Non ho alcuna intenzione di bruciare la mia carriera in poche ore di trasmissione televisiva. Il video è una buona cosa soltanto per i giovani che devono farsi conoscere.


Perché poi la televisione? Perché mi sono arreso a un genere di spettacolo che ho sempre guardato con sospetto e che mi ha visto sempre di passaggio? Ogni volta dicevo di no perché quel rettangolino luminoso che ci fa entrare nelle case di tutti è un coltello a doppio taglio: può dare, quando va bene, un'immediata popolarità, ma può anche tagliare le gambe. E a me, scusatemi, chi me lo fa fare di correre questo rischio? Avessi ancora venti o trent’anni, e dovessi cercarmi un mio pubblico sarebbe un’altra cosa.

Totò, «La Settimana Incom Illustrata», a.XIX, n. 18, 1 maggio 1966


Il rapporto di Totò con la televisione

Televisione

Il rapporto tra Antonio de Curtis è la televisione è sempre stato conflittuale, anche se il mezzo si sarebbe prestato moltissimo a diffondere e a valorizzare, se mai ce ne fosse stato bisogno, ancora di più la figura e l'arte di Totò, che era squisitamente popolare. Dopo un periodo di quarantena per l’incidente al Musichiere, la Rai ha cominciato a ronzargli attorno facendo balenare varie ipotesi di collaborazione. La splendida incursione a Studio Uno nel 1965, unita al clamore per il ‘recupero’ operato da Pasolini, accendono gli entusiasmi dei dirigenti che riescono a sbloccare le diffidenze del principe. Ma la televisione dell'epoca - a parte il bigottismo che la caratterizzava nei suoi primi anni di vita e che la induceva a considerare con diffidenza Totò, in quanto personaggio sfuggente a ogni regola, e sicuramente laico - non era neppure "attrezzata" tecnicamente a dare voce a Totò, il cui personaggio oramai si nutriva esclusivamente del mezzo cinematografico. Non a caso, Totò consegna nelle mani della televisione il suo repertorio teatrale, proprio negli ultimi mesi della sua vita, quando la televisione comincia a produrre le sue prime serie cinematografiche.

Il risultato fu quel TuttoTotò, che ebbe il merito di raccogliere in extremis (il programma andò in onda pochi giorni dopo la morte) buona parte del repertorio storico del suo teatro, nonostante il tentativo maldestro di ricavare dagli scarti di moviola, rimpinguati da qualche scena girata dalla controfigura Dino Valdi e doppiata da Carlo Croccolo, un paio di puntate postume, approfittando probabilmente della morte del protagonista (Totò Ye-Ye e Totò Ciak).

La prima apparizione di Totò in televisione risale a Il Musichiere di Mario Riva del 1958. L'incontro con il popolare presentatore che aveva lavorato con lui in riviste dei primi anni del dopoguerra fu molto affettuoso, ma durante la trasmissione Totò si lasciò scappare un "Viva Lauro" che allarmò subito Mario Riva, il quale domandò: "Scusi, principe, ma che ci azzecca?". "Niente" rispose Totò "ma a me piace Lauro".

La cosa indignò i dirigenti democristiani della RAI, i quali, soprattutto in prossimità delle elezioni politiche, non potevano tollerare che un personaggio così popolare come Totò inneggiasse al capo del partito monarchico napoletano. E Totò per alcuni anni non fu più chiamato in televisione, se non per qualche fugace intervista, tra le quali quella celeberrima rilasciata a Lello Bersani (nel 1963, per il rotocalco televisivo TV7) fra la cucina a il salotto della sua casa di via Monti Parioli, sdoppiandosi tra i due personaggi del principe De Curtis e di Totò. L'intervista si chiudeva con la recita de "A livella".


Per me la televisione non esiste, è una diavoleria, come l'aereo: non mi fido.


Poco amore per la televisione

Nel 1966, nel quadro degli accordi per la produzione della serie TuttoTotò, il comico partecipò alla trasmissione di varietà più popolare di quegli anni: Studio Uno di Antonello Falqui e Guido Sacerdoti. La performance di Totò fu eccezionalmente lunga e i risultati furono certamente memorabili, soprattutto per il suo duetto con Mina, che cantò anche una sua canzone e per la scenetta Pasquale recitata con il fido Mario Castellani. Dopo la morte di Totò e dopo la trasmissione dei telefilm della serie TuttoTotò, ci sono cinque anni di silenzio, poi a dare inizio al revival tocca al ciclo Totò principe clown che, tra l'altro, comprende Totò le Mokò, Totò Sceicco, I due marescialli e Uccellacci e uccellini.
Di cicli ce ne furono altri e molti ce ne saranno soprattutto negli anni Ottanta, ma il programma più completo e più vasto che mai sia stato fatto su Totò è certamente Il pianeta Totò, di Giancarlo Governi, dove lo stesso titolo sottolinea la straordinarietà del personaggio e la vastità della sua opera. De Il pianeta Totò sono andate in onda tre edizioni, tutte rivedute e corrette, negli anni 1980, 1983 e 1988. Negli anni Novanta è andato in onda il programma Totò un altro pianeta, anche questo di Giancarlo Governi, in 15 puntate. Successivamente Tocco e ritocco, 4 puntate dedicate alle 'spalle' di Totò, La vita del Principe Totò, 2 puntate, e Totòcento, 2 puntate andate in onda in occasione del centenario della nascita.

