Totò Diabolicus

Mamma mia, io ci vedo un poltiglia schifosa: non si offenda, ma lei fa schifo internamente.

Pasquale Buonocore

Inizio riprese: gennaio 1962 - Autorizzazione censura e distribuzione: 2 aprile 1962 - Incasso lire 448.809.000 - Spettatori 2.229.553


Titolo originale Totò Diabolicus
Paese Italia - Anno 1962 - Durata 92 min - B/N - Audio sonoro - Genere giallo/comico - Regia Steno - Soggetto Vittorio Metz, Roberto Gianviti - Sceneggiatura Vittorio Metz, Roberto Gianviti, Marcello Fondato, Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci - Produttore Gianni Buffardi - Fotografia Enzo Barboni - Musiche Piero Piccioni - Scenografia Giorgio Giovannini


Totò: Galeazzo di Torrealta/Carlo di Torrealta/Scipione di Torrealta/Monsignor Antonino di Torrealta/Laudomia di Torrealta/Pasquale Bonocore - Nadine Sanders: donna Fiore di Torrealta - Béatrice Altariba: Diana - Raimondo Vianello: Michele detto Lallo - Luigi Pavese: commissario di polizia - Mario Castellani: ispettore Scalarini - Peppino De Martino: notaio Cocozza - Giulio Marchetti: il detective privato - Gianni Baghino: Gigi "lo sfregiato" - Steno: Angelo, il giardiniere - Ubaldo Loria: il maggiordomo di casa Torrealta - Vera Drudi: una domestica - Franco Giacobini: il dottor Pandoro - Pietro De Vico: paziente da operare - Mimmo Poli: il postino- Paolo Ferrara: il direttore del carcere - Veriano Ginesi: Nando "Bellicapelli" - Antonio La Raina: attendente del generale- Franco Ressel: l'anestetista Biagini


Toto-DiabolicusSoggetto 

Il marchese Galeazzo di Torrealta viene trovato assassinato nella sua villa. Sul cadavere, l'assassino lascia un biglietto con la sua firma: "Diabolicus". Le indagini della polizia si concentrano sui fratelli della vittima, sospettati di avere ucciso il marchese per venire in possesso della sua ricca eredità: ma tutti sembrano avere un alibi di ferro. La baronessa Laudomia, pur in preda a fisime e manie, dice di essere andata al cinema, ma le sue dichiarazioni non convincono; il generale Scipione, sansepolcrista rimasto fermo ai tempi del fascismo, non fornisce indicazioni utili ai poliziotti, mentre il chirurgo Carlo (la cui moglie ha una relazione segreta con Lallo, marito di Laudomia) è rimasto tutta la notte in sala operatoria; del mite e casto monsignor Antonino, gli inquirenti non insinuano neanche il minimo sospetto.

Due sere dopo l'assassinio, "Diabolicus" invia 3 lettere anonime: una alla polizia per ostacolarla nelle indagini, le altre due a Carlo e a Scipione per farli andare a casa di Laudomia. E qui scatta la trappola di Diabolicus, che uccide i tre fratelli. Rimasto solo, Antonino decide di lasciare l'intera l'eredità dei suoi poveri cari ad un fratello segreto, frutto di un peccato di gioventù di suo padre. L'uomo, tale Pasquale Buonocore, è sempre stato bistrattato dalla sua famiglia, ed ora si trova in galera per furto. Uscito per aver confessato il fatto e sistematosi in una villa lussuosa, Pasquale riceve un servizio di protezione speciale, in quanto la polizia pensa che ora "Diabolicus" possa colpire proprio lui. Infatti, una notte, l'uomo viene aggredito da una figura misteriosa che indossa la famigerata tuta di "Diabolicus", ma la polizia, appena sopraggiunta, scopre che in realtà si tratta di un ex-"collega" di Pasquale, finito in galera dopo la sua confessione ed evaso nel tentativo di vendicarsi.

