Totò di notte n.1

Io ho l'occhio policlinico! Nulla mi sfugge.

Ninì

Inizio riprese: giugno 1962 - Autorizzazione censura e distribuzione: 19 ottobre 1962 - Incasso lire 456.407.000 - Spettatori 2.267.298


Titolo originale Totò di notte n. 1
Lingua originale Italiano - Paese Italia - Anno 1962 - Durata 100 min - Colore - Audio sonoro - Genere Comico - Regia Mario Amendola - Soggetto Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci, Castellano & Pipolo - Sceneggiatura Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci - Produttore Mario Mariani - Casa di produzione Cinex - Distribuzione (Italia) Incei Film - Fotografia Bitto Albertini - Montaggio Jolanda Benvenuti - Musiche Armando Trovajoli - Scenografia Giorgio Giovannini - Costumi Marcella De Marchis


Totò: Ninì Cantachiaro, il professore - Erminio Macario: Mimì Makò, assistente di Cantachiaro - Gianni Agus: l'impresario di Parigi - Nando Bruno: il padrone della trattoria - Lando Buzzanca: il signore sull'aereo - Mario Castellani: Felipe - Giulio Marchetti: Manuel - Alfredo Rizzo: L'uomo che presta la penna - Carlo Rizzo: il turista fotografo - Linda Sini: la hostess - Nino Terzo: il siciliano a Hong Kong - Margaret Rose Keil: la ragazza sul risciò - Mac Ronay: se stesso - Mao Tahi: se stesso - Helmut Zacharias: se stesso - Dori Dorika - Caroline Cherie - Madame Arthur - Dodò D'Ambourg - Blue Bells - Don Lurio - Pascaline


Toto_di_NotteSoggetto

Ninì (Totò) e Mimì (Macario) sono due suonatori ambulanti che si esibiscono senza alcun successo nelle strade di città. Quando il compagno d'arte ottiene una cospicua eredità, Ninì lo convince ad investirla tutta per girare i più importanti nightclub del mondo per potersi a loro volta fare un nome nell'ambiente degli artisti. In realtà i due finiranno solo con lo sperperare tutto il denaro per assistere a spettacoli osée nei vari locali notturni. 

Critica e curiosità

Il risultato del film è un patetico tentativo di coinvolgere Totò e Macario nel filone spogliarellistico nato con Europa di notte. Il regista Mario Amendola e il produttore Mariani non si preoccupano dei raccordi tra le varie scene, si limitano a saltare da Roma a Parigi a Londra per piazzare in controcampo i due malcapitati a un tavolino davanti a esibizioni sexy. Già scadente e traballante, il film vede all’ultimo momento fallire la coproduzione con una casa tedesca che dà forfait approfittando dalla mancata partecipazione di Caterina Valente; dopodiché la censura lo vieta ai minori di 14 anni.

Basato su una trama assai semplice, costituisce uno dei primi tentativi di quella che sarebbe divenuta nei successivi anni settanta la commedia erotica all'italiana. Nonostante la presenza dei due grandi comici e di un cast di tutto rispetto, risulta illuminato solo da qualche gag o sketch. Non ebbe all'epoca della distribuzione una buona critica tanto da essere annoverato fra i film meno riusciti di Totò. Dagli scarti di pellicola girata per questo film è stato successivamente tratto un altro film di genere, Totò sexy.

Negli anni 1962/63 apparvero una dozzina di film con la dicitura "sexy" quali "Europa di notte", "Mondo di notte n.1,2 e 3", Universo di notte", questo film di Totò e"Totosexy" vorrebbero parodiare proprio questo genere cinematografico.

Totò è in grado di comunicare con persone che parlano le più varie lingue, anche extraeuropee, come l’arabo (Noi duri) e il cinese, (Totò di notte, quando non capisce, spiega: «Questo parla il dialetto, io ho studiato la lingua! Non ho capito una parola»). Nel Tuttofare, dopo aver dato cattiva prova della propria familiarità con il francese all’impiegato dell’ufficio collocamento, si riscatta asserendo di conoscere quattro lingue: il napoletano, il siciliano, il cinese e il giapponese.