1961 Toto in Tv L

Totò non amò mai la televisione e la televisione, rappresentata dai dirigenti di quegli anni non amò Totò. Infatti, oltre all'ostracismo del 1958, Totò dovette subire alcune censure: la prima proprio a Studio Uno. Fu lui stesso a rivelarlo in un'intervista a Maurizio Liverani: "la televisione brucia l'attore… Può giovare a uno sconosciuto. Non c'è libertà alla nostra televisione… A Studio Uno mi hanno tolto una battuta perché ironizzavo sugli onorevoli". La seconda censura oggi si direbbe "di palinsesto" perché si esercita nascondendo un programma sgradito in orari e date di trasmissione che allora venivano chiamati "riparati", nascosti, cioè, al grosso pubblico.
L'episodio Premio Nobel, probabilmente il più bello della serie TuttoTotò, andò in onda il 6 luglio perché conteneva lo sketch del vagone letto, quello in cui Totò "distruggeva" l'onorevole Trombetta.

Quanto alla televisione privata, possiamo dire che il suo rapporto con Totò è stato subito di tipo vampiresco. Fin dal 1976, quando la famosa sentenza della Corte Costituzionale dette il via alla nascita di centinaia di piccole emittenti locali, i magazzini dei distributori cinematografici furono subito saccheggiati e vecchie pellicole di Totò oramai a pezzi, con molte parti mancanti e praticamente inguardabili, diventarono il pezzo forte di palinsesti messi insieme alla buona. Eppure Totò riuscì a sopravvivere anche a questo. I grandi network commerciali migliorarono le cose dal punto di vista della qualità tecnica delle pellicole ma da loro non è mai venuto il più piccolo contributo alla conoscenza di questo straordinario fenomeno che è oramai divenuto Totò, i cui film troneggiano nei palinsesti estivi di tutte le televisioni, pubbliche e private, che sono riuscite ad accaparrarseli.


Totò e il difficile rapporto con la TV

Che ne dice di una parodia di «Maigret», il suo programma preferito?

Il progetto non mi garba: per una questione di correttezza nei riguardi di Gino Cervi, che ha dato un'interpretazione tra le più felici del personaggio e perché un Maigret, sia pure in chiave comica, non mi permetterebbe di dire nulla.

E allora cosa?

Cinquant'anni di teatro comico italiano dal primo Novecento a oggi, un'antologia a puntate, commedia dell'arte, varietà, rivista, avanspettacolo, prosa dialettale, preceduta da una discussione a quattro, attore-autore-critico-impresario, ecco l'idea che mi rimugina e il lavoro col quale mi presenterei sui teleschermi anche domani. Ci tengo molto, in modo particolare perché chi non mi conosce o mi ha visto soltanto al cinema può credermi diverso da come sono. Mi vedrete come gli spettatori mi hanno visto in teatro per tanti anni, con quegli stessi panni che mi cascavano addosso come se fossi stato un manichino e che mi sono serviti come «costume», un tight che mi andava largo, una bombetta due numeri sotto, pantaloni «a saltafosso» e una stringa da scarpe per cravatta. Voglio, insomma, dimostrare di essere diverso da come sono apparso in molti film, anche recenti. (...) E dimostrare anche, se possibile, la validità di una «maschera», riportandovi indietro nel tempo fino al punto dal quale sono partito.


Qualche volta vedo la televisione, anche se non è proprio il mio hobby quello lì... Faccio una vita quasi monacale, nel senso che non vado in nessun posto, non esco... L'altra sera, giovedì scorso, mi sono tanto arrabbiato perché in un quiz hanno interrogato un ragazzo che si è presentato sulla rivista. Gli hanno fatto questa domanda: «Nella compagnia Totò c'erano quattro attori, chi erano? E quale era il nome dello spettacolo dove c'era una fontana che costava cinque milioni?» Il ragazzo ha risposto benissimo, i quattro attori erano Mario Castellani, Mario Riva, Elena Giusti e Isa Barzizza e lo spettacolo era "C'era una volta il mondo". Viceversa gli hanno detto che non era quello lo spettacolo. Ma era la compagnia mia... e chi può essere più esperto di me? La scena della fontana venne ripetuta qualche volta in "Bada che ti mangio!", ma venne fatta esclusivamente per "C'era una volta il mondo". E sia nella prima edizione che nella seconda c'erano questi quattro attori. Quindi il ragazzo ha risposto benissimo. Io ho telefonato a Milano, loro mi hanno chiesto scusa due volte. Ma non era esatto... Io per l'ingiustizia mi sono talmente arrabbiato che non ho dormito tutta la notte.


A me la televisione fa paura. Io la vedo sempre e rido poco. Voi pensate che la gente si divertirà con me?


La censura in tv. Non si può dire niente nel teleschermo. Il gesto più innocente è temuto come uno scandalo.


Non è esatto che io abbia querelato Alighiero Noschese. Querelai la ditta per reclamizzare il prodotto della quale sui teleschermi veniva presentato un «Carosello». Non trovavo giusto che, senza chiedermene l'autorizzazione, Noschese, con la sua bravura per le imitazioni a tutti nota, avesse dato la mia voce a uno dei pupazzi nel «Carosello» stesso.


Con la tv ci si brucia, mio caro, ci si brucia. È un rogo: e poi che si fa, eh?


La RIscoperta di Totò: progetti da realizzare e programmi realizzati

1971-12-24-ABC

Dopo morto, Totò sta vivendo il suo terzo momento magico. È un fenomeno senz’altro eccezionale: tutti i suoi film, anche quelli considerati un tempo i peggiori, hanno trovato spazio addirittura nei cinema d’essai. Analizziamone uno, realizzato nel 1949, con la «partecipazione straordinaria» di due ciclisti che quell’anno erano all’apice della loro gloria

Callisto Cosulich, «ABC», anno XII, n.52, 24 dicembre 1971


1959 08 16 Sorrisi e Canzoni TV intro

Il 15 aprile del 1967 si spegneva a Roma il grande comico napoletano, compianto da milioni di spettatori. Oggi, a distanza di cinque anni, si assiste al rilancio dei suoi film più noti, con un grande successo di pubblico. Anche la TV ha in progetto un omaggio al "principe”. Quali sono i motivi dell’attuale interesse per vecchi film, anche trascurabili e di rozza fattura, nei quali l’attore faceva la parte del mattatore? Alcune personalità del mondo dell’arte e dello spettacolo parlano di questa nuova, improvvisa "fortuna”

Franco Berutti e di Paolo Mosca, «Domenica del Corriere», anno LXXIV, n.17, 25 aprile 1972


1959 08 16 Sorrisi e Canzoni TV intro

Otto film del grande comico napoletano che ora riempie i cinema - «Vorrei almeno essere rispettato» si lamentava l'attore dilaniato in vita dai critici. Oggi tutti gli riconoscono doti artistiche eccezionali e inimitabili.

