Gli amanti latini

(Episodio: Amore e morte)

E non ti può salvare neanche Perry Mason. Quelle sono sentenze... sentenze! O si o no, o positivo o negativo, il dilemma è bicornuto: lei com'è?...

Rag. Antonio Gargiullo

Inizio riprese: marzo 1965 Stabilimenti De Paolis, Roma
Autorizzazione censura e distribuzione: 6 agosto 1965 - Incasso lire 371.136.000 - Spettatori 1.407.000


Titolo originale Gli amanti latini - Ep. Amore e morte
Paese Italia - Anno 1965 - Durata 95 min - B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Mario Costa - Soggetto Bruno Corbucci, Ugo Liberatore, Giovanni Grimaldi - Sceneggiatura Fulvio Gicca Palli, Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi - Produttore Euro International Film - Distribuzione (Italia) Euro International Film - Fotografia Alberto Fusi - Montaggio Giammaria Messeri - Musiche Carlo Savina - Scenografia Arrigo Equini


Totò: Rag. Antonio Gargiullo (ep. Amore e morte) - Franco Franchi: Franco - Ciccio Ingrassia - Francesco Mulè - Toni Ucci: Augusto (ep. La grande conquista) - Aldo Giuffrè: Arminio (ep. Il telefono consolatore) - Gisella Sofio: Beata (ep. Il telefono consolatore) - Vittorio Congia: Maurizio (ep. La grande conquista) - Eva Gioia: Elizabeth (ep. La grande conquista) - Armando Bandini - Gina Rovere - Alicia Brandet: Ursula (ep. La grande conquista) - Luigi Tosi - Enzo Garinei: Fifì (ep. L'irreparabile) - Mario Castellani: Gaiza, l'uomo nella sala d'attesa dell'ospedale (ep. Amore e morte) - Michele Malaspina - Carlo Sposito - Annie Gorassini - Gara Granda: Carmelina (ep. Il telefono consolatore) - Nino Marchetti: Riccardo (ep. Il telefono consolatore) - Pietro Tordi - Antonio De Teffè - Nino Puglisi: Saro (ep. L'irreparabile)


Gli_amanti_latiniSoggetto 

Gli amanti latini è un film del 1965 diretto da Mario Costa. È diviso in cinque episodi: La grande conquista, Il telefono consolatore, L'irreparabile, Amore e morte, Gli amanti latini. 

La grande conquista

Partito il marito per affari, una americana bellissima invita un suo corteggiatore nella sua stanza per una notte d'amore. Al mattino il corteggiatore si risveglia accanto ad una ragazza bruttissima e brufolosa; l'americana ha sedotto il corteggiatore solo per risolvere i problemi sessuali e di pelle della cugina degradando il corteggiatore allo stato di pomata per brufoli. 

Il telefono consolatore

Aldo Giuffré non riesce a consumare la prima notte di nozze poiché la moglie non ha avuto una adeguata educazione sessuale. Disperato Giuffré chiede aiuto a Gisella Sofio, direttrice del telefono consolatore che cerca di calmare la sposina. Ogni tentativo fallisce fin quando Giuffrè e Sofio suscitano la gelosia della sposina simulando un approccio sessuale. Riconciliati gli sposini, la Sofio abbandona il voto di castità ed invita a casa propria un suo collaboratore, segretamente innamorato di lei. 

L'irreparabile

Saro ha organizzato la fuitina con la sua fidanzata ma scopre che non è illibata. Saro rifiuta il matrimonio riparatore ma, essendo la ragazza minorenne, viene trascinato in commissariato; così, per evitare una denuncia per diffamazione e violenza carnale, Saro è costretto a sposare la ragazza diventando cornuto prima delle nozze. 

Amore e morte

L'episodio (interpretato da Totò) racconta di un uomo che, recatosi all'ospedale per ritirare delle analisi, decide di scambiare le sue con quelle di un malato terminale (Castellani) e approfitta di questo per abbandonare casa, moglie e lavoro ed assaporare la dolce vita con i soldi della colletta organizzata dai colleghi. 

