Delia Scala: «mi tocca debuttare tutte le settimane»

Il trionfo televisivo di Canzonissima

Mi tocca debuttare tutte le settimane


Nel pieno del successo di Canzonissima, Delia Scala racconta la fatica della televisione italiana, il varietà del Teatro Sistina, Garinei e Giovannini, la nascita della soubrette moderna, Cinecittà, i ritmi estenuanti della Rai e il nuovo trionfo popolare conquistato tra danza, rivista e cinema musicale.


Così dice Delia Scala parlando della sua faticosa esperienza a “Canzonissima”; le fatiche sono state però ripagate da un accresciuto favore del pubblico e dei produttori nei suoi confronti

Roma, dicembre

«Lei non mi crederà», dice Delia Scala mentre, ancora con il boccone in bocca, sta formando un numero di telefono, «ma in questi giorni sono tanto occupata che non riesco a trovare il tempo per nulla. Dovrei tagliarmi i capelli, pensare ai regali di Natale, farmi le unghie, provare dei vestiti. Ho un bisogno urgente di un paio di mocassini, di quelli col mezzo tacco, che mi riposano tanto dopo il ballo. Ebbene...».

Delia Scala fotografata durante il periodo di Canzonissima pubblicato su «Tempo» nel gennaio 1960

Il numero che l’attrice ha formato risponde; Delia fa cenno, dilatando gli occhi e facendo scorrere le pupille da sinistra a destra, di sedermi, e si mette a parlare in fretta, nervosamente. Appena ha finito resta un po’ soprappensiero, con la fronte corrugata, poi lo sguardo le cade su di me e mi fissa incuriosita.

Delia Scala nei camerini della televisione italiana durante le prove di Canzonissima

La vita di Delia Scala è ormai dominata dai ritmi frenetici della televisione. Le prove di Canzonissima, i balletti, le registrazioni e le continue apparizioni pubbliche l’hanno trasformata nella protagonista assoluta del varietà italiano.

L’attrice racconta che preparare ogni puntata equivale a debuttare continuamente davanti a milioni di spettatori. Ogni settimana bisogna inventare nuovi balletti, imparare battute, provare canzoni e costruire personaggi sempre diversi.

Delia Scala durante una prova televisiva di Canzonissima nel 1960

Le giornate iniziano nel pomeriggio negli studi Rai di via Teulada e terminano a notte fonda. Dodici ore consecutive di prove, movimenti, ripetizioni e registrazioni che mettono a dura prova anche un fisico resistente come quello della soubrette milanese.

Delia ammette che talvolta la tensione nervosa diventa insopportabile. Dopo una lunga serie di prove consecutive di un balletto, racconta di essere scoppiata in lacrime per l’esaurimento.

Ma il successo ottenuto grazie alla televisione compensa ogni sacrificio. Il pubblico si è moltiplicato enormemente e i produttori cinematografici fanno a gara per assicurarsi la sua presenza nei film più importanti del momento.

Nonostante le offerte economiche sempre più alte, Delia Scala resta fedele a Garinei e Giovannini, i due autori che hanno creduto in lei fin dagli esordi teatrali della metà degli anni Cinquanta.

Delia Scala protagonista del varietà italiano in una fotografia pubblicata da «Tempo» nel 1960

Con loro ha contribuito a creare una figura nuova di soubrette: moderna, ironica, sportiva, spontanea e lontana dagli stereotipi tradizionali del varietà classico.

Garinei e Giovannini costruiscono spettacoli su misura per lei, valorizzando la sua simpatia naturale e la sua personalità energica. In cambio Delia porta al successo i loro spettacoli teatrali e televisivi.

La stessa attrice ricorda con divertimento i primi tempi della collaborazione, quando fu costretta perfino a cantare pur non avendo una voce particolarmente educata. Decise allora di interpretare le canzoni con assoluta spontaneità, quasi come se stesse cantando da sola nel bagno di casa.

Primo piano di Delia Scala nel periodo del grande successo televisivo del 1960

Il rapporto tra Delia e i due autori è diventato quasi familiare. Tra scherzi, discussioni e affetto reciproco, il loro sodalizio artistico appare destinato a durare ancora a lungo, soprattutto dopo il trasferimento stabile al Teatro Sistina di Roma.

A. D., «Tempo», anno XXII, n.1, 5 gennaio 1960 - Foto di Federico Garolla


Logo storico del settimanale «Tempo» del 5 gennaio 1960
A. D., «Tempo», anno XXII, n.1, 5 gennaio 1960 - Foto di Federico Garolla

Autore delle fotografie: Federico Garolla
Fonte originale: A. D., «Tempo», anno XXII, n.1, 5 gennaio 1960
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🎭 Conclusioni

L’articolo pubblicato da «Tempo» nel gennaio 1960 racconta il momento decisivo della carriera di Delia Scala, ormai consacrata come simbolo del varietà televisivo italiano. Tra le prove estenuanti di Canzonissima, il lavoro con Garinei e Giovannini, la popolarità conquistata in Rai e il successo al Teatro Sistina, emerge il ritratto di una artista moderna e instancabile che contribuì a trasformare la figura della soubrette italiana negli anni del boom economico e della grande televisione nazionale.