Tuttototò: in dieci personaggi il meglio di Totò
L’antologia TV del 1966 raccontata dal Radiocorriere TV

In questo articolo del Radiocorriere TV dedicato a Tuttototò, scopriamo la serie televisiva Tuttototò con i suoi dieci personaggi, gli sketch comici di Totò adattati per la TV Rai degli anni Sessanta, l’antologia televisiva ideata con Daniele D’Anza, le puntate come Don Giovannino e Il Premio Nobel, il legame tra avanspettacolo e teatro di Totò e il racconto della sua carriera per il pubblico della televisione italiana.
La scenetta più bella, dicono non si vedrà. Un fuoritesto che il comico-principe ha recitato, alla fine del suo lungo lavoro per la TV. La «troupe» si stava sciogliendo; i soliti «grazie», «addio», «ci rivedremo»: un intrico di mani che si stringevano. Alla fine, lui, s’è fatto in mezzo al gruppo; s’è accostato al regista, Daniele D'Anza. Ha recitato un discorsetto di commiato. E quel che ha detto non è che abbia molta importanza. Ma, per l'occasione, ha tirato fuori una maschera inedita, più intensa che mai.
«Sono commosso... ecco, sono commosso...». Spingeva le sopracciglia verso l'alto, a V rovesciata, sgranava gli occhietti umidi; e un agitarsi di mascella, a comando, da destra a sinistra, da sinistra a destra. E avanti a parlare. Un discorso patetico, se vogliamo, ma detto da un comico sottile: «E' stato, per me, come percorrere a ritroso, in uno spazio di tempo brevissimo, l'intero arco della mia carriera, dalle prime esperienze della giovinezza, dell’avanspettacolo, ai primi film, ai primi successi e dopo, molto dopo, alla celebrità. Continui ricordi che affioravano alla mia mente... E’ diffìcile spiegare». Il ristretto, qualificatissimo uditorio, ascoltava attento: guardavano la maschera e scoppiavano le risate; mentre, le parole commuovevano: a qualcuno facevan venire le lacrime.

Forse, è stata per davvero la sua più succosa esperienza professionale. Ha presentato un «digest», un'antologia, il meglio di quanto ha fatto in una vita d'attore, al grande pubblico della TV. Tuttototò è proprio questo. Sei puntate di un’ora ciascuna. Si intitolano «Don Giovannino», «Il tuttofare», «Il Premio Nobel», «Il grande maestro», «Il lottatore» e «La scommessa». Le prime quattro prendono le mosse da storie famose del grande comico: i classici del suo teatro. «Premio Nobel», per esempio, non è altro che la scenetta del «vagone letto», opportunamente riveduta e corretta: le esperienze, le avventure di un professore italiano che va a Oslo, in «wagon-lit», per ritirare l'ambito riconoscimento internazionale. Gli ultimi due atti unici sono «originali», scritti apposta per l’occasione da Mario Corbucci.
Seguiranno, poi, altri quattro «numeri unici». I titoli ne suggeriscono il contenuto: «Totò a Natale»; «Totò a Napoli»; «Totò-Ciak»; «Totò-yé-yé». Avranno un carattere comico-satirico-musicale e consentiranno all’attore di sfruttare tutte le sue qualità di grande personaggio dello spettacolo, eclettico, poliedrico, che ha fatto ridere almeno due generazioni d'italiani e fa ridere ancora.
«Radiocorriere TV», anno XLIII, n.41, 9-15 ottobre 1966
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| «Radiocorriere TV», anno XLIII, n.41, 9-15 ottobre 1966 |
🎭 Conclusioni
Questo articolo del Radiocorriere TV dedicato a Totò ci riporta alla nascita della serie televisiva Tuttototò, un’antologia comico-satirica che raccoglie i migliori sketch teatrali di Totò, dal vagone letto del Premio Nobel alle maschere costruite nell’avanspettacolo, fino ai nuovi copioni firmati da Mario Corbucci. Nelle pagine di questa rassegna stampa anni Sessanta vediamo come la televisione italiana in bianco e nero trasformi il re del varietà in protagonista di una antologia TV in sei puntate, pensata per il pubblico familiare della Rai, mentre la sua carriera di attore comico viene riletta come un lungo viaggio fra teatro, cinema e piccolo schermo, dimostrando quanto il linguaggio televisivo di Totò sia ancora oggi una chiave preziosa per capire l’evoluzione dello spettacolo italiano.
