Le Kessler sono stanche di guardarsi in faccia

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Le bellissime gemelle Kessler debbono sopportare da anni tutti i luoghi comuni e i fastidi della loro famosa somiglianza

ROMA, agosto 

Nell'ufficio del produttore romano dove Alice ed Helene Kessler, le famose gemelle del «Lido» di Parigi, erano state convocate per sostenere una particina nel film che gira Mamie Van Doren, Le bellissime gambe di Sabrina, tutti erano un po’ imbarazzati. Alice ed Helene sedevano l’una accanto all’altra, le identiche gambe incrociate nell’identico modo, le identiche mani dalle unghie smaltate di rosa posate sul grembo, gli identici vestiti di cotone blu che fasciavano gli identici corpi sottili, le identiche facce di bambole in serie: dalla bocca carnosa, gli zigomi alti, il naso rotondo e all’insù, i capelli biondi che si inanellavano sulla tempia sinistra in un identico ricciolo.

Da mezz’ora si lasciavano intervistare spiegando come fosse la prima volta che vengono a Roma, che gli spaghetti sono buonissimi, che Walter Chiari, ex-corteggiatore di Alice (o di Helene?), è loro amico fraterno; e tutto era andato benino fino al momento in cui il produttore aveva commesso l’errore di chiamarle per nome. «Dica, Helene», diceva il poveruomo a quella che, avrebbe giurato, era Helene. E lei: «Mi chiamo Alice, signore». «Senta, Alice», egli azzardava a quella che, avrebbe giurato era Alice. E lei: «Mi chiamo Helene, signore». A un certo punto il produttore aveva deciso che la ragazza a sinistra era Helene, quella a destra Alice, ma ogni tanto Helene e Alice si alzavano, poi tornavano a sedere scambiandosi i posti, e bisognava ricominciare" daccapo, infine il produttore depose con rabbia il telefono e ruppe il silenzio: «Siete assolutamente uguali!». Alice e Helene si irrigidirono come se avessero ricevuto uno schiaffo. Il peggiore dispetto che si può fare alle Kessler Sisters è dire loro che non si distinguono l’una dall’altra. Essere uguali è il fastidio che turba loro la vita.

1958 08 10 L Europeo Gemelle Kessler f1Roma. Helene (in centro) e Alice Kessler sono a Roma perché scritturate per il film Le bellissime gambe di Sabrina. Qui sono con l'attore-produttore Krisman.

Incominciò quand’erano ancora bambine e i genitori, tedeschi di Lipsia, le iscrìssero a una scuola di danza classica. «Ciascuna di noi», dice Helene, «sognava di ballare un ”a solo”. Il maestro non ce lo consentiva perché eravamo troppo simili e stare separate avrebbe nuociuto alla coreografia. Ci vestivano allo stesso modo, ci obbligavano a portare i capelli della stessa lunghezza: cosi ci vergognavamo talmente che, per strada, camminavamo sempre lungo marciapiedi diversi». Dice Alice: «Avevamo quindici anni quando decidemmo di rinunciare alla danza, che ci piaceva, e intraprendere mestieri che ci distinguessero un po’. Ma Lipsia era stata occupata dai russi, papà voleva fuggire nella Germania Ovest e così, abbandonando la casa e il resto, ci trasferimmo a Dusseldorf. A Dusseldorf ci trovammo senza quattrini: divenne necessario lavorare. Ma non sapevano fare che piroette o cantatine: entrammo quindi come ballerine al Palladium. Ci presero immediatamente perché eravamo gemelle».

1958 08 10 L Europeo Gemelle Kessler f2Roma. Helene e Alice si preparano per una scena del film

L’impresario del Palladium sapeva bene come attirare il suo pubblico: le lanciò come le «Due Gocce d’Acqua» e, nel giro di pochi mesi, le impose al pubblico di tutta la Germania. Casi la fama delle sorelle Kessler giunse a Parigi dove il proprietario del «Lido» decise di scritturarle. «Andammo a Parigi e fu come legarci con un doppio giro di corda. Ogni speranza di distinguerci l una dall’altra, da quel giorno, fu finita per noi». Dice Helene: «In realtà siamo molto differenti. Io, per esempio, peso due chili meno di Alice che è più alta di me di un centimetro abbondante. Alice porta le scarpe più grandi delle mie: mezzo numero. Di notte, io dormo supina e lei raggomitolata. Io sono castana chiara e lei è castana scura: ma secondo il contratto dobbiamo tenere i capelli dello stesso colore. Dobbiamo portare anche gli stessi vestiti e mantenere il medesimo peso. Così accade che Alice ha sempre fame ma non può mangiare come vorrebbe perché ciò la farebbe ingrassare: mentre io non ho mai appetito ma debbo riempirmi di cibo per tenermi alla pari con. lei» 

