'A FEMMENA


'A femmena è 'na bella criatura e quase sempe è ddoce comm' 'o mmele; ma è vvote chistu mmele pe' sventura, perde 'a ducezza e addeventa fele.

L'imprevedibile dualità del sentimento

Descrizione del Contenuto

In questo componimento breve e fulminante, Totò condensa una riflessione millenaria sulla figura femminile. La "femmena" viene presentata come una "bella criatura", un'immagine che richiama meraviglia e incanto. L'autore ne loda inizialmente la dolcezza suprema, paragonandola al miele, ma avverte immediatamente il lettore di un rovescio della medaglia: per sventura, quella stessa dolcezza può mutare nel suo opposto più estremo, il fiele.

Logica e Filosofia della Lirica

La filosofia di Totò in questi versi è intrisa di un realismo disincantato, tipico della saggezza popolare napoletana:

  1. La Coesistenza degli Opposti: La logica del testo non è di condanna, ma di constatazione. Per Totò, la donna è un mistero fatto di contrasti: non esiste il "miele" (la gioia, la tenerezza) senza il rischio del "féle" (l'amarezza, il dolore). La bellezza della donna è intrinsecamente legata alla sua capacità di ferire.
  2. La Sventura come Destino: L'uso del termine "sventura" suggerisce che questo mutamento non sia frutto di una volontà maligna, ma quasi una legge di natura o un destino ineluttabile dei rapporti umani. È il rischio intrinseco in ogni grande passione.
  3. L'Estetica della Verità: Totò si rifiuta di idealizzare la donna come una figura angelica e statica. La sua filosofia riconosce alla "femmena" una potenza vitale tale da poter determinare la felicità o la rovina di un uomo attraverso un semplice cambio di umore o di atteggiamento.

Significato per il lettore

Leggere 'A femmena significa accettare la complessità dell'animo umano. La lirica invita a non lasciarsi ingannare dalle apparenze e a comprendere che i sentimenti più dolci sono spesso i più fragili, capaci di trasformarsi profondamente in un istante.