Nel frattempo, Diana, l'amante di Galeazzo, viene urgentemente convocata da monsignor Antonino; insospettita dagli strani comportamenti del prelato, la donna scopre che Antonino in realtà è Galeazzo travestito da Antonino: infatti, vedendo assottigliarsi il suo patrimonio, Galeazzo aveva deciso di uccidere tutti i suoi fratelli; la sera del "suo" delitto, aveva convocato Antonino a casa sua e, senza essere visto da nessuno, l'aveva pugnalato e opportunatamente camuffato facendo credere di essere stato ucciso; poi, aveva ucciso gli altri tre fratelli. Ora, la parte finale del piano è uccidere Pasquale, camuffarlo da monsignore e travestirsi a sua volta da Pasquale, facendo ricadere la colpa sull'innocente Lallo.
Galeazzo attua il piano, grazie anche alla collaborazione di Diana, e fa arrestare Lallo; la polizia, però, scopre che la vittima non è Antonino, ma non è nemmeno Pasquale. L'ucciso, infatti, è il capo della compagnia privata che protegge Pasquale e che si è "sacrificato" per il suo cliente, su 'suggerimento' dello stesso Pasquale, al quale era venuto qualche sospetto sul fratello monsignore. Con Galeazzo in galera e con tanti soldi, Pasquale può finalmente star tranquillo. Tasse a parte, ovviamente. 

Curiosità 

In alcuni film l’attore ha interpretato tre ruoli, qui arriva addirittura a sei (anche se non gli otto di Alee Guiness in Sangue blu, evidente modello della pellicola di Steno). Giallo con venature horror, ciò che poi si chiamerà thriller, Totò Diabolicus si apre con la scoperta di un Totò cadavere ghignante, e prosegue poi con vari ammazzamenti di cui è in genere vittima un personaggio interpretato da de Curtis. E l’esperienza di un nuovo genere ma anche un ritorno alle atmosfere macabre di cui la maschera si è nutrita in gioventù; rivitalizzato da un’iniezione di comicità nera, Totò recupera un potenziale sadico largamente inesplorato al cinema.

Nelle scene in cui Totò interpreta il ruolo del monsignor Antonino, è doppiato da Renato Turi; quando impersona Laudomia, ha la voce di Carlo Croccolo. La risata di Diabolicus, è invece quella di Vinicio Sofia. La "moltiplicazione" di Totò, che in questo film interpreta sei personaggi imparentati tra loro è stata ispirata dalla simile performance dell'attore britannico Alec Guinness che in Sangue blu interpretava ben otto ruoli, dando vita a un intero "albero genealogico". Prima d'allora Totò non era mai voluto morire nei suoi film; qui invece egli muore addirittura 4 volte!
Il film viene girato nel febbraio del 1962 e vuole essere una parodia sia del genere giallo - poliziesco sia dei fumetti a sfondo violento molto in voga in quegli anni tra i giovani. L’intuizione di Steno è preziosa e dà subito frutti sostanziosi: la violenza e la cattiveria che Totò respira in Totò Diabolicus raggiunge l’acme nella scena in cui uno dei personaggi da lui interpretati, il medico chirurgo, mette sul tavolo operatorio Pietro De Vico e gli taglia quattro metri d’intestino, annunciandogli che li porterà a casa per offrirli al gatto. Lo sketch è già noto: era stato fatto in parte in Totò, Vittorio e la Dottoressa e prima ancora a teatro, in Fra moglie e marito... la suocera e il dito, ma arriva qui a una compiutezza e a una crudeltà comica perfetta.


Così la stampa dell'epoca


1962 02 18 Epoca Toto Diabolicus f31962 02 18 Epoca Toto Diabolicus intro

In questi giorni Totò ha iniziato un nuovo film, Diabolicus, in cui interpreta sei personaggi diversi: cinque fratelli e una sorella che, per una serie di disavventure, vengono uccisi da un uomo misterioso. In una di queste trasformazioni l’attore si è messo in gramaglie assumendo l’aspetto di una anziana signora, che rimane vedova d’un funzionario con i baffi: Raimondo Vianello. Già in altri film Totò aveva indossato abiti femminili, mai però impersonando il ruolo d’una vecchia rimasta sola al mondo.