Gli amanti latini

Ogni anno al ritorno dalle vacanze Ciccio racconta agli amici del paesello le sue numerose avventure galanti. Spinto da questi racconti Franco va a trovare l'amico Ciccio in vacanza a Taormina. Ciccio non è contento della visita perché teme che Franco scopra che le sue avventure sono inventate mentre Franco è deluso perché dopo tre giorni né lui né Ciccio hanno conquistato una ragazza. Franco riceve un richiamo da Ciccio sulla sua mancanza di audacia e litigano. Nel frattempo una ragazza tedesca deve porre fine in anticipo la sua vacanza avendo terminato i soldi. Franco si offre di pagare una settimana di albergo in cambio di una notte d'amore. La ragazza accetta e fa salire Franco in camera propria. Ciccio è indispettito perché l'amico è riuscito dove lui ha fallito e, costretto Franco a confessare l'accordo, propone lo stesso accordo alla ragazza. La ragazza anche questa volta accetta ma una volta salita in camera e preso i soldi da Ciccio lo ricatta minacciando una denuncia per violenza carnale. Ciccio torna in camera sua con le pive nel sacco ma la mattina dopo racconta a Franco di una fantastica notte d'amore selvaggio. Franco allora confessa di essere stato ricattato anch'esso e costringe Ciccio a confessare il ricatto. I due amici fanno pace e ritornano al loro paese dove si vanteranno di essere amanti latini raccontando la versione di Ciccio perché, come dice Ciccio: «Nell'amore quello che conta è quello che si dice non quello che si fa.» 

Critica e curiosità

Ancora un film a episodi, quello interpretato da Totò è il quarto, l'ultimo (quello del posto d'onore) tocca alla coppia Franco e Ciccio.

"I film di Totò, 1946-1967: La maschera tradita" (Alberto Anile) - Le Mani-Microart'S, 1998


Così la stampa dell'epoca

Squallido sottoprodotto in cinque episodi di quelli che vorrebbero far ridere, ma che destano nello spettatore sul momento una tetra noia e poi, in sede di ripensamento, una profonda tristezza. Totò appare nel quarto episodio, il meno peggio [...].

Vice, «L'Unità» 1965


Gli amanti latini è uno del vari episodi che il regista Mario Costa ha cucito assieme sul solito tema dell'erotismo spicciolo ed epidermico. E' evidente che non si è proposto un'acuta e spiritosa demistificazione del latin lover; nè poteva proporselo, avendo nel cast personaggi come Franchi e Ingrassia. I due unici brani che si sollevano un palmo ai di sopra della mediocrità sono quelli interpretati da Totò e Gisella Sofio. il resto è silenzio.

«Corriere della Sera», 11 settembre 1965


1965 09 12 Corriere della Sera Gli amanti latini intro

E' il solito filmetto intessuto di belle ragazze particolarmente generose nel mostrare al pubblico le loro più recondite grazie. Accanto a queste ninfette dello schermo si agitano, con dubbio gusto, i soliti Franchi e Ingrassia le cui smorfie, ormai, non riescono più neppure a far sorridere. Il compito di risollevare le sorti della pellicola se lo assumono Totò e Gisella Sofio: e, in verità, alcune battute sono se non proprio da antologia deirumorismo, almeno originali.

«Corriere dell'Informazione», 12 settembre 1965



I documenti

Cosa ne pensa il pubblico...


