Rosanna Schiaffino, più famosa che fortunata

Rosanna Schiaffino è riuscita a raggiungere una popolarità non proporzionata a quanto di lei si è visto fino ad oggi; ora si ripromette di ristabilire l'equilibrio con i due film che ha girato l’estate scorsa
Roma, gennaio
Il giorno di Natale ha portato in dono a Rosanna Schiaffino cinquecento rose rosse, uno zaffiro più grosso di una noce e una mirabolante proposta di matrimonio. Rosanna ha accettato le rose e lo zaffiro, quanto alla proposta non ha detto nè sì nè no: ha promesso che ci penserà e a Pasqua, insieme alla mamma, si recherà in Belgio per approfondire la conoscenza del suo impetuoso ammiratore. Prima del 25 dicembre scorso. L'attrice infatti non ne sapeva nulla, nemmeno che esistesse. Aveva, è vero, ricevuto molte lettere provenienti dal Belgio, ma lettere ne riceve tante e poi, quelle, erano scritte in ungherese. Pensava contenessero la solita richiesta di una foto: a ognuna aveva risposto con l'invio di una fotografìa accompagnata dall’autografo.

Quando alle 10 di mattina suonarono alla porta di casa Schiaffino, Rosanna, sua sorella e la signora Yasmine dormivano ancora. Era giorno di festa, visite non ne aspettavano. Al secondo squillo, la signora Yasmine s’infilò la vestaglia e andò ad aprire. "Sarà”, pensava, ”un telegramma d’auguri”. Ma non appena socchiuse la porta, ebbe di che ricredersi. Sul pianerottolo vi era un signore alto ed elegante, il quale le fece un perfetto inchino. La signora Schiaffino è tipo di donna che non si perde d’animo facilmente. Valutò con un'occhiata lo sconosciuto, lo classificò nella categoria "gentiluomini" e lo fece accomodare in salotto.
Ciò che seguì costituisce ancora argomento di divertite conversazioni fra madre e figlie. Buttate giù dal letto, Rosanna e Maria Pia furono costrette a vestirsi in fretta e furia. Fra sbadigli e risate si chiedevano "ma chi sarà?”; nel trambusto, uno specchietto andò in frantumi. Finalmente, quando Rosanna comparve, avvennero le presentazioni in piena regola. Ma, a questo punto, la situazione toccò l’apice dell’imbarazzo. Tutti si accorsero che l’uomo parlava una lingua assolutamente incomprensibile. Che fare? La signora Yasmine si attaccò al telefono e chiamò in aiuto un amico poliglotta. Nell’attesa, la conversazione andò avanti a forza di sorrisi, silenzi, inchini e di espressive occhiate dell’ospite all’indirizzo di Rosanna.
Rosanna Schiaffino è genovese d'origine: da un paio d'anni a Roma, due soli suoi film sono stati finora proiettati: "Totò lascia o raddoppia" e "Orlando e i paladini di Francia"
Con l’arrivo dell’interprete, le cose si chiarirono e si complicarono allo stesso tempo. L’ospite, si seppe, era un ungherese emigrato in Belgio, dove possedeva alcune miniere. Aveva visto una fotografia di Rosanna sui giornali, e subito si era innamorato. Approfittando delle vacanze, era venuto a Roma per chiederla in sposa. Le sue intenzioni erano ferme e serie; la sua posizione economica molto solida. Questione di miliardi. Che ne pensava Rosanna? Sbalordita, rigirandosi fra le dita l’anello con lo zaffiro, Rosanna non sapeva che cosa rispondere. Gettò una occhiata verso la madre e per bocca della signora Schiaffino parlò come al solito, la saggezza: avrebbero riflettuto sulla proposta.
IL CINEMA e soprattutto i buoni film sono la sua maggiore aspirazione, ma non l’unica. Rosanna Schiaffino si interessa anche di pittura ed è già qualche cosa di più di una semplice dilettante: all’incirca un anno fa ha partecipato alla mostra all’aperto che si allestisce in via Margutta ed è riuscita a vendere, sia pure per poco, tutti e nove i quadri che aveva esposto.
L’episodio è recente e significativo; è una prova di più della vasta notorietà che, malgrado sia comparsa sugli schermi due volte soltanto, in due film di scarso rilievo, già circonda il nome di Rosanna Schiaffino. Giunta a Roma appena due anni fa, Rosanna è oggi una delle nostre attrici più fotografate e più note. In patria e fuori. In Italia sono sorti club intitolati al suo nome. Dalla Svezia le arrivano lettere che recano, incollata sulla busta, la sua effigie.
Il suo è cioè il tipico caso della ragazza la cui fama ha preceduto di gran lunga le opere. Come pin-up infatti è notissima, e come attrice pressoché sconosciuta. Almeno fino a oggi, perchè i prossimi mesi dovrebbero registrare un radicale capovolgimento della situazione. Dopo aver vinto la battaglia delle copertine, Rosanna spera infatti di vincere presto anche quella, più ardua, degli schermi. Le sue speranze si appuntano su due film che ha interpretato nell’estate scorsa. Diretti da due registi al loro debutto, Aglauco Casadio e Franco Rosi, si intitolano rispettivamente Un ettaro di cielo e La sfida, e sono stati girati entrambi in ambienti inconsueti: nelle valli di Cornacchie e nei vicoli bassi di Napoli.
Si tratta di film che si staccano, almeno nelle intenzioni, dal livello commerciale della attuale produzione italiana. Il primo narra la storia di un "bidonista” sui generis, il quale vende, a dei poveracci, la speranza di una sistemazione nell’al di là; il secondo è una vicenda ispirata dalla mafia dei mercati generali di Napoli.
L’ATTRICE SI E’ STABILITA da un paio d’anni a Roma (questa fotografìa è stata fatta sulla terrazza di casa sua) dove ha affittato l’ultimo piano di uno stabile accanto a quello di Sofia Loren. Vive con la madre, che le cura gli interessi e una sorella, Maria Pia, studentessa di canto. L’inviato di una grande rivista americana, mandato dal suo direttore in giro per il mondo perchè di ogni Paese ritraesse una bellezza caratteristica, spedì appunto da Roma una sua immagine, pubblicata con il commento: ”una bellezza voluttuosa”.
Per una pin-up, abituata ai facili successi delle scollature, ciò può essere motivo di soddisfazione e di preoccupazione, a un tempo: ed è questo appunto, in questo momento, lo stato d’animo dell’attrice. Rosanna è soddisfatta e ha paura. E’ il momento in cui dalla crisalide della pubblicità dovrebbe uscir fuori la farfalla dell’attrice. Ci riuscirà, non ci riuscirà? Sono domande retoriche. La forza di tutte le attrici che sono "arrivate” è una forza che non è improprio definire animalesca: erano certe che prima o poi sarebbero riuscite ad arrivare. Rosanna Schiaffino non fa, (le ragioni sono tante), eccezione alla regola.
A.D., «Tempo», anno XX, n.5, 30 gennaio 1958 (Fotografie di Chiara Samugheo)
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| A.D., «Tempo», anno XX, n.5, 30 gennaio 1958 (Fotografie di Chiara Samugheo) |
