Tuttototò (ma censurato)
Gli sketch tagliati dalla TV
Questo articolo fa parte del grande cluster "Totò e la censura", dedicato alla influenza che ebbe l'intervento censorio teatrale e cinematografico sull'opera di Totò, una vasta raccolta di documenti, recensioni stampa dell'epoca e testimonianze.

In questo articolo della «Tribuna Illustrata» del 7 maggio 1967 sulla serie TV Rai postuma, anche la censura televisiva si concentra su Totò: revisione per gli sketch integrali del vagone letto, i cavalli di battaglia teatrali, i programmi comici Rai anni Sessanta, il confronto testo-TV, la memoria storica di Totò, il recupero della versione originale e la riscoperta degli episodi tagliati vengono messi a disposizione del lettore come fonte autorevole.
Comincia la serie televisiva interpretata dal grande comico recentemente scomparso. In nove trasmissioni vengono presentate le più famose scenette che costituirono per tanti anni in teatro i «cavalli di battaglia» di Totò. Diverse battute però sono cadute sotto le forbici della censura televisiva.
Se non ci fosse stata la tragica, improvvisa morte di Totò, quanto tempo avremmo dovuto attendere per vedere sul teleschermo le trasmissioni di «Tutto Totò»? Alcuni mesi, forse. Del resto, è già da diversi mesi che gli show erano programmati.
Avrebbero dovuto essere dieci, e cominciare nel periodo delle feste natalizie: alla fine del 1966, cioè. Tanto è vero che la prima trasmissione avrebbe dovuto essere, appunto, «Totò a Natale». Non se ne fece niente: anzi, vennero ordinati alcuni rifacimenti, che Sandro Bolchi (regista scelto per l’occasione, essendo Daniele D’Anza, che ha realizzato tutta la serie, impegnato a Napoli) terminò proprio il 10 aprile, cinque giorni prima della morte del comico.
Ed è stata proprio questa tragica circostanza a convincere la TV a dare il via alla serie, che sarà composta di nove trasmissioni: sei comprendenti i più celebri sketch di Totò (si comincerà con «Il latitante», cui seguiranno «Il dongiovanni», «Il truffatore», «Il premio Nobel», «La scommessa», «Il grande maestro»); le altre tre trasmissioni presenteranno invece un Totò inedito, impegnato in scenette scritte appositamente per l’occasione: avremo così «Totò yé-yé», «Totò ciak» (parodia di film western, musicali e di spionaggio), e «Totò a Napoli».

Qui di seguito pubblichiamo quello che resta forse il più celebre sketch di Totò: quello del vagone letto (che per la TV è interpretato anche da Sandra Milo). E’ uno sketch che nacque nel 1947 per la rivista «C’era una volta il mondo», di Michele Galdieri, e che durava all’inizio una decina di minuti. Poi, in teatro, sera per sera Totò vi aggiunse qualcosa di nuovo, e a poco a poco lo sketch diventò prima un atto unico, poi un’intera farsa.
La pubblicazione, dicevamo, non è ingiustificata. Ascoltate e guardate lo sketch in televisione, poi confrontatelo col testo che pubblichiamo: sarà interessante rilevare i tagli che vi avrà apportato la censura-tv.
(Vai alla pagina contenente il testo originale dello sketch "L'onorevole in vagone letto")
Carlo Galimberti, «Tribuna Illustrata», anno LXXVII, n. 19, 7 maggio 1967
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| Carlo Galimberti, «Tribuna Illustrata», anno LXXVII, n. 19, 7 maggio 1967 |
🎭 Conclusioni
L'articolo documenta in tempo reale l'attenzione della censura televisiva su Totò, mostrando come la serie antologica Tuttototò, pensata in dieci puntate e andata in onda in nove episodi dopo la morte del comico, abbia sacrificato in TV molte battute dei suoi cavalli di battaglia teatrali, dal celebre sketch L’onorevole in vagone letto ai numeri costruiti per il pubblico dell’avanspettacolo; conservare il testo originale dello sketch, confrontarlo con le versioni tagliate dalla Rai e collocare queste scelte dentro il clima della censura TV italiana degli anni Sessanta permette oggi di leggere Tuttototò come una serie postuma che restituisce solo in parte la forza satirica di Totò, ma che, grazie a questo articolo d’epoca e al lavoro del museo digitale, continua a tramandare la memoria storica delle sue invenzioni comiche integrali.
Questo articolo fa parte del dossier 📚 Totò e la censura
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