La gelosia di Franco Interlenghi

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Dopo l’esperienza in Estremo Oriente i rapporti tra Antonella Lualdi e Franco Interlenghi attraversano un periodo felice. Ma rimangono sempre la coppia più tormentata del cinema italiano

Roma, agosto

«Non sono mai stata così fellice...», dice Antonella Lualdi sollevando la fronte sgombra, pulita, dove non gioca più quel ciuffo di capelli che aveva finito col diventar lezioso, (lo teneva lì per coprire una piccola cicatrice i infanzia, ma il regista Polidoro l’ha convinta che è più bella, più donna con i capelli tirati su), «Franco adesso è più soddisfatto di sé, più calmo, tutti e due abbiamo trovato un equilibrio che cercavamo da tempo», ed è certamente sincera Antonella quando parla così, anche se viene da sorridere pensando che solo tre mesi fa il suo matrimonio sembrava che dovesse andare a gambe all’aria. «Lo sciolgo, lo sciolgo...», ripeteva Franco, come un ritornello ossessivo, «se tu parti lo sciolgo...». Ma, a parte che ad ogni tensione succede sempre una distensione, ed è giusto chiamare la mancanza di tensione felicità, forse c’ è veramente qualcosa di nuovo nei rapporti della coppia più tormentata del cinema italiano.

1962 08 18 Tempo Lualdi interlenghi f1ANTONELLA LUALDI sta girando, con Interlenghi, un episodio del film "Sesto senso" in cui il giovane attore apparirà in sei ruoli diversi. Il serio impegno di lavoro ha ridato fiducia a Interlenghi e ha contribuito alla nuova serenità.

A lungo andare, (questa storia di litigi, gelosie, finte rotture, dura da anni), la gente rischia di non capire più nulla: ma che cosa gli manca, (si domanda) a questi due giovani per stare in pace? Hanno due figlie deliziose, la sicurezza economica, se uno non lavora all’altro non mancano le occasioni... Eppure fanno finta di bisticciare, giocano a fare i gelosi? Vista dall’ esterno la storia dei loro rapporti sembra proprio così: un gioco che si ripete negli anni con poche varianti; vista dall’interno, è una cosa molto più seria, crudele talvolta, con un 20 per cento di gioco. Tre mesi fa il produttore Jacovoni offre ad Antonella l’occasione più grossa della sua carriera: il ruolo di protagonista nel film Hong Kong, un addio, scenario di Flajano, regia di Polidoro, con attori francesi e americani. Franco, consultato, dice di sì, va bene; Antonella comincia a studiare, a prepararsi.

Non è facile il compito che l’aspetta: deve sostenere una parte, per la quale la Moreau o la Mangano hanno il phisique du róle, una donna di mezz’età, chic, stanca del marito; e quindi deve cambiare trucco, pettinatura, fabbricarsi un intero guardaroba di scena. Nel mezzo di questi preparativi, esattamente tre giorni prima della partenza, scoppia la crisi: all’improwiso Franco ritira il suo assenso, non vuole più che Antonella parta, e se parte fra loro è finito tutto. La rinuncia che egli chiede alla moglie è priva di qualsiasi giustificazione: la sua richiesta è palesemente ingiusta, crudele; ma più Antonella e gli amici gli ripetono queste cose, e più egli s’incaponisce: «Se parti, è finita...». Cos’è successo? Niente: di colpo Franco ha sentito che non può sopportare due mesi di lontananza, 12 mila chilometri di distanza, l’idea di Antonella sola ad Hong Kong, in mezzo ai cinesi.