Così la stampa dell'epoca


1960 Epoca Vita notturna nel mondo
«Epoca» 1960: inchiesta sulla vita notturna nelle principali città del mondo

«I due più popolari comici del cinema e del teatro italiano, Totò e Macario, faranno coppia sul set di un nuovo film che i due big della risata interpreteranno insieme: Totò di notte numero 1, di Mario Russo. A mettere insieme i due comici è stata la coppia di autori di riviste e sceneggiatori cinematografici Giovanni Grimaldi e Bruno Corbucci. [...] La pellicola che li vedrà protagonisti comincerà in piazza Navona.

Totò e Macario saranno due sfaticati suonatori di contrabbasso che ne combinano di tutti i colori. Cominciano la loro carriera nelle caratteristiche trattorie romane, ma da suonatori ambulanti diventano ben presto elegantissimi viaggiatori che vanno alla ricerca delle gioie più raffinate del mondo, perchè ad un tratto Totò scopre che Macario tiene segretamente nascosta tuia grossa eredità lasciatagli dalla nonna. Riesce a convincere il compagno che i denari, restando nel nascondiglio, finirebbero per allietare qualche nipote sconosciuto, mentre potrebbero costituire la loro felicità negli ultimi anni della loro esistenza.

Appena in possesso della somma i due suonatori decidono di spenderla nelle più belle. città del mondo. Parigi, Londra, il festival di Edimburgo, le corride spagnole, i kimono giapponesi, sono i loro primi obiettivi. Senonchè ad Hong-kong i soldi finiscono e 1 due sono costretti a mettere mano nuovamente al loro strumenti. Ma dopo 1 primi insuccessi, provocati soprattutto dai tentati furti di Totò, i due sono costretti a rifugiarsi negli Stati Uniti, dove comincia per loro una nuova vita. Inaspettatamente incontrano successo e vengono persino scritturati per una importante tournée.»

U. N., «Corriere della Sera», 19 giugno 1962


«Forse i produttori del film, preoccupati dell'inflazione di questi film notturni (mai quanto noi!) hanno pensato di chiedere a Totò e Macario di dar loro una mano per realizzare qualcosa di nuovo in questo genere di spettacoli. [...] Anche perchè, come era prevedibile,, i due comici finiscono per costituire la parte principale dello spettacolo mentre il resto viene gentilmente relegato nello sfondo. [...] Siamo invero un po' preoccupati per quel "No. 1" che figura nel titolo, ma per ora questo non ha turbato il facile divertimento. Speriamo bene!»

«Momento Sera», 20 novembre 1962


«Dopo tanti film "di notte", dovevamo aspettarci anche un "Totò di notte". [...] Il principe de Curtis e Macario sono due sfortunati suonatori attorniati da belle ragazze più o meno vestite. Nè migliore nè peggiore di tanti altri, [...] strappa più di una risata. Che non è poco per un film comico.»

Vice, «Il Popolo», 18 novembre 1962


«La cosa più allarmante, in "Totò di notte n. 1", è il titolo, che lascia prevedere una lunga serie di film come questo. Perchè il tentativo di innestare il genere comico su quello tabarinistico ci sembra miseramente caduto. Nè si sa bene per colpa di chi, giacché la pellicola, figlia di onesti ma non pochi genitori, inizia il suo ciclo di programmazioni con tali e tante infermità (nella sceneggiatura, nella regia, nel montaggio, nel sonoro) che sarebbe davvero arduo individuare il talidomide che ha prodotto questo mostriciattolo. [...] Il guaio è che le loro avventure, girate quasi sempre in interni malamente connessi con pezzi di documentario, sono senza sale, e privi di pepe sono gli spettacoli di varietà: nemmeno gli spogliarelli commuovono il pubblico, figurarsi i violini di Helmuth Zacharlas. Nonostante tutto, quando i due comici sono in scena il tempo passa Totò ha sempre una tale carica di comicità, e Macario è così tonto, che i loro « numeri » accendono talvolta una fiammella di ilarità.»

G. Gr., «Corriere della Sera», 18 novembre 1962


«L'idea di sbloccare l'ormai consunto meccanismo dei film dedicati agli svaghi, più o meno audaci, dei mondo di notte, introducendovi una vena comica, alternando numeri di ballo e di strip-tease con gags, non era malvagia. Ma i molti collaboratori di Amendola, tutti di estrazione rivistaiola, avrebbero dovuto impegnarsi un pochino di più, aiutando coi testi le risorse comiche di un Totò in gran forma, e di un Macario colto in uno stato di intontimento lunare. [...] Il film è salvato dall’interpretazione del due contrabbassisti (che non conoscono la « nona » di Beethoven, ma la zia): l'esibizione davanti all'impresario parigino; Totò che balla il twist, sono due sequenze dalla risata sicura. Che più? Totò di notte, cosi numerato, avrà un seguito. Certo: perseverare è diabolico. Ma, si dice anche che, sbagliando, s’impara.»

Albrico Sala, «Corriere dell'Informazione», 19 novembre 1962


«La vicenda più che esile è addirittura inesistente: tutto é affidato alla mimica degli interpreti — Totò a Macario — che mal serviti da un copione insulso e privo di trovate guatose a divertenti riescono a strappare qualche risata solo in un paio di occasioni. Il filone sulla « notte » è ormai al tramonto, vittima dell'inflazlone, e simili tenutivi più che ravvivarlo lo affossano anzitempo. La regia, se di regia al può parlare, è di Mario Amendola. Colore. Schermo grande.»

Vice, «Il Tempo», 18 novembre 1962


«Totò contrabassiststa, accompagnato da Macario, musicante anch'egli, mercè il soccorro di una i piccola eredità, intraprende un viaggio per il mondo in cerca di scritture per sé e per l'amico. [...] I migliori sketches di «Totò di notte n. 1» sono naturalmente quelli improvvisati dal sempre irresistibile Totò e dalla sua lepida « spalla » Macario: ma da soli non bastano a sostenere un film nel quale come numero di grande attrazione viene presentato - figuratevi! - il « complesso» coreografico di Don Lurio. Per il resto, i soliti «spogliarelli » troncati a metà di Caroline Chérie e Dodò d’Amburgo, alcune esibizioni de « I travestiti » di Madame Arthur, esercizi di cani sapienti e vari numeri di danze.»

Vice, «Il Messaggero», 18 novembre 1962


«Dopo l’esperimento de Lo smemorato di Collegno, Totò viene accoppiato a Macario anche in Totò di notte n. 1 e Totosexy, girati da Mario Amendola e prodotti da Mario Mariani, il gradino più basso mai toccato da Totò in campo cinematografico. Totò di notte n. 1 vorrebbe rifare il verso a Europa di notte e al filone che ha provocato (Mondo di notte n. 1, 2 e 3, Tropico di notte, Universo di notte), il réportage documentario sulla vita notturna delle metropoli europee, immediatamente degenerato verso il sexy».

Alberto Anile


Foto di scena, video e immagini dal set


I documenti


Cosa ne pensa il pubblico...


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I commenti degli utenti, dal sito www.davinotti.com

Depurato dai noiosissimi numeri musicali, probabilmente assai poco piccanti pure per l'epoca, non è neppure malissimo. Qua e là il duo Totò-Macario funziona e invita al sorriso, col piemontese che si fa angariare dal compare, un po' come Stanlio con Ollio. Girato alla "buona la prima", benché Nando Bruno guardi in macchina, benché Totò s'impappini... Alla fin dei conti è guardabilissimo, magari con un po' di "avanti veloce". Largheggiando, vale **
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)


Il regista è lo stesso di Totò Sexy, e così - in parte - il cast, rappresentato, nel nucleo portante, dal duo Macario-Totò: due sprovveduti lanciati in un viaggio che si vorrebbe (e per l'epoca forse lo era pure) piccante. Questo è però il primo capitolo, ispirato dai "fascinosi" mondo-movies, avviati dal Mondo Cane girato solo l'anno precedente. Da vedere, perché pur se poco significativo, offre un giovanissimo Buzzanca ed un irrestistibile Agus a fare da spalla al "Principe".
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)