Gianni Villa, «Sorrisi e Canzoni TV», anno XXII, n.12, 25 marzo 1973


1959 08 16 Sorrisi e Canzoni TV intro

Da «I due orfanelli» a «Uccellacci e uccellini»: alla televisione una selezione di film interpretati dal popolare attore

Giuseppe Sibilla e Salvatore Piscicelli, «Radiocorriere TV», anno 50, n.13, 25-31 marzo 1973


1959 08 16 Sorrisi e Canzoni TV intro

Luciano Mattino, «Settimana TV», anno XX, marzo-aprile 1973


1959 08 16 Sorrisi e Canzoni TV intro

I film di Totò sui teleschermi. E l’altro ritorno è quello di Totò. La televisione ha incominciato a trasmettere i suoi vecchi film. Proprio quei film, quei filmacci, che tante volte gli abbiamo rimproverato quando era vivo. E il pubblico li segue con entusiasmo, non perché vi scopra dei valori prima sconosciuti, ma perché vi ritrova lui, Totò. E la scoperta è questa: che Totò è ancora attualissimo, che ci ha capiti e ci ha «rappresentati», tanti anni fa, nelle nostre speranze e nel nostro scontento, anticipando i tempi. Parliamo adesso di lui com'era, e cerchiamo di capire, attraverso la sua storia, perché oggi egli sia sempre così vivo. Vi raccontiamo la storia della vita pazza, geniale e generosa del più grande comico italiano del nostro secolo.

Guido Gerosa, «Epoca», anno XXIV, n.1175, 8 aprile 1973


1959 08 16 Sorrisi e Canzoni TV intro

Totò attore di teatro, Totò attore di cinema. Mentre è iniziata la retrospettiva di Tòtò alla televisione, "Tempo” vuole ricordare l’attore nei suoi due aspetti, a volte molto dissimili anche per circostanze tecniche Quello che ha rappresentato Totò per il cinema lo dice il nostro critico Morando Morandini. E’ più difficile dire quello che fu Totò in teatro, perchè da molti anni il "principe clown" era stato costretto a rinunciare, per malattia, alle fatiche del palcoscenico. Perciò abbiamo voluto risalire — con un incontro di Orio Vergani con "l'attore comico fra i più singolari del mondo” — all'epoca d'oro del teatro leggero, anzi, al 1948 quando Totò recitava nella mitica rivista "Bada che ti mangio".

Morando Morandini, «Tempo», anno XXXV, n.14, 8 aprile 1973


1979-10-28-Bolero

Mentre la TV propone un ciclo di otto film di Totò, parliamo del grande attore napoletano con le donne che gli sono state vicine - Così diceva spesso Totò alla figlia Liliana, che aggiunge: «Il pubblico lo ha sempre amato, ma la critica lo trascurava» • Franca Faldini, compagna dell’attore, dice: «Ha dato tutta la vita al cinema che lo sfruttava».

Cristina Maza, «Bolero», anno XXXIII, n.1695, 28 ottobre 1979


In Italia la riscoperta filmica di Totò è iniziata, quasi per caso, negli anni settanta ed è dovuta all’attualità che ha questa marionetta «umana» per gli italiani di tutti i ceti, che si trovano a vivere fra contestazione e superlativismi di tecnicismo, fra la pesantezza viscerale della burocrazia, l’altoparlante oratoria di promesse sociali, e la libertà pornosessuale. Totò è per gli italiani più attuale del geniale Charlot perché rilassa e diverte, non incita alla rivoluzione con la sua maschera di fame atavica, di predestinato all’inguaiamento, che vive con una speranza carica di sole napoletano fatta di piccoli espedienti, che non è rassegnazione poiché lui, un piccolo di statura, è un non minore.

Totò, con l’essere marionetta non razionalmente ma biologicamente snodabile, capace di fare vedere, al forte ed al cattivo, che lui è talmente libero da riuscire persino a rendere ogni parte del suo corpo autonoma da un’altra, esprimeva con virulenza una reazione elementare di difesa fisica e sentimentale alla civiltà della macchina. Nei suoi film, anche nei più scadenti, ciò che conta è solamente lui, proprio per questo suo modo biologico di difesa che egli manifesta con l’essere irrazionale, aggressivo, scettico e crepuscolare, con l’amore stupefatto di un troglodita.

Egli vive e fa ridere spontaneamente anche oggi perché era e rimane un omino incredibile che, non avendo da comunicare nulla di logico, in quanto la logica è sempre battaglia anche in tempo di pace, voleva personificare a suo modo il polemico assurdo petroliniano. Il principe de Curtis, il burattino snodabile, di gesti iterati ed irripetibili, capace di fissarsi in pose di astratto e metafisico stupore, si ricomponeva improvvisamente in una dignità di uomo che amava con le lacrime agli occhi, pieni di speranza, la propria libertà nel rispetto degli altri.