Un attacco brutto di gelosia, insomma; la cui fase acuta è durata tre giorni, ma che si è prolungato in forma attenuata per tutto il tempo del film. Il modo come Interlenghi ha superato la fase acuta rientra in quel 20 per cento di gioco che regola i loro rapporti. A un certo punto, consigliata dal produttore (che è loro amico), Antonella cede alle richieste di Franco: c Va bene», dice, «non parto più, rinuncio al film, a tutto»; ma a questo punto non ce n’è più bisogno, perchè Franco estasiato da questa ”prova d’amore”, coi lucciconi agli occhi, ha già cambiato idea, adesso è lui che la spinge, no no deve partire, non può perdere questa importante occasione... Tutto sembra appianato, finito come al solito in commedia, Antonella parte; ma una settimana dopo, piantando a metà tutti i suoi impegni col produttore Jacovoni, Franco prende l’areo e la raggiunge ad Hong Kong.

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Questa decisione non fa più parte del gioco: è una cosa seria, che comporta dei rischi, delle conseguenze sociali; e infatti all’aeroporto di Hong Kong Franco Interlenghi e Sandro Jacovoni, amici da 7 anni, mai una sera senza uscire insieme, sono arrivati quasi al punto di rompere la loro amicizia: l’ aereo stava partendo, l’altoparlante chiamava: ”mr. Jacovoni, mr. Jacovoni...”, e loro, attraverso la grata della dogana, a dirsene di cotte e di crude, coi denti di fuori, senza risparmio nè di avverbi nè di aggettivi fino a quando, accorgendosi di colpo che stava ripetendo nello stesso luogo una scena del film, interpretata due giorni prima da sua moglie e da Francis Serre, Franco è scoppiato in una contagiosa e lì per lì liberatrice risata. Come si spiega questo comportamento da Orlando Furioso nell’epoca della bomba atomica? Per capirlo, bisogna spiegare di cosa è fatta la gelosia del marito della Lualdi.

Romano di Roma, Franco Interlenghi è animato (come tutti i romani) da un forte amor proprio; esaltato in lui dal precoce successo, avvilito in seguito dall’ ingiusta dimenticanza in cui il cinema l’ha lasciato. La sua gelosia nei confronti di Antonella è una proiezione di questo orgoglio. E’ fatta, o meglio era fatta perchè ora le cose stanno cambiando, di virile desiderio di possesso e di rivalità professionale. Capo della famiglia, egli non sopportava l’idea di passare in secon-d'ordine alla moglie come attore; soprattutto perchè temeva che, crescendo troppo, avrebbe potuto perderla.

E’ un personaggio più complesso di quanto non dimostri la sua faccia scanzonata da "attor giovane”. Franco è orgoglioso e debole, duro e "complessato”, saggio e un po' vano, furbo ma sempre pauroso d’essere "fatto fesso”; ancora non si è convinto che quella dell’attore è una professione seria, e nel giudicare il mondo, nel registrare le novità, si attiene sempre a quello scetticismo del popolano romano, che riduce tutto alle misure della propria limitata esperienza, e che rende il suo comportamento talvolta buffo e spesso divertente. Jacovoni che ha viaggiato con lui in aereo da Roma ad Hong Kong, si è divertito un mondo vedendolo impaurito per un lontano balenìo di lampi, o sorprendendolo mentre a Nuova Delhi sorvegliava i motori dell’aereo, per la paura che un fachiro se ne potesse "fregare” qualche pezzo.

La sua testardaggine è ugualmente spassosa, perchè tocca quote paradossali. Si era ficcato in testa, per esempio, che il film invece che ad Hong Kong poteva essere girato a Roma e dintorni, e un giorno durante una gita in giunca, con tutta la città sullo sfondo dorata dal tramonto, migliaia di giunche in mare addobbate a festa, si è chinato all’orecchio del produttore e gli ha mormorato serissimo: «Lo vedi? Che differenza c’è fra qui e Fiumicino?...». Due mesi sono durate le riprese del film, e per due mesi Franco è stato alle costole di Antonella, facendo scontare durante il giorno a quelli della troupe e a quelli di Roma, (una volta ha telefonato a Roma perchè mancava un cestino), la giustificazione che egli si era data alla sua presenza colà: di assistente, segretario, ecc, di lei; e riprendendo interamente, finito il lavoro, i suoi ineccepibili diritti di marito.

