Articoli & Ritagli di stampa - Rassegna 1932


Rassegna Stampa 1932


Totò

Articoli d'epoca, anno 1932

16 Gen 2014

Antonio e Diana, un amore difficile

ANTONIO E DIANA, UN AMORE DIFFICILE Dopo l’annullamento del matrimonio, i nostri rapporti continuarono ad essere tempestosi. Divenne ancora più geloso di prima, ammesso che fosse possibile. Non solo non permetteva che…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
18670

1932 01 02 Il Messaggero La vile seduttrice intro

Ieri la compagnia di riviste comiche Totò ha presentato la nuova rivista «La vile seduttrice» che ha ottenuto un'accoglienza calorosissima del foltissimo ed elegante pubblico che gremiva il teatro. Comicità garbata e signorile, satira suadente ed indovinate canzoni e motivi orecchiabilissimi, trovate divertenti, questi sono le particolari attrattive di questa nuova fatica del comico parteneopeo Totò il quale coadiuvato da Elvira Spelta, soubrette seducentissima, Giuseppina Bianco, Bianca Pizzorusso, Mario Panchetti, Mario Ortensi e di tutti gli altri ottimi elementi di questa compagnia, portato al successo da bella rivista. Oggi replica.

«Il Messaggero», 2 gennaio 1932


1932 01 03 Messaggero La vile seduttrice intro L

«Il Messaggero», 3 gennaio 1932


1932 02 14 Il Messaggero Colori nuovi L

«Il Messaggero», 14 febbraio 1932


1932 03 01 Il Messaggero Avanspettacolo L

«Il Messaggero», 1 marzo 1932


1932 03 13 Il Messaggero La vergine di Budda L

«Il Messaggero», 13 marzo 1932


1932 06 19 Gazzetta di Parma Toto L«Gazzetta di Parma», 17 giugno 1932

1932 06 18 Gazzetta di Parma Toto L«Gazzetta di Parma», 18 giugno 1932

1932 06 19 Gazzetta di Parma Toto L«Gazzetta di Parma», 19 giugno 1932


1932 09 17 L arte drammatica Al piccolo caffe intro

Il geniale comico Totò l’à imbroccata con la sua Compagnia di riviste: ora si è accordato nuovamente con Corrado De Cenzo e riprenderà in piena la riuscita rivista Al piccolo caffè ed à tutto un giro di piazze e nei locali cinematografici ed è ben pagato. Suo amministratore è il giovane Achille Rampezzotti ed à tutto un assieme di artisti e ballerini. Terminate le recite a Milano se ne è andato a Cremona ed à il giro di piazza fino a metà ottobre. Dopo metà ottobre andrà a Roma per un lungo periodo e con un contratto pagato.

«L'arte drammatica», 17 settembre 1932


1932 10 01 Era lei si si

Vivissima attesa per il debutto della brillante Compagnia di Fantasie Comiche raggruppata intorno al brillantissimo comico Totò, beniamino del pubblico torinese. "Era lei... si... si" ecc, fantasia diabolica in due atti e una moltitudine di quadri, è una creazione tipica, riccamente dosata e pepata secondo i canoni classici della rivista elegante e piccante. Totò, le sue belle, brave, briose collaboratrici, i suoi ottimi collaboratori vogliono farsi molto onore nella stagione al "Vittorio". Ed anche le graziosissime girls, un complesso di danzatrici... in gamba.
Il pubblico stasera alle 21, al Teatro Vittorio Emanuele vedrà, stupirà, si divertirà e applaudirà.

1932 10 01 Era lei si si 2

Questa sera, al Teatro Vittorio debutterà la Compagnia di Fantasie Comiche, diretta da Totò, l'esilarante comico ben noto al nostro pubblico. Il debutto avverrà con la divertentissima rivista "Era lei... si... si. Era lei... no... no. Era lei... che lo voleva", in due parti e molti quadri, creata e messa in scena dallo stesso Totò in collaborazione col maestro De Curtis. Vivacità e brio caratterizzano lo spettacolo elegante che l'affiatatissima compagnia ha già fatto conoscere con molto successo al pubblico delle maggiori città italiane.

