Totò si è sposato con Franca Faldini

Cronaca rosa d’epoca, il titolo principesco e il matrimonio annunciato al ritorno dalla crociera.

Franca Faldini, ritratto d’epoca — compagna e poi moglie di Totò (circa 1949)


Nel settembre del 1955, la notizia diffusa da Totò del presunto matrimonio con Franca Faldini fece rapidamente il giro della stampa nazionale, tra stupore, curiosità e discreta perplessità. I giornali dell’epoca parlarono di nozze celebrate in gran segreto, di annuncio improvviso e di un “Principe de Curtis” finalmente appagato dopo anni di solitudine sentimentale. In realtà, dietro quell’annuncio così plateale non c’era un atto notarile o religioso, ma una messa in scena calibrata con astuzia e misura, escogitata dallo stesso Totò e dalla sua giovane compagna per disinnescare i pettegolezzi di certa cronaca mondana e le insinuazioni di una stampa moralista che mal digeriva la loro differenza d’età.

L’intento non era ingannare, ma proteggere: il grande attore napoletano, già segnato da una vita intensa e da una fama spesso travisata, cercava di difendere la dignità privata di una relazione sincera ma continuamente messa sotto esame. Franca Faldini, più giovane di quasi trent’anni, divenne così suo malgrado il bersaglio di maldicenze e congetture. L’annuncio di nozze fu quindi un gesto di autotutela sentimentale, un modo per far tacere le voci indiscrete e restituire all’unione un’aura di rispettabilità in un’Italia ancora profondamente bigotta e sospettosa verso i rapporti “fuori dalle regole”.

Solo dopo la morte di Totò, nel 1967, emerse la verità: il matrimonio non era mai stato celebrato. Ma la scelta di rendere pubblica una notizia “ufficiosa” fu compresa come un atto umano, dettato dal bisogno di protezione reciproca e dall’amore per una serenità familiare che la società del tempo non era pronta a concedere. In retrospettiva, quella “notizia inventata” si rivelò un piccolo capolavoro di strategia affettiva, degno dell’intelligenza e della sensibilità del Principe della risata.


Il comico, di ritorno a Roma dopo una crociera, ha annunciato le sue nozze con la bella attrice.

Roma, settembre

Franca Faldini è la signora De Curtis. Lo abbiamo appreso l’altro giorno dalla voce di Totò, al secolo Altezza Imperiale principe Flavio Focas Angelo Ducas Comneno De Curtis, mentre il noto attore si accingeva a salire a bordo dello yacht Alcor, ancorato nel porto di Fiumicino. Ed il principe, prevenendo nostre possibili domande, ha precisato: «Non c’è bisogno di aggiungere altro, mi pare. Più chiaro di così si muore». Evidentemente, con queste parole, Totò intendeva anche riferirsi alle numerose errate interpretazioni cui aveva dato adito, recentemente, la sua incerta posizione matrimoniale. Difatti, in occasione della nascita della nipotina del principe, il 20 luglio, alcuni giornali pubblicavano la fotografia della ex moglie di Totò, signora Diana, specificando che l’attore viveva separato da alcuni anni dalla prima moglie, ed aveva intenzione di iniziare le pratiche per annullare il matrimonio. In realtà, già a quel tempo, le cose stavano diversamente, in quanto il matrimonio del principe De Curtis, contratto il 6 marzo del 1935, nella chiesa di S. Lorenzo in Lucina in Roma, fu annullato il 23 dicembre del 1939 con sentenza della corte d’Appello di Perugia. E la sentenza che cancellava il suddetto matrimonio veniva poi trascritta, per la precisione, nel registro degli atti matrimoniali al n. 703 serie A.S. parte seconda del comune di Roma. A conferma di ciò basti sapere che la signora Diana si univa in seconde nozze, nel 1951, con uno stimato professionista romano. Inequivocabile è dunque, oggi, la posizione matrimoniale del principe De Curtis, il quale è reduce proprio questi giorni da una lunga crociera, durata circa due mesi, a bordo dell'Alcor, insieme alla signora Franca.

