Totò cerca moglie

Vorrei una moglie, possibilmente di prima mano.

Totò

Inizio riprese: gennaio 1950, Stabilimenti Titanus, Roma
Autorizzazione censura e distribuzione: 13 marzo 1950 - Incasso lire 296.700.000 - Spettatori 2.852.885



Titolo originale Totò cerca moglie
Paese Italia - Anno 1950 - Durata 76 min- B/N - Audio sonoro - Genere Comico - Regia Carlo Ludovico Bragaglia - Soggetto Vittorio Metz, Age (Agenore Incocci), Furio Scarpelli, Sandro Continenza - Sceneggiatura Vittorio Metz, Age, Furio Scarpelli, Sandro Continenza - Produttore Forum Film, Roma - Fotografia Mario Albertelli - Montaggio Roberto Cinquini - Musiche Amedeo Escobar - Scenografia Alberto Boccianti


Totò: Totò - Mario Castellani: Castelluccio - Aroldo Tieri: Pippo - Ave Ninchi: zia Agata - Elvy Lissiak: Teresa - Anna Maestri: la donna di colore - Luigi Pavese: cavalier Bellavista - Marcella Rovena: la signora Bellavista - Enzo Garinei: Severino Bellavista - Vira Silenti: Matilde Bellavista - Zoe Incrocci: Norina, la cameriera dei Bellavista - Marisa Merlini: Luisa, la modella - Paul Muller: Zeta 15, lo zoppo - Nerio Bernardi: il dentista - Bruno Cantalamessa: cliente del dentista - Giovanna Galletti: l'agente K 8 - Nino Marchesini: l'ambasciatore - Maria Laura Rocca: la moglie dell'ambasciatore - Mario Meniconi: Giuseppe - Annie Sommers: Adelina - Franca Tamantini: l'impiegata dell'agenzia Fido - Vittorio Tosti


Toto_cerca_MoglieSoggetto. 1950. La zia Agata, che vive in Australia, ha una pupilla, Adelina, che intende far sposare con suo nipote Totò, per questo in una lettera acclude una fotografia della ragazza. Quando la apre, però, Totò si trova davanti a una sorpresa. La foto è quella di una donna di colore dai capelli crespi. Totò freme e corre a chiedere consiglio all'amico Castelluccio, che gli suggerisce di sposarsi immediatamente, prima dell'arrivo di questa fantomatica Adelina. Totò allora si mette alla ricerca di una moglie.

Critica e curiosità

Gli autori in 12 giorni scrivono la sceneggiatura. Carlo Ponti, il produttore del film, cita in giudizio la Forum Film e li diffida dall'usare il titolo prescelto, ma alla fine il tribunale dà ragione ai produttori di Bragaglia. Indimenticabile la scena in cui Totò va a trovare la famiglia Bellavista e per mettersi al loro livello si mette un paio di occhiali che non gli permettono di vedere nulla in un susseguirsi di equivoci e disastri.

Sul finire il film adotta una tecnica, rara nel cinema autoreferenziale. Totò e Adelina in fuga si rifugiano nell'allora nuovissimo Teatro Sistina costruito da poco dove si proietta il film medesimo. Accortisi della locandina entrano in sala a vedere il finale e conoscere le sorti della loro storia d'amore. In questo film Ave Ninchi interpreta la parte della zia di Totò, benché nella realtà fosse di ben 17 anni più giovane del grande comico napoletano.

E' diretto da Carlo Ludovico Bragaglia, regista con cui il Principe della risata lavora in diverse occasioni. Bragaglia esordisce nel 1933 con "O la borsa o la vita", lavora in sessanta film, di cui l'ultimo "I Quattro Moschettieri", nel 1963. Ci vollero ventotto giorni assemblare il film da una sceneggiatura scritta in dodici (da Age, Scarpelli, Continenza e Metz), riciclando il Buster Keaton di Severi Chances e recuperando idee dalle riviste Belle o brutte mi piaccion tutte (Totò dentista) e ancora Uomini a nolo (la cena con la famiglia composta tutta di miopi).

"I film di Totò, 1946-1967: La maschera tradita" (Alberto Anile) - Le Mani-Microart'S, 1998


Così la stampa dell'epoca

E per chi volesse spiegato meglio il successo di Totò, diremo subito che i tre film seguenti sono tutti interpretati dal nobile comico: L'imperatore di Capri (117 giorni in Italia), Totò le Moko e Totò cerca moglie. Immediatamente dopo seguono II lupo della Sila, Riso amaro, Adamo ed Eva, Botta e risposta, mentre molto più giù nella graduatoria si trovano È primavera (82 giorni), Le mura di Malapaga (75), Cielo sulla palude (74), Campane a martello (72), Amore (55), Gente così (45). E adesso non fate finta di sorprendervi per il fatto che Totò è costretto a interpretare dieci film l’anno, giacché la colpa è vostra, di voi lettori che andate al cinema.

