Scilla Gabel, gli occhi la tradiscono

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Scilla Gabel, decisa a farsi un nome come attrice e non solo come controfigura e sosia della Loren, s’è fatta modificare la bocca e il naso; ma la rassomiglianza non s’è ancora perduta del tutto

Roma, novembre

Anche se sembra inverosimile si chiama veramente Scilla e ignoriamo se sia stata la mamma napoletana o il padre romagnolo a scegliere per lei questo bel nome che da solo basta a ricordare una delle più affascinanti storie raccontate da Omero. Cosi, per entrare in arte ha dovuto crearsi soltanto il cognome, Gabel (che è l’abberazione del vero).

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Scilla Gabel è nata a Rimini il 4 dicembre del 1938, cioè diciannove anni fa. E’ cresciuta praticamente sul mare, tranne il tempo che frequentò la scuola. Lei, i suoi amici, i suoi fratelli (ne ha quattro: tre femmine ed un maschio) costituivano più una banda che una compagnia: una banda che si dedicava a tutti gli sport acquatici quando la temperatura lo permetteva e negli altri mesi a qualunque altro tipo di sport: remo, vela, sci, ciclismo, tennis, pattinaggio. Con questa pratica, Scilla ha acquistato nervi saldi, prontezza di riflessi, volontà ferma e tesa fino allo spasimo, molta crudeltà nei confronti delle proprie debolezze. Terminate le scuole medie si iscrisse all’Istituto tecnico; ma aveva altri progetti. Recitando in una filodrammatica riminese acquistò abbastanza pratica di palcoscenico per concorrere ad una borsa di studio all’Accademia d'arte drammatica a Roma. La ottenne che aveva solo sedici anni.

1957 12 05 Tempo Scilla Gabel f2SCILLA GABEL è nata diciannove anni fa a Rimini da madre napoletana e da padre romagnolo. Dopo aver frequentato per un anno l’Accademia d’arte drammatica di Roma è entrata nel cinema.

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A Roma, dopo appena un anno di Accademia cominciarono da diverse parti le pressioni perchè sostenesse qualche parte in cinematografo. Fu scritturata per "Gente felice” e subito dopo per "Due sosia in allegria”. Fu durante la realizzazione di questo secondo film che qualcuno si accorse della notevole somiglianza della giovanissima debuttante con Sofia Loren. E quando seppero che era anche una provetta "sub" le offrirono subito lavoro come controfigura di Sofia per "Il ragazzo sul delfino”.

L’attrice le dimostrò molto affetto e molta benevolenza. Quando parla di Sofia Loren, Scilla lo fa sempre con un po’ di commozione. Dice: «L'incontro con lei è stato prezioso. Oltre l’amicizia che mi ha dimostrato conta quello che accanto a lei ho imparato. E ho appreso molto: soprattutto la serietà e l’impegno che si devono mettere per divenire qualcuno». Dopo quel film le venne offerto di rinnovare lo impegno di controfigura per ”La leggenda di Timbuctu”.

1957 12 05 Tempo Scilla Gabel f4IL DEBUTTO CINEMATOGRAFICO, la giovane attrice lo compì prendendo parte al film "Gente felice", al quale fece seguito "Due sosia in allegria”. Dopo questo secondo lavoro, grazie alla sua somiglianza con Sofia Loren venne offerto di lavorare come controfigura dell’attrice nelle scene subacquee di "Il ragazzo sul delfino”, il primo dei film americani interpretati dalla Loren.

1957 12 05 Tempo Scilla Gabel f5ALLA GIOVANE ATTRICE venne offerto di seguire Sofìa Loren a Hollywood, dopo l’esperienza di ”Il ragazzo sul delfino” (rinnovata poi in ”La leggenda di Timbuctu”). Ma Scilla aveva deciso che era ormai tempo di tornare ad una carriera indi-pendente e di abbandonare la professione della controfigura. Adesso, ella alterna il lavoro teatrale con quello cinematografico.

Quando Sofia Loren lasciò l’Italia per gli Stati Uniti. Scilla Gabel ricevette dalla produzione l’offerta di seguirla. A questo punto, Scilla decise che non era pili il caso di continuare a fare la controfigura.

Ma per riprendere la carriera di attrice c’era un ostacolo: la straordinaria somiglianza con Sofia, «Per quanto fosse lusinghiero», afferma Scilla, «ciascuno deve aspirare ad essere se stesso e vincere con i mezzi propri e non per meriti riflessi». Così la giovane attrice ha impiegato il denaro che aveva guadagnato a farsi ritoccare naso e bocca in una clinica di chirurgia estetica. I risultati sono stati notevoli, ma la somiglianza non è del tutto andata perduta in quanto ciò che la faceva (e la fa) somigliare molto a Sofia sono gli occhi: e quelli non si possono cambiare.

Intanto Scilla Gabel ha continuato a studiare: recitazione con Wanda Capodaglio, poi inglese e francese (che già parla, ma che vuol perfezionare). Poi per dimostrare che sa recitare si è riaccostata al teatro. Non le è stato difficile perchè come allieva dell’Accademia conosceva un po’ tutti. Ha ottenuto una parte nella formazione di Paola Borboni e ha debuttato in "Le palle di neve” di Candoni che ha ottenuto un buon successo. Subito dopo è stata scritturata dalla formazione di Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi per recitare nella commedia ”I coccodrilli”, di Guido Rocca.

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Scilla Gabel ha posato per il fotografo di "Tempo" nella campagna romana durante una giornata di vacanza

Non sa ancora per quanto tempo si prolungherà questa esperienza teatrale. Probabilmente dovrà intercalarla con il lavoro cinematografico in quanto, pur avendo respinto parecchie offerte di contratti pluriennali, ha però assunto un impegno per un film. Parteciperà infatti a un film francese diretto da Maurice Cloche e intitolato "Non si parla affatto di Dio” accanto a Nicole Berger, George Marchal e Claus Holm. La lavorazione di questo film si inizierà subito. Scilla andrà a girare le prime scene a Parigi e poi interromperà per debuttare a Milano il 10 dicembre in ”I coccodrilli".

B.M., «Tempo», anno XIX, n.49, 5 dicembre 1957


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B.M., «Tempo», anno XIX, n.49, 5 dicembre 1957
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