CORE ANALFABETA
Stu core analfabeta
te lle purtato a scola
e se 'mparato a scrivere,
e se 'mparato a lleggere
sultanto 'na parola:
ammore e niente cchiù.
Ammore,
ammore mio si tu, femmena amata.
Passione,
passione ca 'sta vita daie calore.
Quanno te vaso 'a vocca avvullutata,
chistu velluto m'accarezza 'o core,
'stu core,
ca tu pa' mano lle purtato a scola,
e se 'mparato a scrivere,
e se 'mparato a leggere:
ammore e niente cchiù.
'Stu core analfabeta
mo soffre e se ne more
penzanno ca si femmena
e te putesse perdere
e perdere ll'ammore
ca lle mparato tu.
Giuremo ancora ca tu si dda mia
primma che me ne moro 'e gelusia.
Passione,
suspira 'o core mio femmena amata,
tu lle mparato a scrivere,
tu lle mparato a leggere:
ammore e niente cchiù.
Partitura originale “Core analfabeta” cantata da Totò nel film Siamo uomini o caporali? di Camillo Mastrocinque (Antonio de Curtis), 1955 “Abbracciato cu’tte” cantata da A. Togliani (Antonio de Curtis), 1955
L’amore come unico maestro di vita, capace di istruire l’anima al linguaggio dei sentimenti.
Discografia pubblicata
Scritta da Totò nel 1955, la canzone è stata portata al successo dalla voce calda e vellutata di Giacomo Rondinella, che ne incise la versione di riferimento su 78 giri e 45 giri per l'etichetta Vis Radio. Negli anni, il brano è diventato un pilastro delle antologie dedicate alla poesia di Totò, comparendo in numerosi LP come "Il Principe della Canzone" e in moderne raccolte in CD curate da Warner Music e Rhino Records. È spesso inclusa nei cofanetti che celebrano il sodalizio artistico tra il Principe e i grandi interpreti della melodia partenopea.
Descrizione del contenuto
"Core analfabeta" è una dichiarazione d'amore costruita su una metafora civile e potente: il cuore dell'uomo, prima dell'incontro con la donna amata, era "analfabeta", privo di strumenti per comprendere o esprimere il mondo interiore. È lei che, prendendolo per mano come una maestra paziente, lo ha "portato a scuola", insegnandogli l'alfabeto dei sentimenti. Tuttavia, l'istruzione ricevuta è meravigliosamente monotematica: il cuore ha imparato a leggere e scrivere una sola parola, "Ammore". Il testo si muove poi verso la paura della perdita, dove la gelosia diventa il rovescio della medaglia di una conoscenza tanto preziosa quanto fragile.
Logica e Filosofia della Lirica
- L'amore come evoluzione civile: La logica del testo suggerisce che l'uomo senza amore sia in uno stato di "ignoranza" emotiva. L'incontro sentimentale non è solo passione, ma un processo di crescita e consapevolezza che nobilita l'individuo.
- La specializzazione del sentimento: La filosofia di Totò qui è radicale: non serve conoscere mille parole se non si possiede quella fondamentale. La riduzione di tutto il vocabolario a un'unica parola ("Ammore e niente cchiù") rappresenta il raggiungimento dell'essenza della vita.
- La vulnerabilità del "sapere": Chi impara a conoscere l'amore scopre contemporaneamente la sofferenza. La logica poetica sottolinea che l'istruzione del cuore porta con sé il peso della memoria e il timore che quel "libro" possa chiudersi per sempre.
- Il contatto fisico come conferma: L'uso di aggettivi come "avvullutata" (vellutata) per la bocca indica che l'apprendimento passa attraverso i sensi; la carezza fisica è la prova tangibile della lezione d'amore ricevuta.
Significato per l'ascoltatore
L'ascoltatore viene invitato a riflettere su quanto la propria sensibilità sia debitrice verso le persone amate. "Core analfabeta" è un tributo alla persona che ci ha "aperto gli occhi", trasformando un'esistenza muta in una capace di esprimersi. Il brano risuona come un monito di umiltà: ammette che non siamo nati "imparati" nel campo dei sentimenti e che l'amore è una disciplina che richiede un maestro, una guida capace di insegnarci a leggere la bellezza che ci circonda.
L'appassionata dichiarazione senza speranza alla sua compagna di prigionia Sonia, appena dopo la fuga dai campi di sterminio nazisti (Dal film "Siamo uomini o caporali").
