Virna Lisi non vuole somigliare a un'attrice

Dopo l’esperienza di “La donna del giorno", Virna Lisi ha accettato di recitare in teatro per arrivare a qualcosa che non sia un successo effimero. Non ama le stravaganze e vuole essere considerata solo “una ragazza che lavora"
Roma, ottobre
Sono le cinque e mezzo, alle sei mi aspettano al trucco: abbiamo mezz’ora di tempo per chiacchierare. Le basta?». Precisa, metodica, perentoria, Virna Lisi prende possesso del suo camerino. Attacca il cappotto grigio, getta un’occhiata distratta alla corrispondenza degli ammiratori che si riflette nello specchio, si siede un momento, si rialza, estrae dalla borsetta alcune pillole, getta la testa all’indietro, sorride, «Ne ho inghiottite tre, tutte in una volta», dice. «Da due giorni ho un po’ di febbre, ma io, capisce, non mi posso ammalare. Ho troppi impegni, la TV, il teatro.

Ho passato delle giornate tremende; qualche volta, per arrivare in tempo alle prove ho mangiato anche in automobile. Stasera termino le trasmissioni di "Orgoglio e pregiudizio’’, ma fra una settimana debutto all’Eliseo, con la Compagnia di Antonioni».
Si siede di nuovo, accavalla le gambe, si stira la gonna sui ginocchi, respira profondamente, per calmare l’interna agitazione. Poi esordisce come un uomo d’affari, il cui tempo è prezioso. «Dunque?». Oltre la cortina vellutata delle ciglia, brilla nei suoi occhi chiari una luce febbrile. Il viso è senza trucco, nemmeno un fife di rossetto sulle labbra. I lunghi capelli sono tirati e raccolti a crocchia, sulla nuca. Non assomiglia ad un’attrice. Sembra, le dico, una insegnante di un college americano. Il paragone la entusiasma. «Sì», dice, «a me non piace assomigliare ad un’attrice, mettere abiti vistosi, andare in giro tenendo al guinzaglio un cagnolino di razza. Voglio che la gente, vedendomi per strada, pensi: ecco, quella è una ragazza che lavora».
VIRNA LISI ha lavorato per tre anni nel cinema prima di passare al teatro. "La donna del giorno”, pur non avendo avuto il successo sperato, è servito a mettere in buona luce le notevoli qualità di attrice drammatica della Lisi.
IN TEATRO, Virna Lisi è ora la protagonista di una commedia scritta da Antonioni e Elio Bartolini. La Lisi impersona una ragazza che rinuncia ad un legame sentimentale per conquistarsi una propria posizione, indipendente.
Il camerino di Virna Lisi, nei nuovi stabilimenti romani della TV, odora di vernice fresca, di nuovo. "Orgoglio e pregiudizio", è il primo romanzo sceneggiato che sia stato trasmesso da questi stabilimenti, ancora da rifinire ma già invasi da tecnici, attori, impiegati. Scelta come seconda interprete, la Lisi si è trovata da un giorno all’altro promossa a protagonista. Lea Padovani, chiamata in Francia per un film, ha rinunciato alla parte; la Lisi ne ha preso il posto, e si è fatta molto onore.
Fra le giovani attrici cinematografiche, Virna Lisi è, in realtà, una delle poche che abbia dimostrato di aspirare a qualcosa di più di un effimero successo. Per questo motivo, dopo ”La donna del giorno”, sei mesi fa accettò di recitare in teatro. «Perchè tutto quello che si fa a teatro è serio». Ebbe una parte nei "Giacobini”, messa in scena da Strehler. «Le propongo una cosa difficile», le disse il regista, «non so se riuscirà; proveremo». Ma poi egli stesso le fece sapere che era soddisfatto di lei. E i critici scrissero che aveva molte qualità. E per lo stesso motivo, ha accettato di recitare alla TV e nella nuova Compagnia fondata da Antonioni. Cosi, ora, comincia ad avere una notevole esperienza. «Ho fatto tutto, io: cinema, TV, teatro». E i ruoli che adesso le assegnano, sono dei ruoli abbastanza precisi.

E’ soddisfatta? Certamente è molto soddisfatta. «Credo che se uno ha qualcosa dentro di sè, prima o poi deve riuscire a tirarlo fuori». Il suo modello sono le grandi attrici americane, le quali sopravvivono all’età e alle rughe; la sorte che vuole evitare, quella delle ragazze sfruttate dai produttori finché dura l’attrazione del loro fisico, e poi non sono più nulla. Ama il cinema, ma non i brutti film, e adesso la maggioranza dei film è brutta. Ha avuto varie offerte, ma è ancora indecisa, appunto per questo motivo; le hanno anche proposto di recitare alla TV in America, e poi, che altro? Niente, ha perso il filo, che cosa diceva?
Scoppia a ridere, imbarazzata. Nella perorazione il sangue le è salito alle guance, colorandone il naturale pallore, e il respiro si è fatto trafelato. Le succede sempre così, perchè prende tutto sul serio. «Anche troppo», aggiunge; e, così dicendo, per distrarsi si mette a caricare un minuscolo carillon d’oro che tiene fra le dita. E’ un regalo di suo papà. Il suono, prodigiosamente nitido, la incanta. «Non è delizioso?». dice.
LE TELETRASMISSIONI hanno giovato molto alla popolarità della Lisi, alla quale è stata affidata la parte della protagonista nella riduzione televisiva di "Orgoglio e pregiudizio”. La corrispondenza degli ammiratori è raddoppiata; Virna dice che «una sola trasmissione ottiene presso il pubblico, agli effetti della popolarità, lo stesso risultato al quale un film giunge in un anno».
Ma si riprende subito. La divagazione è finita. Di nuovo torna al suo tema preferito, al suo chiodo fisso. Fra pochi giorni reciterà per la seconda volta in teatro. E’ un po’ preoccupata. Come andrà, avrà successo la sua commedia? Il tema le piace, ma è un tema difficile. Eppure, deve avere successo. Nella Compagnia di Antonioni sono quasi tutti giovani, e tutti così pieni d’entusiasmo, hanno lavorato proprio col cuore. «Certi giorni», dice, «hanno provato la mattina, il pomeriggio, e la sera, da mezzanotte alle due, dopo la rappresentazione dell’altra commedia del repertorio». A questo punto s’interrompe, e, a bruciapelo, mi domanda: «Ma che ore sono?». Le sue parole rimbalzano sulle nude pareti del camerino come un segnale d’allarme.
Stelio Martini, «Tempo», anno XIX, n.45, 7 novembre 1957 - Fotografie di Chiara Samugheo
![]() |
| Stelio Martini, «Tempo», anno XIX, n.45, 7 novembre 1957 - Fotografie di Chiara Samugheo |
