'A CCHIÙ BELLA
Tu si 'a cchiù bella cosa
ca tene stu paese,
tu si comm' a na rosa,
rosa... rosa maggese.
Sti ccarne profumate
me metteno int' 'o core
comme fosse l'essenza,
l'essenza 'e chist'ammore.
"A cchiu bella" è una poesia di Totò magistralmente musicata da Giuni Russo e M.Antonietta Sisini. Contenuta in "Napoli che canta" (dall'omonimo film muto del 1926 di Roberto Leone Roberti, padre di Sergio Leone) Cd e Dvd pubblicati nel 2004. Cd ripubblicato maggio 2014.
Analisi della lirica e della filosofia dell'amore in Totò
Descrizione del Contenuto
La poesia è un omaggio purissimo alla bellezza femminile, celebrata non come un dato statico, ma come una forza della natura. Totò utilizza la metafora della "rosa maggese" (la rosa di maggio, nel momento del suo massimo splendore) per descrivere una donna la cui apparizione ha il potere di "accecare" il paese intero.
Il testo non si limita a descrivere i lineamenti, ma si sofferma sull'essenza: il profumo della pelle della donna diventa un elemento che penetra nel cuore del poeta, lasciandovi un'impronta indelebile.
Discografia pubblicata
Sebbene nata come poesia, 'A cchiù bella è diventata una delle canzoni più celebri del repertorio napoletano moderno grazie all'interpretazione magistrale di Amedeo Minghi (che ne curò la melodia nel 2005) e di Renato Carosone. È presente in numerose raccolte CD come Il Principe Totò (Cinevox/BMG) e in edizioni speciali dedicate alla poesia di Antonio de Curtis. È stata pubblicata anche in formato vinile 45 giri e LP in varie antologie storiche della canzone napoletana, oltre a essere un pilastro dei canzonieri cartacei pubblicati da case editrici come Fausto Fiorentino o Colonnese.
Logica e Filosofia della Lirica
Per comprendere appieno il significato di questo testo, occorre guardare oltre le parole e coglierne la filosofia sottostante:
- La Bellezza come "Luce": Nella logica di Totò, la bellezza suprema non è un vanto per chi la possiede, ma un dono per chi la guarda. Dire che "accieca 'o paese" significa elevare la donna a una creatura quasi divina, una sorgente luminosa che oscura tutto il resto della realtà quotidiana.
- L'Amore Sensoriale (L'Essenza): La lirica gioca molto sui sensi, in particolare l'olfatto ("carne prufumata"). La filosofia qui espressa suggerisce che l'amore non passa solo per gli occhi, ma si respira. Il profumo della donna è l'"essenza" (nel senso chimico e spirituale del termine) che entra nel cuore e lo rigenera.
- L'Umiltà del Poeta: Nonostante la sua statura di "Principe", davanti alla "rosa maggese" l'io lirico si pone in una posizione di rispettosa contemplazione. Non c'è possesso, c'è solo il riconoscimento di una perfezione che merita di essere cantata.
Significato per il lettore
Leggere 'A cchiù bella significa immergersi in una visione dell'amore d'altri tempi, dove la donna è un fiore raro e prezioso. La logica è semplice: la bellezza è armonia, e l'armonia è l'unica cosa capace di dare sollievo al cuore dell'uomo.