Nel cinema di Totò l'attingere ai repertori del suo teatro, è la norma. Molti film saranno palesemente basati sulla riproposizione di interi quadri di riviste, perché la loro stessa riconoscibilità può essere utile nell’attrarre pubblico che quello sketch aveva visto a teatro, o di cui aveva sentito parlare. Il trasferimento di testi teatrali all'interno del cinema di Totò va molto oltre l’occasionalità di uno spunto, un confronto con i copioni teatrali mostra che l’attore portava in dote al ‘testo’ del film contributi di repertorio parecchio più ampi di quanto si creda; singole battute, scene, sketch, anche interi film sono basati su lavori già fatti a teatro, e rodati talmente bene da riuscire infallibili anche sotto l’occhio algido della cinepresa, senza un pubblico da provocare e da cui farsi eccitare. Anche da questo punto di vista il lavoro cinematografico di Totò è una propaggine, quasi un’appendice di quello teatrale.

L’utilizzo di materiale già rodato risponde in genere al desiderio dei produttori di organizzare e girare un film in tempi strettissimi: ingaggiando Totò come interprete ci si assicura al tempo stesso — e gratis — anche Totò come un vero e proprio co-autore. Si va da semplici spunti (come il nome dimenticato di qualcuno che ha telefonato, nella rivista Belle o brutte mi piaccion tutte, che in Totò e le donne diventerà un intero straordinario episodio) all’ossatura sostanziale di un lavoro trapiantata in un altro (come la rivista L’ultimo Tarzan che fornirà buona parte del materiale al Tototarzan di Mattoli). L’impossibilità di rivedere i lavori teatrali di Totò, completi delle variazioni via via apportate al copione, ha fatto perdere una quantità di riferimenti che negli anni Quaranta e Cinquanta apparivano evidenti, quasi un’orgogliosa rivendicazione del proprio lavoro d’attore davanti allo spettatore (ricordate il mio famoso sketch? ora ve lo rifaccio), e che oggi potrebbero sembrare dei furbi ricicli o addirittura degli autoplagi.

Erano tempi in cui la volatilità del concetto di diritto d’autore permetteva facilmente certe operazioni, ed era lo stesso Totò a concederle e spesso a suggerirle, preferendo esibirsi su canovacci già noti e sperimentati piuttosto che saltare nel buio di testi che gli erano estranei. Si parla qui beninteso di sceneggiature senza valore, perché quando i testi buoni — di Zavattini, di Flaiano, di Pasolini — ci sono, l’attore è in grado di farli propri e di dar loro il giusto peso.


Uno dietro l'altro tornano i film di Totò e le sale cinematografiche si riempiono. I noleggiatori avevano cominciato timidamente, ma adesso non ci sono più dubbi : il successo si va facendo clamoroso. In platea si trovano d’accordo spettatori d’ogni età, e certo è questo il fenomeno più rilevante, in un momento che vede giovani e anziani nettamente divisi nelle preferenze. A cinque anni dalla morte, Totò riesce a conciliare i gusti di due o tre generazioni, e in quest’opera di raccordo appare davvero un caso unico. È difficile dire con esattezza quanti siano i film che ha realizzati dal 1937 al 1967: non meno di 120, comunque, e quasi tutti mediocrissimi dal punto di vista della sceneggiatura e della regia. Molti appaiono invecchiati, altri erano già povere cose all’epoca della loro prima uscita sugli schermi. Ma quello che conta è soltanto lui, la gente vuole vedere lui. È sufficiente la sua presenza a suscitare ilarità nelle platee che avevano dimenticato da tempo la risata facile e spontanea. Si può addirittura affermare che alcune pellicole riscuotono oggi maggiori consensi di quanti ne ebbero vent’anni fa.

Anche questo è un sintomo, e conferma che la comicità di Totò non è legata ad una particolare epoca e che il suo personaggio è al di fuori delle mode. Le battute che ha rese famose - « Siamo uomini o caporali? », « Sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo », o iterazioni come « È ovvio », « Chicche e sia », « Ma mi faccia il piacere » - non avrebbero alcun senso pronunciate da altri. Come nessuno potrebbe ripetere le sfilate in passerella al termine degli spettacoli di rivista, quando Totò guidava la sua compagnia in una sfrenata corsa alla bersagliera.


Toto Logo

E' tornato Totò

Perchè ridiamo come matti rivedendo i suoi vecchi film?

Uno dietro l'altro tornano i film di Totò e le sale cinematografiche si riempiono. I noleggiatori avevano cominciato timidamente, ma adesso non ci sono più dubbi: il successo si va facendo clamoroso. In platea si trovano d’accordo spettatori d’ogni età, e certo è questo il fenomeno più rilevante, in un momento che vede giovani e anziani nettamente divisi nelle preferenze. A cinque anni dalla morte, Totò riesce a conciliare i gusti di due o tre generazioni, e in quest’opera di raccordo appare davvero un caso unico. È difficile dire con esattezza quanti siano i film che ha realizzati dal 1937 al 1967: non meno di 120, comunque, e quasi tutti medioerissimi dal punto di vista della sceneggiatura e della regia. Molti appaiono invecchiati, altri erano già povere cose all’epoca della loro prima uscita sugli schermi. Ma quello che conta è soltanto lui, la gente vuole vedere lui.

È sufficiente la sua presenza a suscitare ilarità nelle platee che avevano dimenticato da tempo la risata facile e spontanea. Si può addirittura affermare che alcune pellicole riscuotono oggi maggiori consensi di quanti ne ebbero vent'anni fa. Anche questo è un sintomo, e conferma che la comicità di Totò non è legata ad una particolare epoca e che il suo personaggio è al di fuori delle mode. Le battute che ha rese famose - « Siamo uomini o caporali? », « Sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo », o iterazioni come « È ovvio », « Chicche e sia », « Ma mi faccia il piacere » - non avrebbero alcun senso pronunciate da altri. Come nessuno potrebbe ripetere le sfilate in passerella al termine degli spettacoli di rivista, quando Totò guidava la sua compagnia in una sfrenata corsa alla bersagliera.

