QUANDO MENO TE L'ASPETTI

(1940)

Scheda dell'opera

Titolo originale Quando meno te l'aspetti (1940)

  • Testo: Michele Galdieri, rivista in due tempi
  • Regia: Michele Galdieri
  • Interpreti: Totò, Anna Magnani, Vera Worth, Paola Orlova, Lia Origoni, Massimo Ungaretti, Giuseppe Mainati, Trude e Elly, Valter Granti, Due Vesmunti, Mario Luciani, Mathea Marryfield, Beatrice Dante, Paola Paola, Minnie Èva, Mario Castellani e Harry Feist, Balletto Viofranc
  • Musica: M.o Giuseppe Palomby
  • Coreografie: Gisa Geert
  • Scenari, bozzetti e costumi: Mario Pompei
  • Compagnia: Compagnia Grandi Riviste di Totò

Sketch, quadri e notizie

Spunto narrativo: la Fortuna può cambiare, quando meno te l’aspetti: Buonaventura, perseguitato dalla sventura e con le cambiali in mano al posto del milione consueto, insieme allo Spazzino ottiene dalla Madama di Tebe, dispensatrice di consigli e fortune, alcuni quadrifogli per realizzare i desideri - amori e successi - che forniranno il percorso della rivista. Al termine del quale Buonaventura avrà sprecato i propri quadrifogli che arricchiscono invece lo Spazzino e la Rivista celebra, con l’entrata di Anna Fougez, introdotta da Totò, la fine di una delle sue epoche più felici in una grande coreografia. E con brani da La Vedova Allegra il finale conclude sul mistero che sono le donne.


L’avvenimento più importante dell'attività artistica di Anna Magnani nel 1940, è l’incontro con Totò. L’attore napoletano Antonio De Curtis è già da molti anni sulle scene, dove si è guadagnato una notevole popolarità. Con la bombetta, il vecchio frac, i pantaloni a saltafosso, le scarpe sfondate che indossa sempre come una divisa, ha un enorme successo nel teatro di rivista e poi nell’avanspettacolo prima di approdare al cinema alla fine degli anni trenta. Il 25 dicembre al Teatro Quattro Fontane di Roma va in scena Quando meno te l’aspetti di Michele Galdieri. Il titolo della rivista sembra alludere a un cambiamento che le strofette della canzoncina iniziale si affrettano a confermare:

Quando meno te l'aspetti la sorte muta,
fa più dolce dei confetti la tua cicuta...
La strega arcigna che sogghigna
si trasforma nella fata più benigna...
E quando meno te la sogni
ti sorride, provvedendo ai tuoi bisogni.

La satira pungente di Galdieri prende di mira soprattutto i fatti di costume, aiutata dalla verve irresistibile di due eccezionali attori come Anna e Totò. L’autore napoletano era allora già molto noto nel mondo del teatro dove aveva cominciato giovanissimo. Il suo stile è basato su un’armonica fusione di satira, comicità e coreografia, che cura personalmente insieme alla regia degli spettacoli.

I suoi testi preoccupano spesso Leopoldo Zurlo. Il censore del Ministero della Cultura Popolare ricorda così l’incontro con l’autore: “Si presentò con un viso di adolescente sveglio e non si vedevano né le ali di pelle né la coda. Le grinfie sì, e le arrotondai qua e là. Nel titolo c’era quello che si potrebbe chiamare il colpo classico di Galdieri: non dire nulla e suggerire tutto. Si diceva che io lo trattassi meglio degli altri. Falso. La verità è che cominciai a volergli bene quando m’accorsi che rifuggiva dall’adulazione al Governo.”

La scena più famosa della rivista è quella del Gagà, interpretato da Totò, che in una sgangherata garsonnière cerca di sedurre la Gàgàrèllà Anna, moglie trascurata in cerca di svago.

“Sognavo una gran casa profumata.”
“Di questi tempi, cara, è già un miracolo disporre di una stanza ammobiliata!”
“Sognavo feste e musiche, regali, sbornie, gioia e smarrimento...”
“Lo so, ma sognavate il tram elettrico...”
“Vattene... Don Giovanni novecento... Più passan gli anni e più diventa racchio il dongiovanni... che generoso e gran signore fu.
Mo’... questi qua... t’abboffano di chiacchiere... non c’esce niente più.”


Anna Magnani nel film del 1953 «Siamo donne», diretto da Luchino Visconti interpreta lo sketch «La fioraia del Pincio», cantando il famoso stornello romano "Com'è bello fa' l'amore quann'è sera".

Nel prefinale Anna interpreta la Fioraia del Pincio, un’accorata testimonianza del tempo di guerra, piena di nostalgia per il periodo tranquillo e felice della pace. Sull’aria di Com’è bello fa’ l’amore quanno è sera, Anna inizia con: “Ah che giornata, oh. Nun se rimedia ’na lira pe’ Roma, macché se spendono le lire.” Poi canta:

Quante machine venivano la sera,
quanta gente sta affacciata a 'sta ringhiera,
quanta folla de maschiette e de gagà,
quante radio ne le machine a sonà.
Nun scendevano le coppie innamorate,
se ne stavano abbracciate a pomicià.
Er barista je portava la guantiera
co’ la bira e cor caffè che allora c’era.
Ogni Topolino me pareva ’n separé,
ogni mazzolino arimediavo lire tre.
Ce scajavo sempre specialmente coi taxi
co’ le machine Ciddì
sempre attenta ar pizzardone
che a cavallo era imponente come un re.
La terazza era ’n salotto ed ogni sera
me pareva ’na stellata bomboniera.
Mo’ la gente de la mejo società
resta a casa e gioca ar bridge o ar baccarà.
E quell’omo che puntava er canocchiale
poveraccio, puro lui mo’ sai che fa?
Nun potendo arimedià cor firmamento
resta a casa e s’accarezza lo strumento.
Ma che luna, ma che luna c’è stasera
vedo er monno che s’affaccia a ’sta ringhiera
da San Pietro all’artre cupole, laggiù
fino al mare, più lontano, sempre più.
Che m’importa se quassù non c’è nessuno,
che m’importa si nun trovo da scajà,
mo’ ’sti fiori li regalo a Roma bella
che li porti ad un sordato in sentinella!


Lo spettacolo ha un enorme successo. In giugno, mentre proseguono le repliche della rivista, Anna è impegnata negli stabilimenti della Fert a Torino in La fuggitiva di Piero Ballerini nei panni di una diva del varietà.

