Pavese Luigi

Luigi Pavese bio

(Asti, 25 ottobre 1897 – Roma, 13 dicembre 1969) è stato un attore e doppiatore italiano.

Biografia

Fratello maggiore di Nino Pavese, esordì al cinema giovanissimo, interpretando, nel 1916, due film muti diretti da Roberto Roberti: La peccatrice e La vampa.

Nel 1921 debuttò a teatro, facendo parte di diverse compagnie e continuando quest'attività anche nei giorni più drammatici della Seconda guerra mondiale, come quello dell'attacco di via Rasella (23 marzo 1944), nel quale, mentre recitava al Teatro Quattro Fontane di Roma nello spettacolo Sai che ti dico?, avvertì il pubblico di quello che stava succedendo e lo esortò a mantenere la calma, facendolo uscire dalla porticina secondaria.
Negli anni del dopoguerra fu attivo soprattutto al cinema, interpretando, grazie al suo innato talento brillante e al suo piglio autorevole, divertenti figure di militari, funzionari, avvocati, notai, medici, commendatori, ragionieri e mariti traditi in commedie brillanti soprattutto al fianco di Totò (di cui fu l'abile spalla in pellicole come Totò cerca moglie, 1950, Totò a colori, 1952, Totò a Parigi, 1958, Totòtruffa 62, 1961), Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Walter Chiari e Alberto Sordi.
Dotato di un timbro vocale profondo e incisivo, fu anche un apprezzato doppiatore, prestando la voce, tra gli altri, ad Anthony Quinn, Burl Ives, Frank Morgan, Fredric March e Gary Cooper e anche a personaggi del cinema d'animazione Disney, come il Clown in Dumbo (1948), Boris in Lilli e il vagabondo (1955), il cane Terranova ne La carica dei 101 (1961), il Colonnello Hathi ne Il libro della giungla (1967) e Ih-Oh in Winny Puh, orsetto ghiottone (1966).
Ha lavorato, inoltre, in alcuni sceneggiati televisivi RAI degli anni cinquanta e sessanta, tra cui si possono citare: Cime tempestose (1956), regia di Anton Giulio Majano, Jane Eyre, ancora diretto da Majano, Il romanzo di un maestro (1959), regia di Mario Landi, La cittadella (1964), nuovamente con Majano, e Il Conte di Montecristo (1966), regia di Edmo Fenoglio.

Il 23 marzo 1944 Luigi Pavese: era in scena a Roma al Quattro Fontane coi lo spettacolo Sai che ti dico?, quando si scatenò l’inferno in via Rasella, a dui passi da IL Con grande presenza di spirito, l’attore interruppe la rappresenta zione, avvisò il pubblico di quanto stava accadendo e pregò tutti di mantene re la calma, poi li fece uscire alla chetichella dalla porta sul retro del teatrc Bravissimo interprete, serio e impeccabile, nei tanti film realizzati con Ar tonio de Curtis anche a Pavese: - come a Castellani - è spesso toccato il ruol dell’eterno vessato costretto a subire angherie di ogni tipo. In Totò: a Parigi, pe esempio, si svolgeva una scena montata sulla falsariga dello sketch del wagor lit. Pavese: era il professor Calogero Tempesta, in viaggio per Parigi su un vi gone-letto; Totò: pretendeva di impossessarsi del suo posto con la scusa di no averci trovato sopra il cappello a segnalare che fosse occupato. In "L’allegro fantasma", invece, il poveretto si ritrovava incastrato in un folle battibecco:

Totò: E voi ?
Pavese: Come, io?
Totò: Si', voi !
Pavese: Io che ?
Totò: Io che?...
Pavese: Che ?
Totò: Che ? E che ne so ?
Pavese: Come che ne so ? L’avete detto !
Totò: Io ? L’avete detto voi !
Pavese: No, l’avete detto voi!
Totò: Ah, no! L’avete detto prima voi! Che cosa?
Pavese: Ma che cosa ho detto ?
Totò: E che ne so ?
Pavese: Allora vada per non detto.
Totò: Vada per non detto.
Pavese: Arrivederci.
Totò: Cerea...

