FILOMÈ

Antonio de Curtis

Quando sto vicino a te,
Filomè, Filomè
io divento asmatico,
'mpiett' 'o core sai che ffa,
zompa 'a cca, zompa 'a lla,
ogni botta fa ta ta.

Se pranziamo tete-à-tete,
'mbocca a te, 'mbocca a me,
questo è sistematico,
non capisco niente più,
vedo giallo e dico: è blu,
ti domando come fu,
tu rispondi su per giù.

Tu sei bella, troppo bella,
quel che c'hai io non lo so,
tieni 'a capa ca è 'na palla,
tieni 'a sguessera 'e Totò.
A baciarti ho fatto il callo
e non mangio da quel dì,
cu 'na fella 'e muzzarella
stongo fin' 'o lunnedì.

Filomè, Filomè, Filomè,
sono un uomo e non sono un marmocchio,
Filomè, Filomè, Filomè,
se ti guardo barcollo e sconocchio,
Filomè se sconocchio e barcollo
barcollo e sconocchio soltanto per te.

So che viene appresso a te,
Filomè, Filomè,
un signore strabico,
se lo incoccio a spasimà,
sparo a te, sparo a me,
sparo pure a chillu llà.

Son geloso e lo sai ben,
Filomè, Filomè,
che mi mangio il fegato,
a Chianciano me ne andrò
ma la cura non la fo,
per dispetto mangerò fegatini di
uova dure e un rococò.

Meglio se nc'appizza 'a pelle
che a campar senza il tuo amor,
quanno chiove 'nzerro 'o 'mbrello
piglio pure il raffreddor.

Come vedi il dado è tratto,
nun me 'mporta c'aggia fà,
tengo 'a scabbia e nun m' 'a gratto
e me moro 'e m' 'a grattà.

Filomè, Filomè, Filomè,
sono un uomo e non sono un marmocchio,
Filomè, Filomè, Filomè,
se ti guardo barcollo e sconocchio,
Filomè se sconocchio e barcollo
barcollo e sconocchio soltanto per te.



Filome_Livella interprete Nino Taranto

Una girandola di nonsense e passione travolgente, dove l'amore diventa una simpatica patologia.

Discografia pubblicata

Scritta da Totò negli anni '50, "Filomè" è un brano dallo stile tipicamente teatrale, spesso eseguito con un ritmo che richiama il foxtrot o lo swing. È stata incisa dallo stesso Totò (celebre la sua versione parlata e cantata) e da interpreti come Nino Taranto , Giacomo Rondinella e Achille Togliani. La canzone è apparsa originariamente su 78 giri e successivamente su 45 giri per etichette come Cetra e Vis Radio. Oggi è facilmente reperibile in CD antologici come "Totò: Antologia della canzone napoletana" e nelle raccolte digitali che celebrano il Totò attore e autore di varietà.

Descrizione del contenuto

"Filomè" è una caricatura dell'innamoramento. Totò descrive gli effetti "devastanti" che la bella Filomena ha su di lui: diventa asmatico, il cuore gli salta nel petto come una palla e perde la capacità di distinguere i colori ("vedo giallo e dico: è blu"). Il testo è infarcito di riferimenti gastronomici tipici del mondo di Totò (mozzarella, fegatini, rococò) e di citazioni di sé stesso, come quando menziona la "sguessera" (il mento pronunciato). La narrazione passa dal corteggiamento galante alla gelosia furiosa verso un misterioso "signore strabico", concludendosi con una serie di iperboli comiche sui sacrifici che il protagonista è pronto a fare per amore.

Logica e Filosofia della Lirica

  • L'amore come confusione sensoriale: La logica del brano suggerisce che l'amore sia uno stato di ebbrezza che altera la percezione della realtà. Non è un sentimento razionale, ma una forza che fa "barcollare e sconocchiare" (cedere le ginocchia).
  • L'ironia sul tragico: La filosofia di Totò qui è quella del "riso amaro" o del tragico-comico. Parla di sparare a sé e agli altri, o di morire di prurito ("tengo 'a scabbia e nun m' 'a gratto"), trasformando situazioni potenzialmente drammatiche in barzellette surreali.
  • Il corpo come protagonista: A differenza delle liriche più nobili, qui il corpo è al centro: l'asma, il cuore che batte, il fegato mangiato dalla gelosia. È una visione dell'amore molto umana, quasi animalesca, che passa per lo stomaco e per i sensi.
  • L'orgoglio del "marmocchio": Affermando di essere "un uomo e non un marmocchio", il protagonista rivendica la serietà delle sue intenzioni, anche se espresse in modo buffo, suggerendo che dietro ogni battuta si cela un desiderio autentico di attenzione e affetto.

Significato per l'ascoltatore

L'ascoltatore viene trascinato in un mondo di allegria e leggerezza. "Filomè" insegna a non prendersi troppo sul serio neanche nei momenti di massima gelosia o passione. È un brano che celebra la vita nelle sue contraddizioni, invitando a ridere dei propri difetti e delle proprie piccole ossessioni. Attraverso il gioco di parole e il ritmo incalzante, Totò ci ricorda che l'amore, prima di essere poesia, è una bellissima e caotica confusione che ci fa sentire vivi.