Italo Dragosei, «Hollywood», 1950


È l’espressione tipica di due aspirazioni diverse e contrastanti. Il pubblico è “Totòmane” perché vuol ridere, divertirsi e non pensare ai guai; i produttori sono “Totòmani” perché vogliono guadagnare tanti denari, per questo, per esempio, molti produttori italiani vanno a vedersi ed a studiarsi Catene [...] Può darsi infatti che dopo la “Totòmania” venga la “Catenomania”.

Roberto Sgroj, «Cine Illustrato», 1950


1950 03 16 Il Messaggero Toto cerca moglie intro

Costretto a prender moglie su due piedi per evitare un inaccettabile matrimonio impostogli da una zia che vive in Australia, Totò cerca affannosamente un’anima gemella ricorrendo alle agenzie e agli annunci economici. E' facile immaginare in qual ginepraio di avventure, di equivoci e di guai lo cacci il frettolose zelante ottimismo che lo sostiene.

L'allegra vicenda è piena di spunti farseschi e se non tutti sono stati sfruttati come avrebbero meritato, tutti danno modo a Totò di sfoggiare le sue irresistibili risorse comiche suscitando la più viva ilarità con lazzi verbali e trovate mimiche di gustoso effetto. Carlo Ludovico Bragaglia ha aggrovigliato e sgrovigliato l'ameno intrigo con mano rapida e felice.

Intorno all'inimitabile Totò si muovono con colorita vivacità Marisa Merlini, Ave Ninchl, Vera Silente, Elvy Lissiack, Aroldo Tieri. Luigi Pavese, Mario Castellani.

E.C. (Ermanno Contini), «Il Messaggero», 16 marzo 1950


1950 03 16 Il Popolo Toto cerca moglie intro

Abbiamo l'impressione che il fenomeno Totò sia in declino. Tanto è vero che in uno dei cinema in cui ieri è stato proiettato questo film, si trovava largamente posto nella sala. E abbiamo anche ascoltato i commenti di alcuni giovanotti che da principio si sbellicavano dalle risa e poi alla fine, evidentemente delusi, riassumevano le loro impressioni così: Si, lui le trovate le ha, ma gli manca un regista. Negli ultimi quattro film non si tratta che di variazioni attorno alle stese battute.

Siamo dunque ai primi segni di stanchezza del pubblico?

In questo film Totò cerca una moglie per presentarla a una zia ricca in arrivo dall'Australia, (spunto che ricorda altri dieci simili). La zia vuole dargli in moglie una nipote, che è bellina ma un malaugurato scambio di fotografie fa si che Totò creda di dover sposare una negra. Ne nasce una affannosa ricerca durante la quale casca in mezzo a una famiglia dove tutti, compresa la cameriera, sono miopi all'estremo. Anche Totò si finge tale e adotta un paio di lenti non adatte alla sua vista per cui nascono un sacco e una sporta di equivoci più o meno peregrini (inchiostro per vino, sigari per salsicce ecc.). Alla fine abbiamo: la scazzottatura alla Ridolini dove c'è là trovata del boomerang che si stacca dalle solite.

Totò è bravo, ma è sempre Io stesso. Gustosa la Ninchi nella parte della zia a cavallo... in una Australia che sa di dintorni di Roma o giù di lì... Discrete le particine di fianco e, meno male, non abbiamo parolacce e poche frasi a doppio senso.

C. Tr. (Carlo Trabucco) «Il Popolo», 16 marzo 1950


La serie di Totò non è finita. Dopo la casa, il mestiere ed altro ancora, questa volta Totò cerca moglie. In che modo? Con un annuncio sul giornale; naturalmente ne conseguono diecimila equivoci, taluni del quali — nella sua ingenua semplicità — abbastanza gustosi. Siamo sempre sul piano della farsa, della vecchia farsa 1920, per di più, tuttavia qua e là alcune trovate, alcune situazioni paradossali, alcune girandole comiche, rivelano una singolare acutezza e un estro sapido e ridevole molto meno volgare del solito. Fra i molti interpreti primeggia, ovviamente, l'inimitabile Totò, divertenti, però, al suo fianco, anche Ave Ninchi, Marcella Novena, Nerio Bernardi, Tieri e Pavese.

G.L.R. (Gian Luigi Rondi) «Il Tempo», 16 marzo 1950


1950 03 17 La Voce Repubblicana Toto cerca moglie intro

Un ennesimo «Totò»: e questa volta un «Totò» realizzato quasi per una scommessa per sfruttare, cioè, la scia del successo commerciale ottenuto da un altro film dal titolo molto simile interpretato dai mimo napoletano. Ci dicono che Carlo Ludovico Bragaglia che è l'artefice di questa impresa, abbia girato il tutto in un tempo da record e che sia in piedi una vertenza giudiziaria tra il produttore dell’altro e di questo «Totò».