Senza contare gli schiaffoni che si beccava in "Tototruffa ’62" da Totò: travestito da Lola, con tanto di parrucca bionda e collana di perle. Dotato di una voce calda e pastosa, Luigi Pavese: ha lavorato ininterrottamente fino alla morte, sopraggiunta nel 1969, senza mai abbandonare il cinema e raggiungendo l’invidiabile quota di centosettantotto film girati.


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1969 12 14 Corriere della Sera Luigi Pavese morte

Roma, 13 dicembre, notte.

E' morto questa mattina nella sua abitazione, per collasso cardiaco, l'attore Luigi Pavese. Aveva 72 anni e aveva trascorso la sua carriera artistica fra il teatro, il cinema, la televisione e il doppiaggio di film e telefilm. Era nato ad Asti il 25 ottobre 1897. Esordì in teatro nel 1921 come primattore giovane nella compagnia di Mario Pederzini, fu poi con la compagnia Tumiati (1922), con la Almirante-Manzini (1923), con Alda Borelli, con la compagnia del teatro Odescalchi di Roma diretta da Luigi Pirandello (1925), con la compagnia Sabbatini-Fontana (1926), nuovamente con la Almirante-Manzini (1927), con Antonio Gandusio (1928 1930), con la Merlini-Cimara-Tofano (1930 1932), con la Tofano-De Sica-Rissone (1933), con la Merlini-Cialente ( 1934-1935) e con Armando Falconi (1935-1937); nel 1937 1938 fu primattore con la compagnia di Paola Borboni e Luigi Cimara con la quale fece una lunga tournée in Sudamerica e, nel 1939, formò una compagnia con Cimara e la Cellini. Durante e dopo la guerra prese parte a vari spettacoli di prosa, ma l'attività principale si svolgeva ormai nel teatro di rivista, nel ; cinema, alla radio e, più tardi, in televisione.

Partecipò, fra l'altro, alle riviste « Sai che ti dico?» (1944), n Cantachiaro n. 1» (1944), «Imputati alziamoci» (1945) e fu a fianco di Rascel nella commedia musicale «Tobia, la candida spia» (1954) di Garinei e Giovannini. La sua fisionomia severa e la sua voce virile e pastosa gli consentivano effetti di una comicità piacevolissima giocata sul contrasto fra l'aspetto imponente e gli smacchi ai quali i suoi personaggi andavano inevitabilmente incontro. Questa dote fu abbondantemente sfruttata dal cinema, che vide Pavese partecipare a più di cinquanta film, in gran parte di argomento comico, e ne fece una « spalla » ideale per Totò. La voce caratteristica detrattore ne aveva fatto inoltre un doppiatore tra i più richiesti ed è a questa attività che Pavese si era dedicato negli ultimi anni.

«Corriere della Sera», 14 dicembre 1969


1969 12 14 La Stampa Luigi Pavese morte intro

(Nostro servizio particolare)

Roma, 13 dicembre.

L'attore Luigi Pavese è morto questa mattina a Roma per un collasso cardiaco. Aveva 72 anni e viveva insieme con il fratello, Nino Pavese, da alcuni anni, da quando era rimasto vittima di un grave incidente automobilistico sull'Autostrada del Sole. Il decesso è avvenuto improvviso, mentre l'attore era adagiato su una poltrona. Aveva trascorso una notte inquieta, avvertiva un imprecisato malore e, non essendo riuscito a mettersi in contatto con nessun medico, attendeva l'arrivo della Croce Rossa. Quando è arrivata l'ambulanza non c'era più nulla da fare, ed anche la respirazione artificiale non è servita a nulla. Nonostante l'età, il suo lavoro era intenso. Di recente aveva ottenuto un buon successo in Tv con il Cappello pieno di pioggia ed aveva da poco terminato di registrare Il muro diretto da Leandro Castellani. Aveva già acquistato il biglietto ferroviario per Torino dove lunedi, su invito del Teatro Stabile, doveva recarsi per interpretare Le miserie 'd monssù Travet con il fratello Nino e Macario.

