De Padova Nina (Bravaccino Anna)

Nina De Padova, pseudonimo di Anna Bravaccino (Napoli, 26 maggio 1900 – Roma, 25 novembre 1987), è stata un’attrice italiana di teatro, cinema e televisione, apprezzata soprattutto come caratterista e legata a una delle stagioni più importanti del teatro napoletano del Novecento. La parte più significativa della sua carriera coincise con la lunga collaborazione artistica con Eduardo De Filippo, del quale interpretò numerose commedie sia sulle scene sia nelle celebri edizioni televisive realizzate dalla Rai.
Nata a Napoli nel quartiere Vicaria, era figlia di Eduardo Bravaccino, impiegato ai Mercati Generali, e di Lucia Cirillo. Fin da bambina manifestò una forte inclinazione per lo spettacolo, tanto che in famiglia veniva scherzosamente chiamata "'a tiatrante". Studiò pianoforte e conseguì il diploma magistrale, seguendo inizialmente un percorso lontano dal professionismo teatrale.
Nel 1925 sposò il sottufficiale dell'esercito Antonio De Padova, dal quale assunse il cognome che avrebbe successivamente utilizzato come nome d'arte. La sua autentica vocazione rimase tuttavia la recitazione e, durante gli anni della seconda guerra mondiale, cominciò a dedicarsi con crescente continuità al teatro.
Intorno alla metà degli anni Quaranta fondò insieme al marito la filodrammatica Partenope, assumendone anche le funzioni di capocomica e impresaria. La compagnia si esibì inizialmente alla Casa del Soldato e successivamente al Circolo Ufficiali di Napoli. Il repertorio comprendeva soprattutto testi della grande tradizione partenopea, con opere di Eduardo Scarpetta, Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo e Libero Bovio.
Fu proprio attraverso questa lunga esperienza maturata sulle scene napoletane che Nina De Padova affinò le caratteristiche destinate a renderla riconoscibile: una recitazione spontanea e popolare, una forte presenza scenica e una particolare efficacia nella costruzione di figure femminili profondamente radicate nell'ambiente e nel linguaggio di Napoli.
La svolta professionale arrivò nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando Eduardo De Filippo ebbe occasione di vederla recitare e ne apprezzò le qualità. Dopo un'esperienza nella Scuola dei comici napoletani del Teatro San Ferdinando, Nina entrò nella compagnia La Scarpettiana, partecipando nel 1957 a Madama Sangenella di Eduardo Scarpetta.
Dal 1958 entrò stabilmente nella compagnia Il teatro di Eduardo, inaugurando il periodo artisticamente più importante della sua carriera. La sua fisionomia bonaria, la voce immediatamente riconoscibile e la naturalezza con cui sapeva restituire inflessioni, gesti e comportamenti della Napoli popolare ne fecero una preziosa caratterista. Eduardo seppe impiegarla senza ridurla alla semplice macchietta comica, affidandole personaggi capaci di alternare ironia, concretezza e momenti di autentica umanità.
Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta partecipò a numerosi allestimenti eduardiani. Fu Rosalia Solimene in Filumena Marturano, zia Memè in Sabato, domenica e lunedì e Rosa Cimmaruta in Le voci di dentro. Prese inoltre parte a Il sindaco del Rione Sanità, una delle opere fondamentali della maturità artistica di Eduardo.
L'avvento della televisione permise a Nina De Padova di raggiungere un pubblico molto più ampio rispetto a quello teatrale. Già nel 1959 partecipò alle trasmissioni televisive di spettacoli della compagnia di Eduardo; nei primi anni Sessanta divenne poi una presenza ricorrente nelle versioni televisive delle sue commedie.
Particolarmente significativa fu l'interpretazione di Concetta Cupiello in Natale in casa Cupiello nell'edizione televisiva del 1962. Nello stesso ciclo apparve anche in Ditegli sempre di sì, Napoli milionaria!, Questi fantasmi!, Filumena Marturano, Le voci di dentro e Sabato, domenica e lunedì. La televisione fissò così definitivamente la sua immagine e il suo stile recitativo, consentendo alle sue interpretazioni di sopravvivere alla dimensione effimera dello spettacolo teatrale.
Nella primavera del 1962 partecipò inoltre alla tournée europea della compagnia di Eduardo De Filippo, che portò il teatro napoletano in importanti città europee, fra cui Budapest, Varsavia, Leningrado, Mosca, Vienna e Anversa.
