Rizzoli Angelo

Angelo Rizzoli

(Milano, 31 ottobre 1889 – Milano, 24 settembre 1970) è stato un imprenditore, editore e produttore cinematografico italiano. Iniziò come tipografo e stampatore, poi divenne editore in proprio di periodici nel 1927 e di libri nel 1929. Fondatore della Rizzoli Editore, costruì il suo impero economico attraverso una serie di attività produttive differenziate (editoria, cinema, immobiliare).

Biografia

Cresciuto nel Collegio dei Martinitt, figlio di un ciabattino analfabeta che morì prima che lui nascesse, conobbe l'angoscia della povertà e della miseria. Imparò il mestiere di tipografo proprio in orfanotrofio. A vent'anni decise di mettersi in proprio: insieme a un altro operaio aprì una tipografia a Milano in via Cerva. La ditta, registrata nel 1911, prese il nome di «A. Rizzoli & C.». La prima occasione di crescita vera per l’azienda arrivò nell’ottobre del 1911, grazie all’intuizione di Rizzoli di stampare cartoline commemorative della guerra di Libia.[1]

Nel 1912 si sposò con Anna Marzorati, figlia di un tipografo. Dal 1915 al 1917 fu sotto le armi a causa dell'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale. Congedato dall'esercito nel 1917, tornò a Milano. Qui Rizzoli conobbe l'editore Calogero Tumminelli: l'incontro cambiò il suo destino[2]. Tumminelli, titolare della casa editrice d'arte «Bestetti e Tumminelli», lo introdusse nell'editoria, suggerendogli di rilevare alcuni periodici della Mondadori dai bilanci in rosso. Si trattava di cinque riviste: «Il Secolo Illustrato», settimanale illustrato del quotidiano «Il Secolo», «Il Secolo XX», «La Donna», «Comoedia» e «Novella». Alcune di esse erano "nobili decadute", cioè riviste di un certo prestigio («Novella», ad esempio, pubblicava racconti di D'Annunzio e Luigi Pirandello) su cui però l'editore non puntava più. Tumminelli, che ricopriva anche la carica di direttore editoriale dell'Istituto Giovanni Treccani, fece da mediatore nella trattativa tra Rizzoli e Mondadori. Riuscì a convincere Rizzoli, che non era sicuro di fare un buon acquisto, assicurandogli la stampa dell'Enciclopedia Italiana[3]. Nel luglio 1927 Rizzoli acquistò le quattro testate per 40.000 lire[4][5].

Tumminelli mantenne la promessa: il giovane editore ebbe l'incarico di stampare l'Enciclopedia Italiana, al ritmo di tre volumi all'anno. Cercò subito finanziamenti per aprire una nuova tipografia. Li trovò in tre senatori: lo stesso Giovanni Treccani, Ettore Bocconi e Senatore Borletti (che avrebbe ricevuto il laticlavio di lì a poco). Ciascuno dei tre versò mezzo milione di lire per il nuovo stabilimento. In cambio i tre ottennero un posto nel consiglio d'amministrazione della Rizzoli & C. Rizzoli scelse personalmente il luogo dove sarebbe sorta la nuova sede: piazza Carlo Erba (aveva già abitato in quella zona di Milano)[3].
Il nuovo stabilimento venne inaugurato agli inizi del 1929 (rimarrà la sede centrale fino al 1960). L'azienda venne trasformata in società di capitali con la denominazione «Rizzoli & C. anonima per l'arte della stampa»; in marzo uscì il primo volume dell'Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti[3].

Nel 1930 Novella diventa un periodico femminile, raggiungendo la tiratura di 130.000 copie. A Novella seguono Cinema Illustrazione (1930)[6], Lei (1933), Bertoldo (1936), Omnibus (1937), Oggi (1939), Candido (1945) e L'Europeo (1945).

Del 1929 è la pubblicazione del primo libro, Storia del Risorgimento di C. Spellanzon. Diverse le collane di libri: I classici Rizzoli (dal 1934), Il sofà delle muse (ideata con Longanesi), La Scala e altre. In collaborazione con Larousse pubblicò l'Enciclopedia Universale in 15 volumi. Grande successo ebbero i libri della collana BUR (Biblioteca Universale Rizzoli), classici a prezzi popolari.[7]. Nel 1933 Rizzoli riscattò le quote azionarie in mano ai suoi tre finanziatori. Da quel momento in avanti l'azienda rimase sempre nelle sue mani[3].

