Nino Manfredi si meravigliò quando il pubblico rise

La rivelazione del grande attore comico

Si meraviglio quando il pubblico rise


La storia di Nino Manfredi è quella di una vocazione tardiva e sorprendente. Dopo anni trascorsi a cercare, con scarso successo, di affermarsi come attore drammatico, la sua vena comica è emersa come una rivelazione inaspettata, trasformandolo in un'icona del cinema e della televisione italiana.


Per molti anni Nino Manfredi ha tentato con scarso successo di essere un attore drammatico. La sua vena comica è stata quindi una improvvisa rivelazione per tutti: per lui e per i registi che lo avevano sempre trascurato ritenendolo un personaggio inespressivo.

Roma, marzo

Nino Manfredi si compiace di parlare non tanto del suo successo quanto della tecnica di esso. La prima volta che si affacciò alla ribalta di uno spettacolo di rivista e disse qualcosa per la quale il pubblico si mise a ridere, Manfredi non provò né compiacimento né stizza, ma stupore. Non riusciva a capire perché la gente rideva.

Nino Manfredi durante una sessione di prove

Nato nel 1921, Nino Manfredi arrivò ai trentaquattro anni, nel 1955, considerato ancora solo un «promettente attore di teatro». La sua formazione era stata rigorosa: sei anni di Accademia d'Arte Drammatica e studi universitari in legge, intrapresi solo per compiacere il padre, un brigadiere di Pubblica Sicurezza che vedeva nel mestiere dell'attore qualcosa di poco serio, quasi da "saltimbanco".

Il giovane Nino, che amava la musica e sognava di suonare, dovette reprimere le sue passioni e dedicarsi a una disciplina che sentiva estranea, cercando di eccellere in un campo dove non si sentiva a suo agio. La svolta avvenne quasi per caso, quando si rese conto che la sua vera forza non risiedeva nell'interpretazione drammatica classica, ma in quella capacità spontanea di suscitare l'ilarità del pubblico.

Nino Manfredi in una posa espressiva

«Avevo capito finalmente questa verità elementare: tutte le reazioni che fino a quel momento avevo provocato nel pubblico non erano dirette a me ma agli autori», racconta Manfredi. Il successo arrivò finalmente con la televisione e con personaggi indimenticabili come il barista di Ceccano, che gli permisero di sfruttare appieno la sua mimica straordinaria e una capacità unica di modulare la voce.

Nino Manfredi in una scena

Oggi Nino Manfredi non è solo un attore, ma un comico nato, che ha saputo costruire una solida carriera partendo dalla teoria per approdare alla pratica. La sua vita familiare, lontana dai riflettori, prosegue serena accanto alla moglie Erminia, mentre il riconoscimento del pubblico è ormai totale, superando persino quello riservato al fratello Dante, stimato chirurgo.

Enrico Roda, «Tempo», 22 marzo 1960


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Enrico Roda, «Tempo», 22 marzo 1960

Autore delle fotografie: non identificato
Fonte originale: Enrico Roda, «Tempo», 22 marzo 1960
Riproduzione digitale: tototruffa2002.it
Diritti: © rispettivi aventi diritto – immagini riprodotte per finalità storiche e documentarie.

🎭 Conclusioni

L'articolo di Enrico Roda per «Tempo» del 1960 ci offre un ritratto lucido e affascinante di Nino Manfredi, un attore che ha saputo trasformare l'iniziale smarrimento professionale in un'arte finissima. La sua ascesa, segnata dal superamento di complessi familiari e da una rigorosa formazione accademica, rivela un artista completo, capace di abitare la maschera del comico con la serietà di un drammaturgo. La capacità di Manfredi di leggere il pubblico e di costruire personaggi popolari, come il celebre barista di Ceccano, non è stata frutto del caso, ma di un talento in continua evoluzione, che ha trasformato la sua naturale "inespressività" in uno strumento versatile e potentissimo, consacrandolo come uno dei pilastri della commedia all'italiana.