Nato ad Asti nel 1897, Luigi Pavese aveva preso parte a più di cinquanta film, innumerevoli produzioni televisive e radiofoniche, spettacoli teatrali di prosa e di rivista. In teatro aveva esordito nel '21 come primattore giovane nella compagnia di Mario Pederzini, unendosi poi alle maggiori formazioni dell'anteguerra: fu con la compagnia Tumiati nel '22, con Alda Borelli, con la compagnia del Teatro Odescalchi di Roma diretta da Luigi Pirandello nel '25, con Gandusio dal '28 al '30, con la Merlini-Cimara-Tofano dal '30 al '32, poi con la Tofano-De Sica-Rissone, con la Merlini-Cialente, con Armando Falconi, con la Borboni e Cimara. Prese parte ad una delle più fortunate commedie musicali del dopoguerra Tobia, la candida spia, di Garinei e Giovannini. Assai lungo e felice fu anche il suo sodalizio con Totò, cui fece da «spalla» in parecchi film.

«Per il suo carattere allegro e sereno — ha detto di lui il fratello Nino — era assai amato e ricercato nell'ambiente del teatro. A tutti quelli che lo hanno amato, oggi sembra impossibile che non ci sia più».

l. m., «La Stampa», 14 dicembre 1969


2013 12 17 La Nuova Provincia Di Asti Luigi Pavese intro

Classe 1897, grazie alla passione del padre si avvicinò al teatro. Lavorò con Pirandello e De Sica. Artista eclettico, in "Totò truffa" interpretò il padrone di casa che subisce il fascino di Totò en travesti.

[...] Mentre la figura di Giovanni Pastrone ha attirato l'interesse di studiosi e biografi, ci sono altri astigiani legati al mondo del cinema del Novecento che paiono più in ombra e meritano una riscoperta. Parliamo dei fratelli Luigi e Nino Pavese, attori e doppiatori, la cui storia professionale vale la pena di essere raccontata. Luigi Pavese è nato ad Asti il 25 ottobre 1897 in una casa di via San Pietro in Consavia, proprio dietro il Battistero. [...]

Luigi è un volto e, soprattutto, una voce inconfondibile, visto e sentito in numerosissime pellicole (170 film), che vanno dalla fine degli anni Trenta alla metà degli Anni Sessanta. È stato un grande caratterista e la spalla di attori famosi come Totò che lo volle in decine di film accanto a lui nel ruolo di "cattivo" Come accade al figlio di un impiegato comunale di Asti di diventare attore e dopo di lui anche al fratello? Il piccolo Luigi, fin da bambino, è affascinato dal mondo del teatro che aveva avuto modo di conoscere grazie alla passione del padre. L'intera famiglia andava alle rappresentazioni al Teatro Alfieri: opere, drammi, soprattutto commedie. Cresce e sogna il palcoscenico. Legge riviste, va a salutare gli attori e le attrici nei camerini. È, come si diceva allora, un “giovane di belle speranze” È ormai giovanotto quando durante una rappresentazione della Compagnia del capocomico Pederzini si presenta e viene ingaggiato come “attor giovine”. Ha 24 anni. Inizia una lunga gavetta sui palcoscenici di tutta Italia. Dal 1922 al 1924 è con altre compagnie minori, poi nel 1925 arriva al Teatro Odaleschi di Roma, allora diretto dallo scrittore Luigi Pirandello. 