Nel 1954 portò a compimento l'acquisto della Cartiera di Lama di Reno, presso Marzabotto, destinata a diventare la fornitrice di carta per tutto l'impero editoriale. Nel 1960 l'editore si trasferì in un grande complesso in via Civitavecchia, poi divenuta l'odierna via Angelo Rizzoli. Nel 1962 avviò il progetto di un nuovo quotidiano nazionale a grande tiratura. Avrebbe dovuto chiamarsi Oggi con il sottotitolo Il quotidiano di domani. Dopo oltre tre anni di lavoro e di prove, però, Rizzoli rinunciò poiché il rapporto tra costi e benefici non era favorevole[8]. Rizzoli aveva un modo tutto suo di tenere a mente i conti del gruppo: sul retro bianco della scatola di sigarette (le Turmac) annotava tre cifre: Debiti, Crediti, Liquidità[9].

Rizzoli sposò Anna Marzorati (1890-1976), dalla quale ebbe tre figli: Andrea (1914-1983) - che l'ha reso nonno di Angelo, detto Angelone (1943-2013), Alberto (1945-2019) e Anna Grazia, detta Annina (1956) - Giuseppina, detta Pinuccia, (1916-2005) e Giuditta, detta Rinella (1918-1930)[10].

"Il cumenda", così veniva chiamato Angelo Rizzoli, iniziò anche, con la Cineriz, l'attività cinematografica: con tale casa di produzione furono girati La dolce vita e 8½ di Federico Fellini. L'impegno nel mondo del cinema contribuì ad allargare l'impero editoriale ed economico della casa editrice.

Angelo Rizzoli morì nel 1970, non ancora ottantunenne. Il «Corriere della Sera» pubblicò due pagine di necrologi, fatto mai accaduto prima. Il fondatore lasciò in eredità un patrimonio di circa 100 miliardi di lire, non gravato da debiti[11].

In vita, in riconoscimento dei suoi meriti imprenditoriali, ottenne il titolo di Cavaliere del lavoro e, il 6 aprile 1967, il titolo di Conte dall'ex re d'Italia Umberto di Savoia[12], in esilio a Cascais.

Editoria

Collane principali

Fonte: Angelo Rizzoli

«Romanzi di Novella»: abbinata alla rivista, la collana si rivolgeva a un pubblico femminile. Propose testi di Giana Anguissola, Luciana Peverelli, Mura, Milly Dandolo;
«I nostri umoristi»: pubblicò da Achille Campanile a Giovannino Guareschi, da Carletto Manzoni a Giovanni Mosca, da Marcello Marchesi a Vittorio Metz;
«Biblioteca universale Rizzoli»: ideata nel 1949 da Luigi Rusca e Paolo Lecaldano, propose in veste sobria e a prezzo accessibile i classici di ogni tempo e ogni luogo, in edizione integrale. Il primo titolo è I promessi sposi di Manzoni.
«Opere di Indro Montanelli»: la collana ripropose - tra gli altri - la fortunatissima Storia d’Italia.
«La Scala»: collana di narrativa ideata da Domenico Porzio, pubblicò Luciano Bianciardi (La vita agra), Giuseppe Berto (Il male oscuro), Alberto Bevilacqua (La califfa), Carlo Castellaneta, Ennio Flaiano, Mario Arpino e Dacia Maraini.
«Saggi»: l'ultima collana nata durante la presidenza di Rizzoli, dal 1967 propose testi di Michel Foucault (Le parole e le cose), Elias Canetti, Nicola Abbagnano e Eric Hobsbawm.

Filmografia

Produttore

La signora di tutti (1934)
Rose scarlatte, regia di Giuseppe Amato e Vittorio De Sica (1940)
Yvonne la nuit (1949)
Francesco, giullare di Dio, regia di Roberto Rossellini (1950)
Umberto D. (1952)
Le belle della notte (Les belles de nuit) (1952)
Senza veli (Wir tanzen auf dem Regenbogen) (1952)
Puccini, regia di Carmine Gallone (1953)
Lucrezia Borgia (1953)
Prima di sera di Piero Tellini (1954)
La contessa scalza (The Barefoot Contessa) (1954)
Madama Butterfly (1954)
Don Camillo e l'Onorevole Peppone (1955)
Grandi manovre (Les grandes manoeuvres) (1956)
Come te movi, te fulmino!, regia di Mario Mattoli (1958)
La dolce vita (1960)
Don Camillo monsignore... ma non troppo (1961)
Dal sabato al lunedì (1962)
8½ (1963)
Deserto rosso (1964)
Giulietta degli spiriti (1965)
Africa addio (1966)
Incompreso (1966)
Mal d'Africa (1967)
Quando dico che ti amo (1968)
La moglie giapponese (1968)
Italian Secret Service (1968)
Serafino (1969)

Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1965[13]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 30 dicembre 1952
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 11 novembre 1931
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 14 maggio 1936[14]
David di Donatello nel 1956 come miglior produttore per Grandi manovre.

