Fred Buscaglione è sempre stato senza fortuna

Il successo tardivo e il destino di un artista indimenticabile

E sempre stato senza fortuna


La vicenda di Fred Buscaglione attraversa il successo della canzone italiana degli anni Cinquanta tra musica swing, notti nei locali, amicizia con Leo Chiosso, celebri incisioni discografiche, carriera costruita con sacrificio, amore per Fatima Robin's, personaggi ironici da gangster, spettacoli di varietà e un tragico epilogo che contribuì a trasformarlo in una leggenda della musica italiana.


Così ha detto, dopo la morte dell’amico, Leo Chiosso, l’avvocato torinese che scriveva le parole grottesche delle sue canzoni e che era legato a lui da profondo affetto fin dagli anni difficili dell’adolescenza

Roma, febbraio

Fred Buscaglione ha avuto soltanto quattro anni di vita facile. Era nato nel 1921; il giorno della sua morte non aveva ancora compiuto trentanove anni. Soltanto nel 1955 aveva ottenuto il primo grande successo con la canzone Tchumbala Bey, composta però molti anni prima.

«Io sono il grande cavaliere di Tchumbala Bey...» cantava in quel motivo che segnò l'inizio della sua fortuna artistica. All'epoca era ancora un ex verniciatore di ringhiere, violinista apprezzato ma malpagato, che non aveva nulla da perdere e tutto da conquistare.

Fred Buscaglione sul lungomare di Napoli durante una tournée estiva pubblicato su «Tempo» il 16 febbraio 1960Sul lungomare di Napoli durante una tournèe di quest'estate, ecco Fred Buscaglione. Il disco della sua canzone "Eri piccola" aveva raggiunto anche a Napoli una elevata cifra di vendita.

La sera in cui presentò in un night torinese la canzone Che bambola, era convinto di essere vicino al fallimento. Accadde invece il contrario: il pubblico chiese il bis più volte e il successo esplose improvvisamente.

Una delle ragioni della sua popolarità era la voce roca e inconfondibile, diversa sia da quella degli urlatori sia da quella dei melodici. Una voce perfettamente adattata ai personaggi ironici e caricaturali delle sue canzoni.

La famiglia Buscaglione al Valentino quando Fred era bambino pubblicato su «Tempo» il 16 febbraio 1960La famiglia Buscaglione al Valentino quando Fred aveva pochi anni. E’ con lui la sorellina. Il padre era operaio ed appassionato suonatore di chitarra. La mamma suonava il piano. D suo vero nome era Ferdinando. Una fotografia dedicata ai genitori quando Fred era soldato. Ha fatto il servizio militare in Sardegna alla Maddalena durante l'ultima guerra.

Da Whisky facile a Teresa non sparare, le sue canzoni si ispiravano al mondo della malavita in chiave umoristica. Attorno alla sua figura nacquero leggende: si raccontava che fumasse e bevesse appositamente per conservare quella voce così particolare. In realtà soffriva di una bronchite cronica provocata dal fumo.

Allievo del Conservatorio Verdi di Torino, non si considerò mai un vero cantante. Amava ripetere con ironia: «Io non canto. Ringhio, borbotto, urlo e singhiozzo».

Fred Buscaglione con la madre Ernesta Poggio a Torino pubblicato su «Tempo» il 16 febbraio 1960Fred Buscaglione con la mamma a Torino, dove l'anziana signora, che si chiama Ernesta Poggio, vive ancora. Il cantante era nato nella città piemontese nel 1921.

Dietro lo sberleffo e la comicità esisteva però un uomo profondamente inquieto. Le sue canzoni erano una parodia della violenza e della malavita, ma il loro autore non smetteva mai di interrogarsi sul proprio futuro.

Poco prima di morire aveva ricevuto il distintivo d'oro per aver superato il milione di dischi venduti. Era uno dei pochissimi artisti italiani ad incidere anche dischi a sedici giri.