C’erano altri attori con loro: Rita Hayworth, Gary Memi, ma Franco e Antonella facevano sempre coppia a sè, sono state molte di più le volte in cui hanno cenato in camera, di quelle in cui hanno accettato la compagnia degli altri. In realtà. Franco ha combattuto fino all’ultimo giorno una strenua battaglia con il regista Polidoro, per il "possesso” di Antonella. La storia del film racconta l’ultimo atto di una crisi coniugale: l’uomo è ancora innamorato della moglie, questa invece è ormai indifferente, gli sbagli che lui commette per riconquistarla precipitano la crisi definitiva. Per rendere Antonella più vera possibile, il regista cercava ogni giorno di distruggere le sue resistenze conscie e inconscie all’identificazione con il personaggio; e ogni sera Franco cercava di ricostruirle. Le scene migliori del film sono quelle in cui Polidoro ha avuto partita vinta.

1962 08 18 Tempo Lualdi interlenghi f2LA FIGLIA MAGGIORE dei coniugi Interlenghi, Stella, è al mare e, appena può, l’attrice corre a trovarla. Stella ha quasi sei anni, mentre la figlia più piccola, Antonella, è nata nell’agosto dell’anno scorso e sta quindi per compiere i dodici mesi. Tutte e due le figlie degli Interlenghi sono considerate unanimemente due bambine deliziose. Per quanto glielo consentono gli impegni di lavoro, Antonella si occupa personalmente delle bimbe. La Lualdi è una delle nostre attrici più popolari in Francia.

«Non sono mai stata cosi felice...», dice Antonella; ma perchè, se le cose si sono svolte come abbiamo detto? Perchè, bene o male, anche con i suoi assurdi colpi di testa, Franco, in fin dei conti questa volta ha finito con l’accettare ciò che altre volte non aveva accettato: le occasioni che Antonella ha perduto negli anni scorsi per non turbare l’equilibrio famigliare sono più d’una; e ciò è dovuto soprattutto al fatto che nel frattempo Interlenghi ha trovato, per conto suo, altre ragioni di soddisfazione e d’equilibrio. Da qualche tempo infatti egli si occupa di un nuovo lavoro: quello di organizzatore di film, (per conto del suo amico Jacovoni), nel quale può sfogare, intrigandosi di tutto, dalla regia alla fotografia, alla produzione, molta della sua irrequietezza. Per di più, nello stesso periodo di tempo ha conosciuto un giovane regista, il quale gli ha ridato fiducia anche come attore costruendo un film tutto su di lui.

Il film s’intitola Sesto senso; il regista si chiama Stefano Ubezio. Interlenghi vi apparirà in sei ruoli diversi: d’un frate, d’uno psicanalista, di un industriale, di un poveraccio, d’uno scienziato del 2000, d’un voyerista. In questi giorni, tornati da Hong Kong dopo aver fatto il giro del mondo, Franco e Antonella stanno girando insieme uno degli episodi, ispirato al senso del gusto. E’ una specie di favola allegorica sul matrimonio, dove si racconta d’un uomo mite e dolce, che viene "divorato” dalla moglie. La coincidenza non poteva essere più perfetta. Questa storia è anche la allegoria di quelli che sono stati, e oggi i protagonisti cominciano a sorriderne, i rapporti tra Antonella e Franco. Solo che nel film la situazione è rovesciata: qui è Antonella che divora Franco. Evidentemente anche nel cinema funziona la legge sacrosanta del contrappasso.

A. D., «Tempo», anno XXIV, n.33, 18 agosto 1962 - Fotografie di Chiara Samugheo


A. D., «Tempo», anno XXIV, n.33, 18 agosto 1962 - Fotografie di Chiara Samugheo
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