Nel 1926 è con la compagnia di giro Sabbatini-Fontana e l'anno dopo con la Almirante-Manzini; dal 1928 al 1936 lavora con ben sei gruppi teatrali, tra i quali la compagnia di Elsa Merlini. Luigi Pavese è grande amico di Giuditta Rissone, prima moglie di Vittorio De Sica, che la sposò ad Asti nel 1937, con la quale condivide i natali astigiani. Accoglie l'offerta di aggregarsi


È ormai giovanotto quando durante una rappresentazione della Compagnia del capocomico Pederzini si presenta e viene ingaggiato come “attor giovine”


alla sua compagnia, la De Sica-Tofano- Rissone, che nel biennio 1935-1936 raccoglie successi in tutta Italia. È una spalla ideale del prim’attore, ha il dono naturale di rispettare i tempi delle battute. Nella stagione 1937-1938 diventa prim'attore egli stesso con la compagnia Borboni-Cimara, con cui compie una lunga tournée anche all'estero e nelle colonie. (...) L’attività vera e propria da attore cinematografico comincia nel 1935. Attore duttile, trasformista ed eclettico, impersona spesso una serie di divertenti figure autoritarie di militari, avvocati, notai, medici, commendatori, capufficio, ma anche di mariti traditi e gabbati, in una impressionante quantità di film brillanti accanto a comici come Totò, con cui recitò in una ventina delle 97 pellicole girate dal grande comico, Walter Chiari, Carlo Dapporto, Aldo Fabrizi, Rasce! e Alberto Sordi. Assolutamente da ricordare e da rivedere il duetto con il grande Totò nel film Totò truffa: la scena memorabile e famosissima dove

2013 12 17 La Nuova Provincia Di Asti Luigi Pavese f1SUL SET CON TOTÒ. Luigi Pavese con Antonio de Curtis in una celebre scena di "Totò truffa", uscito nel 1961 per la regia di Camillo Mastrocinque

Pavese, interpretando il padrone di casa che vuole riscuotere la pigione arretrata, subisce il “fascino” di Totò en travesti. La sceneggiatura prevede che il comico napoletano, per evitare di pagare l'affitto, cerchi di sedurre il padrone di casa vestendosi da donna in una gag folgorante: «...perché mi guarda cosi...ha uno sguardo lei...mi spoglia con questo sguardo... spogliatoio». Sul ruolo delle “spalle’ di Totò si è detto molto. Occorreva essere vigili, attenti, per impedire che il protagonista rubasse il "tempo’ lo spazio di battuta e confinasse il ruolo di spalla a poco più che a una presenza. Lavorare con Totò diventava, per un attore, un'occasione esaltante, un momento di confronto, quasi una competizione con se stessi per restare al livello del grande comico napoletano. Sarà forse questa la ragione per cui, in decine di film girati da Totò, si sono misurati nel ruolo di spalla cinque tra i migliori interpreti dello spettacolo italiano, da Peppino De Filippo ad Aldo Fabrizi, da Nino Taranto a Vittorio De Sica a Macario, e poi grandi caratteristi come Mario Castellani e Luigi Pavese. Ciascuno di loro ha opposto alla comicità aggressiva di Totò la propria personalità di attore, con risultati diversissimi e doppiamente esilaranti. (...) Ma Luigi Pavese dimostrò di essere anche un eccellente attore in film seri dove presta la sua maschera duttile ed espressiva a personaggi come Antonio Meucci (1940) e al Sandokan dei film salgariani dei primi anni Quaranta, o in ruoli detestabili come l'untuoso capufficio ne Le miserie del signor Travet di Mario Soldati, insieme a un bravissimo Carlo Campanini, in una delle sue più riuscite caratterizzazioni. Di


Lavorare con Totò diventava, per un attore, un'occasione esaltante, quasi una competizione con sé stessi per restare al livello del grande comico napoletano


temperamento poliedrico, dotato di una voce cavernosa e unica, la userà spesso doppiando caratteristi stranieri di grande fama come Anthony Quinn in Viva Zapata!, Fredrich March in Ore disperate, Frank Morgan, Walter Houston, Akim Tamiroff, Buri Ives ne La gatta sul tetto che scotta. Entra nel mondo televisivo. Appare in sceneggiati come Cime tempestose ( 1956) e II romanzo di un maestro ( 1959), entrambi diretti da Mario Landi, la fiaba Cenerentola (1960) di Sandro De Stefani, La cittadella (1964) di Majano che lo ha già diretto in lane Eyre (1957), quindi ne Il conte di Montecristo ( 1966) diretto da Edmo Fenoglio, Il caso Blaireau (1967) di Italo Alfaro. 