La collaborazione con Eduardo proseguì nel 1963 con lo sceneggiato televisivo Peppino Girella e nel 1964 con un nuovo ciclo di commedie, comprendente fra le altre Chi è cchiù felice 'e me!, Non ti pago!, La grande magia, Mia famiglia e Il sindaco del Rione Sanità. Il sodalizio si concluse nella primavera del 1964, dopo circa sei anni particolarmente intensi.
Nel 1966 Nina De Padova affrontò un'esperienza diversa entrando nel grande teatro musicale italiano. Garinei e Giovannini la scritturarono per la prima edizione di Ciao, Rudy, spettacolo dedicato alla figura di Rodolfo Valentino e interpretato da Marcello Mastroianni al Teatro Sistina di Roma. Nina interpretava la padrona di "Mamma Caruso". La commedia musicale ottenne un notevole successo e rimase in scena per numerose rappresentazioni.
Negli anni successivi l'attrice lavorò prevalentemente tra cinema e televisione, continuando a essere impiegata soprattutto in ruoli di carattere. Comparve in produzioni dirette da registi quali Sandro Bolchi, Alberto Lattuada, Vittorio Caprioli, Mario Monicelli, Anton Giulio Majano, Francesco Maselli e Salvatore Piscicelli.
Pur raramente protagonista, Nina De Padova possedeva quella capacità tipica dei grandi caratteristi di rendere riconoscibile un personaggio anche attraverso poche scene. La sua recitazione conservò sempre una forte matrice teatrale e napoletana, accompagnata però da una sobrietà che le consentì di adattarsi progressivamente anche al linguaggio cinematografico e televisivo.
Negli ultimi anni della carriera le sue apparizioni divennero più sporadiche. Continuò comunque a lavorare fino agli anni Ottanta, mantenendo vivo quel legame con la tradizione dello spettacolo napoletano che aveva caratterizzato l'intero suo percorso artistico.
Nina De Padova morì a Roma il 25 novembre 1987, all'età di 87 anni. Rimane soprattutto una delle figure caratteristiche della grande stagione teatrale e televisiva di Eduardo De Filippo: un'attrice capace di dare consistenza, autenticità e colore anche ai personaggi secondari, contribuendo alla fortuna di opere divenute parte integrante della storia del teatro italiano.
Galleria fotografica e rassegna stampa

«Noi donne», anno XV, n. 2, 10 gennaio 1960, dedica un ampio servizio alla commedia Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, allora rappresentata al Teatro Quirino di Roma. Il servizio, curato da Carlo di Stefano, si apre con un’intervista all’autore, chiamato a presentare la protagonista Rosa Priore e a spiegare il significato della sua nuova opera. Eduardo descrive Rosa come una donna della piccola borghesia napoletana, profondamente legata alla famiglia ma dotata di una personalità forte, gelosa della propria libertà e capace di sacrificarsi per gli altri. Attraverso di lei e gli altri personaggi, l’autore intende rappresentare senza caricature la vita quotidiana di una famiglia, osservata nei suoi gesti più comuni, nelle tensioni matrimoniali e nei rapporti fra generazioni. Eduardo insiste inoltre sulla necessità di una recitazione naturale, lontana da interpretazioni troppo costruite. Le pagine successive propongono fotograficamente e attraverso ampi brani dialogati la prima parte della commedia, seguendo Rosa nella preparazione del tradizionale ragù domenicale e introducendo progressivamente marito, figli, parenti e conoscenti fino a far emergere le tensioni nascoste dietro l’apparente normalità domestica.
- Rosa Priore come figura centrale: Eduardo presenta la protagonista come una donna appartenente alla piccola borghesia napoletana, economicamente indipendente e consapevole del proprio valore, ma nello stesso tempo profondamente legata agli affetti familiari.
- Una borghesia senza caricature: l’autore dichiara di voler rappresentare personaggi e ambienti borghesi con realismo, evitando di trasformarli in tipi convenzionali. Il suo interesse è rivolto soprattutto alla dimensione umana delle persone e ai piccoli fatti della vita quotidiana.
- La crisi della famiglia: Eduardo osserva come anche la piccola e media borghesia attraversino una crisi contemporanea, dovuta alla difficoltà di adattarsi rapidamente ai cambiamenti sociali e alla perdita di alcune tradizioni.
- Il valore della quotidianità: l’atmosfera della commedia nasce da elementi apparentemente insignificanti: il pranzo della domenica, le discussioni domestiche, le fissazioni personali e le consuetudini familiari diventano strumenti attraverso i quali Eduardo racconta un’intera mentalità.
