Britt Ekland ha imparato la lezione

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La scalata al successo di Britt Ekland è stata rapidissima: merito dei consigli del celebre marito. Peter Sellers, o della sua ambizione? Difficile dirlo. Oggi, nonostante il matrimonio sia naufragato, l’attrice interpreta un film dopo l’altro ed è più che mai sulla cresta dell'onda.

ROMA, settembre

L'avevo vista proprio il giorno prima che un incendio colossale distruggesse il teatro di posa dov'era stata ricostruita un'immensa sala da gioco identica a quelle di Las Vegas dove, in un clima carico di eccitazione e suspense, ricchi industriali e signore ingioiellate rischiano alla roulette intere fortune. Il rumore delle slot-machines era assordante e si confondeva con il vociare dei clienti, mentre ragazze-coniglietto offrivano, da un tavolo all'altro, sigari e sigarette.

Britt Ekland era lì, in quella confusione, vagava in cerca di qualcosa che lei solo sapeva, con un mini-abito bianco e beige che le lasciava scoperte le lunghe gambe nervose, gli stivaletti stretti Intorno alle caviglie sottili. Si era mischiata a quella folla esagitata e strana perché — abbiamo saputo poi — proprio in quel locale il suo uomo, un temibile gangster, stava per compiere un «colpo grosso», di quelli che il più delle volte portano diritti in galera o all'altro mondo.

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Non aveva niente in comune. Britt. con la classica donna del bandito che tutta una letteratura e una cinematografia ci hanno fatto conoscere, un po' volgare, curvilinea, molto truccata... No, Britt no: lei. così sottile e disadorna, era certo un tipo diverso dal solito, nuovo, come del resto nuova vuole essere la storia di gangster che racconta il film «Gli intoccabili»: la storia cioè di una gang americana d'oggi, crudele, spietata e terribile. ma perfettamente mimetizzata con la società nella quale opera e inserita nel suo tessuto politico, una gang che ha tentacoli in tutta l'America, dall'Est all'Ovest e che. nell'ombra, comanda, spadroneggia, decide della vita degli altri. Una gang che mette paura e rivela un volto tragico della America di oggi.

Davvero Britt non è molto cambiata da quando la conobbi. cinque anni fa : era appena arrivata dalla Svezia dove il regista Igi Polidori l'aveva scoperta all'uscita di una scuola: un'adolescente tutta gambe ma che aveva già, pur nella sua aria di scolara strappata prematuramente ai banchi scolastici, una sicurezza che stupiva.

Voleva diventare una brava attrice, mi disse, ma poco tempo dopo sposava un attore di grido. Peter Sellers. e rilasciava le abusate dichiarazioni: - Voglio fare solo la moglie. Il cinema non m'interessa più».

Mantenne la promessa per un paio d'anni, giusto il tempo .di assistere il marito colpito da una grave malattia e regalargli una figlia. Victoria: poi eccola di nuovo sul set. più bella, più matura. dimentica delle promesse fatte e. stavolta, con il peso e il rispetto che si devono ad una attrice che è anche moglie di un" divo.

Fece tre film, aumentando ogni volta il compenso e le esigenze; poi. inaspettatamente. il divorzio. Ma ormai Britt era in orbita.

Ora che è una star, che i fotografi stanno appostati ore all'esterno della sua villa sull'Appia Antica per rubare una sua immagine, ora che i registi se la contendono e i produttori le offrono contratti che lusingherebbero anche un'attrice da premio Oscar, è troppo facile dire che Britt è arrivata al successo grazie al suo matrimonio con Peter.

Basta vederla per rendersi conto che prima o poi avrebbe comunque «sfondato»: davvero ci sembra che poche oggi, meglio di lei. possano rappresentare il prototipo della ragazza degli Anni Settanta: i capelli biondi, lunghi e lisci, spioventi sulle spalle, una figura androgina, un viso dolce da bambina e un'espressione sicura, di donna. Assomiglia alle ragazze che a Londra, a Parigi, a Nuova York, a Roma camminano sicure per le strade, in minigonna o blue-jeans, e guardano dritto davanti a sé come se nemmeno ti vedessero: gli occhi sfumati dall'ombretto e lo sguardo astratto. non riesci a capire che cosa passi nella loro mente: sono innocenti o scaltre? Sono inserite o ribelli? Contestano o sognano il successo? E quando aprono bocca possono sempre stupire perché parlano con indifferenza del sesso o dell'ultimo libro di Marcuse, ed hanno sempre una loro opinione su tutto.

«Bergman? Non mi piace più — ha detto Britt ad un radiocronista che le chiedeva un parere sul famoso regista suo connazionale — non mi dice più nulla, la sua tematica si è esaurita, le sue idee sono confuse. Parlare di Bergman è come parlare di Picasso, non si può dire mi piace o no: ci sono periodi della sua opera che mi entusiasmano altri che mi lasciano indifferente •.

Chi dice che è stata costruita tutta, pezzo per pezzo. da Peter, forse non la conosce bene. Ma se così fosse. bisogna dire che Britt ha imparato bene la parte che il marito le ha insegnato.

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Oggi, da sola, senza la guida di lui. sceglie i copioni. Il discute, esige II cambiamento delle scene che non la soddisfano, gira un film dopo l'altro, si sposta da un continente all'altro. • Per ora non ha sbagliato un film». dicono di lei gli esperti, ogni volta che è apparsa sullo schermo è stato sempre nella pellicola giusta e nella parte giusta. Ciò non significa che sia già diventata un'attrice, ma è certo un tipo che si impone. E se si pensa che ha poco più di vent'anni c'è da scommettere che ne farà di strada. E' entrata nella piccolissima schiera di attrici giovani che. Mia Farrow in testa. stanno contendendo il passo alle colleghe più adulte di loro, e stanno perseguendo il successo con una freddezza sconcertante. Ragazze divorate dall'ambizione. che non esitano, per raggiungere la meta che si sono prefissa, a mandare a rotoli la loro vita privata. Inquiete e irrequiete, sembrano trovare se stesse soltanto nel loro lavoro.

«Davanti alla macchina da presa si trasforma — ha detto di Britt Ekland il regista del film "Gli intoccabili". Giulio Montaldo — trova per istinto l'espressione giusta la giusta intonazione».

Chi ha chiesto a Britt «se non avesse potuto fare l'attrice quale altro mestiere avrebbe voluto fare?», pare , si sia sentito rispondere: «Che domanda assurda: io faccio e farò sempre ciò che "io" desidero fare»

Maria Maffei, «Noi donne», anno XXIII, 28 settembre 1968


Noi donne
Maria Maffei, «Noi donne», anno XXIII, 28 settembre 1968
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