Ha parti e particine in decine di altri sceneggiati televisivi fino a pochi mesi dalla malattia che lo porterà alla morte. L'ultima apparizione in Un cappello pieno di pioggia nel 1969, diretto da Giuseppe Fina. Morirà a Roma il 13 dicembre 1969 a 72 anni. Il fratello di Luigi, Giovanni detto Nino, più giovane di sette anni (è nato ad Asti il 10 aprile del 1904), dopo aver fatto molti e diversi lavori accoglie l'invito del fratello a trasferirsi a Roma e viene ingaggiato come lavorante da una compagnia teatrale. Anche lui dimostra una spiccata vocazione per la recitazione e in pochi anni arriva a calcare le scene, prima con il grande Ermete Zacconi poi, nel 1934, con la compagnia Cimara-Aldani-Meinati, successivamente con la Merlini-Cialente. Dopo una lunga gavetta arriva l'esordio nel cinema nel 1936, nel film drammatico I due sergenti di Enrico Guazzoni. 

Mauro Aspromonti, «La Nuova Provincia di Asti», 17 dicembre 2013



Filmografia

La peccatrice, regia di Roberto Roberti (1916)
La vampa, regia di Achille Consalvi (1916)
Freccia d'oro, regia di Piero Ballerini e Corrado D'Errico (1935)
Aldebaran, regia di Alessandro Blasetti (1935)
Re burlone, regia di Enrico Guazzoni (1935)
Joe il rosso, regia di Raffaello Matarazzo (1936)
Vivere!, regia di Guido Brignone (1937)
Ai vostri ordini, signora..., regia di Mario Mattoli (1938)
Cose dell'altro mondo, regia di Nunzio Malasomma (1939)
Ho visto brillare le stelle, regia di Enrico Guazzoni (1939)
Melodie eterne, regia di Carmine Gallone (1940)
Una lampada alla finestra, regia di Gino Talamo (1940)
Antonio Meucci, regia di Enrico Guazzoni (1940)
L'amante segreta, regia di Carmine Gallone (1941)
Il re d'Inghilterra non paga, regia di Giovacchino Forzano (1941)
L'allegro fantasma, regia di Amleto Palermi (1941)
È caduta una donna, regia di Alfredo Guarini (1941)
Le due tigri, regia di Giorgio Simonelli (1941)
M.A.S., regia di Romolo Marcellini (1942)
Malombra, regia di Mario Soldati, (1942)
I cavalieri del deserto, regia di Gino Talamo e Osvaldo Valenti (1942)
Soltanto un bacio, regia di Giorgio Simonelli (1942)
Gente dell'aria, regia di Esodo Pratelli (1943)
Harlem, regia di Carmine Gallone (1943)
Inviati speciali, regia di Romolo Marcellini (1943)
Grattacieli, regia di Guglielmo Giannini (1943)
Il cappello da prete, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1944)
La fornarina di Enrico Guazzoni (1944)
Le miserie del signor Travet, regia di Mario Soldati (1945)
Circo equestre Za-bum, regia di Mario Mattoli (1945)
L'atleta di cristallo, regia di Enzo Fiermonte (1948)
Fifa e arena, regia di Mario Mattoli (1948)
Totò al giro d'Italia, regia di Mario Mattoli (1948)
Biancaneve e i sette ladri, regia di Giacomo Gentilomo (1949)
I peggiori anni della nostra vita, regia di Mario Amendola (1949)
Totò le Mokò, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1949)
Al diavolo la celebrità, regia di Steno e Monicelli (1949)
Totò cerca casa, regia di Steno e Monicelli (1949)
Totò cerca moglie, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Il vedovo allegro, regia di Mario Mattoli (1950)
Tototarzan, regia di Mario Mattoli (1950)