- Un linguaggio naturale: parlando della recitazione, Eduardo sottolinea l'importanza di evitare interpretazioni troppo artificiose. Il dialetto e il linguaggio quotidiano devono essere restituiti dagli attori con naturalezza e precisione realistica.
- Il matrimonio di Rosa e Peppino: dietro la normale vita coniugale affiora una crisi più profonda. Eduardo suggerisce che la commedia debba essere compresa proprio attraverso il significato complessivo di questa crisi, destinata a emergere gradualmente nel corso dell’azione.
- Il ragù della domenica: nelle fotografie di scena Rosa appare impegnata nella lunga preparazione del ragù napoletano. Un gesto domestico ordinario assume una funzione teatrale fondamentale, diventando il centro attorno al quale si muovono personaggi, conversazioni e tensioni.
- Peppino e il passato: il marito di Rosa ricorda la propria giovinezza e il lavoro nella bottega di abbigliamento del padre. Attraverso i suoi racconti emerge una Napoli fatta di negozi, mestieri, sacrifici economici e aspirazioni piccolo-borghesi.
- I figli e le nuove generazioni: Rocco, Giulianella e Federico introducono nella famiglia problemi e aspirazioni differenti. Rocco cerca di costruirsi una posizione economica, Giulianella affronta una difficile relazione sentimentale, mentre Federico coltiva ambizioni artistiche e teatrali.
- Il contrasto fra tradizione e modernità: particolarmente significativo è il confronto tra Giulianella e la zia Memè. Alla giovane che vuole decidere autonomamente del proprio futuro sentimentale si contrappone una concezione più tradizionale della famiglia, secondo la quale matrimonio e scelte personali devono ancora sottostare all’autorità dei genitori.
- La casa come microcosmo teatrale: parenti, figli, fidanzati, vicini e conoscenti entrano ed escono dalla cucina e dalla sala da pranzo. Eduardo costruisce così un piccolo universo sociale nel quale ogni personaggio porta interessi, debolezze e conflitti propri.
- La tensione dietro la normalità: mentre Rosa cucina e la famiglia discute delle proprie faccende, il comportamento di Peppino diventa sempre più nervoso. Le ultime scene del servizio mostrano Rosa vicina all’esplosione emotiva, anticipando il conflitto che costituisce il cuore della commedia.
Il documento offre una testimonianza particolarmente significativa della poetica teatrale di Eduardo De Filippo alla fine degli anni Cinquanta. Sabato, domenica e lunedì, rappresentata per la prima volta nel 1959, trasforma la casa dei Priore e soprattutto la cucina di Rosa in un osservatorio della società napoletana e italiana del tempo: il rito del ragù, i rapporti fra marito e moglie, le aspirazioni dei figli e il confronto fra vecchie convenzioni e nuove libertà individuali compongono un affresco familiare nel quale comicità e inquietudine convivono continuamente. Di notevole interesse storico sono anche le fotografie pubblicate nelle pagine 39-42, che documentano la messinscena e presentano visivamente numerosi interpreti della compagnia. Il servizio mostra soprattutto quanto Eduardo considerasse il quotidiano materia teatrale privilegiata: dietro una domenica in famiglia e una pentola lasciata lentamente sul fuoco possono nascondersi gelosie, incomprensioni e conflitti capaci di mettere in discussione un intero matrimonio. E il ragù, come spesso accade nel teatro eduardiano, finisce per cucinare molto più della carne.