Per assicurare verosimiglianza alla sua interpretazione, il comico napoletano ha scelto un abito prezioso, identico a quello indossato da una autentica nobildonna molti anni fa durante una cerimonia pubblica. La lavorazione del film sarà terminata verso la metà di marzo, poi inizierà il montaggio. Totò si è completamente ristabilito dalla malattia agli occhi che lo aveva colpito quattro anni fa, ma i medici lo hanno invitato a non esporsi troppo a lungo alla luce violenta dei riflettori: perciò l’attore, quando non è in scena, porta occhiali scuri. I suoi film, malgrado sfruttino spesso « macchiette » non molto originali, hanno sempre un buon successo commerciale e sono richiesti anche all’estero: Totò è popolarissimo persino in Russia, in Ungheria e in Polonia.

1962 02 18 Epoca Toto Diabolicus f21962 02 18 Epoca Toto Diabolicus f1
LA SIGNORA LAUDONIA, inginocchiata durante la cerimonia funebre accanto al terzo marito, Raimondo Vianello, pure destinato a lasciarla immaturamente. A sinistra: Totò, deposti gli occhiali scuri, si prepara alla ripresa e con le mani guantate s'accomoda il cappellino.IL PIANTO SCONSOLATO della vecchia signora che rimane continuamente vedova è uno dei motivi ricorrenti del film. Totò, che porta gli orecchini e indossa un cappotto nero con pelliccia, singhiozza nella chiesa: anche Vianello l'ha abbandonato. Chi sarà il quarto marito?
«Epoca», anno XIII, n.594, 18 febbraio 1962  

« Impegnato sul «set» - Il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, non teme il cambiamento dei tempi o la concorrenza delle nuove leve. Infatti l’attività del popolare comico è intensissima. Ad un amico che in questi giorni lo aveva invitato sulla Costa Azzurra, Totò ha risposto: «Non posso recarmi nemmeno ad Ostia per un’ora. Sono impegnatissimo nei teatri di posa; ora sto girando Diabolicus; appena sarà terminata questa pellicola, incomincerò subito un altro film, Totò di notte N. 1.»

«Corriere dell'Informazione», 7 febbraio 1962


«Totò sei volte diabolico sul set - Il popolare comico interpreta il suo ottantesimo film - Trentlcinque anni di cinema, ottanta film: questo e Totò. l'intramontabile, l'instancabile Totò che continua imperterrito ad inter-prrtaro una pellicola dietro l'altra. In questi giorni il principe attore è impegnato nel suo ottantesimo film: ma è come se fosse impegnato contemporaneamente in ben sei film, in quanto interpreta contemporaneamente non uno ma addirittura sei personaggi. [...] Per essere Antonino, Totò deve vestirsi da prete, perchè questo fratello e monsignore. La pellicola è un «giallo», il primo cui Totò prende parte.»

«Corriere dell'Informazione», 25 febbraio 1962


«Esiste ancora un pubblico per Totò ? Esiste. Basta tenere il conto del numero dei film che, salute permettendo, il più geniale dei nostri comici gira ogni anno. Con qualche eccezione sono film, i suoi per i quali si usa una frase:"E' stupido ma diverte". Una frase in cui l'aggettivo si riferisce ai film, sconsolanti per balordaggione e banalità, e il verbo all'interprete che sa sempre trovare, magari in una sola scena, gli antichi lampi [...].»

Morando Morandini, 1962


«[...] La comicità di Totò raggiunge un « diapason » altissimo quando veste i panni della sorella plurivedova, nella sequenza del chirurgo miope che, mentre sta operando, perde gli occhiali e durante l'interrogatorio cui il fratellastro-malvivente sottopone un malcapitato postino. Ma la «verve» e il brio del popolare e grande comico non vengono mai meno durante tutto il film, che è imo dei migliori che egli ha «girato». Interprete femminile la bella e conturbante Beatrice Altariba.»