Comunque stiano le cose dobbiamo riconoscere almeno a giudicare dalle risate che hanno punteggiato la proiezione del film e in qualche momento persino impedito la comprensione delle battute, che la grossa farsa, la quale riporta il cinema comico ai tempi del travolgenti «two reels» di Cretinetti, «funziona». Alcune trovate di sceneggiatura non sono da buttar via e il tutto scorre vertiginosamente fino all' ultima inquadratura per il sollazzo di un pubblico che non guarda troppo per il sottile. Accanto a Totò che mena la danza e ripete i numeri più conosciuti del suo repertorio, sono Marisa Merlini, Elvi Lissiak, Ave Ninchi, Vira Silenti, Aroldo Tieri, Mario Castellani, Luigi Pavese, Paul Muller e molti altri.

Gaetano Carancini, «La Voce Repubblicana», 17 marzo 1950


Totò, scultore di stile... «assenteista», ha in Australia una ricca zia che. minaccia di diseredarlo se egli non sposerà la di lei pupilla. Nella sua lettera Intimidatoria la zia ficca per sbadataggine, anziché il ritratto della bella Adelina, quello di una spaventevole negretta, sicché Totò. punto allettato dall'idea di sposare una mora, corre al ripari, e ascoltando il suggerimento di un amico, va in cerca d'una donna da sposare sul tamburo, per poter poi dire alla zia quando arriverà: vedi, è tardi, la moglie già ce l'ha.

Questa é la mossa della farsa che ci rappresenta Totò nell'affannosa caccia a un partito e ci narra i suoi sfortunati approcci con questa e con quella, finché la zia arriva che la moglie non é stata ancora trovata e bisogna inventarla il per li togliendo a prestito forzato da un pittore vicino di casa, la sua amante; da cui un iradiddio di imbrogli, una girandola di sorprese e di equivoci nella casa dello scultore ove s'incrociano, s'urtano e si pestano i più strani personaggi: la solita effervescenza di tutte le farse prima di concluderò.

Il film («Totò cerca moglie», di C. L. Bragaglia, che si proietta al Vittoria), con tutte le mende d'un lavoro fatto in furia, tanto per aggiunger voga al fortunato protagonista, è per lunghi tratti assai esilarante e contiene non poche trovate di buona lega, come quella del ricevimento in casa della famiglia Bellavista, dove il folletto della miopia scatena, con logica puntualità, le più amene e feroci complicazioni.

a.r., «La Stampa», 24 marzo 1950


1950 04 01 Corriere della Sera Toto cerca moglie intro

Dopo aver cercato casa, adesso «Totò cerca moglie», una finta moglie una finta moglie che lo salvi dall'obbligo di sposare una cugina che deve arrivargli dall’Australia e che, per uno scambio di fotografie, egli crede una negra. Questo lo spunto della bizzarria inventata da Continenza, Metz e Scarpelli per offrire a Totò il destro di nuovo comiche variazioni. Gli sviluppi sono infatti quanto di più curioso e inatteso si possa immaginare, fino a raggiungere, talvolta, il grottesco, con alcune trovate imbroccate, come quella di una azzoppatura generale durante una festa. La commedia degenera alla fine in un eccesso farsesco, ma strappa inevitabili frequenti risate. Il gaio congegno, montato da C. L. Bragaglia, ha la sua molla principale in Totò e altre rotelle in Marisa Merlini, Ave Ninchi, Aroldo Tieri, Paul Muller, Mario Castellani.

Arturo Lanocita, «Corriere della Sera», 1 aprile 1950


1950 04 14 Il Lavoro Toto cerca moglie R intro

Anche Totò, come ogni buon comico che il rispetti, è un «destinato alle fughe». Nei suoi film egli tenta sempre di sottrarsi, con una velocità studiata per mantenere «preoccupanti» distanze fra sè e gli inseguitori, a pistole, martelli, randelli ed altri simili arnesi (scelti fra i più atti ad essere impugnati da mariti gelosi, da ladri, pazzi, eccetera).

Le fughe, per i soggettisti, debbono essere ritenute indispensabili per tenere sostenuto il ritmo del film, come mezzo di passaggio da scena a scena (che altrimenti non si saprebbe come farle succedere) e, purtroppo, anche come riempitivo, quando non c'è niente altro da dire.

E Totò fugge, poverino, fugge sempre e, fuggendo, si tira dietro, fino al termine —; che per fortuna è fisso — tutta una turba di gente eccitata, insomma, lo spettacolo.

Anche in «Totò cerca moglie» la situazione non è molto cambiata. Solo si nota un certo miglioramento: il rapporto idee buone e originali - riempitivo cresce a favore delle idee e C.L. Bragaglia, che ha diretto, non si può dire che non sia riuscito a divertire il suo pubblico.