Alice sorride, un po’ divertita. Ma Helene non si diverte affatto quando le capitano queste cose. Ci si arrabbia.» Mi piacerebbe fare l’attrice drammatica», brontola Helene, «ma naturalmente piacerebbe anche ad Alice ed allora è inutile provarci. Una di noi dovrebbe cambiarsi i lineamenti con una plastica al viso. Che se ne fanno, al cinema, di due facce come le nostre?». Dice Alice:

1958 08 10 L Europeo Gemelle Kessler f3Roma. Prove per una scena: le gemelle ricevono istruzioni da Nino Krisman. Helene e Alice Kessler hanno stutlialo danza a Lipsia, da bambine.

«Mi piacerebbe sposarmi. Piacerebbe anche ad Helene. Ma nessuno immagina cosa ci accade con gli uomini. Quando un uomo ci guarda, non riusciamo a capire quale delle due preferisce: in realtà non preferisce nessuna. E ciò lo allontana. Agli uomini piace la varietà. Come se non bastasse, ci piacciono sempre i medesimi uomini, a me ed a Helene: così ci innamoriamo spesso dello stesso tipo e ciò è molto scomodo. Finiamo col rinunciare perché l’altra non soffra. Una volta, però, io sono stati sul punto di sposarmi. Era un ingegnere di Vienna, tanto carino. Ne ero davvero innamorata. Non so se ne fosse tona morata anche Helene: non volli chiedermelo perché lui ave va scelto me, dopo un attentissimo esame psicologico, per via del carattere. Diceva che sono più dolce di Helene. Andammo avanti otto mesi: poi anche lui si stufò. Lo turbava l’idea che assomigliassi troppo ad Helene. Ripeteva che, sposandomi gli sarebbe sembrato di avere due mogli con la medesima faccia». Helene si immusonisce quando la sorella, senza vo lerlo, le rinfaccia il matrimonio mancato. «Non parliamo dei sacrifici. Quando Alice era fi danzata col suo viennese, io avevo il mio flirt e il mio flirt mi accusava di fargli le corna perché spesso incontrava Alice col viennese e la scambiava per me. M’accusava d’essere bugiarda quando spiegavo chi la ragazza da lui incontrata in un bar o al cinematografo non ero io ma Alice: una volta ci credette così poco che mi bu scai perfino uno schiaffo. Se io o Alice riusciamo ad assicurarci l’esclusiva di un corteggiatore, succede sempre qual che guaio perché la faccenda finisce sui giornali, i giornali fanno confusione coi nomi, e così nascono le accuse di infedeltà». Accadde così anche per Walter Chiari che per qualche tempo, a Parigi, mentre vaga va col cuore a pezzi per l’abbandono della Bosé, sembri infatuato di Alice. I giornali invece scrissero che era infatuato di Helene. Helene ci credette e cominciò a guardarlo con lo stesso interesse di Alice. Lui si trovò nel più grave imbarazzo e, dopo essersi fatto fotografare sull’ottovolante con ambedue, decise di rinun ciare sia ad Alice che ad Helene per dedicarsi a una ragazza che non assomigliasse a nessuno.

1958 08 10 L Europeo Gemelle Kessler f4Roma. Alice (a sinistra) e Helene a colazione, alle prese con gli spaghetti. La somiglianza delle sorelle è straordinaria e provoca spesso equivoci e incidenti. 

Povera Alice. Povera Helene. Sono molto belle, celebri, ormai ricche perché tutti se le contendono a suon di dollari per una apparizione anche brevissima su un teatro o dinanzi a una macchina da presa. Il loro contratto col «Lido» è favoloso: guadagnano come le soubrettes della Belle Epoque. 

Il prossimo gennaio si recheranno a Las Vegas. La prossima primavera si fermeranno ad Hollywood. Spesso girane un film di giorno e un altro di notte. Per recitare a Roma in quello di Mamie Van Doren hanno dovuto chiedere un permesso speciale ai loro produttori tedeschi per conto dei quali stavano girando una pellicola a colori a Merano. Hanno una bellissima casa a Monaco di Baviera, un appartamento lussuoso a Parigi. Passano la vita a sorridere e a dimostrare che si adorano come si conviene a inseparabili sorelline. Ma quando nessuno le vede, il loro sorriso si spegne e litigano come gatte arrabbiate. «Non possono fare a meno l’una dell’altra», disse il produttore romano presentandole ai giornalisti. «Proprio così», risposero in coro Helene ed Alice e, per un attimo, sicure di non essere viste, si fissarono con odio.

Gianni Prati, «L'Europeo», anno XIV, n.32, 10 agosto 1958


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Gianni Prati, «L'Europeo», anno XIV, n.32, 10 agosto 1958
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