Pierfederici Antonio

Talvolta indicato come Tonino Pierfederici (La Maddalena, 18 marzo 1919 – Roma, 6 gennaio 1999), è stato un attore italiano.

Biografia

Nel 1938 si trasferì dalla Sardegna a Roma per frequentare la facoltà di Giurisprudenza. Negli anni 1942 - 1943 si iscrisse al corso di recitazione presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica; tra i suoi compagni c'era anche Vittorio Gassman.

Dopo il diploma debuttò in teatro diretto da Luchino Visconti, all'inizio del 1945, nei Parenti terribili. Successivamente lavorò in svariate compagnie tra cui quelle di Laura Adani, Laura Solari, Sergio Tofano, Salvo Randone, Vittorio Gassman per approdare a Milano al Piccolo Teatro, scelto da Strehler per una lunga serie di spettacoli.

Nel 1955 gli fu assegnato il Premio San Genesio, per la sua recitazione in Aspettando Godot, di Samuel Beckett.

Il debutto nel cinema avvenne nel 1946 in Un giorno nella vita, diretto da Alessandro Blasetti, primo di una serie di circa 25 film in cui recitò sino all'inizio degli anni novanta.

Particolarmente intensa la prosa radiofonica per la RAI dal primo dopoguerra e soprattutto quella televisiva sia nelle commedie sia negli sceneggiati.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

ROMA Lutto del teatro italiano: nella sua casa romana, si è spento Anton io Pierfederici, attore presente sulle nostre scene da oltre mezzo secolo. Nato in Sardegna il 18 marzo 1919, diplomatosi all'Accademia d'arte drammatica nel 1943, si era imposto al pubblico e alla critica quale giovane protagonista dei Parenti terribili di Jean Cocteau, messi in scena da Luchino Visconti all'inizio del 1945. Ancora con Visconti, vestì gli ambigui panni di Cherubino nel Matrimonio di Figaro di Beaumarchais, 1946.

Da allora, la sua attività si svolse pressoché ininterrotta, sotto la guida di registi tra i più autorevoli, da Orazio Costa a Luigi Squarzina. Gli si addicevano, soprattutto negli anni più verdi , personaggi inquieti e nevrotici (lo si ricorda, ad esempio, come uno dei Demòni do-stoevskijani) . Il volto incorniciato da una gran barba bianca, nell'età più matura lo si sarebbe spesso impegnato in spettacoli d'ispirazione religiosa (la Festa del Teatro di San Miniato era tra i suoi appuntamenti estivi). Né si può dimenticare che Pierfederici fu, nel 1954, tra gli interpreti della prima edizione, in Italia, del beckettiano Aspettando Godot, allestito da Luciano Mondolfo. Tra le sue prove più recenti, e giustamente apprezzate, la partecipazione alla Trilogia della villeggiatura di Goldoni nell'edizione di Massimo Castri.

I funerali dell'attore scomparso si svolgeranno questo pomeriggio alle 16 nella Chiesa di Sant'Agnese a Roma.

«L'Unità», 8 gennaio 1999


Roma — E’ morto due giorni fa nella sua casa romana, a 79 anni, l'attore Antonio Pierfederici. Nato a Caprera, diplomato all’Accademia di Roma, iniziò a recitare con Ruggeri e proseguì accanto a mostri sacri come Randone, Cervi, la Morelli, la Pagnani e la Brìgno-ne con cui recitò D’Annunzio. Volto popolare anche in Tv per aver frequentato sceneggiati .d.o.c., Pierfederici lascia il ricordo di un talento classico e multiforme, prediletto da Visconti che lo lanciò ne «I parenti terribili» di Cocteau, ma giusto anche per il Piccolo Teatro. Vinse il premio San Genesio recitando per primo Beckett («Aspettando Godot»), è con la Vitti e Albertazzi in «Dopo la caduta». Di recente, è ancora dannunziano diretto da Cobelli, goldoniano con la «Trilogia della villeggiatura» di Castri.

(M. Po.) Maurizio Porro, «Corriere della Sera», 8 gennaio 1999


Lutto nel teatro italiano per la morte di Antonio Pierfederici, uno degli attori più attivi e personali, presente sulle nostre scene dai primi anni del dopoguerra. E' scomparso la notte del 6 gennaio, nella sua abitazione romana, a 74 anni, (era nato nel 1924, in Sardegna, a La Maddalena), dopo una carriera intensa, cominciata nel 1943 dopo il conseguimento del diploma dell'Accademia d'Arte Drammatica, e proseguita ininterrottamente sino alla fine.