Due parole sull'intreccio. Per un errore Totò crede di essere costretto da una zia australiana che lo mantiene, a sposare una negra. Perciò decide di sposarsi per conto suo e rendere cosi impossibile l'altro matrimonio.

Serie, derivante, di avventure e disgrazie.

Alla fine l'equivoco è chiarito; si scopre che la candidata alle nozze è una magnifica figliola, quindi bacio «legale» finale,

«Il Lavoro», 14 aprile 1950


1995 02 09 Il Messaggero Toto intro

Totò è stato anche un precursore e un teorico dell’arte moderna? Ha anticipato il «Gruppo ’63», l’«Opera aperta» di Umberto Eco, l’Anacronismo di Maurizio Calvesi, la Body-Art. la Transavanguardia? Ha divulgato, con parole ed esempi accessibili alle masse, l’Astrattismo, il Futurismo, il Dadaismo, il Post-Modem di Paolo Portoghesi?

E’ quanto sostiene Achille Bonito Oliva, a sua volta body-artist ante litteram, inventore dell’Eclettismo, del Nomadismo, della Transavanguardia, autore della supercontestata edizione della Biennale Arte ’93, sempre in vena di paradossi, c provocazioni c sempre alla ricerca di trovate clamorose. Lo sostiene attraverso un video - «Toto-Arte» - che sarà proiettato venerdì prossimo nel Roof-Garden del Palazzo delle Esposizioni, nell’ambito delle performances che vengono inscenate nell’Electronic Art Cafè», la nuova moda lanciata a Roma dal creatore di eventi multimediali Umberto Scrocca.

1995 02 09 Il Messaggero Toto f1

Oliva, in che modo Totò aveva anticipato il «Gruppo ’63», ossia il movimento d'avanguardia italiano degli Anni Sessanta?

«Nella celebre lettera che detta in Totò, Peppino e la malafemmina, il grande comico napoletano, che io non esito a definire il "Socrate moderno”, scardina ogni analisi logica, ogni ordine sintattico, ogni regola grammaticale, recuperando nello stesso tempo le "parolibere” di stile futurista».

E l’«Opera aperta» teorizzata negli Anni Sessanta da Umberto Eco come l’aveva anticipata?

«In Totò cerca moglie l’attore dice: "Nella mia arte manca sempre qualcosa”, cioè che l’arte è sempre incompleta, aperta, non-finita, come il non-finito di Michelangelo. Quel film è del 1950, l'Opera aperta di Eco del 1962. Non è chiaro?»

Vuole dire che Eco ha preso l’idea da Totò?

«Come diceva Paul Valéry, il nome è un destino. Uno che si chiama Eco che cosa può fare, se non echeggiare le idee altrui?» Ma, secondo quanto sostiene lei, Totò era stato derubato un po’ da tutti, incluso Maurizio Calvesi con il suo Anacronismo. «E’ cosi. Quando, in Totò, Eva e il pennello proibito, l’attore dice c’è più difficile copiare che inventare, non anticipa tutti i copiatori maldestri dell’arte antica lanciati da Maurizio Calvcsi? Con una differenza, però. Totò lo diceva con un senso ironico, che manca del tutto agli odierni anacronisti. Egli voleva evitare che chi non aveva talento si mettesse a dipingere o a scolpire riempiendo il mercato di cose immonde».

Insomma, Totò capiva l'arte moderna meglio di Longhi, Argan, Berenson, dello stesso Bonito Oliva?

«Di Longhi e Argan sicuramente».

Costanzo Costantini, «Il Messaggero», 9 febbraio 1995


La censura

Toto-cerca-moglie-censuraDuplicato del verbale (datato 13 marzo 1950) della Commissione Revisione Cinematografica datato 27 luglio 1973
(Ministero dei Beni e per le Attività Culturali e per il Turismo - Direzione Generale per il cinema)


I documenti


Quando con Monicelli abbiamo fatto Totò cerca casa abbiamo trovato la stessa troupe che aveva lavorato ne L'imperatore di Capri di Comencini, entrambi i film erano prodotti da Ponti. Clemente Fracassi, che era il direttore di produzione, ci ha fatto trovare la stessa troupe, e ci ha detto:"A Totò gli dà la spinta, gli dà la carica se dopo ogni inquadrarura c'è l'applauso della troupe che ride". Era ancora legato al fatto teatrale. Erano un pò i primi film di Totò che si facevano, ci siamo trovati di fronte al problema di adattare il mezzo cinematografico a Totò, alla sua comicità. È lì che è nato questo tipo di regia che abbiamo fatto con Monicelli; le facevano già Bragaglia e Mattoli, e poi l'hanno fatta anche altri, più o meno. Quelli che hanno lavorato di più con Totò sapevano che ci si doveva affidare a Totò, si doveva valorizzare Totò, i film erano fatti per Totò. Siamo stati un pò i primi, con Mattoli e Bragaglia, ad adattare il mezzo cinematografico a Totò. Totò cerca casa è nato dai fumetti disegnati da Attalo un noto disegnatore umoristico a cui si è ispirato anche Fellini: La famiglia sfollatini era una famiglia che cercava sempre casa e non riusciva a trovarla scrivemmo il soggetto con vittorio Metz, collaborai anche alla sceneggiatura. Totò cerca casa nacque così da un problema di attualità, ma anche da queste vignette di Attalo. Totò era molto istintivo, conosceva bene il suo personaggio.