Amiamo in lui l'uomo tutto libero

In Italia la riscoperta filmica di Totò è dovuta all’attualità che ha questa marionetta « umana » per gli italiani di tutti i ceti, che si trovano, soprattutto oggi, a vivere fra contestazione e superlativismi di tecnicismo, fra la pesantezza viscerale della burocrazia, l’altoparlante oratoria di promesse sociali, e la libertà pornosessuale. Totò è per gli italiani più attuale del geniale Charlot perché rilassa e diverte, non incita alla rivoluzione con la sua maschera di fame atavica, di predestinato all’inguaiamento, che vive con una speranza carica di sole napoletano fatta di piccoli espedienti, che non è rassegnazione poiché lui, un piccolo di statura, è un non minore.

Totò, con l’essere marionetta non razionalmente ma biologicamente snodabile, capace di fare vedere, al forte ed al cattivo, che lui è talmente libero da riuscire persino a rendere ogni parte del suo corpo autonoma da un’altra, esprimeva con virulenza una reazione elementare di difesa fìsica e sentimentale alla civiltà della macchina. Nei suoi film, anche nei più scadenti, ciò che conta è solamente lui, proprio per questo suo modo biologico di difesa che egli manifesta con l'essere irrazionale, aggressivo, scettico e crepuscolare, con l’amore stupefatto di un troglodita. Egli vive e fa ridere spontaneamente anche oggi perché era e rimane un omino incredibile che, non avendo da comunicare nulla di logico, in quanto la logica è sempre battaglia anche in tempo di pace, voleva personificare a suo modo il polemico assurdo petroliniano.

Il principe de Curtis, il burattino snodabile, di gesti iterati ed irripetibili, capace di fissarsi in pose di astratto e metafisico stupore, si ricomponeva improvvisamente in una dignità di uomo che amava con le lacrime agli occhi, pieni di speranza, la propria libertà nel rispetto degli altri.

Pier Angelo Morlotti, 1972


Dagli anni 70 ritroviamo il cinema di Totò in grande forma...


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Pagine di periodici risalenti agli anni 70. La riscoperta di Totò e dei suoi film, storia e vita della sua arte.


La televisione ricorda Totò, il giorno dopo la sua morte...

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A volte la televisione, dopo orge di spettacoli di varietà di dubbio gusto, telefilm insensati, dopo telegiornali che se ne infischiano dei reali interessi e delle curiosità dei telespettatori, a volte, dicevamo, scopre la sua funzione, diventa attualità, penetra con il suo occhio candido, impietoso, ingenuo, con il suo occhio vero, con il suo occhio che è testimone, nella realtà. E coglie le emozioni che trascorrono, senza finzione, ferma momenti, puntualizza, senza forzare la mano, gli avvenimenti. E’ morto Totò. E una edizione speciale di «Prima Pagina» è stata dedicata da Pietro Pintus alla scomparsa di questo grande attore. Attraverso le testimonianze, i brani di film, gli sketches, abbiamo rivisto quel grande viso che è nato per le strade, quel grande comico che aveva l’autenticità del poeta nato, e un amore esclusivo per l’arte, una infinita capacità di umorismo e insieme una regalità naturale.

1948 Fifa E Arena 004 L

«Ventotto anni fa iniziai la mia carriera come attore, ed egli era già un maestro» ha detto Tognazzi iniziando. Niente era preparato. Tognazzi ha parlato a ruota libera. Ha detto cosa pensava. Ed ecco l’emozione genuina rampollare dalle sue parole. Ora Tognazzi ha accettato di sostituire Totò in un film. Certo: niente si ferma, il mondo dello spettacolo prosegue, tiene conto del passaggio di Totò, ma prosegue.

Ed è cominciata la collana di rievocazioni di alcune grandi interpretazioni di Totò. E’ cominciata con 'O Pazzariello da «L’oro di Napoli». Si dice che il grado di civiltà di una cultura si misura sulla qualità della sua produzione artistica. Ebbene, la nostra civiltà è una civiltà non in decadenza finché ci sono uomini come Totò a farne da testimoni. Molti, oggi che è morto, oggi che rivedono commossi i brani dei suol film alla TV, o le sue pellicole sparse qua e là nei cinema, nelle sale rionali, ripescate per fare una serata, molti ieri sera e oggi si sono accorti che Totò era qualcosa di più di un comico per spiriti sempliciotti; quasi tutti oggi parlano di lui con il rispetto e la gravità dovuta all’arte.

Ma ieri, chi era Totò? Quali sono i film che in tanti lustri di carriera gli sono stati affidati? Quali speculazioni commerciali sono state organizzate sul suo nome? Ieri sera alla televisione abbiamo visto un grande attore, e che fosse un grande attore lo hanno testimoniato gli intervenuti: un grande attore, pur con tutte le sue scintillanti contraddizioni. Ma allora perché non lo hanno mai elevato all adignità di un grande film? Perché tanti altri sì, e lui no. Certo, per molti in questo momento ci saranno dei rimpianti postumi, ma è quanto è affiorato dalla profondità di molte coscienze vedendo la trasmissione televisiva di ieri sera. E possedeva l’autenticità del poeta nato: ricordate la poesia che ha recitato ieri sera Nino Taranto, una poesia straordinaria, che ti lascia con gli occhi bassi e il nodo in gola.

La trasmissione televisiva, si capiva, era stata costruita in fretta, e forse per questo era più autentica. E non si sono viste lacrime, scene madri. Solo il commosso rimpianto. L’apparizione di Anna Magnani. Se ne stava lì con i suoi grandi occhi di chi sa tante cose, i suoi grandi occhi di chi vorrebbe dire ma non è questo il momento, i suoi grandi occhi di chi sa parlare da anima, ad anima, coi suoi grandi occhi. Si è chiesta: perché lo hanno ignorato per tanti anni? Si è chiesta: perché non gli hanno permesso di fare le cose importanti che egli voleva fare? Si è chiesta: perché non lo hanno aiutato a diventare un dei più grandi e famosi attori di questi anni? Ma ormai Totò è scomparso e le domande di Anna Magnani suonavano solo come rimpianto.

