LA MAZURKA DI TOTÒ

Antonio De Curtis - Cesare Bixio, 1949

Quando sei solo e giovane
quanti sogni in fondo al cuore,
ti senti triste e povero
se la vita è senza amore.

Prendi la fisarmonica,
fai dischiudere un balcone
e a una bella signorina
canta una canzone su per giù così:

"Mia bella signorina
che ascolti lassù,
socchiudi gli occhi e sogna
socchiudi gli occhi e sogna.

Un giovanotto e un cuor,
che ti piace di più
e ad altro non pensare
finchè c'è la gioventù".

Sogna di una tua casetta
e un bel chiaro di luna,
sogna un bel pupo biondo
o una bambola bruna.

Mia bella signorina
che ascolti lassù,
socchiudi gli occhi e sogna
finchè c'è la gioventù.


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La mazurka di Totò Spartito

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Seppur nella sua brevità, rappresenta forse una delle canzoni più allegre, gioiose e sognanti del suo intero repertorio, una sorta di inno all'amore e alla gioventù. Per queste sue caratteristiche, la canzone è a prima vista in netto contrasto con il film in cui viene inserita, Totò le Mokò, che dovrebbe essere una parodia del drammatico Il bandito della Casbah di Jean Gabin. Totò canta la canzone impersonando un artista di strada che suona da solo tutti gli strumenti, quasi come un antesignano del fenomeno dell'one man band che sarebbe diventato di costume negli anni seguenti.

L'invito poetico al sogno amoroso come unico rimedio alla solitudine della giovinezza.

Discografia pubblicata

Il brano, scritto da Antonio de Curtis con le musiche di Cesare Andrea Bixio, fu depositato nel 1949. La sua diffusione è legata principalmente alle interpretazioni cinematografiche e alle incisioni storiche su 78 giri dell'epoca (etichetta Cetra o La Voce del Padrone). È presente in numerose raccolte antologiche su LP come "Totò: Le Canzoni" e nelle moderne edizioni in CD che recuperano il repertorio della canzone napoletana d'autore. Esistono anche versioni strumentali per orchestra, data la firma di Bixio, colonna portante della musica leggera italiana.

Descrizione del contenuto

A differenza della "Mazurka dei vent'anni", più pragmatica e sociale, "La mazurka di Totò" si concentra sulla dimensione onirica e romantica. Il testo descrive lo stato d'animo del giovane che, privo d'amore, percepisce una povertà spirituale che solo il sentimento può colmare. La scena è quella classica della serenata: la fisarmonica, il balcone socchiuso e la comunicazione diretta tra il "giovanotto" e la "bella signorina". Il brano invita la donna a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dall'immaginazione, costruendo una visione di felicità domestica fatta di piccole cose: una casa, il chiaro di luna e la proiezione di una futura famiglia (il pupo biondo o la bambola bruna).

Logica e Filosofia della Lirica

  • L'amore come ricchezza: La lirica stabilisce un'equazione filosofica precisa: senza amore si è "poveri", indipendentemente dai beni materiali. Il sentimento è l'unico vero capitale del giovane.
  • Il potere del sogno: Totò suggerisce che il sogno non sia una fuga dalla realtà, ma una necessità vitale. "Socchiudere gli occhi" è l'atto che permette di visualizzare il futuro desiderato.
  • Il "carpe diem" giovanile: La ripetizione del concetto "finché c'è la gioventù" sottolinea la consapevolezza della fugacità del tempo. La filosofia sottesa è quella di cogliere l'occasione sentimentale prima che la maturità spenga l'entusiasmo.
  • L'estetica della semplicità: La felicità non è cercata nel lusso, ma negli affetti primordiali e nella stabilità del focolare (la "casetta"). È una visione del mondo rassicurante e profondamente umana.

Significato per l'ascoltatore

L'ascoltatore percepisce una tenerezza quasi paterna nelle parole di Totò. La canzone funge da ponte tra la malinconia della solitudine e la speranza del domani. In un mondo che corre, questo testo invita a fermarsi, ad ascoltare una melodia e a concedersi il lusso di sognare una vita serena. È un richiamo alla purezza dei sentimenti che, nonostante la maschera comica dell'interprete, rivela la profonda sensibilità d'uomo del Principe de Curtis.