Archivio

La documentazione prodotta da Angelo Rizzoli nel corso della propria attività imprenditoriale è conservata: nel fondo Rizzoli Corriere della Sera - RCS Libri spa (1960 - [inizio sec. XXI]), presso RCS e Rizzoli Corriere della Sera - RCS Libri spa[15]; nel fondo Rizzoli Corriere della Sera - RCS Media Group spa (fine sec. XX), presso la Fondazione Rizzoli Corriere della Sera[16] e nel fondo Rizzoli (1949 - [inizio sec. XXI]), presso Rizzoli (Milano, MI)[17].


Galleria fotografica e stampa dell'epoca


La Cineriz

Angelo Rizzoli Logo Cineriz

La Cineriz, abbreviazione di Cinema Rizzoli, è stata una casa produttrice e di distribuzione cinematografica italiana, fondata nel 1956 da Angelo Rizzoli,[18] nonno di "Angelone".

Storia

La Cineriz produsse e distribuì opere di registi importanti come Federico Fellini, Gillo Pontecorvo, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Pietro Germi, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica.

Tra le pellicole più fortunate, La dolce vita e 8 e mezzo di Federico Fellini, Umberto D. di Vittorio De Sica e numerosi successi popolari come Don Camillo, Fantozzi, Amici miei, ...altrimenti ci arrabbiamo!, e film di genere quali Profondo rosso e Sette note in nero, molti dei quali continuano ad essere proposti sul piccolo schermo.

Nel 1993, dopo dieci anni d'inattività e una serie di traversie economiche e giudiziarie, la Cineriz scomparve ufficialmente per decisione dell'assemblea degli azionisti, lasciando invariato solo il marchio.[19]

Filmografia (produzione)

NomeAnnoNote
1963 
Africa addio1966Documentario
Boccaccio '701962 
Chi vuol dormire nel mio letto?1963 
Come si distrugge la reputazione del
più grande agente segreto del mondo
1973 
Dal sabato al lunedì1962 
Dio li crea... Io li ammazzo!1968 
Don Camillo monsignore... ma non troppo1961 
Faustina1968 
Francesco, giullare di Dio1950 
I due Kennedy1969Documentario
I due marescialli1961 
I 4 tassisti1963 
I sogni muoiono all'alba1961 
I sogni nel cassetto1957 
Il brigante1961 
Il conte di Montecristo1961 
Il suffit d'aimer1960 
Kapò1959 
L'amante di cinque giorni1961 
L'anno scorso a Marienbad1961 
L'eclisse1962 
La bellezza di Ippolita1962 
La commare secca1962 
La donna nel mondo1963 
La grande Olimpiade1961Documentario
Letto a tre piazze1960 
Mondo cane1962Documentario
Mondo cane 21963Documentario
Odissea nuda1961 
Oggi a Berlino1962 
Oltre la porta1982 
Prima della rivoluzione1964 
Salvo D'Acquisto1974 
Satyricon1968 
Totò e Peppino divisi a Berlino1962 
Tutto l'oro del mondo1961 
Venere imperiale1963 
Viva l'Italia!1961

Filmografia (distribuzione)