E la trasmissione televisiva è proseguita, inframezzando brani cinematografici ad altre interviste. Non ha creato facile commozione nei telespettatori, certo. Ma è servita a ricordare. E agli uomini di spettacolo, gli stessi che proseguono perché debbono proseguire, perché il cinema non si ferma, a loro ha detto: chinate la testa per un attimo, è morto un maestro.

Dario Argento, «Paese Sera», 16 aprile 1967



TRASMISSIONI TELEVISIVE IN CUI FU OSPITE TOTÒ

  1. 1958 - Totò appare per la prima volta in televisione, ospite di Mario Riva, nella trasmissione "Il Musichiere";

  2. 1959 - In "Serata di gala" Totò viene intervistato nel suo appartamento, in occasione dei festeggiamenti a Michele Galdieri;

  3. 1960 - Per "Souvenir" trasmessa il 12 aprile alle ore 22,15, Totò è ospite di Teddy Reno. L'intervento, causa sciopero, fu preventivamente registrato;


  4. 1961 - Per "Controfagotto" Totò e Franca Faldini sono intervistati in un canile dove Totò era solito fare beneficenza;

  5. 1962 - Sul set de "I due colonnelli" Totò viene intervistato accanto a Walter Pidgeon;

  6. 1963 - Per il rotocalco televisivo TV7 della RAI, nello speciale intitolato "Dieci minuti con Totò", viene intervistato da Lello Bersani. Il servizio inizia con alcuni spezzoni filmati a Napoli lunedì 7 ottobre 1963 durante la terza giornata (tutta a lui dedicata) della prima edizionde degli Incontri Internazionali del Cinema. Successivamente si monta uno sketch il quale vede Antonio de Curtis nel salotto e Totò nella cucina della sua casa ai Parioli. L'intervista si chiude con la recita della poesia "A livella";

  7. 1963 - Per "Cinema d'oggi", un'intervista di Carlo Mazzarella;

  8. 1964 - Per "La fiera dei sogni", uno speciale andato in onda sulla RAI;

  9. 1965 - All'interno del programma "Segnalibro", un'intervista sul libro di Alberto Bevilacqua;

  10. 1965 - Partecipò alla trasmissione di varietà più popolare di quel periodo: Studio Uno, dove si presentò con i baffi che in quel periodo portava. In questa occasione Mina canta una poesia di Totò, "Baciami" e lui non riesce a celare la commozione;

  11. 1965 - Viene intervistato per la TV Svizzera Italiana, negli ultimi mesi del 1965, fra Lugano ed una pausa set per l'episodio del corvo di "Uccellacci e uccellini", da Fernaldo Di Giammatteo.

  12. 1966 - All'interno del programma della RAI "L'approdo", Totò parla delle sue poesie;

  13. Nel giugno del 1966 tornò ospite a Studio Uno dove, col fido Mario Castellani recitò la scenetta di "Pasquale" e con Mina una simpatica poesia a lei dedicata. In quello stesso anno "Studio Uno" cambiò titolo, in "Sabato sera";

  14. 1966 - Nello speciale RAI "Anteprima", intervista a proposito di "Uccellacci e uccellini";

  15. 1966 - Gira la prima serie di 5 Caroselli + 2 Arcobaleno per la Star, che andranno in onda nel varietà serale Carosello. Erano previste 3 serie per un totale di 21 spot pubblicitari tra Caroselli e Arcobaleno ma alla fine ne furono realizzati solo 9. La prima serie vide la regia di Luciano Emmer ed era pronta per fine anno, pare che il primo sia stato trasmesso il 13 gennaio 1967 (probabilmente trattasi di "Totò cassiere", con uno sketch che ricicla una idea già sviluppata nel lungometraggio "I soliti ignoti"). Nei primi mesi del 1967 inizia a girare la seconda serie, stavolta per la regia di Giuliano Biagetti. La terza serie non inizierà per la scomparsa di Totò.

  16. L'unica serie girata per la TV, dal titolo "Tuttototò", fu realizzata e completata nei dieci episodi fra aprile e settembre 1966 fra Roma, il Lazio e Napoli. A parte la età anagrafica di Totò ed il fisico minato dal fumo e dalle terapie cortisoniche, la serie fu rovinata da subito dai censori dell'azienda Rai, cosa che fece arrabbiare Antonio de Curtis, come il medesimo confessò a nel dicembre di quell'anno a Roberto Gervaso. Accettò poi di rifare qualche sketch durante i primi mesi del '67. Dei 10 episodi girati nel 1966 ne sopravvivono 9, uno intero è completamente sparito. Il direttore di fotografia era Marco Scarpelli ed operatore alla macchina da presa, all'epoca alle prime armi, il premiato Maestro Vittorio Storaro.

  17. 1967 - Intervista per il programma RAI "Cronache del cinema e del teatro";

  18. 1967 - Ultima intervista nel suo appartamento, per la RAI "Totò, il principe e la sua maschera".


TRASMISSIONI E SPECIAL TELEVISIVI POST-MORTEM DEDICATI A TOTÒ

  1. 1967 - PRESENTAZIONE DI TUTTO TOTO' - Programma Nazionale - Rai - Questa "introduzione" alla serie TuttoTotò, andata in onda pochi giorni dopo la scomparsa di Totò, la si può definire il "primo servizio dedicato a Totò dopo la sua scomparsa". Infatti, il produttore della seguitissima serie televisiva Rai (erano previsti 9 episodi, ma ne andarono in onda 8) , presenta questo "nuovo Totò", ovvero questa trasmissione inedita, intervistando Achille Campanile, Cesare Zavattini e Daniele D'Anza (il regista della serie). La presentazione dura più o meno un quarto d'ora e fu trasmessa il 4 maggio 1967, prima de "Il latitante", primo episodio della serie, dove Totò interpreta il ruolo del ladruncolo Gennaro La Pezza.