Al debutto fu salutato come una rivelazione per il successo personale nella parte del figlio ne «I parenti terribili» di Jean Cocteau, diretto da Luchino Visconti, spettacolo che fece scandalo e segnò una svolta per il nostro teatro. Pierfederici vi si aggirava scalzo, e saltava sul letto di sua madre, impersonata da Andreina Pagnani. Del regista milanese divenne uno degli attori preferiti, tanto che gli venne affidato il ruolo di Cherubino ne «Il matrimonio di Figaro» di Beaumarchais. Poco adatto alle compagnie di giro, perché i testi di repertorio non erano congeniali al suo temperamento, dette le sue prove migliori nei teatri stabili e negli spettacoli straordinari. Fu un protagonista ideale per «Il poverello» di Copeau, diretto da Orazio Costa, un magnifico attor giovane nell' «Arlecchino» di Goldoni diretto da Strehler, e un godibilissimo «Signor Bonaventura» di Sergio Tofano in un'edizione che girò il mondo. Ma sono numerose le altre prove eccellenti.

Si ricordano le sue interpretazioni ne «La morte di Danton» di Buchner al Piccolo, in «I demoni» di Fabbri da Dostoevskij a Genova, in «Yo el Rey» di Cicognani, in «Amleto» di Bacchetti all'Olimpico di Vicenza, in «Il potere e la gloria» di Greene a San Miniato. Pierfederici era portato verso figure di una nervosa e a volte morbosa sensibilità. Riuscì a distinguersi soprattutto in personaggi tormentati, inquieti e nevropatici. I caratteri stessi della sua recitazione ne hanno fatto un attore teatrale per eccellenza che amava definirsi «all'antica italiana». Negli ultimi anni si è distinto ne «La trilogia della villeggiatura» di Goldoni diretto da Massimo Castri, mentre come direttore dell'accademia di recitazione de «La Scaletta» di Roma aveva da poco dato conferma della sua grande classe in «Assassinio nella Cattedrale» di Eliot. Non si limitò al palcoscenico. Intensa la sua attività alla radio e nel doppiaggio, mentre furono sporadiche le sue apparizioni in televisione («L'Alfiere» di Alianello, «Il Gabbiano» di Cecov); fra le sue scarse interpretazioni cinematografiche, magistrali restano il padre di Romeo in «Romeo e Giulietta» di Zeffirelli, e il giovane partigiano in «Un giorno nella vita» di Blasetti. Con Pierfederici scompare un autentico attore di razza. 50 anni pieni dedicati al teatro di prosa che ultimamente il presidente Scalfaro aveva premiato con l'onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica.

«La Stampa», 8 gennaio 1999

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Il teatro

Cristo ha ucciso!, dramma in tre atti di Gian Paolo Callegari, con Vittorio Gassman, Andreina Pagnani, Rina Morelli, Renzo Ricci, Carlo Ninchi, Eva Magni, Antonio Pierfederici, Germana Paolieri, Giovanna Galletti, Tino Buazzelli, Arnoldo Foà, Paolo Stoppa, Manlio Busoni, Gianrico Tedeschi, Rossella Falk, regia di Guido Salvini prima al Teatro della Biennale di Venezia il 1º ottobre 1948.
La parigina, di Henry Becque, con Antonio Battistella, Lilla Brignone, Antonio Pierfederici, Franca Valeri, Sergio Tofano, Mario Feliciani, Rosalba Oletta, regia di Giorgio Strehler, prima la Piccolo Teatro di Milano il 18 gennaio 1949).
Riccardo III, di William Shakespeare, con Edda Albertini, Lilla Brignone, Carlo D'Angelo, Ottavio Fanfani, Mario Feliciani, Antonio Pierfederici, Renzo Ricci, Gianni Santuccio, Pietro Tordi, Edoardo Toniolo, regia di Strehler, prima al Piccolo di Milano il 15 febbraio 1950.
Amleto di Riccardo Bacchelli regia di Enzo Ferrieri con Monica Vitti nel ruolo di Ofelia, prima al Teatro Olimpico di Vicenza il 14 settembre 1956.
La fastidiosa, commedia di Franco Brusati, con Salvo Randone, Neda Naldi, Antonio Pierfederici, Giusi Raspani Dandolo, Giuliana Lojodice, regia di Josè Quaglio (1965).
Coriolano, di W. Shakespeare, regia Antonio Calenda, scene F. Nonnis, luci Lino Colella prima Teatro Romano Verona estate 1969.
La fiaccola sotto il moggio di Gabriele d'Annunzio con Alida Valli, Marina Malfatti, Mario Valdemarin, Tino Schirinzi, Antonio Pierfederici (nella parte del Serparo), regia di Giancarlo Cobelli (1983).