Il conte di Sant'Elmo, regia di Guido Brignone (1950)
Io sono il Capataz, regia di Giorgio Simonelli (1951)
Bellezze in bicicletta, regia di Carlo Campogalliani (1951)
Una bruna indiavolata, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1951)
Libera uscita, regia di Duilio Coletti (1951)
La paura fa 90, regia di Giorgio Simonelli (1951)
La famiglia Passaguai, regia di Aldo Fabrizi (1951)
Mamma mia, che impressione!, regia di Roberto Savarese (1951)
Il tallone d'Achille, regia di Mario Amendola, Ruggero Maccari (1952)
La famiglia Passaguai fa fortuna, regia di Aldo Fabrizi (1952)
Papà diventa mamma, regia di Aldo Fabrizi (1952)
Maschera nera, regia di Filippo Walter Ratti (1952)
Io, Amleto, regia di Giorgio Simonelli (1952)
Totò a colori, regia di Steno (1952)
Cinema d'altri tempi, regia di Steno (1953)
10 canzoni d'amore da salvare, regia di Flavio Calzavara (1953)
Addio, mia bella signora!, regia di Fernando Cerchio (1953)
Lo scocciatore (Via Padova 46), regia di Giorgio Bianchi (1953)
Lulù, regia di Fernando Cerchio (1953)
Sua Altezza ha detto: no!, regia di Maria Basaglia (1954)
Marsina stretta, episodio di Questa è la vita, regia di Aldo Fabrizi (1954)
Le diciottenni, regia di Mario Mattoli (1955)
La banda degli onesti, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Totò lascia o raddoppia? regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Totò, Vittorio e la dottoressa, regia di Camillo Mastrocinque (1957)
Gambe d'oro, regia di Turi Vasile (1958)
Totò a Parigi, regia di Camillo Mastrocinque (1958)
Valeria ragazza poco seria, regia di Guido Malatesta (1958)
Totò, Eva e il pennello proibito, regia di Steno (1959)
La cambiale, regia di Camillo Mastrocinque (1959)
La cento chilometri, regia di Giulio Petroni (1959)
Perfide... ma belle!, regia di Giorgio Simonelli (1959)
Noi duri, regia di Camillo Mastrocinque (1960)
I baccanali di Tiberio, regia di Giorgio Simonelli (1960)
I piaceri del sabato notte, regia di Daniele D'Anza (1960)
Il mattatore, regia di Dino Risi (1960)
Signori si nasce, regia di Mario Mattoli (1960)
Anonima cocottes, regia di Camillo Mastrocinque (1960)
Il mio amico Jekyll, regia di Marino Girolami (1960)
Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi, regia di Mario Mattoli (1960)
Chi si ferma è perduto, regia di Sergio Corbucci (1960)
Ferragosto in bikini, regia di Marino Girolami (1960)
Scandali al mare, regia di Marino Girolami (1961)
Mina... fuori la guardia, regia di Armando William Tamburella (1961)
Le magnifiche 7, regia di Marino Girolami (1961)
Totòtruffa 62, regia di Camillo Mastrocinque (1961)
Gli attendenti, regia di Giorgio Bianchi (1961)
Rocco e le sorelle, regia di Giorgio Simonelli (1961)
Totò diabolicus, regia di Steno (1962)
Totò contro Maciste, regia di Fernando Cerchio (1962)
Totò e Peppino divisi a Berlino, regia di Giorgio Bianchi (1962)
Uno strano tipo, regia di Lucio Fulci (1963)
Totò d'Arabia, regia di José Antonio de la Loma (1965)
Per qualche dollaro in meno, regia di Mario Mattoli (1966)
Spiaggia libera, regia di Marino Girolami (1966)
I due sanculotti, regia di Giorgio Simonelli (1966)
Chiedi perdono a Dio... non a me, regia di Vincenzo Musolino (1968)