  2. 1987 - W TOTO' - Rai Due - Programma televisivo del 1987 condotto da Nanny Loy e dedicato al Principe. All'interno spezzoni tratti da alcune celebri pellicole interpretate da Totò.

  3. 1988 - IL PIANETA TOTO' - Rai Tre - Rai Uno - Serie televisiva ideata e condotta da Giancarlo Governi, è stata trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988. Nelle puntate viene raccontata la vita e la carriera di Totò, i suoi amori, il suo teatro, i suoi film. Numerose le interviste, tra queste spiccano quelle a Nino Taranto, Achille Campanile - tratta dalla "Presentazione della serie TuttoTotò" del 1967 - , Liliana De Curtis, Mario Mattoli, Diana Bandini Rogliani, Ninetto Davoli, Nanni Loy, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Age e Scarpelli. La prima serie era di 30 puntate, la seconda di 25, la terza ancora di 30.

  4. 1992 - IL PIANETA TOTO' - Rai Due - Parte inegrante dello spaciale degli anni Ottanta, trasmesso come capitolo unico, nel 1992.

  5. 1992 - CARO TOTO' TI VOGLIO PRESENTARE - Rai Uno - Programma del 1992 condotto da Renzo Arbore. Andato in onda su Raiuno in 4 puntate per un totale di 8 ore di trasmissione. Tra agli ospiti: Alberto Sordi, Renato Carosone, Liliana De Curtis, Roberto Murolo, Enrico Montesano, Lino Banfi, Vittorio Marsiglia, Enzo Jannacci, Gino Paoli, Corrado, Gianni Agus, Galeazzo Benti, Pietro De Vico, Anna Campori, Silvana Pampanini, Elena Giusti e Aldo Giuffrè.

  6. 1993 - TOTO', UN ALTRO PIANETA - Rai Uno - Speciale in 15 puntate trasmesso nel tardo pomeriggio su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi. Per la prima volta si ascolta la sigla "Totò rap", pubbliata anche in cd. Lo si potrebbe considerare una versione aggiornata e corretta de "Il pianeta Totò".

  7. 1994 - ITALIARIDE: TOTO' E PEPPINO - Rai Due - Speciale curato da Giancarlo Governi per la serie "Italiaride" e dedicato ad una delle coppie storiche del cinema italiano, Totò e Peppino per l'appunto.

  8. 1995 - LA VITA DEL PRINCIPE TOTO' - Rai Uno - Speciale in 2 puntate ideato e condotto da Giancarlo Governi.

  9. 1996 - TOTO' TOCCO E RITOCCO - Rai Uno - Speciale in 4 puntate ideato e condotto da Giancarlo Governi dedicato a Totò e alle sue spalle.

  10. 1997 - OMAGGIO A TOTO' - Rai Uno - Speciale realizzato da Giancarlo Governi a trent'anni dalla scomparsa di Totò.

  11. 1998 - CHE CI IMPORTA DELLA LUNA - Rai Tre - Speciale del programma "Fuori orario" di Rai Tre, puntata dedicata ai film di Pasolini che vedono come protagonista Totò, ci sono brani tratti da "Cosa sono le nuvole" e "Totò al circo".

  12. 1998 - TOTO' CENTO - Rai Uno - Speciale in 2 puntate ideato e condotto da Giancarlo Governi per celebrare il centenario della nascita di Totò.

  13. 1998 - DETTI E CONTRADDETTI - Italia 1 - Quaranta minuti in compagnia di Totò, con spezzoni tratti da vari film.

  14. 1998 - ANTEPRIMA DI COMINCIAMO BENE: Speciale Totò - Rai Tre - Pino Strambioli e Paolo Fox, ricordano Totò nell'anteprima di "Cominciamo bene", un programma della terza rete. L'omaggio, che dura più o meno venti minuti, propone aneddoti della vita di Antonio De Curtis, e spezzoni tratti da storiche interpretazioni cinematografiche di Totò. Da ricordare anche le presentazioni dei film di Giancarlo Governi per il ciclo "Totò 100" del 1998. Bellissime presentazioni introdotte dalla sigla "Totò rap".

  15. 1999 - AFFETTI SPECIALI - Rete 4 - Una puntata del programma condotto di nell'autunno del 1999 - andava in onda il sabato pomeriggio - da Emanuela Folliero è dedicata al grande Totò. Tra gli ospiti in studio l'attore, regista e doppiatore Carlo Croccolo.

  16. 2000 - TOTO' 2001 - Rai Due - Maratona televisiva di 4 ore a cura di Marco Giusti trasmessa il 31 dicembre 2000, vengono mostrati brani tratti da film, brani da programmi televisivi, cinegiornali e interviste inedite.

  17. 2002 - VIENI AVANTI, CRETINO - Rai Due - Dal 19 aprile 2002, in 10 puntate settimanali, un' inchiesta-spettacolo sulla comicità popolare, dal teatro di rivista agli studi televisivi. Una passerella infinita di personaggi che hanno fatto la storia della risata, da Ettore Petrolini a Ugo Tognazzi, da Raimondo Vianello a Claudio Bisio, da Totò ad Anna Magnani.

  18. 2003 - NOVECENTO - Totò - Rai Tre - Nella primavera del 2003, Pippo Baudo dedica tre quarti d'ora del suo "Novecento", un programma ormai storico, alla figura di Totò, ospitando in studio sua figlia Liliana De Curtis, e proponendo brani tratti da vari successi cinematografici del Principe.

  19. 2003 - IL BAULE DI TOTO' - * Reti varie * - Si tratta di un documentario che descrive il contenuto del famosissimo baule di scena che Totò portava con se nei teatri e set cinematografici. La regia è di Gianni Turco.