Prosa radiofonica RAI

Il gioco delle parti, di Luigi Pirandello, con Tino Buazzelli, Lia Angeleri, Enzo Tarascio, Franco Sportelli, Tonino Pierfederici, Adriano Micantoni, Giulio Girola, Gianfranco Ombuen, Ivano Staccioli, Ugo Pagliai, regia di Flaminio Bollini, trasmessa il 18 giugno 1963.

Prosa televisiva RAI

Martina, commedia di Jean Jacques Bernard, con Silvio Spaccesi, Valentina Fortunato, Antonio Pierfederici, Vira Silenti, Mercedes Brignone, regia di Mario Ferrero, trasmessa il 16 luglio 1954, nel programma nazionale.
Il potere e la gloria, di Graham Greene, con Alida Cappellini, Sergio Graziani, Alfredo Bianchini, Vinicio Sofia, Mario Ferrari, Andrea Matteuzzi, Aroldo Tieri, Ivo Garrani, Antonio Pierfederici, regia di Luigi Squarzina e Guglielmo Morandi, trasmessa il 24 agosto 1955, nel programma nazionale.
Il lupo, con Antonio Pierfederici, Lauro Gazzolo, Laura Carli, Luisa Rossi, Tullio Carminati, Antonio Battistella, Mario Scaccia, regia di Guglielmo Morandi, trasmessa il 2 febbraio 1956, nel programma nazionale.
Il borghese gentiluomo, di Molière, con Massimo De Francovich, Achille Millo, Antonio Pierfederici, Monica Vitti, Giulio Girola, Vittorio Caprioli, Ileana Ghione, Elio Pandolfi, Francesco Mulè, Valeria Valeri, Lilla Brignone, regia di Giacomo Vaccari, trasmessa il 16 luglio 1959, nel programma nazionale.
L'idiota, - sceneggiato televisivo - 1959
Vita di Dante, sceneggiato televisivo, regia di Vittorio Cottafavi (1965)
I fratelli Karamàzov, sceneggiato televisivo, regia di Sandro Bolchi, 1969

Filmografia

Un giorno nella vita, regia di Alessandro Blasetti (1946)
Gli ultimi giorni di Pompei, regia di Paolo Moffa (1950)
Andrea Chénier, regia di Clemente Fracassi (1955)
La maschera del demonio, regia di Mario Bava (1960)
La tragica notte di Assisi, regia di Renato Pacini (1960)
Ti aspetterò all'inferno, regia di Piero Regnoli (1960)
Totò, Peppino e...la dolce vita, regia di Sergio Corbucci (1961)
Vanina Vanini, regia di Roberto Rossellini (1961)
Le monachine, regia di Luciano Salce (1962)
Romeo e Giulietta, regia di Franco Zeffirelli (1968)
I quattro pistoleri di Santa Trinità, regia di Giorgio Cristallini (1971)
La controfigura, regia di Romolo Guerrieri (1971)
Il santo patrono, regia di Bitto Albertini (1972)
Ciak, si muore!, regia di Mario Moroni (1974)
Il bacio, regia di Mario Lanfranchi (1974)
Cagliostro, regia di Daniele Pettinari (1975)
Il caso Raoul, regia di Maurizio Ponzi (1975)
Perché si uccidono, regia di Mauro Macario (1976)
Otello, regia di Franco Zeffirelli (1986)
Secondo Ponzio Pilato, regia di Luigi Magni (1987)
Corsia preferenziale, regia di Luigi Gallo

Bibliografia

Gli attori, Gremese Editore Roma 2002
I registi, di Pino Farinotti, SugarCo Milano 1993
Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1945/1955 - 1956/1965 - 1966/1975 Torino.


Sintesi delle notizie estrapolate dagli archivi storici dei seguenti quotidiani e periodici:
  • «L'Unità», 8 gennaio 1999
  • (M. Po.) Maurizio Porro, «Corriere della Sera», 8 gennaio 1999
  • «La Stampa», 8 gennaio 1999
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