Carlo Ludovico Bragaglia


Ho intenzione di offrire al pubblico [...] uno spettacolo allegro, divertente, di una comicità, però, più fine delle precedenti produzioni. [...] C’è sulla piazza gran numero di film che hanno come protagonista Totò; è necessario, a mio modo di vedere, evitare di ripetere i soliti ed ormai vieti motivi comici da troppo tempo sfruttati, che il pubblico ha imparato a riconoscere al primo accenno [...] Totò è attore di grandi risorse, solo in parte valorizzate. Vi è la possibilità di sfruttare nella sua compiutezza l’inesauribile vena del protagonista affidandogli un personaggio che sia più caricatura che macchietta, che tragga sempre l’ispirazione da un fondo umano, vero, piuttosto che dal personaggio stilizzato del comico a tutti i costi.

Carlo Ludovico Bragaglia (“L’Araldo dello Spettacolo”, n. 19, 10 febbraio 1950)


Foto di scena, video e immagini dal set


I documenti

Cosa ne pensa il pubblico...


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I commenti degli utenti, dal sito www.davinotti.com

  • Bruttarello. Serie di scenette disomogeneee, tenuemente incollate l'una all'altra, sul tema dello scambio di persona e dell'equivoco in generale. Ne esce una farsaccia con vari momenti pessimi (il boomerang), taluni carini (l'azzoppamento generale all'Ambasciata di Papillonia) e troppa eccitazione. Sbalorditiva citazione (l’inseguimento del gruppo delle aspiranti mogli) da L'hereu de Ca'n Pruna (1904) del periodo spagnolo di Segundo de Chomón! Citazione o copiatura bella e buona... Non più di *½
    MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Totò, accennando alla Ninchi: "Sembra uno zio, ma è una zia!"

  • Tra i film di maggior successo del grande artista napoletano, è in realtà tra i più sopravvalutati. La regia di Bragaglia asseconda il comico in una serie di numeri comici (a volte francamente irresistibili) che però mancano di una sceneggiatura "collante", con un impianto generale piuttosto debole. Ottima comunque la prova di tutti i caratteristi coinvolti.

  • La zia Adelia, residente in Australia, invia cospicue somme di denaro al nipote Totò che, come scultore, versa sempre in miseria. Una missiva della parente annuncia il rientro in Italia ed una condizione: il nipote dovrà sposarsi con una donna di colore e la foto allegata alla lettera induce Totò in uno stato di angoscia, essendo, la ragazza, dire brutta un eufemismo. Unico tentativo è quello di trovare una moglie prima dell'arrivo della parente: tramite agenzia matrimoniale finisce in casa dei cecati di nome Bellavista. Esilarante e spassoso!

  • Esilarante infilata di episodi, tutti basati sull'equivoco, uniti insieme dalla trama pretestuosa della ricerca della moglie da parte di uno scultore squattrinato (astrattista? no, assenteista...). Con alcuni brani di grasso divertimento a cominciare dalla miope famiglia Bellavista per finire con l'omaggio alle mogli di Keaton. Si ride di gusto, anche se l'intera macchina perde colpi qua e là, soprattutto nella sua concezione generale. Da notare l'estrema cura nel ricreare la casa dell'artista, con molte opere da collezione. E un curioso finale metafilmico.

  • Tra i più divertenti del grande comico napoletano. Ben scritto e ottimamente diretto da Bragaglia, che lascia campo libero all'improvvisazione del comico il quale, infatti, crea un paio di scene memorabili: quella in casa della famiglia Bellavista e quella nella casa del dentista. Per non parlare di alcune battute altrettanto memorabili. Totò è al massimo della forma affiancato da uno splendido cast di supporto su cui spiccano il socio di sempre Castellani, la Ninchi, Aroldo Tieri, Pavese e Garinei. Cult.
    MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Quale dente le fa male? Il canino?" "No, No, quello vicino... il gattino!"; "Ci vuole una donna adatta alla tua condizione." "Ah, con la condizionale".