Franca Faldini e Jerry Lewis nel Film Sailor Beware

DUE MESI IN MARE

Nella prima decade del luglio scorso, Totò, terminate le riprese del suo sesto film consecutivo della stagione, Destinazione Piovarolo, decideva di prendere le meritate vacanze a Rapallo e successivamente a Deauville, quando un suo vecchio ammiratore ed amico, l’industriale svizzero Zummerly, gli proponeva di trascorrere le ferie, a bordo del suo yacht Alcor. Dovendo il Zummerly recarsi nell’America del sud per parecchi mesi, Totò sarebbe rimasto il padrone indisturbato dell’Alcor fino al ritorno del generoso proprietario. Totò, allora, mandò a monte i suoi progetti estivi ed accettò con gioia la proposta, tanto più che — lo confessa — è sempre stato un suo vecchio sogno quello di possedere, un giorno, uno yacht. In realtà, più che di uno yacht o di un panfilo, si tratta di un grosso motoscafo da crociera, che stazza 17 tonnellate, pesca circa un metro e misura diciotto metri di lunghezza e circa quattro di larghezza. Fabbricato in America nel 1951, l'Alcor è fornito di due motori di 175 cavalli l’uno, che possono sviluppare fino ad una velocità di diciassette nodi orari. Ma Totò non ama correre e tanto meno tentare di battere primati di velocità.

Insieme alla signora Franca, il principe dalla metà di luglio ai primi di settembre ha sempre viaggiato ”a passo di crociera” per non più di tre o quattro ore giornaliere, facendo numerose tappe, anche se ha abbandonato una sola volta lo yacht, per una breve visita turistica a Juan les Pins, in Francia. Difatti le tappe della dolce crociera sono state nel viaggio di andata: San Remo, Montecarlo, Cannes, Saint Tropez e les Iles d’Hyéres, ed al ritorno, dopo Rapallo, da dove lo yacht era partito, Porto Venere, Viareggio, Porto S. Stefano ed infine Fiumicino dove attualmente si trova all’àncora.

L’Altezza imperiale Flavio Focas Angelo Ducas Comneno De Curtis, meglio noto come ”Totò”, ha annunciato che Franca Faldini è divenuta la signora De Curtis; infatti sull’anulare sinistro dell’attrice si può scorgere la fede nuziale. Il precedente matrimonio del comico, contratto nel 1935 a Roma, fu annullato nel ’39 con sentenza della corte d’Appello di Perugia; la prima moglie dell’Altezza Imperiale si è risposata nel ’51. Totò ha compiuto sull’ ”Alcor”, prestatogli da un amico, una crociera nel Mediterraneo; ora è però tornato al lavoro (egli ha intrapreso anche una nuova attività: quella di produttore) e si concede solo delle puntate mattutine sullo yacht da Fiumicino a Fregene o ad Anzio. Nelle prime ore pomeridiane rientra a Roma per dedicarsi ai numerosi affari in corso.

«Negli anni scorsi», dice Totò, «non sono mai riuscito a godermi le vacanze in pace, a fare qualche bella passeggiata a piedi, a sedermi ad un caffè e godermi il panorama. Mai. Ero stato perfino costretto», aggiunge, «a far mettere le tendine ai vetri della mia "Cadillac” ed a circolare così in un’automobile pressoché blindata, quasi come un detenuto od un evaso». Sul mare, invece, Totò ha goduto della più completa libertà. «Nessuno ci crede», ripete spesso l’attore, «ma io sono un timido». Anche di notte non ha mai abbandonato lo yacht, preferendo alle confortevoli e lussuose camere dei grandi alberghi la cuccetta razionalmente costruita nell’interno dello yacht. Oltre alla civettuola stanza da letto l'Alcor comprende una sala da pranzo, una cuccetta per i due marinai ed una cucina a gas che Totò ha rapidamente trasformato a petrolio.

Purtroppo per Totò e per la signora Franca, la crociera sull’Alcor è praticamente terminata, anche se, ogni mattina, alle undici egli si imbarca sullo yacht a Fiumicino e si spinge fino a Fregene o ad Anzio, rientrando a Roma intorno alle due per il pranzo. La presenza dello yacht, nella vita del principe, ha difatti sconvolto tutte le sue tradizionali abitudini, contratte quando era nella rivista e mantenute negli anni in cui ha lavorato per il cinema. Fino a poche settimane fa, ogni sera, dopo l’immancabile visione di un film, sia pure vecchio di qualche anno, in un salone della sua casa, l’attore restava in piedi a conversare con gli amici fino alle tre del mattino, per levarsi poi non prima delle undici del giorno seguente. Da un mese, al contrario, Totò, la sera, si corica prima di mezzanotte e al mattino si alza di buon'ora per raggiungere lo yacht a Fiumicino.

