'O tribbunale


'E vete e tribbunale dà trent'anne 'a chi ha levate 'a n'omme 'a 'ncoppa terra: nun sentene raggione, pene e affanne si ha accise pe ll'onere 'nfamità.
"E' un assassino e non tiene il diritto 'e stà mieze 'a ggente per dabbene!" E 'nfunne 'a 'na galera zitte zitte trent'anne dint' 'a 'na cella adda scuntà.
E tu, 'gnorno, 'ngalera nun ce vaie pecchè a tte nun te cundanna o tribbunale; 'ca pure si assassine e cheste essaie che vaie facenne 'e male 'a 'ncoppe 'o male!
Senza pugnale, st'anema sincera 'e pugnalate 'nzieme o core mie: pè stù delitte nun se và 'ngalera ma cunte s'addà dà "nu juorno a Ddie!"

La giustizia degli uomini contro la giustizia divina

Descrizione del Contenuto

In questo componimento, Antonio De Curtis mette a confronto due diverse forme di "delitto" e le relative condanne. Da un lato, descrive la severità dei tribunali terreni che condannano all'ergastolo chi ha tolto la vita a un altro uomo per questioni di onore o infamia. Dall'altro lato, l'autore si rivolge con sdegno a una persona che, pur senza usare un'arma fisica, ha ferito a morte un'anima sincera e un cuore innamorato. Per questo tipo di "assassinio" sentimentale non esiste una prigione terrena, ma il poeta ammonisce che di tale colpa si dovrà rendere conto, un giorno, direttamente a Dio.

Logica e Filosofia della Lirica

La filosofia di Totò in questi versi esplora l'insufficienza delle leggi umane nel giudicare le ferite invisibili dello spirito:

  1. L’Efficacia e il Limite della Legge Terrena: La logica del testo riconosce al tribunale degli uomini il compito di punire il crimine fisico con la detenzione. La società definisce "assassino" chi uccide materialmente, privandolo del diritto di vivere tra la "ggente per dabbene". Tuttavia, questa giustizia è limitata alla materia e non vede le violenze dell'animo.
  2. Il Delitto Invisibile: La filosofia dell'opera introduce il concetto di un crimine morale altrettanto grave di quello fisico: il tradimento o l'offesa ai sentimenti. L'interlocutore, pur essendo un "assassine" di anime che continua a fare del male, resta impunito per la legge degli uomini perché le sue "pugnalate" non lasciano tracce di sangue visibili, ma solo un cuore distrutto.
  3. La Giustizia Suprema: La chiusura della lirica sposta il giudizio su un piano metafisico e infallibile. Se la galera non può punire chi distrugge la speranza e l'amore altrui, esiste una giustizia divina a cui nessuno può sfuggire. La logica è che il male fatto a "st'amema sincera" è un peccato che trascende il codice penale per entrare nella sfera del giudizio eterno.

Significato per il lettore

'O tribbunale invita a riflettere sulla profonda responsabilità morale delle nostre azioni verso gli altri. Totò ci insegna che non essere perseguiti dalla legge non significa essere innocenti; le ferite inflitte ai sentimenti hanno un peso che nessuna giuria umana può valutare, ma che grava profondamente sulla coscienza. La lirica è un monito a onorare la sincerità e la fiducia altrui, ricordandoci che la vera giustizia è quella che risiede nella rettitudine del cuore e nel rispetto dell'integrità spirituale del prossimo.