  • Un Totò scatenato in una delle sue perfomance più divertenti, ben servito da una sceneggiatura che propone equivoci su equivoci senza mai scadere nell'ovvio o nel ripetitivo. Come in altre sue regie, Bragaglia impone un ritmo serrato, sempre fresco, aiutato anche da una buona dose di gag slapstick. Bene il cast di contorno, pieno di caratteristi importanti (tra tutti la Ninchi e Castellani). Notevole.

  • Molti dei film a cui ha partecipato Totò possono essere accostati per impostazione alla struttura tipica della commedia dell’arte. "Totò cerca moglie" non è da meno e anche qui tutto ruota attorno a un canovaccio su cui gli attori improvvisano andando avanti a soggetto. Non mancano i caratteristi che lo affiancano con la solita professionalità e i richiami al surreale, parte integrante della comicità del Totò più libero da esigenze di copione. Curioso e simpatico il finale metacinematografico.
    MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La mia arte è assenteista, cioè vale a dire: nelle mie opere manca sempre qualche cosa.

  • Farsa piuttosto squinternata con un Totò in ottima forma e una bravissima Ave Ninchi come spalla. Risate assicurate dettate da una trama un po' banale ma tutto sommato gradevole. Film piuttosto breve, ma alla fine è meglio così, altrimenti l'idea tirata per le lunghe avrebbe stancato.

  • Il futurista Bragaglia con gli sceneggiatori Marchesi e Metz sono i creatori del Totò marionetta senza tempo e che si muove in uno spazio astratto. Un personaggio privo di spessore realistico e senza un'identità sociale specifica che si aggira dentro la storia con la logica della comica del muto. Totò in questo film di impostazione teatrale ha i tempi comici perfetti e le sue espressioni, le sue pause, le sue movenze, sono quelli ereditati dall'antica commedia dell'arte. Il film é modesto, la storia appiccicata con lo sputo e la regia manca di stile.
    MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Da ricordare la comicissima sequenza in casa della famiglia Bellavista; La scena del dentista geloso è puro distillato nonsense cinematografico.

Le incongruenze

  1. Nella scena in cui Totò è inseguito per le scale dal boomerang della zia si vede il filo che tira su l'oggetto.
  2. Quando Totò si trova sull'altissima sedia da barbiere, scende utilizzando la levetta apposita, ma i suoi movimenti non corrispondono a quelli della sedia: all'inizio muove freneticamente la levetta, e la sedia non si muove; poi inizia a muoversi e dopo un po' Totò lascia la levetta, e la sedia continua a scendere; poi ancora muove la levetta e la sedia continua a scendere. In pratica, Totò muove a caso la levetta della discesa, mentre qualcuno della troupe lo faceva scendere realmente.
  3. Quando Totò inchioda al muro il boomerang dispettoso, i suoni non corrispondono ai colpi di martello: i suoni sono uno in più.
  4. Nella sequenza dal dentista, Totò tenta di sfuggire al dottore tirando su la poltrona con una leva sulla destra. Ogni tanto, però, smette di muovere la leva per simulare la sua stanchezza, ma la poltrona continua a salire su senza che alcuno apparentemente la tocchi!
  5. Quando arriva il paziente del dentista, che scambia Totò per il dottore, è evidentissimo il rigonfiamento finto della sua faccia: si vede nettamente lo stacco tra la guancia vera e quella posticcia.

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Il palazzo dell’Ambasciata di Papillonia dal quale Totò porterà via per sbaglio il prezioso documento ricercato dall’agente segreto Zeta 15 (Muller) è il palazzo di Piazzale delle Belle Arti 5 a Roma.

Il cinema nel quale Totò ed Adelina (Sommers), entrati per fuggire alle giovani ragazze che li stavano inseguendo, assistono alla proiezione del finale di "Totò cerca moglie" e vedono la scena della celebrazione del loro matrimonio è il Teatro Sistina, situato in Via Sistina 129 a Roma. Probabilmente avranno scelto la chiesa apposta per la somiglianza del nome del teatro con quello di uno dei due santi "titolari": la chiesa nella quale si sposano Totò ed Adelina è la chiesa dei Santi Domenico e Sisto, situata in Largo Angelicum a Roma.