Franca Faldini e Jerry Lewis nel Film Sailor Beware

UN FILM SU “PINOCCHIO"

Questi afosi pomeriggi settembrini Totò li dedica invece quasi esclusivamente alla sua nuova attività di produttore, negli uffici della ”D. D.L.”, la società che ha costituito nel maggio scorso. «Ho deciso di fare il produttore», sostiene il popolare attore, «per riconciliarmi con il mio pubblico e con la critica. Io non mi sento un divo, ma piuttosto un lavoratore dello spettacolo. In questi ultimi tempi i critici mi hanno malmenato e con ragione. Ma io dovevo rispettare i contratti: ho fatto il possibile per rifiutare soggetti banali e insulsi, ma alla fine sono stato costretto a girare film mediocri. Ho respinto cinque, dieci, venti proposte, ma alla ventunesima ho dovuto cedere». La sua attività futura è già delineata chiaramente. Nei prossimi giorni Totò infatti riprenderà il lavoro, nei teatri di posa, come protagonista di uno sketch di Racconti romani. A fine mese interpreterà accanto a Gino Cervi il primo film prodotto dalla sua nuova società ed intitolato Il coraggio. Successivamente, nell’ultima decade di ottobre, esordirà al teatro Olimpia di Milano, in prosa, in un atto unico di Giuseppe Marotta. Prima della fine dell’anno realizzerà per lo schermo un moderno Pinocchio. L’attore napoletano ama molto i ragazzi che rappresentano buona parte del suo affezionatissimo pubblico. Egli non vuole deluderli; in questi ultimi tempi ha ricevuto moltissime lettere di giovani che lo invitavano a non interpretare più film vietati ai minori di sedici anni. A Trapani si è perfino costituito un club ”Amici di Totò” e da molte città giungono al divo della risata richieste di copie di suoi vecchi film, da parte di ammiratori e di circoli che intendono organizzare festival dei film di Totò. Ed appunto e soprattutto per questo entusiastico pubblico di ragazzi, Totò sta studiando il progetto di un film su Pinocchio, anche se medita di modificare il finale di Collodi. «Resterò burattino di legno», ha dichiarato sospirando, «in fondo ci sono tanti burattini nella vita». I programmi del principe De Curtis per il 1956 non sono ancora stati definiti. Un’attività che comunque egli non intende abbandonare è quella del compositore di canzoni. Dopo Malafemmina e Core analfabeta, attualmente Totò si prepara a lanciare la novità Abbracciato cu’ te, di cui ha curato musica e parole. Quanto al suo vagheggiato ritorno alla rivista, sebbene insista nello smentirlo, lo riteniamo assai probabile per l’autunno dell’anno prossimo. Altrettanto probabile è la decisione di ritirarsi dallo schermo da parte della signora Franca De Curtis, la quale intenderebbe, invece, dedicarsi alla realizzazione di documentari.

Augusto Borselli, «Oggi», anno XI, n.37, 15 settembre 1955


Augusto Borselli, «Oggi», anno XI, n.37, 15 settembre 1955

Autore della fotografia: non identificato
Fonte originale: «Oggi», anno XI, n.37, 15 settembre 1955
Riproduzione digitale: tototruffa2002.it
Diritti: © rispettivi aventi diritto – immagine riprodotta per finalità storiche e documentarie.

🎭 Conclusioni

Nel settembre del 1955, l’annuncio del presunto matrimonio tra Totò e Franca Faldini infiammò la cronaca rosa e attirò l’attenzione di un’Italia ancora intrisa di moralismo e curiosità mondana. Quella notizia, poi rivelatasi una strategia difensiva, nacque dal desiderio di proteggere la loro vita privata dalle malelingue e dai giudizi della stampa bigotta dell’epoca. Solo dopo la scomparsa di Totò si seppe che il matrimonio non era mai stato celebrato, ma che fu un gesto di amore e rispetto reciproco, un modo per difendere la dignità di Franca Faldini e l’immagine del Principe De Curtis. In quell’episodio si riflette tutta la complessità del Totò uomo: ironico, romantico, prudente, capace di muoversi tra cinema, vita reale e costume sociale con un’intelligenza che ancora oggi commuove e sorprende.

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