Vice, «Il Messaggero», 7 aprile 1962


«Totò moltiplicato per sei nel film "Totò diabolicus", col quale il regista Steno mette in burla i luoghi comuni più collaudati dei film polizieschi e « del terrore ». [...] Ciò cha conta ai fini dello spettacolo è il fatto che tutti i fratelli del marchese sono interpretati dallo stesso Totò, il quale ha escogitato per ciascuno una serie di gesti, di intonazioni e di invenzioni mimiche ben definite e talvolta felicissime. E se i ritratti del generale fascista nostalgico, dell’alto prelato e dell’ergastolano sono spassosi e godibili, quelli del chirurgo miope e nevrastenico e della baronessa, gran consumatrice di mariti, ci sembrano felicissimi. Vianello, Beatrice Altariba e un gruppetto di disciplinati caratteristi fanno cerchio attorno all’impegnatissimo e infaticabile comico.»

«Corriere della Sera», 29 aprile 1962


«Ricordate Sangue blu quel film inglese in cui ha Alec Guinness nelle vesti di un Patrizio Britannico uccideva una serie di parenti per entrare in possesso dell eredita di famiglia (interpretando da solo tutti i parenti uomini e donne)? Questo "Totò diabolicus" lo imita passo passo anche se com'è chiaro sostituisce l'humor alla parodia e la commedia alla farsa aggiungendo qualche variante gialla sulla scia di più recenti film del terrore. [...] Totò cinque o sei volte protagonista, riesce a suscitare in platea la voluta allegria specie nell'imitazione del fascista maniaco ed esaltato e della nobildonna con tanti grilli per la testa [...]»

«Il Tempo», 7 aprile 1962


«Totò in questa vicenda, che già forni lo spunto per il gustoso Risate in paradiso interpretato da Alec Gulnness, diabolico lo è veramente [...] tutti questi personaggi, e anche quello del serafico assassino, sono interpretati dal comico napoletano, al quale non mancano quindi le occasioni per muovere al riso. Il soggetto, che pure era già stato sapientemente sfruttato dal regista inglese Mario Zampi, non ha però per nulla ispirato il nostro Steno, il quale ne ha cavato piuttosto il canovaccio per una rivistina d'avanspettacolo. Lasciato a se stesso anche Totò si è prodigato nell’elargire quanto di più superficiale e di meno apprezzabile c'é nella sua arte.»

Vice, «Corriere dell'Informazione», 30 aprile 1962


«Totò Diabolicus, che il principe gira nel febbraio del '62, è una parodia, ma assai particolare. Il film preso a modello è Sangue blu, un giallo interpretato nel '49 da un sir Alec Guiness impegnato virtuosisticamente in ben otto ruoli. Antonio de Curtis, che nei suoi film si è già più volte sdoppiato e triplicato, ne interpreta in tutto sei; alcuni si incontrano insieme nella stessa inquadratura e questo obbliga l'interprete a rigirare più volte, con camuffamenti diversi, la medesima scena. L'impegno dunque è più gravoso del solito ma Totò, a sessantaquattro anni appena compiuti, continua stoicamente a lavorare.»

Alberto Anile


«[...] Totò diabolicus è interamente affidato alle risorse del principe, il quale si prodiga nei sei ruoli riuscendo a far ridere anche più di quanto il copione prevedesse.»

«Il Paese», 7 aprile 1962


«Strampalata quanto irresistibile commedia comica, uno strepitoso assolo del principe De Curtis che, tenuto sotto controllo dal fido Steno, si moltiplica da par suo, dando vita a sei personaggi, uno più buffo dell'altro. I due più spassosi comunque sono la nobildonna vogliosa e il barone della medicina che perde gli occhiali proprio mentre opera il povero Pietro De Vico. Un film probabilmente sciocco, sicuramente divertentissimo.»