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I commenti degli utenti, dal sito www.davinotti.com

  • Mediocre divertimento (poco dello spettatore, invero) sul tema del gallismo nazionale, per lo più affidato a sottotenenti del nostro cinema comico e che infatti si riscatta solo nel segmento di Totò, cui basta il fidato Castellani per far schiantare sebbene riproponendo un canovaccio collaudato. Franco e Ciccio sottoutilizzati. C'è anche Anthony Steffen momentaneamente sces da cavallo
    I gusti di Il Gobbo (Gangster - Poliziesco - Western)

  • Cinque scarsi episodi. "La grande conquista" (*): Ucci in versione playboy che prenderà una cantonata. Anche lo spettatore, però; "Il telefono consolatore" (*): la Sofio in versione sexy è la sola cosa buona del segmento; "L'irreparabile" (*): Puglisi alle prese con una faccenda sicula (moglie illibata o no?), ma è noiosa; "Amore e morte" (*!): Totò salva la baracca con l'innata verve, ma la storia è micidiale; "Gli amanti latini" (*!): segmento "spiaggesco" che dà il nome al film. Regge per Franco e Ciccio, ma c'è fiacchezza. Buona la OST.
    I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

  • Tipica commedia all'italiana a episodi interpretata da uno stuolo di divi nostrani tutti, o quasi, non proprio in forma olimpionica. A parte Toni Ucci e Vittorio Congia nel primo episodio e Totò nel successivo "Amore e Morte", il resto del cast è deludente. Forse è colpa di un copione mediocre, ma anche loro appaiono distratti, svogliati. In poche parole una pellicola abbastanza anonima e deludente.
    I gusti di Lovejoy (Comico - Horror - Western)

  • Episodi tutti senza una vera sceneggiatura ravvivati dalla presenza di attori simpatici e dagli innati tempi comici. L'episodio migliore è senza dubbio quello di Totò, che porta il film a buoni livelli; anche Franchi e Ingrassia se la cavano, il resto fa sorridere senza essere eccezionale. *** solo per la presenza di Totò.
    I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

  • Quattro episodi, più o meno passabili, incentrati sulla caricatura del gallismo italico più uno, quello con Totò, che può essere considerato un vero gioiello recitativo. Totò, in 20 minuti circa di film e in sole quattro scene di impianto teatrale, fornisce una prova eccezionalmente ricca del suo magistero interpretativo che affonda le radici nell'esperienza del teatro dell’arte, nel verismo di tanto suo cinema, in una spontanea spinta al surreale a nella sua innata morfologia clownesca. Con un pizzico in più di irriverente cinismo. Un piccolo classico.
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'irresistibile scena di Totò e Castellani nel laboratorio analisi recupera e rende attuale la scena, ormai classica, del Wagon Lit di Totò a colori.
    I gusti di Graf (Commedia - Poliziesco - Thriller)

  • Fiacco film a episodi dove non basta un buon cast e la discreta verve di alcuni dei protagonisti a ottenere un risultato soddisfacente. Il più divertente a mio avviso è quello con Giuffrè, mentre Totò rimane sui suoi cliché con il buon Castellani e Franchi e Ingrassia sono meno esplosivi del solito. Inversamente proporzionale alla bellezza la capacità di recitare delle varie "bellone" presenti.
    I gusti di Manfrin (Giallo - Poliziesco - Thriller)

  • Film composto da cinque episodi. Il protagonista del quarto episodio (Amore e morte) è uno scatenato Totò che dà vita con Mario Castellani a un irresistibile duetto (ricorda quello di Totò a colori) e che, alla fine dell'episodio, si permette addirittura di citare una scena de La noia di Damiano Damiani. Gli altri episodi non raggiungono nemmeno lontanamente i livelli di quello con Totò ma sono divertenti e ben recitati.
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'episodio con Totò.
    I gusti di Edo (Comico - Commedia - Drammatico)