"Anna Magnani" (Matilde Hochkofler e Luca Magnani), Bompiani/RCS Libri, 2013


Alcuni quadri: lo Spazzino (Mario Castellami suggerisce a Buonaventura (Totò) di fondare la Società Anonima Sfruttamento Intensivo delle Peccatrici Internazionali per vendere al Cinema soggetti per film: tra le tinte Peccatrici che si susseguono (e a cui - nella parte sostituita - danno ascolto anche un Novelliere, un Canzoniere e un Poeta futurista) il Regista risulterà attratto solo dalla eterna e richiestissima Margherita Gautier Anna Magnani), introdotta da Buonaventura (Atto I).

In un quadro di “vita quotidiana” invece, troviamo Moglie, Marito, Totò, Commendatore e Pubblica Opinione: sulla scena, un ring vuoto. Il Marito con i guantoni, sale sul ring e combatte con Totò; l’arbitro è la Pubblica Opinione. Mentre i due combattono, sul lato opposto della scena si vedono la Moglie e il Commendatore. L’andamento dell'incontro dipende dall’abilità con cui la moire ottiene promozioni per il Marito dal Commendatore; quando quest’ultimo scopre però la Moglie con il Gagà, retrocede il Marito da direttore a impiegato provvisorio. Totò, che fino ad allora risultava sconfitto, mette k.o. il Marito. La Signora e il Gagà rievocano il loro primo incontro nella giovanottiera (garconniere) (Atto I).

Sul tema del rimpianto verso un passato perduto troviamo in un vecchio teatro un’antica farsa. Burbetti ha un appuntamento galante. La moglie Marianna lo costringe a mettersi a letto e lo avverte che entrerà ogni ora per svegliarlo e controllare che sia lì. Entra Pulcinella/Totò, e Burbetti lo fa vestire coni suoi abiti per la notte e coricare al suo posto raccomandandogli di non parlare alla moglie. Entra la cameriera Gertrude con cui Burbetti ha una tresca, e porta la purga a Pulcinella che è costretto a berla poiché è entrata anche Marianna che si accorge dell’inganno e costringe Pulcinella, con fortissimi dolori di pancia, a farle la corte mentre rientra Burbetti. Quest’ultimo, scoperto Pulcinella con la moglie, lo insegue e lo costringe a scappare dalla finestra (Atto II).

Altri quadri aggiunti: "Rhumba a Villa Hermosa", "Vieni, vieni primavera", "Il mito di Narciso", "Celebri amanti", "Un tango di Chopin", "Campane 900".


Nello sketch "La boxe quotidiana" sul siparietto entra Totò affaccendatissimo. Ha in mano un paio di guanti da boxe. Dalla quinta opposta entra una ragazza. Totò quasi l'investe.

Lo sketch "La danza di Narciso": si apre il siparietto. La scena rappresenta un laghetto. Narciso entra fiero della sua bellezza. Le ninfe lo tentano, ma egli le respinge. Si specchia e struggendosi nell’impossibilità di baciare la propria immagine riflessa, muore. Nascono sul posto i narcisi.
Il siparietto si riapre subito, sulla stessa scena. Entra Totò ed esegue la parodia della precedente danza. Anche egli si specchia, innamorato di sé. Muore. Sul posto dove è morto nasce un carciofo.

La rivista alterna sketch, canzoni, battute e ballerine; coreografie, costumi e scene non sono troppo lussuosi (ricordiamo che dal 10 giugno l’Italia è in guerra ) ma comunque di livello decisamente superiore a quelli dell’avanspettacolo. In platea c’è un pubblico più colto, esigente, danaroso.

Il filo conduttore della rivista è l’imprevedibile mutar del fato: “Quando meno te l’aspetti / la sorte muta, / è più dolce dei confetti / la sua cicuta”. L’allusione è politica, all’orizzonte non più cosi radioso dell’Italia imperiale e mussoliniana; qualche mese dopo il debutto, viene aggiunto un quadro, Il fatto è successo a San Babila, in cui si parla apertamente di povertà, di “stampa nemica”, del clima di paura e delazione in cui vivono le città. Dentro la rivista, secondo lo stile combinatorio tipico di Galdieri, entra comunque un po’ di tutto: Totò fa la parodia di se stesso in San Giovanni decollato, la Magnani inaugura l’invincibile numero della fioraia del Pincio, poi filmato da Visconti in Siamo donne. Totò, nei panni di un impiegato, indossa i guantoni per boxare contro un collega raccomandato, e quando lo spettacolo arriva al Lirico di Milano si trova di fronte l’autentico campione mondiale Primo Camera: le fughe di Totò sulla passerella inseguito da quel gigante, che poi lo prende in braccio mentre lui cerca di dargli cazzotti in faccia, fanno andare in visibilio il pubblico. Non così il quadro con Pulcinella, che Antonio de Curtis fa solo una volta e malvolentieri, guadagnandosi addirittura dei fischi, a dimostrazione che l’antica maschera partenopea non ha troppi punti di contatto con la sua; nelle serate successive quel quadro viene sostituito da un paio di numeri già sfruttati in avanspettacolo, tra cui il noto Pasquale poi rifatto a Studio Uno davanti a Mina.

Nota: viene vistata dalla censura nel dicembre e rappresentata per la prima volta al Quattro Fontane di Roma il giorno di Natale. E la prima rivista che Michele Galdieri scrive per la Compagnia di Totò, il quale incontra adesso una partner formidabile in Anna Magnani e ritrova in Mario Castellani la “spalla” per eccellenza. Al copione originario vengono aggiunte successivamente (marzo 1941) alcune scene, quella sul modo in cui le notizie si diffondono e si alterano - siamo in un’epoca dove la delazione è costume sociale - che diventa «Il fatto è successo a San Babila», la scena di Marcello il bello, che ripropone lo sketch degli «schiaffoni» ambientandolo nell’ambiente cinematografico, le strofette che prendono di mira Gandhi ecc. Il duetto fra la Signora e il Gagà diventa un classico della coppia Totò/Magnani e verrà ripreso quasi identico nel successivo lavoro di Galdieri con Totò, Volumineide (1942).

magnani fioraia

Anna Magnani, vestita alla Edith Piaf, in «Quando meno te l’aspetti»


La Magnani a Roma recitava e cantava vestita alla Edith Piaf. Non c’era ancora la grande rivista, non c’erano i boys, i quadri spettacolari, le parate, che d’altra parte per lei sarebbero stati ridicoli. La rivista allora era una specie di cabaret e la Magnani era la negazione della vedette. Tuttavia andava bene così, era brava, aveva un filo di voce intonatissimo e quegli occhi importanti: la gente non l’ha mai capita abbastanza.