NomeAnnoNote
A mezzanotte va la ronda del piacere1975 
Amici miei1975 
A porte chiuse1961 
Arrangiatevi!1959 
Black Jack1968 
Borotalco1982 
Casino de Paris1957 
Che fine ha fatto Totò Baby?1964 
Come te movi, te fulmino!1958 
Cuore di mamma1969 
Delitto quasi perfetto1966 
Dernier domicile connu1970 
Don Camillo e i giovani d'oggi1972 
Don Camillo e l'Onorevole Peppone1955 
Don Camillo monsignore ma non troppo1961 
Dove vai in vacanza?1978 
Era notte a Roma1960 
Fantozzi1975 
Faustina1968 
Francesco, giullare di Dio1950 
Giulietta degli spiriti1965 
Gli eroi della domenica1953 
I due marescialli1961 
I quattro tassisti1963 
I 400 colpi1959 
I sogni nel cassetto1957 
Il bisbetico domato1980 
Il castello dei morti vivi1964 
Il gatto di Brooklyn aspirante detective1973 
Il secondo tragico Fantozzi1976 
Il vigile1960 
In nome del Papa Re1977 
Io piaccio1955 
Io, io, io... e gli altri1966 
Italian Secret Service1968 
L'assoluto naturale1969 
L'eclisse1962 
L'ingorgo1979 
La dolce vita1960 
La donna a una dimensione1969 
La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!1977 
Le belle famiglie1964 
Le capitaine Fracasse1961 
Le castagne sono buone1970 
Le plus vieux métier du monde1967 
Le soldatesse1965 
Le Vent d'est1970 
Mi faccio la barca1980 
Mia moglie è una strega1980 
Noi siamo due evasi1960 
Odio mortale1962 
Per amare Ofelia1974 
Per grazia ricevuta1971 
Primo amore1958 
Quelle strane occasioni1976 
Ro.Go.Pa.G.1963 
Senza sapere niente di lei1969 
Serafino1969 
Signé Arsène Lupin1959 
Top Sensation1969 
Totò d'Arabia1964 
Totò, Peppino e i fuorilegge1956 
Totò, Peppino e... la dolce vita1961 
Totò, Peppino e la... malafemmina1956 
Tu che ne dici?1960 
Un borghese piccolo piccolo1977 
Un tentativo sentimentale1963 
Vacanze a Ischia1957 
Venere imperiale1963 
Von Buttiglione Sturmtruppenführer1977 
Radiografia di un colpo d'oro1968

Note

  1. ^ Angelo Rizzoli, su SAN - Archivi d'impresa. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  2. ^ Enciclopedia del Cinema Treccani Accesso il 2/11/2015.
  3. ^ Salta a:a b c d Oreste Del BuonoAmici. Amici degli amici. Maestri..., Baldini&Castoldi, Milano 1994, pp. 171-205.
  4. ^ Franco Bechis e Sergio Rizzo, In nome della rosa. La storia gloriosa e tormentata, quasi una dynasty all'italiana, della casa editrice fondata da Arnoldo Mondadori, Roma, Newton Compton, 1991, p. 33.
  5. ^ Università di Milano, Il nuovo periodico. Rotocalchi tra fotogiornalismo, cronaca e costume
  6. ^ Cinema Illustrazione, su fondazionecsc.it. URL consultato il 27 agosto 2019.
  7. ^ Enciclopedia Treccani
  8. ^ Il progetto gli costò 7 miliardi di lire.
  9. ^ Gian Carlo Ferretti, Storia dell'editoria letteraria in Italia. 1945-2003, Einaudi, Torino 2004, pag. 262.
  10. ^ Nicola Carraro, Alberto Rizzoli, Rizzoli - La vera storia di una grande famiglia italiana, Mondadori, 2015, p. 11.
  11. ^ Gian Carlo Ferretti, op.cit, pagg. 256-257.
  12. ^ [1]
  13. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  14. ^ Sito Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.
  15. ^ Rizzoli Corriere della Sera - RCS Libri spa, su LBC Archivi. Lombardia Beni Culturali - Archivi.
  16. ^ Rizzoli Corriere della Sera - RCS Media Group spa, su LBC Archivi. Lombardia Beni Culturali - Archivi.
  17. ^ Rizzoli, su LBC Archivi. Lombardia Beni Culturali - Archivi.
  18. ^ Marco Scollo Lavizzari, Cineriz, su Enciclopedia del Cinema Treccani, 2003. URL consultato il 23 aprile 2016.
  19. Ultimo atto: scompare la Cineriz, su ricerca.repubblica.it, 19 aprile 1993. URL consultato il 20 agosto 2019.

Riferimenti e bibliografie:

  • Alberto Mazzuca, La erre verde. Ascesa e declino dell'impero Rizzoli, Longanesi, 1991.
  • Daniele Morgera, Il Commenda. Angelo Rizzoli, l'uomo che «inventò» un'isola, La Città del Sole, 2002.
  • Giorgio Balestriere, Angelo Rizzoli. Zio d'America d'Ischia, Imagaenaria, 2005.
  • Nicola Carraro, Alberto Rizzoli, Rizzoli - La vera storia di una grande famiglia italiana, Mondadori, 2015.