Non si può dare un pallino solo a Totò, ma qui siamo al punto più basso della carriera, e a tratti il Principe pareva rendersene conto, tanto son fiacchi e prevedibili gli scambi con un non meno spento Macario. Ci vuole un'oretta quasi perchè il filmucolo regali, prima col sabotaggio del tronfio madrigalista spagnolo e poi con l'incredibile twist che Totò balla con la Margaret Keil (mora), un po' di brio. Operazione deprimente e purtroppo non isolata.
I gusti di Il Gobbo (Gangster - Poliziesco - Western)


Totò di tutto ha fatto (tranne la parodia western); in questo caso è stato cacciato nell'ambiente "lounge" e kitsch del documentario-movie in voga nei sessanta. A dire il vero di documentario c'è pochissimo ed è appiccicato a sketch raffazzonati, in compagnia dell'amabile Macario. Un film abbastanza miserabile ma di quelli che fan sorridere per l'involontario gusto di "far cadere le braccia". E comunque l'icona dei due comici come contrabbassisti vive di vita propria, soprattutto quando si scatenano col twist "Rosa Morena".
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Quelle custodie di contrabbasso, che da rigide diventan morbide e poi rigide...; Macario in kilt dice di non avere le mutande ma... le ha.
I gusti di Matalo! (Commedia - Gangster - Western)


Lo spunto poteva dare vita a un divertente film con la coppia Totò e Macario in viaggio nelle più famose capitali europee (e non solo), peccato che nelle intenzioni del regista ci sia una parodia dei vari mondo movies. Comunque, se si tralasciano i noiosissimi numeri musicali, gli sketch tra Totò e Macario sono molto divertenti e il finale lascia persino spazio all'amarezza.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)


Il principe della risata e il comico piemontese in una pellicola poco memorabile in cui si osservano situazioni più o meno riuscite in una miscellanea deludente. Gli intermezzi musicali annoiano non poco e la salvezza proviene dal solito Totò, che con qualche gioco di parole e un balletto salva la barca alla deriva.
I gusti di Nando (Commedia - Horror - Poliziesco)


Forse il peggior film di Totò, in cui l’indecenza del copione è talmente marcata da risultare fastidiosa. Ci sono i soliti giochi di parole e doppi sensi, oltre alle movenze da marionetta, ma questa volta nulla riesce e in alcuni contesti finisce col diventare triste e patetico. Gli intermezzi musicali buttati lì sono inutili e non fanno altro che evidenziare la pochezza della regia, che compie un giro completamente a vuoto. Macario fa quel che può mentre Agus è inguardabile, così come le altre spalle. Da dimenticare come una brutta esperienza.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)


Sulle tracce del successo di pubblico del film-documentario Europa di notte di Blasetti che era un reportage sulla dolce vita notturna che si consumava nei night club di diverse capitali europee, incontriamo Totò e Macario, due musicisti scalcagnati in cerca di un ingaggio, costretti dai produttori a "girare" per alcuni locali notturni dove si presentano ridicoli spogliarelli e bizzarri numeri di varietà. Favoriti dall'assoluta mancanza di una sceneggiatura, i due comici possono improvvisare anche più del solito alcune scene buffe e burattinesche.
I gusti di Graf (Commedia - Poliziesco - Thriller)


Le incongruenze

  1. Adrid, locale di flamenco. Totò e Macario di spalle,coi contrabassi,stanno passando da un ambiente ad un altro. Nuovo ciak,un fotogramma dopo,controcampo: in primo piano c'è un uomo che nello shot precedente non si vedeva,e Macario (in secondo piano) sta aprendo un'anta della porta che prima era già spalancata
  2. Edimburgo. Una targa su un palazzo: il Festival Internazionale di Edimburgo avrebbe per direttore un certo Sir Edwin Greenvod Bacon. Casomai, Greenwood

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Riferimenti e bibliografie:

  • "Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
  • "Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
  • "I film di Totò, 1946-1967: La maschera tradita" (Alberto Anile) - Le Mani-Microart'S, 1998
  • "Totò, un napoletano europeo" (Valentina Ruffin), Ed. Fondazione Giovanni Agnelli, Torino 1996