 

Il cinema nel quale Totò ed Adelina (Sommers), entrati per fuggire alle giovani ragazze che li stavano inseguendo, assistono alla proiezione del finale di "Totò cerca moglie" e vedono la scena della celebrazione del loro matrimonio è il Teatro Sistina, situato in Via Sistina 129 a Roma

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18 Set 2018

Konopleff Cirillo (Kirill Grigor’evič )

Konopleff Cirillo (Kirill Grigor’evič ) Kirill Grigor’evič Konoplev (Abastuman 9 giugno 1882 - Roma 29 luglio o 1° agosto 1956), è stato un attore generico italiano. Biografia Russo bianco,…
Simone Riberto, Daniele Palmesi, Federico Clemente
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31 Ott 2018

Laurenti Giuliano

Laurenti Giuliano Nato nel 1922 - Morto nel 1985 (data da verificare), fu un truccatore cinematografico. Cugino di Laurenti Mariano. Sposò Magnanti Elda, che come parrucchiera condivise…
Simone Riberto, Daniele Palmesi, Federico Clemente
1743
31 Ott 2018

Laurenti Romolo

Laurenti Romolo Nato nel 1896 (da verificare) deceduto. Fratello di Angelo (l'attore teatrale famoso con alias "Bragalone"). Papà del regista Mariano. Probabilmente percorse la gavetta…
Simone Riberto, Daniele Palmesi, Federico Clemente
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27 Nov 2015

Lissiak Elvy (Elvira)

Elvy Lissiak (Elvira Lissiak) Nome d'arte di Elvira Lissiak (Trieste, 19 luglio 1929 – Roma, 25 febbraio 1996), è stata un'attrice italiana. Biografia Dotata di un bell'aspetto, nel 1949…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
3777
27 Nov 2015

Maestri Anna

Maestri Anna (Mantova, 7 gennaio 1924 – Trento, 4 marzo 1988[1]) è stata un'attrice cinematografica e attrice teatrale italiana. Biografia Studiò all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
3846
10 Dic 2019

Magnanti Elda

Magnanti Elda (in Laurenti) Parrucchiera di scena, moglie del truccatore di scena Giuliano Laurenti, lavorò in molti film con Totò. Di seguito, i suoi ricordi. Mi chiamo Elda. Una Elsa…
Simone Riberto, Daniele Palmesi, Federico Clemente
1897
25 Nov 2015

Marchesini Nino (Gaetano)

Marchesini Nino (Gaetano) Nome d'arte di Gaetano Marchesini (Lecce, 1º gennaio 1895 – Roma, 13 gennaio 1961), è stato un attore italiano, attivo in teatro, cinema e televisione. Biografia…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
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27 Nov 2015

Meniconi Mario

Meniconi Mario (Roma, 14 marzo 1912 – Roma, 15 giugno 1984) è stato un attore italiano. Biografia Fratello di Furio Meniconi, ha interpretato come attore caratterista i ruoli più disparati,…
Simone Riberto, Daniele Palmesi, Federico Clemente
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13 Nov 2015

Merlini Marisa (Merlin Marisa)

Merlini Marisa (Merlin Marisa) (Roma, 6 agosto 1923 – Roma, 27 luglio 2008) è stata un'attrice italiana, attiva nel teatro, al cinema e in televisione. Biografia Nata Merlin[1], da una…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
8382
17 Nov 2015

Metz Vittorio

Metz Vittorio (Roma, 18 luglio 1904 – Roma, 1º marzo 1984) è stato uno scrittore, umorista e sceneggiatore italiano, autore di programmi televisivi e regista cinematografico. Biografia La…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
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27 Nov 2015

Müller Paul (Paul Konrad)

Müller Paul (Paul Konrad) Paul Konrad Müller (Neuchâtel, 11 marzo 1923) è un attore svizzero. Biografia Trasferitosi in Francia, debuttò come attore teatrale a Parigi durante l'occupazione.…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
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13 Nov 2015

Ninchi Ave Maria (Ave)

Ninchi Ave Maria (Ave) (Ancona, 14 dicembre 1915 – Trieste, 10 novembre 1997) è stata un'attrice italiana di teatro e cinema e conduttrice televisiva. Ave respirò l'arte drammatica fin da…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
5542
09 Apr 2014

Pavese Luigi

Pavese Luigi (Asti, 25 ottobre 1897 – Roma, 13 dicembre 1969) è stato un attore e doppiatore italiano. Biografia Fratello maggiore di Nino Pavese, esordì al cinema giovanissimo,…
Daniele Palmesi, Valentina Pattavina
8448
27 Nov 2015

Rocca Maria Laura (Gayno Maria Laura)

Rocca Maria Laura (Gayno Maria Laura) Nome d'arte di Maria Laura Gayno (Pasian di Prato, 5 ottobre 1917 – Roma, 6 maggio 1999), è stata un'attrice e scrittrice italiana, attiva fra gli anni…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
2707
26 Nov 2015

Rovena Marcella

Rovena Marcella (Conegliano, 22 gennaio 1908 – Roma, 9 agosto 1998) è stata un'attrice e doppiatrice italiana. Biografia Sin da giovane frequenta piccole compagnie teatrali locali, per poi…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
2667
23 Lug 2019

Scarpelli Furio

Scarpelli Furio (Roma, 16 dicembre 1919 – Roma, 28 aprile 2010) è stato uno sceneggiatore, giornalista, disegnatore, scrittore, scenografo e pittore italiano. Biografia Figlio di Filiberto…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
1899
27 Nov 2015

