Dorian Gray

Ritratto d’epoca, fotografia d’autore e scelta artistica controcorrente

Ritratto controcorrente


Nel servizio firmato da Chiara Samugheo su «Le Ore», 6 luglio 1957, Dorian Gray emerge come protagonista del cinema italiano anni Cinquanta tra fotografia glamour d’epoca, scelta controcorrente di film realistici, collaborazione con Antonioni, passaggio dalla rivista teatrale al cinema d’autore, eleganza sofisticata, identità artistica consapevole, rifiuto della figura di vamp e ricerca di autenticità interpretativa.


Dorian Gray ritratta da Chiara Samugheo su «Le Ore», 6 luglio 1957

Dorian Gray in posa fotografica pubblicata su «Le Ore», 6 luglio 1957

Dorian Gray in fotografia d’epoca pubblicata su «Le Ore», 6 luglio 1957

Chiara Samugheo, «Le Ore», anno V, n.217, 6 luglio 1957 – Fotografie di Chiara Samugheo


Logo del periodico «Le Ore», 6 luglio 1957
Chiara Samugheo, «Le Ore», anno V, n.217, 6 luglio 1957 – Fotografie di Chiara Samugheo

Autore delle fotografie: Chiara Samugheo
Fonte originale: Chiara Samugheo, «Le Ore», 6 luglio 1957
Riproduzione digitale: tototruffa2002.it
Diritti: © rispettivi aventi diritto – immagini riprodotte per finalità storiche e documentarie.

Conclusioni

Il servizio di Chiara Samugheo pubblicato su «Le Ore», 6 luglio 1957 racconta una Dorian Gray in piena trasformazione: non più soltanto icona glamour della rivista teatrale italiana, ma figura consapevole del cinema d’autore anni Cinquanta. La scelta di lavorare con Antonioni rappresenta un passaggio chiave verso un linguaggio più complesso e introspettivo, lontano dai film d’evasione. In queste fotografie d’epoca si coglie tutta la tensione tra immagine e identità: la bellezza resta, ma diventa strumento espressivo e non più fine a se stessa. È il momento in cui una “vamp” decide di smettere di esserlo e prova — con una certa ostinazione, quasi testarda — a diventare semplicemente un’attrice.