Wanda Osiris

Era Castellani che si occupava delle prove, Totò veniva poco per la verità. Con Totò io facevo tre cose, e ricordo che alla prova generale prima del debutto mi disse: ‘Caro Cajafa, guardate, in questo primo sketch non imparate la parte, perché tanto è inutile, perché vi farò ridere, e allora il pubblico vede che voi ridete e ride pure lui. Avete capito?’ E io pensai: ‘Ma guarda com’è presuntuoso questo individuo! Io non riderò, qualunque cosa faccia non riderò, voglio vedere che succede’. Ebbene, per tutti i dieci mesi dello spettacolo, tutte le sere, io non è che ridessi, mi rotolavo dal ridere per le cose che faceva. Era una cosa enorme.

Gianni Cajafa


Totò è Buonaventura, che Sergio Tofano aveva reso famoso prima nei fumetti - disegnandone una sagoma essenziale - e in seguito anche sulle scene. Nei panni e nei ritmi del protagonista di San Giovanni decollato, interpretato nello stesso anno e da poco uscito sugli schermi, si lamenta perché non capisce più se è al cinema, nel film di Palermi, o se è a teatro, nella commedia di Martoglio, da cui il film deriva. Da portiere del condominio viene promosso a Portiere del Cielo e duetta con la Magnani, che fa la parodia di Isa Miranda nel film Senza Cielo. È Don Juan e un grottesco Narciso, oltre ad assumere la maschera di Pulcinella, che riprenderà solo nel film Figaro qua, Figaro là, di Carlo Ludovico Bragaglia (1950).


Nel 1940 uscì un film di Alfredo Guarini interpretato da Isa Miranda, appena rientrata dall'America, la quale ostentava pose da diva hollywoodiana. Totò e La Magnani non si fecero scappare l'occasione di parodiare l'attrice: in un cortile con Totò ciabattino, ricostruito sulla traccia di quello del film "San Giovanni decollato" Anna rifà il verso alla Miranda, proiettandogli il film "con la favella":

Men vo per la foresta / ch'è un orto caro a te / con pochi fiori in testa / e nuda come che... / Somiglio all'impudica / compagna di Tarzan...


Censura: ci sono numerosi tagli. Rimane famoso il carteggio tra il censore Leopoldo Zurlo e la Segreteria politica del Partito Nazionale Fascista a proposito dell’episodio della «Cocotte»: ai funzionari sembra infatti scandaloso che la Cocotte venga apprezzata e accettata da una esemplare famigliola borghese in virtù dei vantaggi che può ottenere per il figlio. Zurlo questa volta difende Galdieri e si rifiuta di intervenire.


Totò non è Pulcinella

Al cinema Totò una sola volta ha interpretato Pulcinella, precisamente nella sequenza della rappresentazione teatrale in casa del Governatore, nel film del 1950 di Carlo Ludovico Bragaglia "Figaro qua, figaro là". In teatro, nella rivista "Quando meno te l'aspetti" del 1940, dopo molte insistenze dell'impresario Michele Galdieri, Totò vestì i panni di Pulcinella. Non fu una buona idea, tanto che che Antonio de Curtis la fece solo una volta e malvolentieri e, fatto rarissimo nella sua carriera, venne fischiato a scena aperta, data l'incompatibilità tra la rigidità della maschera e la plasticità di Totò, a dimostrazione che l’antica maschera partenopea non ha troppi punti di contatto con la sua; nelle serate successive quel quadro venne sostituito da un paio di numeri già sfruttati in avanspettacolo, tra cui il noto Pasquale poi rifatto a Studio Uno davanti a Mina.


Totò cantante: discografia e incisioni per la Columbia - Disco BQ 6024

Del disco, reclamizzato nel bollettino Columbia dell’aprile 1942 e ne “Il canzoniere della radio” del maggio 1942, non è noto ad oggi all’autore il reperimento di un esemplare. I numeri di matrice delle due facciate, considerati gli altri due dischi rinvenuti, dovrebbero essere CB 10736 e CB 10737. Contenente il brano in due parti “SERENATA A MARGHERITA” di Michele Galdieri, interpretato con Mario Castellani, accompagnato con chitarra, tratto dalla rivista di M. Galdieri “Quando meno te lo aspetti” del 1941.



Corrado Vitelli


Così la stampa dell'epoca

Alla serata di debutto Zavattini, in quel momento ancora ansioso per le sorti di "Totò il buono", annota che “Totò è apparso in frac. Sono sicuro che ha accettato di entrare in questo lavoro per il frac. Tutta la sera egli è stato brillante e leggero. Non sapeva la parte secondo il solito tuttavia era contento di ritrovarsi sul palcoscenico dopo la lunga cattività del cinema [...] a un tratto si fece dare il copione dal suggeritore per rammentarsi una battuta. Questo straordinario individuo è minato dalla pigrizia”.


1940 12 23 Il Messaggero Quando meno te l aspetti intro

Domani sera, vigilia di Natale alle ore 21, la Compagnia delle Grandi riviste Totò con Anna Magnani e tutto l'eccezionale complesso artistico, presenterà la nuovissima rivista di Michele Galdieri: «Quando meno te l'aspetti». Prenotazioni al numero 40-910.

«Il Messaggero», 23 dicembre 1940


1940 12 26 Il Messaggero Quando meno te l aspetti intro

Il Quattro Fontane s'è riaperto ieri con uno spettacolo divertente e festoso. Una nuova rivista di Michele Galdieri, nella quale lo spirito è felicemente alternato con motivi musicali e coreografici. Quando meno te l'aspttti appartiene al genere fortunato degli spettacoli di Galdieri. Numerosi quadri sono di natura parodistica e satirica, e da questo punto di vista sono certamente i più gustosi dello spettacolo. Allusioni abbastanza trasparenti ad avvenimenti del mondo cinematografico sono state accolte dal più vivo consenso del numeroso pubblico. Naturalmente anche in questa rivista non mancano i rituali sacrifici alla Signora dalle camelie; cosi come non manca il quadro d’ispirazione letteraria, con toni comico-morale-crepuscolari. Ma il tutto è sapientemente combinato, dosato e agitato prima dell'uso, cosi che il pubblico ha riso largamente s'è riempito gli occhi di luci e muliebri esibizioni e gli orecchi di allietanti musichette. Gaidieri ha il segreto di questo genere di riviste, di cui il motivo dominante è tratto dalla vita di ogni giorno osservata attraverso le lenti di un buon senso allegro e disinteressato Ed ecco perchè i quadri apertamente farseschi e parodistici sono più apprezzati dalla platea di quelli volutamente satirici e moraleggianti.

Totò in uno spettacolo che non si reggeva solo sulle sue spalle, ha avuto modo di mettere in miglior luce la sua personalità di mimo e di comico di gran razza. Il suo apparire è stato sempre salutato da ilarità istintiva, ogni sue mossa, anche le più classiche e stereotipate, è apparsa irresistibile. Anna Magnani, entrata festosamente in scena attraversando la platea, ha dominato numerosi quadri, ha ottenuto il più vivo successo personale. Ella ha recitato e cantato con finezza e brio, soprattutto ha spiegato il suo seducente estro parodistico.

Un ottimo complesso artistico ha fiancheggiato Totò e Anna Magnani. Vera Worth. Paola Orlova, Paola Paola. Minnie Eva, Castefiani. Merryfield Harry Fiest hanno cantato e danzalo a meraviglia. Lia Origoni, bruna e malinconica s'è fatta applaudire con le sue canzoni. Massimo Ungaretti è apparsa più volte sotto molteplici cesti; e nel finale — un'indovinata rievocazione di antiche operette — fu visto addirittura in tenuta d miliardario. Applausi a non finire agli interpreti all’autore. Da stasera avranno inizio repliche

Vice, «Il Messaggero», 26 dicembre 1940


1941 01 02 Tempo Quando meno te l aspetti intro

Tutto il meglio che c’era sulla piazza è stato preso da Galdieri per la nuova rivista «Quando meno te l’aspetti». Perfino troppo, nel senso che i numeri costringono l’autore a ridurre al minimo il testo. E il pubblico vuole dal fortunato Michele la satira, l’intreccio, la trovata base.

Totò e la Magnani sono il binomio clamoroso dello spettacolo. Totò è apparso in frac. Sono sicuro che ha accettato di entrare in questo lavoro per il frac. Tutta la sera egli è stato brillante e leggero. Non sapeva la parte secondo il solito tuttavia era contento di ritrovarsi sul palcoscenico, dopo la lunga cattività del cinema, come un’anitra nell’acqua, e inventava molte cose curiose: a un tratto si fece dare il copione dal suggeritore per rammentarsi una battuta. Questo straordinario individuo è minato dalla pigrizia.

Anna Magnani mi è sembrata perfino bellissima, elegantissima, eccetera. Parecchi parlavano bene di lei e io le avrei trovato volentieri qualche difetto. Invece mi piace il suo canto nebbioso, il suo « esse », le sue gambe uguali a quelle di Irene Dunne. Poi anche gli altri sono stati vivaci; prima di tutti Henry First e Mathea Mariefield diventati una istituzione del «Quattro Fontane». Lia Origoni canta molto bene ma troppo sul serio; Paola Paola è proprio una cara gallinella, appare in sogno con le penne ai giovani piuttosto sensuali; Castellani e la Orlova sono stati, diciamolo, valenti e bolognesi.

Molte richieste di bis. Il pubblico si è liquefatto per un buon quadro con una ventina di Margherite Gautier danzanti, commentato da quella romantica canzone che contamina la Traviata con un motivetto.

Nessuno insomma si è pentito dei prezzi in verità salati: e io non dovrei toccare questo tasto perchè ho avuto due biglietti gratis.

Mi pare che nel finale Galdieri abbia esposto con avarizia una sicura idea, anche da un punto di vista coreografico: il tempo visto attraverso le operette famosissime poteva permettere qualunque sorpresa scenica. Ma io sono esigente con Galdieri perchè egli è in grado di prepararci come nessun altro, nel suo campo, qualche cosa di inedito.

Zavattini (Cesare Zavattini), «Tempo», anno V, n.84, 2 gennaio 1941


AL QUATTRO FONTANE oggi, festa dell'Epifania, alle 17 e alle 21, due spettacoli con repliche della grande rivista «Quando meno te l'aspetti» di Michele Galdieri, con lo spassoso Totò, l'Anna Magnani, le ballerine di Gisa Geert e l'Orchestra Derewisky.

«Il Messaggero», 6 gennaio 1941


MEDIOLANUM. — La Compagnia Navarrini si congederà domani con due rappresentazioni della rivista Il mondo in camicia. Lunedi il teatro rimarrà chiuso. Martedì sera inizierà i suoi spettacoli la Compagnia di riviste Totò con Anna Magnani con una novità «Quando meno te l’aspetti», di Michele Galdieri.

«Corriere della Sera», 15 febbraio 1941


1941 02 19 Corriere della Sera Quando meno te l aspetti L

Oltre che autore di questa nuovissima rivista in due atti e moltissimi tempi. Michele Galdieri ne è stato il regista, e la sua mano abile si nota specialmente nei quadri a sapore parodistico legati alla gioconda vicenda; altrove la fantasia si. sbriglia liberamente, senz’altra norma che la varietà e senz’altro scopo che l'effetto. In tutti i casi il risultato d pienamente raggiunto, come hanno detto gli applausi del pubblico affollatissimo e gli innumerevoli bis. Totò, con la sua comicità istintiva e sempre efficace, ed Anna Magnani, con le sue qualità di attrice esperta e sicura, hanno divertito continuamente. Ma tutta l'esecuzione della numerosa e ben preparata Compagnia è stata ammirevole, e molti elementi si sono imposti, [...]

«Corriere della Sera», 19 febbraio 1941


1941 03 23 Quando meno te l aspetti intro

Domani sera esordirà al Vittorio Emanuele la Compagnia delle grandi riviste Totò che presenterà la nuova creazione di Michele Galdieri: «Quando meno te l'aspetti...» Si tratta dell'ultima rivista del noto e acclamato autore, che in altre città ha riportato un vivo successo. Della Compagnia Totò, oltre all'originalissimo comico, fanno parte Anna Magnani, Beatrice Dante, Mathea Merryfield, Eva Minnie, Lia Origoni, Paola Orlova, Paola Paola, Vera Worth, Gianni Caiafa, Mario Castellani, Harry Feist, Mario Luciani, Giuseppe Malnati, Massimo Ungaretti e sedici ballerine. Direttore d'orchestra il maestro Giuseppe Palomby. Le coreografie sono di Gisa Géert e i bozzetti delle scene e dei costumi sono stati creati da Mario Pompei. Le prenotazioni de' posti si ricevono presso il Salone a pianterreno de La Stampa.

1941 03 23 La Stampa Quando meno Intro

«La Stampa», 23 marzo 1941


1941 03 25 La Stampa Quando meno te l aspetti R2 L

C'è ancora chi crede che una rivista di Michele Galdieri non sia uno spettacolo di Grazia e di eleganza, umoristico e Brioso che allieta, che riposa, che rinfranca, che persino entusiasma? Noi crediamo di no, perché ora mai più e più volte questo intelligente e garbato autore offerto al pubblico lavori di non comune bellezza che esulano completamente dal consueto campo rivistaiolo per raggiungere i confini dell'arte che anche in questo settore può essere servita sol che si abbia, come Galdieri ha, il senso poetico del mestiere. 

Del resto, il pubblico conosce, ammira ed ama Galdieri per tale sua virtù, e ancora una prova caso ha dato ieri sera affollando il Vittorio Emanuele alla prima della nuova rivista Quando meno te l'aspetti cui ha decretato un successo pieno, entusiastico, clamoroso.

Meritatissimo successo, perché la rivista è da annoverarsi fra le più riuscite del Galdieri, fra quelle in cui il provetto autore ha saputo meglio profondere a piene mani tutto il ricco patrimonio della sua intelligenza e della sua collaudata bravura.

In una cornice scenica di raffinata eleganza si succedono con un crescendo rossiniano i numerosi quadri, in un vortice luminoso e policromo da girandole;  attraggono, abbagliano, ti esaltano. Framezzate a queste visioni di mirabolanti coreografie, le scenette argute, di un umorismo fine, con una patina caricaturale simile ad una spruzzatina d'oro punto.

E qui entra in campo Totò, l'eccellente comico e mimo, misurato pur nella scattante vivacità del gesto: comico espressivo ed esilarantissimo, mimo piroettante e dinoccolato:  un Totò che ci sembra di avere sempre conosciuto, ma che ora ci appare in una veste nuova, forse più consona alle innumerevoli qualità di autentico artista. Collodi creo Geppetto per fargli creare Pinocchio:  Galdieri ha congegnato una rivista per creare un nuovo Totò. E Totò nelle mani di Galdieri, è veramente Totò, come deve essere. Accanto a questi, Anna Magnani attrice, diciamo attrice, e cioè quel che occorreva al lato di un artista dello stampo di Totò:  elegante, avvenente, persuasiva, che può e Sa interpretare una poesia di Gozzano o una scenetta in cui persino a cantare toner a Grazia cosciente delle sue origini artistiche.[...] Aggiungasi a tutto questo le stilizzate e attraenti coreografie di Gisa Geert e i bellissimi e ricchi costumi ideati da Mario Pompei e ne risulta quello spettacolo perfetto e sfarzoso che il numerosissimo pubblico non si è stancato di acclamare, dimostrando così di essersi oltremodo divertito. Piacevoli le musiche lodevolmente eseguita dall'Orchestra accuratamente diretta dal maestro Palomby.

Alla fine dello spettacolo l'autore stato più volte evocato alla ribalta da entusiastiche ovazioni, unitamente agli interpreti principali. Quando meno te l'aspetti si replicherà sino a domenica. 

«La Stampa», 25 marzo 1941


1941 03 25 Gazzetta del Popolo Quando meno te l aspetti intro

Totò si presentò ieri sera al pubblico nel giubbetto e nei calzoni bianchi del Signor Bonasventura, desolato perchè i suoi molti milioni diventarono cartastraccia. Ma una pitonessa gli ridesta le speranze, dicendogli che la Fortuna viene quando uno meno se l’aspetta, e gli dona un quadrifoglio magico, che potrà appagare ogni suo desiderio. Cosi comincia una nuova serie di avventure, che ci guarderemo bene dal raccontare, anche perchè se la rivista di ieri non avesse portato in più d’un punto i segni dell’ingegno esperto di Michele Galdieri, la cosa avrebbe avuto scarsa importanza.

Il pubblico era venuto al teatro per Totò, soprattutto per ridere, e Totò lo accontentò in pieno. Non si può neppur accennare agli effetti della sua mimica, dei suoi ammiccamenti, alle sue smorfie e alle sue parodie. Da tutto egli sa togliere un argomento di riso, tanto buffi e impensati sono i suoi atteggiamenti. E perciò il pubblico (quanto, se la grande sala del « Vittorio » era zeppa!) si diverti molto e applaudì moltissimo. Giova il dire che Totò appare circondato da bravi compagni sicuri ed affiatati. Ricorderemo soltanto Anna Magnani, Lia Origoni, Mathea Merry filed, Paola Paola, il ballerino Feist e il fantasista Castellani. Molto elegante il balletto Gisa Geert; di buon gusto scenari e costumi, e ben scelte le musiche, da una melodia della « Traviata » a quelle modernissime. Lo spettacolo si ripete.

«La Gazzetta del Popolo», 25 marzo 1941


1941 03 29 Gazzetta del Popolo Quando meno te l aspetti intro

Desideroso di rendere in modo sempre più vasto ed utile la sua azione assistenziale per i combattenti, 11 Dopolavoro Provinciale ha sollecitato la fraterna collaborazione della Compagnia Totò e della Direzione del Teatro Vittorio Emanuele, che, con generosa adesione, hanno permesso al Dopolavoro Provinciale di organizzare un piacevole e divertente spettacolo per i feriti trasportabili, i convalescenti e i militari di stanza in città. Così oggi, alle ore 15.30, al Teatro Vittorio Emanuele, la Compagnia Totò offrirà a oltre 2000 soldati la sua applaudita interpretazione della rivista « Quando meno te l’aspetti » di Galdierl. Il Dopolavoro Provinciale è profondamente grato al capocomico Totò, ai suoi compagni d’arte e alla Direzione del Teatro Vittorio Emanuele per tale cordiale collaborazione, che attesta una volta di più l’intima solidarietà di tutti pel benessere, il riposo e la gioia dei nostri combattenti.

«La Gazzetta del Popolo», 29 marzo 1941


1941 03 30 Gazzetta del Popolo Quando meno te l aspetti intro

Oltre duemila camerati tn grigioverde hanno assistito ieri pomeriggio allo spettacolo offerto dalla Compagnia di Totó ai soldati. Le prime file di poltrone del Teatro Vittorio E anuele (che l’E.N.I.C. aveva gentilmente concesso) erano occupate da valorosi feriti; gli altri ordini di posti affollati da soldati del Presidio. Lo spettacolo, per il quale la Compagnia si è prestala gratuitamente e la gestione del locale aveva posto a disposizione personale e servizi, si è svolto con pieno gradimento dell’eccezionale pubblico che ha calorosamente applaudito gli artisti, e particolarmente Totò e Anna Magnani, ad ogni scena. Alla rappresentazione hanno assistito l’Ecc. il Prefetto, gli alti gradi militari e numerose autorità cittadine.

«La Gazzetta del Popolo», 30 marzo 1941


1941 03 29 Il Lavoro Quando meno te l aspetti intro

Lunedi sera alle ore 20.45 debutterà al Politeama Genovese la grande compagnia di riviste che agisce quest'anno con Totò e Anna Magnani. Il complesso artistico comprende i nomi di Gianni Caiafa, Mario Castellani, Beatrice Dante, Harry Feist, Mario Luciani, Anna Magnani, Giuseppe Malnati, Mattea Merryfield, Eva Minnie, Lia Origoni, Paola Orlowa, Paola Paola, Totò, Massimo Ungaretti, Vera Wort e le 80 danzatrici. La rivista è di Michele Galdieri: «Quando meno te l'aspetti». La compagnia è reduce dal successi di Roma e Milano. Alla biglietteria del Teatro sono aperte le prenotazioni.

«Il Lavoro», 29 marzo 1941


1941 04 01 Il Lavoro Quando meno te l aspetti intro

Applausi continui e richieste di bis, hanno decretato, ieri sera, il più schietto successo alla nuova rivista, in due tempi, di Michele Galdieri: «Quando meno te l'aspetti». Questa è una festosa scorribanda tra l’800 e il moderno; scene gustosissime, quadri di bell'effetto coreografico, danze esotiche e nostrane, canzoni sincopate e nostalgiche, appaiono e risuonano intelligentemente fuse dal fecondo autore che, anche questa volta, si è rivelato squisito ideatore. Anche in questa rivista — come in tutti i lavori di Galdieri — c'è dovizia di scene comiche, satiriche a allegoriche. Una gustosa parodia del cinema, del gagà e di «S. Giovanni decollato», hanno permesso a Totò di mettere in evidenza tutta la sua bravura e la sua particolarissima arte. Egli è stato veramente divertentissimo: le sue trovate, la sua inimitabile mimica, hanno trascinato il pubblico, a calorose ovazioni e alla più matte risate. 

Hanno diviso gli onori della ribalta tutti i suoi bravi collaboratori, tra i quali ricorderemo: Anna Magnani, gentile nel porgere il verso, fine nella dizione e nel canto; Mathea Merryfield, danzatrice di classe e stella deliziosa; Harry Feist, ballerino virtuoso e di eccezionale agilità; Minnie Eva, Lia Origoni, Paola Paola, Vera Wort, Paola Orlova, Gianni Caiafa, Mario Castellani, Dante Beatrice, Mario Luciani, Giuseppe Manati e Massimo Ungaretti. 

Un elogio particolare all’affiatato corpo di ballo, formato da una folta schiera di belle e sorridenti figliole. Scene gustose e ricchi i costumi. L’orchestra ha filato egregiamente sotto la direzione del maestro Giuseppe Palomby.

Il pubblico, numerosissimo, ha applaudito a piene mani facendo replicare per ben quattro volte il finale del secondo tempo. 

«Il Lavoro», 1 aprile 1941


1941 04 02 Il Lavoro Quando meno te l aspetti intro

Pubblico foltissimo ieri sera per la seconda rappresentazione della rivista di Michele Galdieri: «Quando meno te l'aspetti» che la Compagnia Totò ha presentato in modo encomiabile. Festeggiatissimi il Totò, la Magnani, la Merrifield, la Worth, Paola Paola; magnifici i quadri e i finali bissati e trissati. Spettacolo assai divertente e meritevole di essere veduto. Questa sera replica. Alla biglietteria del teatro continua la vendita dei posti numerati.

«Il Lavoro», 2 aprile 1941


1941 04 05 Il Lavoro Quando meno te l aspetti intro

Un nuovo successo ha ottenuto ieri sera Totò con la nuova rivista di Galdieri «Quando meno te l'aspetti»,che la sua brillante compagnia presenta in modo perfetto, il divertentissimo artista ha dispensato la più sana allegria, egregiamente assecondato da Anna Magnani e da tutti gli altri eccellenti attori. Oggi una sola rappresentazione; alle 20.45. Per domani sono in programma due spettacoli.

«Il Lavoro», 5 aprile 1941


1941 04 06 Il Lavoro Quando meno te l aspetti intro

Il successo dalla rivista di Galdieri aumenta ogni giorno. Seralmente molti applausi sono tributati a Totò, alla Magnani, alla Wort, alla Paola Paola, alla Merifield e alle 16 danzatrici della compagnia. Oggi due spettacoli; diurno alle ore 15,15, serale ore 20,45. Lunedi 8 e martedi 9, ultime due rappresentazioni.

«Il Lavoro», 6 aprile 1941


1941 04 07 Il Lavoro Quando meno te l aspetti intro

Ieri con due esauriti la grandiosa Compagnia di Rivista presentata da Totò ha registrato un trionfale succeaso. Applausi al dinamico Totò, alla Magnani, alla Marrifield, alla Paola, alla Wort, ad Harry Feist e alle 16 impeccabili danzatrici.

«Il Lavoro», 7 aprile 1941


Questa sera si concluderà il fortunato ciclo di rappresentazioni della Compagnia Totò, con la brillante e divertente, rivista «Quando meno te l'aspetti», di Michele Galdieri. Il grandioso successo ottenuto dalle recite precedenti fa prevedere, per quest'ultima, un teatrone. Questa sera verranno concesse riduzioni al dopolavoristi per i soli posti numerati.

Alla biglietteria del teatro sono aperte le prenotazioni del posti. Imminente un grandioso film di Sacha Gultry: Erano nove celibi.

«Il Lavoro», 8 aprile 1941


1941 05 02 Il Messaggero Quando meno te l aspetti

«Il Messaggero», 2 maggio 1941


1941 05 03 Il Messaggero Quando meno te l aspetti

«Il Messaggero», 3 maggio 1941


1941 05 13 Il Messaggero Quando meno te l aspetti

«Il Messaggero», 13 maggio 1941


1941 05 23 Gazzetta di Parma Quando meno te l aspetti intro

La grande Compagnia di riviste del noto comico Totò, nella sera di martedì 27 maggio, esordirà ai nostro Regio, con la nuovissima rivista «Quando meno te l’aspetti», in due tempi e 24 quadri. Questa grande compagnia, è attualmente quella che può aspirare a tale aggettivo, troppo facilmente usato in tutte le circostanze. Si tratta di un complesso di primo ordine, di cui fanno parte attrici ed attori già noti; ai grandi pubblici, ed un eccezionale accolita di giovanissime quanto brave danzatrici. Lo spettacolo è inquadrato da una brillantissima regìa, da costumi sfarzosi, ma sopratutto da originalità, brio, e da coreografie che ovunque hanno ottenuto un caloroso successo.

«Gazzetta di Parma», 23 maggio 1941


1941 05 24 Il Piccolo Quando meno te l aspetti intro

Finalmente la città di Alessandria avrà il piacere di ammirare la più grande Compagnia di Riviste che vi sia attualmente in Italia. Chi ha visto al Teatro Vittorio Emanuele di Torino o al Lirico di Milano la Compagnia di Riviste di Totò è rimasto sbalordito per la spettacolosa messa in scena e per il numero degli artisti e delle ballerine che vi prendono parte.

Basterebbe il finale della rivista, nella quale sfilano su di un ampio scalone tutti i personaggi in costume delle operette più in voga, accompagnati dai rispettivi motivi musicali delle operette stesse, per giustificare un successo enorme. Totò, che tutti hanno visto ed ammirato in vari filmi, è poi un comico esilarante che si impegna di divertire il pubblico per un paio d’ore.

Più di 600 costumi si vedono in questa colossale rivista alla quale partecipano 60 artisti. Basti dire che il costo della Compagnia per una sola sera di spettacolo (lunedì 22 giugno) è di lire 10.000. Se si aggiungono a tale cifra i diritti d’autore, d’erario, le spese di stampa e di teatro si arriva alle sedicimila lire.

Le prenotazoni s’inizieranno al botteghino del teatro sabato 31 corrente, alle ore 16. (Tel. 2374).

«Il Piccolo», 24 maggio 1941


1941 05 27 La Stampa Quando meno te l aspetti intro

E' annunciato per dopodomani sera giovedì il ritorno al Vittorio Emanuele della Compagnia di riviste «Totò», con Anna Magnani, che presenterà la seconda edizione della divertente rivista «Quando meno te l'aspetti...» di Michele Galdieri, recentemente applaudita allo stesso teatro. I nuovi quadri sono denominati: «Rumba a Villa Hermosa», «Vieni, vieni primavera», «Il mito di Narciso», «Celebri amanti», «Un tango dì Chopin» e «Campane '900». Dirigerà il maestro Giuseppe Palombi. La Compagnia «Totò» si tratterrà al Vittorio Emanuele solo fino a domenica prossima.

«Stampa Sera», 27 maggio 1941


1941 05 28 Gazzetta di Parma Quando meno te l aspetti intro

Un teatro gremito in ogni ordine di posti ha accolto molto cordialmente, e a certi momenti con entusiasmo, il ritorno a Parma di Totò, che non si vedeva da qualche tempo. Totò è sempre Totò: cioè, assieme a Macario, nella primissima linea della rivista italiana. E siccome Totò è sempre stato eccellente, si va lieti di non trovarlo cambiato; così allegro, originale, espansivo, con quelle celebri mosse, e la strisciatine di piedi, e la celebre bazza... Se Totò non poteva cambiare, in compenso è cambiata la cornice dei suoi attori, che non sono mai stati così bravi. Una lieta sorpresa è stata Anna Magnani; cosi elegante, intelligente, simpatica. Molto applauditi pure Paola Paola, il ballerino di cui ci sfugge il nome, e le ragazze viennesi del balletto.

«Gazzetta di Parma», 28 maggio 1941


1941 05 30 Quando meno te l aspetti intro

AL VITTORIO EMANUELE è ritornata ieri scra, per un breve corso di rappresentazioni straordinarie, la Compagnia «Totò» con Anna Magnani, che ha presentato la nuova edizione di «Quando meno te l'aspetti...», l'elegante e divertente rivista di Michele Galdieri, che or non è molto ottenne allo stesso teatro vivo successo e di cui parlammo ampiamente. Nei nuovi quadri (tra cui particolarmente graditi: «Rumba a Villa Hermosa », «Il mito di Narciso», «Celebri amanti» e «Un tango di Chopin») tutta la Compagnia venne calorosamente applaudita. Totò, come al solito, fu esilarantissimo anche in nuove macchiette, come assai divertente fu Anna Magnani e bravi il Castellani, la Paola, la Origoni, la Dante, l'Orlova e la Worth, per citare solo i principali elementi. Il successo si rinnovò, dunque, pienamente dinanzi a numeroso pubblico. La Compagnia «Totò» terminerà le sue rappresentazioni domenica sera.

«Stampa Sera», 30 maggio 1941


La Compagnia Magnani-Totò probabilmente non andrà più in Germania. Proseguirà il suo giro a tutto giugno e forse anche a metà luglio, poiché successivamente i due artisti principali dovranno sospendere la loro attività teatrale, essendo impegnati con la produzione cinematografica. Epifani formerà forse un gruppo di avanspettacolo.

«Film», 31 maggio 1941


1941 05 31 Il Giornale d Acqui Quando meno te l aspetti intro

Lunedi sera, 2 giugno, ad Alessandria si avrà a quel Teatro Municipale la grande Compagnia di Riviste «Totò», che è il più ricco complesso del genere che vi sia in Italia. Seicento costumi 60 Artisti, gran corpo di ballo tedesco ed una messa in scena strabiliante.

Per prenotazioni di posti telefonare al 23-74 (Teatro Municipale - Alessandria).

«Il Giornale d'Acqui», 31 maggio 1941


1941 06 07 Il Piccolo Quando meno te l aspetti intro

Eravamo nel vero scrivendo, nei pasato numero, che lo spettacolo di Totò avrebbe superato — come incasso — quello dell’Eiar, già straordinario ed eccezionale. Infatti si sono oltrepassate le 14.000 lire. Il teatro era gremito sino all'inverosimile. Tutto esaurito, non solo, ma si rimandarono oltre trecento richieste di poltrone.

Il che dimostra ancora una volta essere giusto quanto ha in animo di fare il Podestà a guerra finita, e cioè costruire un teatro per il popolo che ospiti almeno 3.000 persone. La cittadinanza gliene sarà gratissima poiché, attualmente — solo gli eletti — cioè i più solleciti e quelli che possono spendere, possono godersi gli spettacoli di eccezione. Quando invece sarà costruito il teatro di massa, tali spettacoli si potranno godere a metà prezzo e forse anche con meno.

Chiudiamo la parentesi e tornando a Totò, diremo che lo spettacolo grandioso è stato gustato ed apprezzato da tutti indistintamente per il lusso della messa in scena e per la valentìa sia dei vari artisti, sia del corpo di ballo. Totò è stato divertentissimo ed applaudito continuamente dalla prima all'ultima battuta. E' un vero grande comico.