  20. 2004 - LEI NON SA CHI E' TOTO' - Sky Cinema Classic - Documentario di 60 minuti con brani tratti da vari film di Totò, tra cui il raro cortometraggio "Totò al circo" del 1966 diretto da Pier Paolo Pasolini. Il film è narrato da Ernesto Mahieux. Interviste a Liliana De Curtis, Murray Abram, Ben Gazzara, Lina Wertmuller, Asor Rosa, Enzo Moscato, Goffredo Fofi e tanti altri ancora...

  21. 2005 - FERMO FOTOGRAMMA - IL PRINCIPE TOTO' - Rai Doc - Speciale dove si mostrano immagini di Totò commentate da una voce guida che ripercorre la vita e la carriera del Principe.

  22. 2005 - FERMO FOTOGRAMMA - ANCORA SUL PRINCIPE TOTO' - Rai Doc - Secondo appuntamento con lo speciale dove si mostrano immagini di Totò commentate da una voce guida che ripercorre la vita e la carriera del Principe.

  23. 2006 - RITRATTI: TOTO', A PRESCINDERE - Rai Tre - Speciale in due puntate curato da Giancarlo Governi andato in onda su Rai Tre nel luglio 2006.

  24. 2007 - EXTRATERRENI: NAPOLI - Raisat Extra - Speciale sul Cimitero degli Uomini Illustri di Napoli. L'attore Toni Servillo, al cimitero del Pianto - dove è sepolto Totò - , mostra cappelle di famosi napoletani. Un momento del documento è dedicato a Totò.

  25. 2007 - LA VALIGIA DEI SOGNI: SPECIALE TOTO' - La7 - Serie di presentazioni dei film di Totò - con una puntata speciale conclusiva della durata maggiore prima della messa in onda del celebre "I tartassati" - . La presentatrice di queste introduzioni parla del film ai quali il telespettatori assisteranno. Tra i film proposti, anche alcuni poco trasmessi come "La mandragola", "Totò e Marcellino" e "Risate all'italiana, un film di montaggio del 1964. Una curiosità: nella puntata de "La valigia dei sogni" che introduce il film "I tartassati", viene mostrato com'è oggi, la bottega di "Torquato Pezzella", il commerciante interpretato da Totò nella pellicola, condivisa con un grande Aldo Fabrizi e il grande comico francese Louis De Funes.

  26. 2007 - SPECIALE PORTA A PORTA: VIVA TOTO' - Rai Uno - Nel maggio 2007, per ricordare Totò a quarant'anni dalla sua scomparsa - 15 aprile 1967 - , Bruno Vespa conduce uno speciale del suo "Porta a porta". Ospiti in studio: Liliana De Curtis, Diana De Curtis, Giulio Andreotti, Silvana Pampanini, Teddy Reno, Tosca D'Aquino, Giancarlo Governi, Carlo Croccolo, Isa Barzizza, Enrico Montesano.

  27. 2007 - I FATTI VOSTRI - Intervista a Liliana e Diana De Curtis - Rai Due - Diciotto minuti del celebre programma Rai, sono dedicati al Grande Totò a quarant'anni dalla sua scomparsa. Giancarlo Magalli intervista Liliana e Diana De Curtis, rispettivamente figlia e nipote dell'attore.

  28. 2007 - IO LO CONOSCEVO BENE - Rai Tre - Speciale dedicato a Totò con interviste a Liliana De Curtis, Ninetto Davoli e Giacomo Furia. Vengono mostrati brani tratti da rari cinegiornali, interviste a Totò e spezzoni tratti da vari noti film.

  29. 2007 - IL NASO IN CUCINA: De Curtis Vs Governi - Alice Tv - Due famosi personaggi del mondo di Totò, Liliana De Curtis e Giancarlo Governi - grande giornalista e scrittore italiano, autore di famosi volumi e seguiti e collezionatissimi programmi televisivi su Totò - si cimentano in cucina. Vediamo infatti ai fornelli questi due grandi personaggi, Liliana De Curtis dalla sua casa romana, offre ad Alfonso Stagno, che presenta e cura il programma, gli "spaghetti alla Malafemmena", un piatto semplice e saporito, mentre Giancarlo Governi afferma, a fine programma, di non saper cucinare ma di saper fare un buon caffè. Nei quasi cinquanta minuti di programma vengono mostrate alcune fotografie rare di Totò con sua figlia Liliana, l'agenda "Un anno con Totò" e il libro "Un principe chiamato Totò" - Rizzoli

  30. ed inoltre...

    FO TOTO' - Rai Uno - Breve speciale curato dal giornalista Vincenzo Mollica

    5 MINUTI CON TOTO' - Rai Uno - Brevissimo speciale con spezzoni tratti da una decina di film, andato in onda dopo una puntata di "Tocco e ritocco"

    R COME RICORRENZE - Reti Rai - Speciale dedicato a Totò, con materiale riciclato.

    VIDEOCOMIC - Rai Due - - Puntata dedicata a Totò. Curato da Nicoletta Leggeri. Andato in onda nel 1987 per la prima volta, e replicato - di notte - qualche anno dopo.

  31. 2017 - CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI TOTO'. Raccolta di speciali televisivi e telegiornali dedicati al ricordo di Totò a cinquant'anni dalla sua scomparsa.

    Speciale TG1 - 2 aprile 2017, RAI 1

    TG2 Dossier: Totò si nasce - 9 aprile 2017, RAI 2

    Movie Mag - 12 aprile 2017, RAI Movie

    Il laureato Totò - TG5 - 11 aprile 2017, Canale 5

    50 anni senza Totò - 9 aprile 2017 - LA7

    Cinquant'anni senza, ma l'Italia è ancora Totò - 9 aprile 2017 - LA7

    Italiani con Paolo Mieli - “Antonio De Curtis, in arte Totò” - RAI Storia


Riferimenti e bibliografie:

  • "Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983