Domenico Modugno — L'urlo del cantastorie blu travolge sospiri e mandolini

La rivoluzione di Volare conquista il mondo

L urlo del cantastorie


Domenico Modugno, reduce dal trionfo mondiale di Nel blu dipinto di blu, viene raccontato da «Domenica del Corriere» come un personaggio sospeso tra realtà e leggenda. Dalla Puglia al Festival di Sanremo, dai racconti inventati sulla Sicilia al successo negli Stati Uniti, emerge il ritratto di un artista capace di trasformare fantasia, canzone d’autore e spettacolo in un fenomeno internazionale.


Nel personaggio Modugno si mescolano la leggenda ch’egli stesso ha inventato e la viva realtà di un temperamento bizzarro e genuino

Milano, settembre

Adesso che è diventato una vedette internazionale, Domenico Modugno sembra quasi appartenere più al mito che alla cronaca. Attorno alla sua figura convivono infatti realtà e invenzione, episodi autentici e racconti fantasiosi costruiti dallo stesso artista nel corso degli anni.

Per molto tempo Mimmo raccontò di essere nato a Liveli, immaginario paesino della provincia di Messina, e di avere trascorso l'infanzia tra pescatori, asinelli e cortili siciliani. La verità era diversa: Modugno era nato a Polignano a Mare, in provincia di Bari, il 9 gennaio 1928, ed era cresciuto a San Pietro Vernotico.

Tuttavia, proprio quella capacità di mescolare realtà e fantasia contribuì a costruire il personaggio del cantastorie che avrebbe conquistato prima l'Italia e poi il mondo.

Domenico Modugno fotografato durante il periodo del successo di Nel blu dipinto di blu pubblicato su «Domenica del Corriere» nel 1958Domenico Modugno nel periodo del trionfo internazionale di Nel blu dipinto di blu, la canzone che rivoluzionò la musica italiana.

Un cantastorie difficile da intervistare

Chi ebbe occasione di incontrarlo negli anni precedenti alla fama lo ricorda come un giovane dalla barba incolta, con la chitarra sotto il braccio e una straordinaria capacità di raccontare storie. Bastava una domanda per dare inizio a un torrente di parole fatto di pescatori di pesce spada, donne ricce, asinelli e paesaggi siciliani spesso più immaginati che vissuti.

Era difficile distinguere dove terminasse la sincerità e iniziasse la costruzione narrativa. Modugno sembrava vivere dentro una continua rappresentazione di sé stesso, alimentata da fantasia, ironia e istinto.

Persino suo padre, infastidito dalle numerose invenzioni giornalistiche nate dalle dichiarazioni del figlio, fu costretto a intervenire pubblicamente per precisare alcuni aspetti della sua biografia.

Gli anni romani

Trasferitosi a Roma, Mimmo divise la propria attività tra musica e recitazione. Frequentò il Centro Sperimentale di Cinematografia, interpretò piccoli ruoli e continuò a comporre canzoni, convinto che il successo sarebbe arrivato prima o poi.

Gli inizi furono tutt'altro che facili. Il mondo della canzone era competitivo e il cinema italiano attraversava un periodo complesso. Modugno comprese che doveva attendere il momento giusto, perfezionando intanto il proprio stile artistico.

Le sue prime composizioni in dialetto siciliano ottennero una certa notorietà anche all'estero, soprattutto nei locali artistici di Parigi, dove il pubblico rimaneva affascinato da quel linguaggio musicale così originale.

Da Musetto a Lazzarella

Il primo tentativo importante arrivò al Festival di Sanremo con Musetto. Il risultato non fu quello sperato, ma bastò per attirare l'attenzione degli addetti ai lavori.

Successivamente Modugno partecipò al Festival della Canzone Napoletana con Lazzarella, canzone che suscitò discussioni e polemiche. Alcuni puristi contestavano perfino il significato attribuito alla parola che dava il titolo al brano.

Nonostante tutto, il successo fu notevole e confermò che il cantautore pugliese possedeva ormai una voce artistica personale e riconoscibile.

Il trionfo di Volare

La svolta definitiva arrivò con Nel blu dipinto di blu. Alla vigilia del Festival di Sanremo del 1958, molti osservatori guardavano con scetticismo quelle parole giudicate strane e poco convenzionali.

Modugno, affiancato dal giovane Johnny Dorelli, riuscì invece a travolgere ogni previsione. La canzone vinse il Festival e diventò immediatamente il simbolo della nuova musica italiana.

Con il celebre gesto delle braccia aperte verso il cielo, Mimmo propose un modo completamente diverso di interpretare la canzone. Non più il cantante statico e sentimentale della tradizione, ma un artista che recitava, viveva e teatralizzava ogni parola.

Franca Gandolfi e la vita privata

Dopo il successo sanremese, l'attenzione del pubblico si spostò inevitabilmente anche sulla vita privata dell'artista. Il matrimonio con Franca Gandolfi, celebrato nel 1955, attraversò momenti complessi e una temporanea separazione legale.

La riconciliazione avvenne poco dopo e la coppia tornò a vivere insieme. In quel periodo Franca si allontanò progressivamente dalle scene per dedicarsi alla famiglia, mentre Modugno vedeva crescere la propria popolarità in maniera vertiginosa.

L'America ai suoi piedi

Il successo non si fermò ai confini italiani. Invitato negli Stati Uniti, Modugno conquistò il pubblico americano con apparizioni televisive e concerti che ottennero risultati straordinari.

La sua immagine di artista mediterraneo, imprevedibile e passionale rappresentava un'Italia diversa da quella stereotipata dei mandolini e delle serenate. Gli americani scoprirono così una nuova modernità musicale italiana.

Secondo molti osservatori, il terreno era stato preparato da Renato Carosone, ma fu proprio Modugno a compiere il salto definitivo verso la dimensione internazionale.

Con Volare, il cantastorie pugliese riuscì infatti a trasformare una canzone italiana in un fenomeno mondiale.

Giovanni Turco, «Domenica del Corriere», anno LX, n.37, 14 settembre 1958


Logo storico del settimanale «Domenica del Corriere» pubblicato nel 1958
Giovanni Turco, «Domenica del Corriere», anno LX, n.37, 14 settembre 1958

Autore delle fotografie: non identificato
Fonte originale: Giovanni Turco, «Domenica del Corriere», anno LX, n.37, 14 settembre 1958
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🎭 Conclusioni

Questo articolo di «Domenica del Corriere» del 14 settembre 1958 fotografa il momento in cui Domenico Modugno diventa definitivamente un fenomeno internazionale. Dalle invenzioni autobiografiche sulla Sicilia alle origini reali tra Polignano a Mare e San Pietro Vernotico, dagli anni del Centro Sperimentale di Cinematografia alle canzoni dialettali, fino ai successi di Lazzarella e soprattutto di Nel blu dipinto di blu, emerge il ritratto di un artista rivoluzionario. Con la sua voce potente, la gestualità teatrale, il matrimonio con Franca Gandolfi e il trionfo negli Stati Uniti accanto al nome di Johnny Dorelli, Modugno contribuì a trasformare profondamente l'immagine della canzone italiana nel mondo, aprendo una nuova stagione artistica e culturale.