1932 10 05 Era lei si si

1932 10 06 La Stampa Santarellina

1932 10 08 Follie novecento

«La Stampa», 1-8 ottobre 1932


1932 10 15 L Impero Il vergine folle L

«L'Impero», 15 ottobre 1932


1932 10 22 L arte drammatica Toto L

«L'arte drammatica», 22 ottobre 1932


1932 12 15 Varieta Toto L

"Annuncio" apparso sul periodico "Varietà" del 15 dicembre 1932


Altri artisti

1932 Ettore PetroliniEttore Petrolini se l’ebbe a male una volta — assicura Silvio d’Amico — d'essere stato riconosciuto per un autentico erede dei comici dell’arte: di quei comici che, improvvisando canovacci e lazzi, resero il lustre il teatro nostro anche oltre frontiera, sino a quando Papà Goldoni non venne ad imbrigliarli nel modo che tutti sanno. Che, forse, Petrolini, ritenesse d’essere diminuito? O che giudicasse d’essere ben diverso, lui, che i copioni li recita bel-l’e scritti e col suggeritore in buca?

Petrolini è un artista e non si contano i turiboli che lo hanno incensato. La sua personalità è singolare, i suoi mezzi eccezionali. Il senso del grottesco e del parodistico è in lui perfezionato dall’osservazione e dall’ingegno ; limitarlo, questo suo senso, alla macchietta del music-hall, dal quale Petrolini deriva, è sommamente ingiusto. Il music-hall fu appella una tappa della sua carriera: fu il trampolino por spaziare in un inondo più vasto e balzare nel pieno deirumanità. Si sono ricordali, esaminando l’arte di Petrolini, Aristofane e Plauto; si è andati nel classico. E chi può affermare — fu anche detto — che un giorno Gastone non sia collocato nel limbo dei tipi classici, come lo fu, poniamo, il Miles gloriosus? Noi, profeti non siamo...

Lo voglia o non lo voglia — se lo lasci dire Petrolini — la sua progenie resta quella degli Zanni. Illustre progenie, perbacco, se è giunta ad immortalare un Ruzzante, uno Scala, un Martinelli, attori e autori sui quali s'accumulano biblioteche. Non vuole saperne Petrolini? E ci conceda, allora, di dirgli, che noi non sapremmo come giudicare il suo teatro: dimenticando la commedia dell’arte, coi suoi scenari ed i suoi lazzi, Petrolini è inclassificabile. Vuoi che reciti la commedia o il dramma, egli deve evadere; i suoi momenti migliori sono questi: quando dalla finzione scenica straripa e sberleffa la realtà. Non diversamente si comportavano i suoi progenitori di cui sopra, per i quali la recitazione era, spesse volte, un pretesto: intrufolavano allusioni e scherni per avvenimenti e per figure dol tempo, lanciavano il lazzo come si lancia una manata di coriandoli per gioco carnevalesco, butta-vani» lo scherzo come una stella filante con la quale si vuol colpire e nel contempo ammjc. care. Sovente, queste evasioni che nulla avevano a che fare col mal di pancia di Mezzettino o la gelosia di Clorinda erano premeditate, sovente sbocciavano spontanee. Petrolini le rinnova.

Il suo « scenario » vale più per gli altri (attrici e attori che debbono secondarlo), che per se stesso: fissato un carattere, per lui, di sera in sera, potrebbero essere diverse lo battute. Versatilità e misura sono in Petrolini sorprendenti. Rimanga nella vicenda o ne scappi fuori, dica la battuta del copione o ne improvvisi qualcuna per la platea, il pubblico non vuole che lui, non segue che lui! Il suo teatro non conta, conta Petrolini. Il teatro, quello della riforma, quello che noi concepiamo da alcuni secoli, Petrolini, anzi, lo smonta. Egli ha compiuto per il teatro la stessa erosione che Pirandello ha compiuto per lo spirito: lo ha spogliato dell’illusione, gli ha strappato la fede. Ecco qua: v’è una scena che piglia il cuore, che sta per inumidirvi le ciglia. La sua prima attrice, singhiozza: « Non ho tradito te, ereditili, ho tradito l’altro! ». Petrolini, sul quale pesa l’angoscia di questo dilemma, sbrecca fuori: « Va bene, questo vai a raccontarlo a Pirandello! ».

