Frau Maria

(Nulvi, 6 agosto 1929) è un'attrice italiana.

Biografia

Nata in provincia di Sassari, si trasferì a Roma alla fine degli anni quaranta. Dopo essere apparsa in alcuni servizi fotografici su vari settimanali, fu scritturata dalla produzione come protagonista nel film storico di Mario Bonnard Margherita da Cortona. Apparve in televisione come ospite ne Il Musichiere di Mario Riva.

Fu una carriera durata pochi anni, in cui recitò in diciotto film.

In seguito al matrimonio con Giovanni Vaselli, ingegnere e membro della dirigenza della Società Sportiva Lazio, abbandonò il cinema a causa della gelosia di quest'ultimo. Trasferitisi dapprima in Costa Rica, dopo un periodo di ritorno in Italia, si è trasferita ad Austin, capitale del Texas, dove risiede tuttora.

Dopo 66 anni di silenzio su Maria Frau, il 12 dicembre 2022 alla 21ª edizione del festival cinematografico "I mille occhi" di Trieste viene presentato il film documentario Maria Frau. L'attrice che spense la sua stella, scritto e diretto da Sergio Naitza, nel quale l'attrice per la prima volta racconta la sua storia artistica e privata.


Galleria fotografica e stampa dell'epoca

G. D'Eramo, «Epoca», 1954


La nota commedia di Eduardo De Filippo «Questi fantasmi» appare in questi giorni sugli schermi cinematografici

Giovanni D'Eramo, «L'Europeo», 1954


Maria Frau, la ragazza sarda che fu una santa nel suo primo film e una sultana nell’ultimo, possiede, secondo gli esperti, la più bella capigliatura dello schermo italiano. Ora andrà a Parigi, dove sarà l’interprete del film "Avevamo sette figlie".

SULLA SPIAGGIA DI FREGENE, a pochi chilometri da Roma, la stagione balneare è già incominciata. Fra le prime, coraggiose frequentatrici della spiaggia c’è una stupenda ragazza dai capelli color rame. E’ sarda, ha 24 anni, si chiama Maria Frau. Il suo nome non è ancora molto noto al grande pubblico, eppure la gente del cinema sa che tra poco si parlerà molto di lei.
IL SUO PRIMO FILM Maria Frau lo interpretò a diciannove anni; e fu «Marta da Cortona». Non fu un grande film, ma per il modo in cui vi era arrivata, ottenendo di colpo la parte di protagonista. Maria Frau denotava di essere nata sotto una buona stella. La ragazza si trovava a Roma, impiegata in un negozio di cosmetici. Un giorno, mentre sistemava vasetti di crema nella vetrina, notò un anziano signore che la scrutava, con insistenza preoccupante, attraverso il vetro esterno. Maria Frau, disturbata, lo affrontò. Il signore si chiamava Mario Bonnard, era un pioniere del cinema, e le chiese se le sarebbe piaciuto fare un film. La carriera di Maria cominciò così, attraverso una vetrina e per l’intercessione di un esperto dall’occhio acuto. Attualmente Maria Frau sta terminando a Roma il film «La porta dei sogni».
MARIA FRAU non ha un carattere molto pacifico. Qualche amica la chiama "pantera rossa". Ma Maria sa che non sempre si deve tener conto delle definizioni delle amiche. «Il cinema, dice, è come un paese. I pettegolezzi sono all'ordine del giorno. E quando una ha la fortuna dalla sua parte, è bersagliata da sguardi cupi e cattivi». L'ultimo film interpretato da Maria Frau ha fatto di lei una veneziana, moglie di un sultano: «La sultana Safinè». Ora andrà a Parigi, a interpretare «Avevamo sette figlie», film tratto da un romanzo di Jean Boyer.
VIVE A ROMA, in una casa nuova, con i genitori, un fratellino e una sorellina. Molto spiritosamente rievoca gli anni duri che precedettero il suo ingresso nel cinema, quando, nelle ore libere dai vari mestieri che tentò, studiò anche danza classica. E’ alta un metro e 68, pesa 55 chili. Cura il corpo facendo ogni mattina una doccia calda e fredda.

«Tempo», anno XVI, n.22, 3 giugno 1954


«Gazzetta di Mantova», 9 agosto 1956



Filmografia

Margherita da Cortona, regia di Mario Bonnard (1950)
Luna rossa, regia di Armando Fizzarotti (1951)
Il prezzo dell'onore, regia di Ferdinando Baldi (1952)
Il lupo della frontiera, regia di Edoardo Anton (1952)
Sul ponte dei sospiri, regia di Antonio Leonviola (1952)
Anna perdonami, regia di Tanio Boccia (1953)
Tormento d'anime, regia di Cesare Barlacchi (1953)
Viva il cinema!, regia di Enzo Trapani (1953)
Questi fantasmi, regia di Eduardo De Filippo (1954)
La barriera della legge, regia di Piero Costa (1954)
La porta dei sogni regia di Angelo D'Alessandro (1955)
I sette peccati di papà (J'avais sept filles), regia di Jean Boyer (1955)
Totò all'inferno, regia di Camillo Mastrocinque (1955)
Agguato sul mare, regia di Pino Mercanti (1955)
La sultana Safiyè, regia di Giuseppe Di Martino (1955)
Stella di Rio (Stern von Rio), regia di Kurt Neumann (1955)
Il maggiorato fisico (Vou pigiez?), regia di Pierre Chevalier (1955)
La Venere di Cheronea, regia di Fernando Cerchio, Viktor Tourjansky (1957)

Doppiatrici

Lydia Simoneschi in Margherita da Cortona
Rosetta Calavetta in Luna rossa
Gemma Griarotti in Totò all'inferno


Riferimenti e bibliografie:

Sintesi delle notizie estrapolate dagli archivi storici dei seguenti quotidiani e periodici:
  • G. D'Eramo, «Epoca», 1954
  • Giovanni D'Eramo, «L'Europeo», 1954
  • «Tempo», anno XVI, n.22, 3 giugno 1954
  • «Gazzetta di Mantova», 9 agosto 1956
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