Foto di scena, video e immagini dal set


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Le incongruenze

  1. In spiaggia. Equivocando,Carletto Sposito immagina che Saro (Puglisi) sia omosessuale, e Fifi (Enzo Garinei) lo persuade del contrario dicendogli (28'06'') "Ma che sei pazzo? Saro è uno dei nostri! Un ragazzo di vita!" . Cioè,nell'accezione esatta della locuzione pasoliniana,esattamente un prostituto omosessuale.
  2. Sulla spiaggia. Una virago costringe Lucia (Modio) a separarsi dal suo spasimante (Puglisi): la ragazza se ne va contrariata,dicendo (29'49'') "Sì,nonna". Ma a 30'05'' Garinei,rivolto a Carletto Sposito ed alla presenza di Puglisi dice: "E' la madre della sua fidanzata" senza che qualcuno lo smentisca; infatti,a 32'10'',in un ulteriore shot, Lucia si rivolgerà alla donna chiamandola "Mamma".
  3. 30'49'' Puglisi punta il binocolo in direzione delle finestre della sua fidanzata Lucia. Nuovo ciak,stesso tempo,inquadratura nella classica mascherina nera simulante il campo visivo del binocolo: la ragazza s'affaccia alla finestra e fa ciao con la mano,ma guarda in tutt'altra direzione.
  4. Sulla spiaggia. Frammento del dialogo tra Enzo Garinei e Carletto Sposito (che non battono chiodo) a proposito di donne. 29'02'' "Comunque la mentalità delle nostre ragazze è ristretta,chiusa" "Sì. Mentre con gli stranieri ce l'hanno aperta...e non solo la mentalità". Neanche nei pornazzi degli anni '80.
  5. 31'26'' Puglisi organizza la "fuitina": "Stanotte io aspetto Lucia sotto il suo portone con la mia spider". Nuovo ciak,31'27'': Puglisi arriva con una Giulietta sprint,cioè con una coupé.
  6. 67'42'' Primo piano d'una cartolina indirizzata a Franco Franchi. Il testo: "caro Franco,vieni a Taormina quì le "fimmene" si sprecano! ecc." "Qui" va scritto senza accento.
  7. 67'44'' Inquadrata una spiaggia: cabine,stabilimento,palme,barche,bagnanti ecc. Franchi scende in spiaggia,quindi deve essere Taormina (Ciccio l'ha invitato a raggiungerlo lì),ed il fatto verrà confermato a 74'37'' da una frase della tedesca Brigitte (Tanya Beryl: !!) : "Qui a Taormina è meraviglioso".Ma quella del film è una spiaggia (finta...) di sabbia,mentre come chiunque sa Mazzarò è una spiaggia di ciottoli.
  8. Tutte le riprese "balneari" del film sono state girate nei teatri di posa della INCIR-De Paolis: la spiaggia è clamorosamente posticcia,il mare non si vede mai ed il "cielo" è un monotono fondale lattiginoso ed immutabile.
  9. 79'28'' In albergo. Franco Franchi a Ciccio Ingrassia,invidioso per la conquista d'una tedesca: "E poi per certe cose non ci vuole la laurea: io sono un LATRIN lover!"

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Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.

1967 Gli amanti 01

1967 Gli amanti 02

Episodio "LA GRANDE CONQUISTA" La pensione dove Augusto (Ucci) ha un appuntamento amoroso con Ursula (Brandet) si trova in Lungomare Paolo Toscanelli 70 al Lido di Ostia (Roma)

1967 Gli amanti 01

1967 Gli amanti 01

Episodio "IL TELEFONO CONSOLATORE" Il palazzo dove avviene la presentazione del servizio "Telefono consolatore" è la sede dell'INPS in viale dell'Agricoltura a Roma. Qui è ripreso dal cortile interno

1967 Gli amanti 01

1967 Gli amanti 01

Episodio "AMORE E MORTE" L'istituto dove Antonio Gargiulo (Totò) ritira l'esito di un esame istologico era probabilmente una vera sede dell'INAM (Istituto nazionale per l'assicurazione contro le malattie), situato in Via di San Tommaso D'Aquino 69 a Roma. Oggi ospita una ASL. Grazie a Ernesto per avermi indirizzato nella zona giusta dopo aver riconosciuto il manifesto di un negozio del quartiere, "Ottica Foto Cine Emidio Frattura", che si trovava nella poco distante Via Cipro


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Riferimenti e bibliografie:

  • "Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
  • "Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
  • "I film di Totò, 1946-1967: La maschera tradita" (Alberto Anile) - Le Mani-Microart'S, 1998