Carlo Di Stefano, «Noi donne», anno XV, n.20/22, 10/24 gennaio 1960
Parte 1 - Parte 2 - Parte 3
Teatro e prosa televisiva
- Madama Sangenella, di Eduardo Scarpetta, regia di Alessandro Brissoni (1957)
- Le bugie con le gambe lunghe, di Eduardo De Filippo (1958-1959)
- Natale in casa Cupiello, di Eduardo De Filippo (1958-1959)
- Tre calzoni fortunati, di Eduardo Scarpetta – Scarfilina, diretta televisiva dal Teatro Valle di Roma (23 gennaio 1959)
- La fortuna con l'effe maiuscola, di Eduardo De Filippo e Armando Curcio – Concetta, diretta televisiva dal Teatro Odeon di Milano (17 aprile 1959)
- 'O miedeco d'e pazze, di Eduardo Scarpetta – avventrice del bar (11 maggio 1959)
- Filumena Marturano, di Eduardo De Filippo – Rosalia Solimene (1959)
- Sabato, domenica e lunedì, di Eduardo De Filippo – zia Memè (1959)
- Il sindaco del Rione Sanità, di Eduardo De Filippo (1960)
- Le voci di dentro, di Eduardo De Filippo – Rosa Cimmaruta (1961)
- Sik-Sik, l'artefice magico, di Eduardo De Filippo – comparsa (1º gennaio 1962)
- Ditegli sempre di sì, di Eduardo De Filippo – Saveria Gallucci (8 gennaio 1962)
- Natale in casa Cupiello, di Eduardo De Filippo – Concetta Cupiello (15 gennaio 1962)
- Napoli milionaria!, di Eduardo De Filippo – Adelaide Schiano (22 gennaio 1962)
- Questi fantasmi!, di Eduardo De Filippo – Carmela (29 gennaio 1962)
- Filumena Marturano, di Eduardo De Filippo – Rosalia Solimene (5 febbraio 1962)
- Le voci di dentro, di Eduardo De Filippo – Rosa Cimmaruta (12 febbraio 1962)
- Sabato, domenica e lunedì, di Eduardo De Filippo – zia Memè (19 febbraio 1962)
- Peppino Girella, di Eduardo De Filippo e Isabella Quarantotti – Concetta, sceneggiato televisivo (1963)
- Chi è cchiù felice 'e me!, di Eduardo De Filippo – Consiglia (13 gennaio 1964)
- Non ti pago!, di Eduardo De Filippo – Erminia (5 febbraio 1964)
- La grande magia, di Eduardo De Filippo – signora Zampa (19 febbraio 1964)
- Mia famiglia, di Eduardo De Filippo – signora Fucecchia (15 aprile 1964)
- Il sindaco del Rione Sanità, di Eduardo De Filippo – Immacolata (29 aprile 1964)
- Ciao, Rudy, di Pietro Garinei, Sandro Giovannini e Luigi Magni, regia di Garinei e Giovannini – padrona di "Mamma Caruso" (1966)
- Assunta Spina, di Salvatore Di Giacomo – figurante (1973)
- Le nozze difficili, di Vitaliano Brancati, regia di Aldo Grimaldi (1977)
Cinema
- Sogno di una notte di mezza sbornia, regia di Eduardo De Filippo – Carolina (1959)
- Delitto a Posillipo, regia di Renato Parravicini (1967)
- Le farò da padre, regia di Alberto Lattuada (1974)
- Vieni, vieni amore mio, regia di Vittorio Caprioli (1975)
- Caro Michele, regia di Mario Monicelli (1976)
- Vendetta napoletana, regia di Ernst Hofbauer – Maria (1980)
- Immacolata e Concetta - L'altra gelosia, regia di Salvatore Piscicelli (1980)
- Laura... a 16 anni mi dicesti sì, regia di Alfonso Brescia (1983)
Televisione
- Il cappello del prete, regia di Sandro Bolchi – miniserie televisiva (1970)
- Traffico d'armi nel golfo, regia di Leonardo Cortese – miniserie televisiva (1977)
- Il fascino dell'insolito – serie televisiva (1980)
- L'eredità della priora, regia di Anton Giulio Majano – miniserie televisiva (1980)
- Tre operai, regia di Francesco Maselli – miniserie televisiva (1980)
- La sconosciuta, regia di Daniele D'Anza – miniserie televisiva (1982)
Conclusioni
Nina De Padova appartiene a quella generazione di caratteristi che ha contribuito in maniera sostanziale alla fortuna del teatro napoletano del Novecento senza necessariamente ricoprire ruoli da protagonista. La lunga esperienza maturata sulle scene e il successivo incontro con Eduardo De Filippo le permisero di raggiungere la piena maturità artistica, dando vita a personaggi nei quali comicità, quotidianità e umanità convivevano con grande naturalezza.
Le registrazioni televisive delle commedie eduardiane costituiscono oggi la testimonianza più preziosa della sua arte. Interpretazioni come Concetta Cupiello in Natale in casa Cupiello, Carmela in Questi fantasmi!, Rosalia Solimene in Filumena Marturano e Rosa Cimmaruta in Le voci di dentro conservano l'immagine di un'attrice profondamente legata alla cultura teatrale partenopea.
Cinema, sceneggiati televisivi e teatro musicale completarono una carriera lunga e articolata, proseguita fino agli anni Ottanta. Nina De Padova resta così una presenza significativa nella storia dello spettacolo italiano e, soprattutto, una delle interpreti che contribuirono a rendere memorabile la grande stagione teatrale e televisiva di Eduardo De Filippo.
Sintesi delle notizie estrapolate dagli archivi storici dei seguenti testi, quotidiani e periodici: