Cristina Gaioni — Non le dispiace diventare una ladra

La giovane attrice scelta da René Clément per En plein soleil

Cristina Gaioni


Nell’agosto del 1959 «Tempo» fotografa un momento decisivo nella carriera di Cristina Gaioni, giovane attrice milanese ormai richiestissima dai produttori italiani e stranieri. Pur essendo apparsa fino ad allora in un solo film distribuito nelle sale, Nella città l’inferno di Renato Castellani, la ragazza ha già accumulato numerosi impegni e si prepara a raggiungere il settimo film entro la fine dell’anno. L’articolo racconta così la rapida ascesa di un’interprete ancora poco conosciuta dal grande pubblico, ma già considerata nell’ambiente cinematografico uno dei volti nuovi più promettenti del periodo.


Sarà la parte di Cristina Gaioni nel film “En plein soleil ” di René Clément. Entro il 1959 la ragazzina milanese avrà così raggiunto il suo settimo film

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Roma, agosto

Cristina Gaioni è nella felice situazione di soffrire per l’eccessivo numero di film che le vengono offerti. Il suo "caso” è ormai curioso: la fulva ragazzina milanese infatti è apparsa finora in un solo film ("Nella città l'inferno”), ma ne ha interpretati molti subito dopo, li vedremo tutti insieme nella prossima stagione e intanto assistiamo stupiti al rapido sorgere di una nuova attrice. Pressocchè ignota al pubblico, insomma, ma notissima ai produttori, Cristina Gaioni riceve più offerte di quanti film possa interpretare.

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Oggi per esempio è costernata per aver dovuto rinunciare al secondo film di Leopoldo Trieste, "L’assegno", il cui valore Cristina aveva ben compreso. Purtroppo è legata ad un contratto ferreo e dovrà partecipare ai film "Giuda” (nella parte di Maria Maddalena, nientemeno) di Peppino Amato, e ”En plein soleil” di René Clément. Quest’ultimo film è molto importante e Cristina si sentirà compensata della perdita dell’ "Assegno”.

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Nè le dispiace di dover essere una giovane ladra: ha il terrore infatti delle parti di ingenua. Clément girerà prevalentemente in Italia, ma rilancerà la Gaioni sul mercato francese, dove essa è già nota per il film "Guinguette” di Delannoy (tradotto in Italia "La casa sul fiume”). Dunque anche per lei la via del successo passa da Parigi. Ma per il momento la preoccupazione principale di Cristina è di ordine pratico: trasferire a Roma tutta la sua famiglia (ha i genitori e una sorellina). Dopo tutto suo padre è pittore e può lavorare dovunque: tanto vale restare insieme.

«Tempo», anno XXI, n.34, 25 agosto 1959


Tempo
«Tempo», anno XXI, n.34, 25 agosto 1959

Autore delle fotografie: non identificato
Fonte originale: «Tempo», anno XXI, n.34, 25 agosto 1959
Riproduzione digitale: tototruffa2002.it
Diritti: © rispettivi aventi diritto – immagini riprodotte per finalità storiche e documentarie.

Conclusioni

Riletta oggi, questa breve testimonianza mostra quanto il cinema italiano ed europeo della fine degli anni Cinquanta fosse pronto a costruire rapidamente nuovi volti e nuove carriere. Cristina Gaioni rappresentava una promessa capace di muoversi tra produzioni italiane e francesi, film drammatici, personaggi religiosi e figure criminali. La giovane ladra di En plein soleil doveva essere un ulteriore passo verso l’affermazione internazionale: un ruolo lontano dalle ingenue che tanto la spaventavano e vicino, forse, a quell’immagine di attrice moderna e imprevedibile che cercava di conquistare.