Gli amici intercontinentali

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La diva di Hollywood Shelley Winters o l'attore italiano Vittorio Gassman avevano deciso, dopo una visione lunare della via Appia Antica, che chi dei due si fosse liberato per primo del propri impegni avrebbe raggiunto l'altro. Questa tenace amicizia ci costerà forse una delle forze migliori del nostro teatro

Roma, febbraio

Tra Shelley Winters e Vittorio Gassman è in corso, per ora, una amicizia intercontinentale. E’ nata da poco più di due mesi, nello scorso novembre, quando Shelley ultimava a Roma il suo giro di riposo in Europa. Una sera, in compagnia di amici, si recò a teatro e li, durante un intervallo, conobbe Vittorio Gassman. La conoscenza parve ad entrambi tanto interessante da dover essere coltivata immediatamente. Passarono gran parte della notte insieme cenando in un ristorante notturno molto caratteristico e recandosi poi sulla Appia Antica a vedere i ruderi al lume di luna.

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Purtroppo l’attrice americana era al termine del suo soggiorno e non poteva prolungarlo perchè ad Hollywood era attesa per un film. Per due giorni pranzarono, cenarono e passeggiarono insieme, ed al momento di salutarsi dovettero convenire che c'era tra loro una notevole simpatia. Anche Gassman aveva in quel momento degli impegni: doveva terminare di girare il «Sogno di Zorro » e «La tratta delle bianche». Perciò decisero che chi avesse finito per primo avrebbe raggiunto l’altro. Fu Gassman a traversare l’Atlantico in aereo per un soggiorno di pochi giorni negli Stati Uniti. Poi dovette ripartire perchè nuovi impegni lo attendevano; ma neppure dieci giorni dopo la sua partenza Shelley, ultimato il suo film, l’ha raggiunto in Italia.

Ora l’attrice americana è a Roma, ospite della madre di Vittorio, una signora ancor giovane che la tratta come una giovane amica, molto simpatica ed intelligente. Per ora i due attori si considerano soltanto due amici che desiderano conoscersi di più. Perciò tra qualche giorno ripartiranno insieme per gli Stati Uniti dove, mentre Shelley riprenderà il suo lavoro cinematografico, Vittorio continuerà lo studio dell'inglese, uno studio già molto avanzato, e prenderà dei contatti con l’ambiente teatrale americano. Ha ricevuto alcune offerte e non è da escludere che reciterà in un teatro americano.

Prevede un soggiorno di due mesi negli Stati Uniti e poi una estate in Italia durante la quale preparerà gli spettacoli per il prossimo anno. Gassman ha infatti il progetto, già in stato di concretezza, di portare in scena una trilogia di tragedie: una greca, una latina ed una italiana: e cioè «I Persiani », il «Tieste » e il «Saul ». Della tragedia greca ha già pronta una eccellente traduzione e U «Tieste » se lo sta traducendo da se. Probabilmente, oltre la trilogia tragica, a cui vuol dare un senso di unità drammatica, e quindi di spettacolo completo in tre sezioni, porterà in scena anche qualche altra opera di repertorio moderno tra cui una commedia del regista Luigi Squarzina: «Le orecchie dell’aquila ».

Altri progetti, oltre quelli teatrali. Vittorio Gassman non
ha confessati. Però conta entro l’anno di ottenere il divorzio dalla sua prima moglie. Questo fatto potrebbe essere la chiave dell’amicizia intercontinentale con Shelley.

L’attrice americana dichiara anche lei di non aver progetti immediati. In questi due mesi ha imparato a comprendere l’Italiano e a pronunciarne qualche parola; lei e Vittorio si scambiano delle lezioni nelle rispettive lingue. Per quanto giovane Shelley ha già un notevole passato di attrice.

Lei stessa, qualche volta, ha raccontato la propria vita come una allegra parabola (non per nulla ha fama d’essere la più spiritosa attrice di Hollywood, per taluni addirittura ”un po’ matta”). Nata a St Louis il 19 settembre 1923, frequentava le scuole superiori di Brooklyn (New York) quando divenne prima reporter di un giornaletto scolastico, poi commessa di pasticceria.

Essa dice che dal negozio la invitarono ad andarsene perchè divorava troppi pasticcini. Più tardi dovette tagliare precipitosamente la corda da una Casa di moda, dove era stata assunta come indossatrice, perchè la stessa sera del debutto inciampò sullo strascico d'un abito da sera da mille dollari e precipitò giù da una scala.

Poi spese lunghe giornate alla porta dei palco-scenici di Broadway, ottenne finalmente una parte nello spettacolo «Conquest in Aprii» e da quella un contratto di Hollywood. Le andò male, ritornò al teatro, a New York; non le bastava per vivere, fece la cameriera in un ristorante. Più tardi seppe che si cercava una ragazza su per giù come lei per «Doppia vita », con Ronald Colman. Alla stazione di Hollywood incontrò Lou Costello (Pinotto) che le diede un biglietto di presentazione. Una decina di giovani attrici aspiravano alla parte: Shelley vinse.

Poi interpretò molti film: «Un passo falso» con l’attore William Powell, «Francje» con Joel Me Crea, «He Run all thè Way » con John Garfield. E poi: «Una tragedia americana» («Un posto al sole») che si proietta in questi giorni in Italia, «Meet Danny Wilson » con Frank Sinatra. «Phone call stranger» accanto a Bette Davis e Gary Merrill. L’ultimo film girato è stato «Untamed » che è ora al montaggio. Circa un anno fa si parlava ad Hollywood di un suo romanzo sentimentale col giovane attore Farley Granger. Anzi questi dichiarò nella primavera scorsa: «Amo Shelley e ci sposeremo in giugno ». Evidentemente qualcosa ha mutato il programma.

Forse Shelley si propone di ritornare per breve tempo al teatro. Tornando in Italia si è fermata a Genova con Vittorio e lo ha sentito recitare qualche brano drammatico: nè è rimasta incantata e ha dichiarato a tutti di non aver mai ascoltato un attore che possegga tanta potenza drammatica. Lei è certa che se gli americani sentiranno recitare Gassman nel repertorio classico non lo lasceranno ripartire.

U. d. F., «Tempo», anno XIV, n.6, 9 febbraio 1951


Tempo
U. d. F., «Tempo», anno XIV, n.6, 9 febbraio 1951