Liana Orfei, la figlia del circo, impara a fare la duchessa

1959 Liana Orfei hj8

1959 11 10 Tempo Liana Orfei intro 

Liana Orfei, passata al cinema, si applica con serietà al suo nuovo mestiere di attrice: studiando al magnetofono Manzoni è già arrivata alla “peste di Milano”

Roma, ottobre

«Certe notti mi sveglio — dice Liana Orfei — e mi sembra d’essere in viaggio, di udire il rumore della carovana sulla strada, e istintivamente mi chiedo: "Dove saremo? Avremo passato la tale città, quanto mancherà all'alba? Tendo la mano fuori dal letto per sollevare la tendina e dare un'occhiata alla campagna». La giovane attrice s’interrompe e scoppia a ridere. «Ma non trovo niente, brancico nel buio, e allora mi accorgo che intorno a me c’è un grande silenzio, che non sto affatto viaggiando, e mi ricordo che sono a Roma e che ormai faccio l’attrice del cinema...». A Liana Orfei figlia di Pippo il clown e nipote di Orlando il domatore, il cinema ha dato quello che non aveva mai avuto: una casa che sta ferma, come quelle di tutti, è che non è oggi di qua e domani di là. E ha dato anche un singolare privilegio: Liana è infatti «Tunica scaramacai, Tunica autentica "figlia di circo”, che abbia intrapreso la carriera cinematografica.

1959 11 10 Tempo Liana Orfei f0

1959 11 10 Tempo Liana Orfei f1

«Non Tunica in Italia — precisa — Tunica in tutto il mondo. Io e mio marito — dice — abbiamo fatto una specie d’inchiesta, prendendo in esame tutti i circhi, da cinquant'anni in qua. Quelli italiani, francesi, tedeschi, americani. E non abbiamo trovato nessun altro caso di un'artista di circo che sia diventata attrice. Forse — aggiunge sorridendo — perchè nessun’altra ci ha mai pensato». Liana Orfei invece ci pensava da tempo; da quando, sposatasi, aveva smesso di librarsi e di far salti mortali in cima al trapezio; e a stare senza far nulla, lei figlia d’arte, s’annoiava. Ma l’occasione si è presentata soltanto l’inverno scorso, quando il Circo Orfei fece tappa a Roma. Prima di levare le tende, il consiglio di famiglia degli Orfei si riunì per dibattere questo problema: concedere o non concedere il permesso a Liana?

Decisero per il sì; ma ciò che convinse Liana fu soprattutto una proposta (che poi non ebbe seguito per ragioni di carattere produttivo), fattale da Federico Fellini. «E’ stata — dice l’ex-acrobata — l’unica delusione che mi ha dato il cinema. Per il resto, non posso davvero lamentarmi: in sette mesi ho interpretato quattro film, e ho sempre migliorato. Nel primo eravamo in sedici attrici, nel secondo in quattro o cinque, nel terzo (I reali di Francia) in due, io e Chelo Alonso; nel quarto infine, che sto ancora girando, e che s’intitola Il terrore della maschera rossa, io sono l’unica protagonista. Purtroppo — aggiunge — finora è uscito soltanto il primo, e chissà, se pure sono stata notata, che opinione si è fatta il pubblico di me: ero troppo grassa allora, avevo una faccia tonda, pesavo 69 chili».

1959 11 10 Tempo Liana Orfei f2LIANA ORFEI (che qui sopra, come in quasi tutte le altre foto, è nella sua casa romana) è arrivata al cinema dopo aver lasciato il circo che porta il nome di suo padre e di suo zio. Grazie ad una energica cura dimagrante, in poco tempo ha potuto acquistare (come si vede nella foto qui a fianco) una linea invidiabile. Liana Orfei è sposata con un giocoliere e ha una figlia.

Da questo lato, Liana Orfei è indubbiamente molto cambiata: in sette mesi ha perso la bellezza di dieci chili. E siccome è piuttosto alta, la sua figura ha acquistato una linea quasi impeccabile. «Come ho fatto a dimagrire tanto? Oh, semplicissimo — dice. — Ho abolito il pane e la pasta, mi sono alzata alle 6 di mattina invece che a mezzogiorno, e ho lavorato molto; talvolta anche per due». Abile ginnasta, schermitrice, cavallerizza, cantante, ballerina. Liana è subito apparsa ai produttori come l’interprete ideale di un certo tipo di film, oggi molto in voga: il film in costume, che per un quarto sono fatti d’amore e per tre quarti d’azione. E siccome in questo settore ella ha una competenza indiscutibile, spesso le è capitato di fare anche ciò per cui di solito si adoperano le controfigure. Andare a galoppo sfrenato; scivolare con il cavallo lungo dei precipizi; battersi a duello; impegnare violente colluttazioni; saltare dai muri; e così via.

1959 11 10 Tempo Liana Orfei f3CON TOGNAZZI, Liana Orfei (qui fotografata nella campagna romana) ha di recente interpretato "Tipi da spiaggia". Nel film ha sostenuto la parte di una ragazza corteggiata da Tognazzi. Finora ha prevalentemente interpretato film in costume, come (i titoli sono eloquenti) "I reali di Francia” e "Il terrore della maschera rossa”. Liana Orfei è anche un’abile schermitrice.