E’ come se Tatiana Pavlova, sulla scena, dovendo accarezzare dolcemente i capelli di Cia-lente (« Caro, come sono belli e morbidi... ») si sentisse rispondere: « Adopero la Chinina Migone!».

Giuseppe Bevilacqua, «Il Dramma», 1932


1932 Titina De Filippo 00 L

Umberto Onorato 1932 34

«Il Dramma», 1932


1932 02 02 Il Piccolo delle ore diciotto Angela Ippaviz intro

Angela Ippaviz la briosa soubrette triestina della grande Compagnia Italo-Viennese del cav. Achille Maresca, sarà l'interprete di un grande film-rivista col quale verranno «lanciate» alcune canzoni destinate, almeno nelle intenzioni degli editori, a oscurare tutta la produzione passata, presente e... futura.

«Il Piccolo delle ore diciotto», 2 febbraio 1932


1932 04 01 Il Piccolo delle ore diciotto Angela Ippaviz intro

Debutta oggi al Teatro Fenice la primaria Compagnia Italo-Viennese diretta dal cav. Achille Maresca, con la fastosa rivista in dieci quadri «La Regina delle perle». Esecutori principali del fantasioso lavoro, che rappresenta il trionfo della bellezza, della femminilità, dell’eleganza in un’orgia di musiche. di canzoni e di colori sono la briosa ed elegante soubrette Angela Ippaviz, l'apprezzato comico grottesco Galliano ed altri ottimi elementi fra cui Aura Grisi, Baby Gross, Dino Bolognese, Alfredo Bosetti nonché l’elettrizzante balletto dello «Ippaviz Girls».

Il debutto della Compagnia del cav. Maresca è atteso con viva curiosità e rappresenta un avvenimento artistico di primaria importanza.

«Il Piccolo delle ore diciotto», 1 aprile 1932


1932 03 31 Il Piccolo di Trieste Angela Ippaviz«Il Piccolo di Trieste», 31 marzo 1932

1932 03 31 Il Piccolo di Trieste Angela Ippaviz T«Il Piccolo di Trieste», 31 marzo 1932

1932 04 01 Il Piccolo di Trieste Angela Ippaviz T«Il Piccolo di Trieste», 1 aprile 1932

1932 04 08 Il Piccolo delle ore diciotto Angela Ippaviz«Il Piccolo di Trieste», 8 aprile 1932


1932 04 12 Il Piccolo delle ore diciotto Achille Maresca intro

Il geniale animatore e direttore artistico della Compagnia italo-viennese che in questi giorni ottiene tanto vivo successo nel popolare teatro di via Battisti. Per oggi, la Compagnia Maresca la prima rappresentazione dell'operetta a grande spettacolo «L’allegro pompiere» con musiche di Stolz.

Anche questo lavoro, che promette un originalissimo finale cinematografico, ha per interpreti Angela Ippaviz, Aura Grisi, Baby Gress, Galliano, Dino Bologna e tutti gli altri ottimi elementi della Compagnia nonché l’apprezzato balletto dello bellissime Ippaviz-girls.

«Il Piccolo delle ore diciotto», 12 aprile 1932


1932 04 16 Il Piccolo delle ore diciotto Clely Fiamma f1

Clely Fiamma, l'elegantissima seducente «stella», che oggi debutta al Teatro Filodrammatico nel suo originale repertorio che comprende le ultime novità canzonettistiche: «Donnina», «Il tango del vento», «Marilena», «Nessun calore», «Chigolita», «Billy» ecc. In unione al ballerino fantasista Rachel dell'Empire di Parigi, Clely Fiamma eseguirà poi, l’autentica «Rumba selvaggia», il tanto discusso ballo di gran moda.

«Il Piccolo delle ore diciotto», 16 aprile 1932