Anonimo, 1962


I documenti

L'ufficiale nazista e il postino

Ufficiale nazista postino

Da notare una caratteristica di due personaggi, o meglio dei due rispettivi interpreti. I due personaggi sono quelli dell'ufficiale tedesco e del portalettere. Queste due tipologie compaiono anche in altri due film di Totò: l'ufficiale tedesco ne "I due colonnelli" (ricorderete, la sua frase, "ho carta bianca…") e ne "I due marescialli" (l'ufficiale che, durante un discorso, viene ridicolizzato dalla fragorosa pernacchia del finto maresciallo Totò), mentre il portalettere maltrattato nel film "Totò Diabolicus" ed ancora ne "I due marescialli". Ebbene gli attori chiamati a interpretare le due parti sono sempre gli stessi: nel caso dell'ufficiale tedesco, Roland Von Barthrop, nel caso del portalettere, Mimmo Poli


Fotogrammi tratti dai film "I due marescialli", 1961 "I due colonnelli", 1962 "Totò diabolicus", 1962


La censura

Toto-diabolicus-censura
Verbale della Commissione Revisione Cinematografica in data 26 settembre 1962
(Ministero dei Beni e per le Attività Culturali e per il Turismo - Direzione Generale per il cinema) 


Foto di scena e immagini dal set


Foto Archivio Allori (immagini del 24 gennaio 1962) - Europhoto


Toto-Diabolicus

Le incongruenze

  1. Osservate il cadavere a terra all'arrivo della polizia... magia, mistero... il cadavere si sposta da solo alzando persino una gamba
  2. Durante il famoso intervento chirurgico sul paziente Pietro De Vico, mentre Totò si esprime in tutta la sua vis comica, la giovane infermiera-assistente, nonostante la mascherina chirurgica che le copre parte del viso, e' palesemente in piena crisi di risate! (almeno così mi pare)
  3. Il Commissario, mentre interroga il Generale Fascista Scipione dice "l'assassinio del 25 Luglio" (riferendosi al 25 luglio 1943, quando Mussolini venne destituito), ma il termine "assassinio" non fu mai coniato per definire la data storica. Che c'azzecca l'assassinio? Veniva solamente chiamato "il tradimento"
  4. Il generale Scipione dice che il 25 Luglio, dopo il tradimento ha detto a Mussolini "Datemi carta bianca e io vi libero in 4 e quattr'otto di questi traditori". Come è possibile, visto che Scipione dei Torrealta non faceva parte del Gran Consiglio del Fascismo e che l'annuncio della destituzione del Duce venne dato quando Mussolini era già prigioniero?
  5. All'inizio del film, il Marchese Galeazzo dice "Il Visconte Alibrandi", ma subito dopo, il domestico dice "Telefonò subito al DUCA Alibrandi". Una carriera davvero rapida!
  6. Quasi alla fine del film Galeazzo (Totò) spiega alla fidanzata come ha concepito e realizzato tutto il piano. Egli sostiene di aver fatto tutto da solo: gli assassini, le lettere ed anche il filmato iniziale che si è poi mandato da solo. Ma, anche se avesse avuto la capacità di operare un fotomontaggio, l'uomo mascherato da Diabolicus sia nel filmato, sia in tutti gli assassini è molto più alto di Galeazzo; è evidente quindi come l'attore che ha interpretato Diabolicus non è Totò, ma qualcun'altro
  7. Scipione (Totò) è un eroico invalido di guerra, egli ha la mano sinistra congelata, ma la usa normalmente quando si deve slacciare la giacca e far vedere la camicia nera
  8. Da tutte le pugnalate elargite da Diabolicus non esce un filo di sangue
  9. Quando il professore sta operando e toglie parte dell'intestino del paziente, si nota come l'intestino non sia per niente sporco di sangue, come invece dovrebbe essere
  10. Quando viene assassinata la sorella di Totò sul tavolo da biliardo si vede che stringe i pugni, ma un istante dopo nella successiva inquadratura le mani sono aperte
  11. Nella scena in cui Totò/Pasquale Bonocore è a casa con le guardie del corpo arriva il postino...di sera?
  12. Durante la scena della partita a biliardo dei fratelli Torrealta, tra cui Laudomia, in alcune inquardature si può notare che sul tavolo da biliardo già compare la sagoma "sbiadita" di Laudomia, che la polizia traccerà durante le successive indagini sulla morte di Laudomia, appunto sul tavolo da biliardo. Qui la sagoma è invece ben visibile, dopo la morte di Laudomia. La scena della partita a biliardo (Laudomia viva) è stata dunque girata DOPO quella delle indagini (Laudomia morta)?
  13. Nella scena del biliardo, subito dopo l'omicidio del professore, il generale effettua un tiro. In un'inquadratura la boccia supera i birilli e sta quasi per fermarsi, nella successiva ha improvvisamente una velocità maggiore
  14. Il commissario dice “assassino che agisce di notte tutto vestito di nero”... ma come fanno a sapere che è vestito di nero Diabolicus?
  15. Subito dopo l' inizio del film,mentre Totò guarda il film inviatogli dal Marchese Aliprandi si sente Totò che dice " Si spoglia? l' omino si spoglia? ". Si nota benissimo che tale voce è stata inserita dopo in fase di montaggio,poichè cambia completamente l' audio