Con questa rappresentazione si è chiuso il ciclo delle rappresentazioni per l'anno 1940-41. Passati i mesi di caldura, dopo, cioè, il Concorso nazionale per l'avviamento alla lirica che l'O. N. D. ha fissato a questo teatro Municipale nei primi di settembre, si aprirà il corso delle rappresentazioni per l'anno 1941-42.

A novembre si avrà, a cura del Comune — attraverso l'impresa Bergamini —, lo spettacolo ufficiale di lirica con «Forza del destino» e «Amica» con il ballo «La fata delle bambole».

«Il Piccolo», 7 giugno 1941


La Compagnia Totò-Magnani ha debuttato al Brancaccio di Roma con doppio programma teatrale. In sostituzione della signora Anna Magnani, che ha dichiarato di non poter fare i due spettacoli per ragioni di salute, ritenendoli troppo gravosi, ho debuttato Maria Donati. Comunque, mentre ancora si discuteva la cosa, il teatro è stato costretto a rimanere chiuso durante lo spettacolo diurno del giorno di debutto, mentre circa tremila persone facevano ressa alla porta.

Capr., «Film», 21 giugno 1941


E' imminente l'inizio delle prove della nuova grande formazione organizzata dall'avvocato Riboldi, con Anna Magnani e Totò (che ritornano cosi agli «antichi amori» in un felicissimo binomio). L’elenco artistico è ancora suscettibile di qualche variazione, ma si danno per certi i nomi di Mario Castellani e di Paola Orlova, nonché di Luisella Broggi. Riboldi si è assicurato il Balletto Carise.

«Film», 17 gennaio 1942


1941 11 27 Tempo intro

Ci ricordavamo di lui quella sera, dopo averlo visto traversare il palcoscenico del Valle quasi per il suggerimento di un’ipnosi, o volteggiare con un'aria estatica e svagata intorno alla figura vampiresca della Magnani, come il simbolo vivente di un’antichissima vocazione comica.

1941 11 27 Tempo f1La malinconia di Totò è bene evidente quando raffigura i tipi spiritualmente poveri, coloro che si sono sperduti lungo il corso degli anni.

1941 11 27 Tempo f1Una mossetta caratteristica di Totò, che desta l'ilarità anche in coloro che l’hanno vista cento, mille volte: il passo di valzer a piè fermo.

1941 11 27 Tempo f3Totò ha raccontato una delle sue popolari barzellette ad Anna Magnani ed ora danza, mentre il Maestro attacca una musichetta leggera...

1941 11 27 Tempo f4Totò «in borghese» studia la rivista: è il Marchese Antonio De Curtis che prepara le battute, le storielle, gli atteggiamenti che poi come Totò dovrà rifare sulla scena davanti a mille persone.

1941 11 27 Tempo f5Eccolo mentre prova: è esterrefatto per il colpo di grancassa che lo ha sorpreso mentre si preparava a danzare ed è rimasto inchiodato come per incanto. Sarà la cornetta che infine lo libererà.

1941 11 27 Tempo f6E’ tornato nuovamente nella vita privata: il viso un po' fantomatico di Totò ha una moDifyà di espressione che forse talvolta sorprende e imbarazza anche il suo stesso impeccabile proprietario

1941 11 27 Tempo f7Pare un ragazzo romantico, il pittore di Bohème: questa volta i suoi occhi hanno perso lo sguardo sconsolato e ridono senza ironia, senza rimpianti.

1941 11 27 Tempo f8Totò quando sì trucca prova nuove espressioni, pare qualche volta che egli voglia divertire o spaventare se stesso, pare voglia cercare un altro Totò. 

1941 11 27 Tempo f0Totò in una delle sue più popolari macchiette, quella del «gagà». Qualcuno rìde quando lui sì presenta, ma Totò non crea queste caricature per divertire leggermente il pubblico, ma per fissare con acuto senso di ironìa quelle osservazioni sull’umanità che egli vien facendo fuori del teatro, a contatto con la vita di tutti.

1941 11 27 Tempo f9Una maschera che ricorda quelle del teatro antico, una maschera forte, terribile che Totò anima con mille espressioni mutevoli e rapidissime. 

Aldo Paladini, «Tempo», anno V, n.130, 27 novembre 1941



Galleria fotografica


Ricostruzione delle rappresentazioni della rivista nelle varie città italiane


TITOLO DELL'OPERATAPPE

Quando meno te l'aspetti

Rivista in due tempi di Michele Galdieri

Compagnia Grandi Riviste di Totò

Roma, Teatro Quattro Fontane, 25 dicembre 1940 - 2 febbraio 1941

Milano, Teatro Mediolanum, 18 febbraio - 9 marzo 1941

Milano, Teatro Lirico, 10-23 marzo 1941

Torino, Teatro V. Emanuele, 24-30 marzo 1941

Genova, Politeama Genovese, 31 marzo - 8 aprile 1941

Roma, Teatro Valle, 30 aprile - 3 maggio 1941

Roma, Teatro Delle Vittorie, 30 aprile - 13-18 maggio 1941

Parma, Teatro Regio, 27 maggio 1941

Torino, Teatro V. Emanuele, 29-30 maggio 1941


Riferimenti e bibliografie:

  • "Quisquiglie e Pinzellacchere" (Goffredo Fofi) - Savelli Editori, 1976 - «Il ritto è successo a San Babila», «La boxe quotidiana», «La danza di Narciso», «Il Gazi e la Signora», pp. 115-127.
  • "I film di Totò, 1930-1945: l'estro funambolo e l'ameno spettro" (Alberto Anile), Le Mani-Microart'S, 1997
  • "Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
  • "I grandi comici", «Totò-Buona-ventura», «Totò-Gagà», «Totò-Pinocchio», pp. 23-39;
  • "Totò partenopeo e parte napoletano", (Associazione Antonio de Curtis), Marsilio Editore 1999
  • Una 'prima' senza gerarchi, ovvero il doppio gioco di Totò - Mercutio (Vincenzo Talarico) «Star», 12 agosto 1944
  • Aldo Paladini, «Tempo», 27 novembre 1940
  • "Anna Magnani" (Matilde Hochkofler e Luca Magnani), Bompiani/RCS Libri, 2013
  • Le foto e testi dell'articolo "Totò cantante: discografia e incisioni per la Columbia" sono di proprietà di Corrado Vitelli. © Vietata la riproduzione, anche parziale.

Rassegna stampa dai quotidiani:

  • La Stampa
  • Corriere della Sera
  • Corriere d'Informazione
  • Il Messaggero
  • L'Impero d'Italia