per impegni cinematografici e, ritrovatisi insieme, si fanno vedere spesso nei locali notturni della Capitale.

Io guardavo lei, lei guardava me e si sapeva già quello che si voleva dire». In poche sere, un po’ a cena e un po' passeggiando per le strade di Roma, Vittorio e Shelley si raccontarono le loro avventure. «Quando arrivò il momento di ripartire per Hollywood, mi accorsi che la mia vita e quella di Vittorio erano identiche. Non mi era mai capitato nulla di simile, prima.»

A Hollywood, in mezzo ai vecchi amici e alle insistenze dei cronisti che chiedevano com’era andata la luna di miele europea con Farley. la Winters si ribellò. Spedi un cablo a Gassman : «Telegrafami un bacio» e ricevette in risposta: «Vengo a portartelo di persona». L’attore, infatti, aveva avuto una settimana di permesso prima di iniziare un nuovo film, e prese l’aereo per Hollywood. Poco dopo fu la Winters a prendere l’aereo per Roma e poi ancora Gassman volò a Los Angeles. Nell’aprile del 1952 i due attori si resero conto d'aver già dato abbastanza lavoro alle compagnie di. navigazione aerea e decisero di sposarsi. Il 28 dello stesso mese volarono a Juarez. Gassman ottenne il divorzio messicano dalla figlia di Renzo Ricci, con la quale si era sposato quando aveva 21 anno. Due ore dopo Shelley aveva il suo «marito italiano». Se lo portò trionfalmente a New York e gli fece firmare, pochi giorni dopo, un contratto di 1250 dollari la settimana (contro i suoi 1500) per interpretare il film The GÌass Wall («Il muro di vetro»).

Dal giorno del loro matrimonio son passati 20 mesi, ma è difficile dire quanti giorni i due coniugi hanno trascorso insieme: forse una trentina su settecento. Troppo poco perché si possa parlare di unione felice, di comprensione reciproca. Questo matrimonio nato sotto il segno della lontananza, dei voli trans-oceanici, delle telefonate urgenti Roma-Hollywood, nonostante le smentite e i silenzi di Gassman, pare destinato al fallimento. Il sintomo c'è: anche ora che i due coniugi potrebbero vivere qualche giorno insieme, stanno lontani, e con il viso duro: Gassman a Milano e la Winters a Roma. E la «moglie americana» tumefatta dalle «voci», dai pettegolezzi, dalle malignità dei columnists, dai consigli degli ex fidanzati sembra avere intenzioni minacciose; pare pronta a far scoppiare la bomba del divorzio. Nessuna meraviglia se uno di questi giorni sentiremo il botto. Gassman si è già tappato gli orecchi.

A. P., «Epoca», anno V, n.172, 17 gennaio 1954


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A. P., «Epoca», anno V, n.172, 17 gennaio 1954