La danza non interessa più a Leslie Caron
Dalla danza alla nuova vita familiare

Nel 1957 Leslie Caron, celebre interprete dei musical hollywoodiani scoperta da Gene Kelly, racconta il proprio distacco dal mondo della danza, la nuova serenità accanto al regista Peter Hall, la maternità, la vita tra Londra e il teatro inglese, il cinema internazionale e la trasformazione da ballerina simbolo di Hollywood a interprete drammatica più matura e indipendente.
Leslie Caron, l'attrice-ballerina considerata a Hollywood una delle più affascinanti interpreti di film musicali, ha dichiarato la settimana scorsa: «La danza non mi interessa più. Non è un mestiere adatto a una madre di famiglia». L’attrice francese qualche anno fa aveva d'improvviso conquistato la celebrità dopo un casuale incontro con l'attore-regista Gene Kelly. In breve tempo a Leslie Caron s'erano aperte le porte dorate di Hollywood e i suoi film avevano fatto il giro del mondo, procurandole una enorme popolarità.

Ma insieme alla celebrità era sopraggiunta anche qualche nube nella sua vita privata. Adesso Leslie ha trovato la quiete e la felicità, proprio nella città che ha visto sbocciare il suo amore. A Londra infatti Leslie Caron ha conosciuto il marito Peter Hall, quando metteva in scena Gigi, di cui lei era la protagonista.

Dopo la nascita del piccolo Christophe, Leslie ha girato un film in Francia, mentre il marito ha diretto un'opera di Shakespeare a Stratford-on-Avon e un'altra opera teatrale a Broadway. Leslie fra due mesi interpreterà un nuovo film, che porterà il titolo Anna.
«Epoca», anno VIII, n.361, 1 settembre 1957
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| «Epoca», anno VIII, n.361, 1 settembre 1957 |
Fonte originale: «Epoca», anno VIII, n.361, 1 settembre 1957
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🎭 Conclusioni
Nel servizio pubblicato da «Epoca» nel settembre 1957 emerge una Leslie Caron diversa da quella che Hollywood aveva trasformato nel simbolo del musical elegante e romantico. Lontana dall’immagine costruita attorno ai successi di Un americano a Parigi e Gigi, l’attrice francese racconta il desiderio di una vita più intima e familiare accanto al regista Peter Hall, scegliendo di allontanarsi dalla danza per dedicarsi al cinema e alla maternità. È il ritratto di una diva europea sospesa tra il fascino internazionale degli studios americani, il teatro inglese e la ricerca di una nuova identità artistica più autentica e personale.