Ella si è prestata volentieri a tutto (nel film con Chelo Alonso, per esempio, ha tirato con l’arco, ha cavalcato all’amazzone. ha servito da bersaglio ad un lancio di coltelli); sia per il naturale entusiasmo che mette nel suo lavoro, sia perchè ha, in un certo senso, una dignità, un nome da difendere. E’ o non è una degli Orfei? «L’esperienza del circo — dice — mi è servita molto, in questa fase; non solo a superare certe difficoltà, ma anche a disimpegnarmi con disinvoltura davanti alla macchina da presa. Ho visto che certi attori hanno una paura matta dell’obiettivo; a me invece non fa nessunissima impressione». Ciò non significa che Liana pensi d’essere già un’attrice. «Questa — dice — è una parola grossa». E, anzi, dalla sua disinvoltura, nasce un difetto: che si muove, si agita troppo; e, per trattenersi, deve escogitare sempre qualcosa di nuovo.

Giorni fa, per esempio, doveva cominciare a girare il suo quarto film, in cui interpreta il personaggio di una duchessa. «Che succederà? — pensava Liana —; qui va a finire che faccio una duchessa alla Giulietta Masina: tutta smorfie e mossette». Allora, dopo aver ben riflettuto, ha preso una decisione: è andata dal costumista e si è fatta prestare l’abito del film. E per quindici giorni, tutte le sere dopo cena, l’ha indossato, atteggiandosi in maniera conforme alla dignità e alla prosopopea del costume. Cioè camminando a piccoli passi, come sulle uova; muovendo gli occhi in giro con alterigia; emanando con soavità ordini secchi e crudeli. «Non le dico il divertimento di mio marito a vedermi, così conciata, camminare per casa, fra la cucina l’ingresso e la stanza da letto. Aveva preso in braccio mia figlia e mi venivano dietro, ridendo come matti. ”Lo vedi”, diceva indicandomi, ”che moglie pazzerella che ha papà?”».

Il marito di Liana Orfei è un abile giocoliere, che dà spettacolo nei principali teatri di varietà e night-club d'Europa. Fino all’anno scorso, essi lavoravano insieme; ma quando ha capito che Liana era decisa e seguire la via del cinema, non ha fatto nulla per ostacolarla. Anzi, appena è libero e come può, cerca di aiutarla a diventare un’attrice sul serio. Le ha comprato un magnetofono, che le serve per fare esercizi di recitazione: ogni giorno, Liana incide un pezzettino dei "Promessi sposi”, se lo risente, lo cancella, lo rifà. «Sono già arrivata — dice — alla peste di Milano». E ogni tanto toma a casa con una commedia di Molière e di Goldoni, in due copie, e la sera prima di andare a letto organizza una specie di spettacolo. Lui sta seduto in una poltrona e fa le voci maschili, mentre Liana in piedi declama le battute della protagonista. «Riuscirò — si domanda l’attrice — a diventare qualcuno?

1959 11 10 Tempo Liana Orfei f4

1959 11 10 Tempo Liana Orfei f5

"FIGLIA DI CIECO” com’è, Liana Orfei ben difficilmente si spaventa. Di recente a Bracciano, una tempesta di vento fece volar via il capanno in cui si stava truccando. Gli uomini delia troupe accorsero spaventati, ma la trovarono tranquilla «AI circo ne ho viste di peggio», fu tutto il suo commento.

Finora il lavoro non mi è mancato, ma questo non basta; ho bisogno di trovare il mio tipo, in modo che possa personificarlo sulla scena e nella vita, con l’abbigliamento, il trucco. Ho bisogno di sapere chi devo essere». Questa è adesso la sua maggiore preoccupazione. Ma le indicazioni che* le danno registi e produttori al riguardo sono estremamente contradittorie. Uno la vede come l’ingenua maliziosa; un altro, tutta vamp, dalla testa 'ai piedi; un terzo, vamp solo in parte, e parte ingenua. «E sa cosa mi ha detto giorni fa un produttore: lei è una vamp che odora di pane fresco. Chissà che voleva dire. C’è da perderci la testa. Se io fossi celebre, sa che cosa farei? Indirei un referendum e lo chiederei al pubblico».

Semplice e modesta, Liana Orfei è una ragazza di cui nel cinema quasi non esiste lo stampo. "Miss simpatia”, l’hanno battezzata gli elettricisti, e basta vedere la ritrosia con cui riferisce questo complimento, per capire che anno colto nel segno. «Che care persone — dice — gli elettricisti. Sa come li chiamo io? I clowns del cinema: sputano sentenze su tutti». E le fiere, il domatore, gli equilibristi, i giocolieri del cinema, chi sono? «Beh — risponde — le fiere sono le attrici. Il domatore non è il regista, ma il produttore. L’equilibrista invece è il regista, che deve destreggiarsi fra produttore e attori. E i giocolieri sono quei tirapiedi che si trovano sempre in mezzo a un film, e buttano all’aria le cose, le ripigliano al volo, fanno sembrare nero ciò che è bianco, e viceversa».

A.D., «Tempo», anno XXI, n.45, 10 novembre 1959


Tempo
A.D., «Tempo», anno XXI, n.45, 10 novembre 1959
📸 Crediti immagini e copyright: le immagini presenti in questo articolo (ritagli di quotidiani e periodici d’epoca, trafiletti e materiali archivistici) sono riprodotte a fini storici, documentari e di ricerca, senza finalità commerciali né ricavi pubblicitari. Quando l’autore dello scatto non è indicato in modo esplicito nella fonte, viene considerato e riportato come non identificato. La digitalizzazione e l’eventuale elaborazione grafica (restauro leggero, impaginazione, ridimensionamento e watermark) sono a cura di tototruffa2002.it.
© rispettivi aventi diritto. Per richieste di attribuzione, integrazione crediti o rimozione (take-down) fai riferimento alla pagina ⚖️ Disclaimer & Note legali. In caso di segnalazione motivata, il materiale potrà essere rimosso temporaneamente durante le verifiche.