Doppiaggio

Film cinema

Cecil B. DeMille in I dieci comandamenti
Finlay Currie in Ben Hur
Gene Evans in Quando l'amore è romanzo
Bert Lahr in Il mago di Oz
Donald Crisp in Torna a casa, Lassie!
Burl Ives in La gatta sul tetto che scotta
José Calvo in Per un pugno di dollari, I giorni dell'ira
Roberto Camardiel in Per qualche dollaro in più
Antonio Casas in Il buono, il brutto, il cattivo
Mike Mazurki in A qualcuno piace caldo, Oceano rosso
Lionel Stander in Sette volte sette, Infedelmente tua
Gustav Diessl in Il bravo di Venezia
James Finlayson in Allegri eroi
Edgar Kennedy in Il nemico ci ascolta
Fernando Sancho in Agente 077 dall'Oriente con furore, Minnesota Clay, Arizona Colt, Sette dollari sul rosso, Due mafiosi nel Far West, L'uomo che viene da Canyon City, I due sergenti del generale Custer, Per 100.000 dollari ti ammazzo, Sette pistole per i MacGregor, 20.000 dollari sporchi di sangue, I due toreri, Totò d'Arabia, 5000 dollari sull'asso
Hal Smith in La grande corsa
Mimo Billi in Appuntamento a Ischia
J. Edward McKinley in Hollywood Party
Lon Chaney Jr. in Mezzogiorno di fuoco, Il cacciatore di indiani
Whit Bissell in Sfida all'O.K. Corral
Neville Brand in Il segno della legge
Karl Malden in La conquista del West
William Johnstone in L'assedio di fuoco
Howard Da Silva in Il sergente York
Joe Sawyer in Colpo di scena a Cactus Creek
Slim Pickens in Prima vittoria
Paul Hartmann in Il giorno più lungo
Grant Withers in Il massacro di Fort Apache
Howard Freeman in Il nemico ci ascolta
Gert Frobe in Quei temerari sulle macchine volanti, Agli ordini del Führer e al servizio di Sua Maestà
Bernard Lee in Agente 007 - Missione Goldfinger
Fortunio Bonanova in Sangue e arena, Un amore splendido
Hugo Haas in La matadora
Richard Boone in Il compromesso, Il principe guerriero
Luther Adler in Rommel, la volpe del deserto
Danny Green in La signora omicidi
John McIntire in Francis, il mulo parlante, Terra lontana, I pionieri dell'Alaska
Barry Kelley in Giungla d'asfalto, L'ammazzagiganti
James Todd e Harry Shannon in I bucanieri
Alexandre Rignault in Il ritorno di don Camillo
Anthony Quinn in Viva Zapata!
Stanley Ridges in La via dei giganti
Ben Welden in La città del peccato
Oskar Homolka in Funerale a Berlino
Robert Strauss in Attente ai marinai, Il caporale Sam, Stalag 17 - L'inferno dei vivi, Quando la moglie è in vacanza, L'uomo dal braccio d'oro, Svegliami quando è finito
Fredric March in I ponti di Toko-Ri, Ore disperate, Alessandro il Grande
Jim Backus in Avventura nella fantasia
Charles Evans in Artisti e modelle
Ward Bond in Hanno fatto di me un criminale, Joe il pilota, Gli invincibili, Giovanna d'Arco, Aquile tonanti
Stanley Adams in Il mattatore di Hollywood
Robert Strauss in Atomicofollia
Howard Da Silva in Il sergente York, L'oltraggio
Carl Wery in Tempi duri per i vampiri
Ennio Balbo in Una vita difficile
Tito Garcia in Duello nel Texas
James Robertson Justice in Assassinio sul treno
Lionel Jeffries in Assassinio a bordo

Film d'animazione

Boris in Lilli e il vagabondo (ed.1955)
Colonnello Hathi in Il libro della giungla
Clown in Dumbo
Labrador in La carica dei cento e uno
Barbarossa in Asterix e Cleopatra
Ursus in West and soda
Re Scorfano ne Le 13 fatiche di Ercolino


Riferimenti e bibliografie:

  • "Non principe, ma imperatore" (Valentina Pattavina)
  • «Corriere della Sera», 14 dicembre 1969
  • l. m., «La Stampa», 14 dicembre 1969
  • Mauro Aspromonti, «La Nuova Provincia di Asti», 17 dicembre 2013