Tra le canzoni che amava maggiormente ricordava Lontana da te, Guarda che luna e Love in Portofino, nata da un episodio romantico avvenuto durante una tournée in Danimarca.

Fred Buscaglione e Fatima Robin's agli inizi della loro storia pubblicato su «Tempo» il 16 febbraio 1960Buscaglione conobbe la moglie a Casablanca durante un giro con la sua orchestra nel 1948...

Come molte persone che avevano conosciuto la povertà, Buscaglione viveva con la paura costante di perder tutto. Confidava agli amici che la miseria fosse la sola cosa che davvero lo spaventasse.

Era però generoso fino all'eccesso. Aiutava chiunque si rivolgesse a lui e spesso distribuiva denaro senza pensarci troppo.

La Ford Thunderbird di Fred Buscaglione dopo l'incidente mortale pubblicato su «Tempo» il 16 febbraio 1960Ecco la macchina del cantante dopo l’incidente mortale...

Fra coloro che meglio lo conoscevano vi era Leo Chiosso, amico d'infanzia e autore dei testi delle sue canzoni. Alla notizia della morte dichiarò soltanto: «Di Fred so una cosa sola: è sempre stato uno sfortunato».

La figura di Buscaglione fu spesso romanzata dalla stampa. Anche il celebre incontro con Fatima Ben Embarek venne trasformato in leggenda. In realtà la futura Fatima Robin's conobbe Fred nel 1948 e tra i due nacque un amore autentico che portò al matrimonio.

Negli ultimi tempi la coppia viveva separata, ma si parlava di una possibile riconciliazione. La morte lo colse nel momento più fortunato della sua carriera: nuovi contratti, tournée internazionali, film e progetti importanti.

Fred Buscaglione con Fatima Robin's prima della separazione pubblicato su «Tempo» il 16 febbraio 1960Dal matrimonio il cantante non aveva avuto figli...

Una delle ultime esibizioni pubbliche di Fred Buscaglione pubblicato su «Tempo» il 16 febbraio 1960Una delle più recenti esibizioni di Fred Buscaglione...

Negli ultimi giorni della sua vita stava ultimando il film Noi duri. Sognava anche di interpretare un film drammatico e di lavorare con un grande regista.

Da poco aveva acquistato una Ford Thunderbird color rosa-lilla, costruita appositamente per lui. Ne andava orgoglioso e ripeteva agli amici: «Con questa macchina arriverò in capo al mondo».

Non immaginava che proprio quell'automobile sarebbe entrata tragicamente nella sua storia. La morte gli impedì di vedere realizzati molti dei progetti che finalmente sembravano a portata di mano.

Enrico Roda, «Tempo», anno XXII, n.7, 16 febbraio 1960.


Logo della rivista «Tempo» anno XXII numero 7 del 16 febbraio 1960
Enrico Roda, «Tempo», anno XXII, n.7, 16 febbraio 1960

Autore delle fotografie: non identificato
Fonte originale: Enrico Roda, «Tempo», anno XXII, n.7, 16 febbraio 1960
Riproduzione digitale: tototruffa2002.it
Diritti: © rispettivi aventi diritto – immagini riprodotte per finalità storiche e documentarie.

🎭 Conclusioni

Il racconto pubblicato da «Tempo» pochi giorni dopo la scomparsa di Fred Buscaglione restituisce il ritratto di un artista molto più complesso del personaggio ironico e spaccone che appariva sul palcoscenico. Dietro i successi di Che bambola, Guarda che luna, Love in Portofino e delle celebri canzoni dedicate ai gangster da operetta emerge un uomo generoso, inquieto, legato all'amicizia di Leo Chiosso e costantemente segnato dal ricordo della povertà. La sua improvvisa morte nel 1960 interruppe una delle carriere più originali della musica italiana del dopoguerra, contribuendo a trasformare il cantante torinese in una figura leggendaria ancora oggi ricordata dal pubblico e dagli studiosi della canzone italiana.