www.bloopers.it


logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
 1962-Toto diabolicus 01 
  Il palazzo dove si verifica il primo delitto (mentre ancora scorrono i titoli di testa) è la Scuola di lingua italiana Leonardo Da Vinci in Piazza dell'Orologio 7 a Roma
 
  Qui l'ingresso vero e proprio al palazzo
  
  Il palazzo nobiliare dove viene finalmente arrestato Diabolicus, dopo un ultimo feroce delitto è in Via dei Funari a Roma
  
  Di conseguenza la finestra incriminata è certamente una di quelle di questo palazzo, che sta di fronte al gruppo che guarda
  
  La villa "Il littoriale", dove abita e si esercita il Generale nostalgico Scipione di Torrealta (Totò) è Villa Zingone in via del Casaletto 348 a Roma. Oggi piuttosto risistemata, conserva però il cancello di allora (è stata aggiunta solo una lamiera di chiusura alla base)
  
  La villa sullo sfondo non è facilmente riconoscibile
  ma lo sono il muro (A) e il cancello di ingresso della villa di fronte

Totò Diabolicus (1962) - Biografie e articoli correlati

Arena Fortunato

Arena Fortunato (Catanzaro 1921 - Roma 1994). Padre di Ettore, è stato generico…
Arena Fortunato

Corbucci Bruno

Corbucci Bruno (Roma, 23 ottobre 1931 – Roma, 6 settembre 1996) è stato un…
Corbucci Bruno

De Vico Pietro

De Vico Pietro Quella piccola scenetta che ho fatto in Totò diabolicus, io…
De Vico Pietro

Drudi Vera

Drudi Vera (23 maggio 1897, Bellaria-Igea Marina - 4 aprile 1995, Bologna (1) è…
Drudi Vera

Ferrara Paolo

Ferrara Paolo (Stilo, 17 ottobre 1892 – Roma, 1965) è stato un attore italiano.…
Ferrara Paolo

Metz Vittorio

Metz Vittorio (Roma, 18 luglio 1904 – Roma, 1º marzo 1984) è stato uno…
Metz Vittorio

Pavese Luigi

Pavese Luigi (Asti, 25 ottobre 1897 – Roma, 13 dicembre 1969) è stato un attore…
Pavese Luigi

Sanders Nadine

Sanders Nadine (Miami, 12 agosto 1931) è un'attrice statunitense. Biografia…
Sanders Nadine

Totò e... Steno

Totò e... Steno Fatti su misura Quando con Monicelli abbiamo fatto Totò cerca…
Totò e... Steno


Riferimenti e bibliografie:

  • "Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
  • "Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
  • "I film di Totò, 1946-1967: La maschera tradita" (Alberto Anile) - Le Mani-Microart'S, 1998
  • Verbale censura Ministero dei Beni e per le Attività Culturali e per il Turismo - Direzione Generale per il cinema
  • «Epoca», anno XIII, n.594, 18 febbraio 1962