Silenti Vira (Giovene Elvira)

Silenti Vira (Giovene Elvira) Nome d'arte di Elvira Giovene (Napoli, 16 aprile 1931 – Roma, 1º novembre 2014[1]), è stata un'attrice italiana. Biografia Allieva a Roma dell'Accademia di…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
2837
10 Apr 2014

Supertotò (1980)

SUPERTOTÒ (1980) Titolo originale SupertotòPaese di produzione Italia - Anno 1980 - Durata 98' - Colore e B/N - Audio sonoro - Genere Commedia, film di montaggio - Regia Brando Giordani,…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
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25 Nov 2015

Tamantini Franca

Tamantini Franca (Roma, 24 agosto 1931 – Roma, 11 agosto 2014) è stata un'attrice e cantante italiana. Biografia Frequenta da bambina il corso di danza classica, presso il Teatro dell'Opera…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
3698
18 Set 2018

Tedeschi Alessandro

Tedeschi Alessandro Viso "da germanico", fratello di Maria. Nell'Annuario del Cinema Italiano 1950-1951 è elencato come GENERICO EXTRA. Presente in diversi films sia come semplice tedesco…
Simone Riberto, Daniele Palmesi, Federico Clemente
2608
09 Apr 2014

Tieri Aroldo

Tieri Aroldo L'incontro con Totò è avvenuto quando la mia posizione cinematografica era già avanzata. Qualche volta ho fatto delle partecipazioni anche minime perché mi voleva molto bene e…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
7991
20 Gen 2024

Totò critico d'arte

Totò critico d'arte Il 15 aprile 1967 moriva uno dei maggiori interpreti del teatro e del cinema italiani. In queste pagine ne ripercorriamo la camera di «pittore» e «scultore» Il…
Vincenzo Trione, «Corriere della Sera», 5 marzo 2017
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10 Mag 2016

Totò e... Age

Totò e... Age La parodia era la sua forza Breve biografia Nome d'arte di Agenore Incrocci, sceneggiatore, nato a Brescia il 4 luglio 1919. Insieme a Furio Scarpelli, con il quale ha…
Stefania Carpiceci, Orio Caldiron, Giancarlo Governi
3413
19 Nov 2016

Totò e... Aroldo Tieri

Totò e... Aroldo Tieri Ero il fidanzato geloso L'incontro con Totò è avvenuto quando la mia posizione cinematografica era già avanzata. Qualche volta ho fatto delle partecipazioni anche…
Daniele Palmesi, Orio Caldiron
5187
02 Mag 2016

Totò e... Carlo Ludovico Bragaglia

Totò e... Carlo Ludovico Bragaglia Totò era un istintivo Noi fratelli Bragaglia, io, Anton Giulio, «Il teatro degli Indipendenti» abbiamo avuto sempre una grande ammirazione per Totò quando…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
3777
04 Giu 2016

Totò e... Furio Scarpelli

Totò e... Furio Scarpelli Eravamo totoizzati Un'essenza "totoistica" dava una forma naturale ai dialoghi che scrivevamo . Si può dire che noi giovani sceneggiatori eravamo "totoizzati", nel…
Orio Caldiron, Franca Faldini, Goffredo Fofi
2721
10 Gen 2017

Totò e... Luigi Pavese

Totò e... Luigi Pavese Fratello maggiore di Nino Pavese, esordì al cinema giovanissimo, interpretando, nel 1916, due film muti diretti da Roberto Roberti: La peccatrice e La vampa. Nel 1921…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
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07 Giu 2016

Totò e... Mario Castellani

Totò e... Mario Castellani Un improvvisatore nato Per quarant’anni gli sono stato vicino nella vita e sul palcoscenico. Ho avuto l’onore di essere la sua « spalla » prediletta. Ci…
Orio Caldiron, Davide Morganti, repubblica.it, Alessandro Nocera, Giuseppe Grieco
10872
12 Mag 2016

Totò e... Sandro Continenza

Totò e... Sandro Continenza Totò era un comico tutto di battuta Sono forse lo sceneggiatore che ne ha firmati di più, ma non posso negare che i film di Totò erano tutti un po' raffazzonati.…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
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Totò visto da Aldo Palazzeschi

Totò visto da Aldo Palazzeschi Quando in Italia esisteva un teatro vivo e organizzato bene, vita organizzazione a cui nessuno si è mai sognato di pensare (le organizzazioni esistono oggi…
Aldo Palazzeschi, «Epoca», anno I, n.9, 9 dicembre 1950
1403
10 Apr 2014

Totò, une anthologie (1978)

TOTÒ, UNE ANTHOLOGIE (1978) Titolo originale Totò, une antologie - Anthologie de Totò Lingua originale Italiano - Paese di produzione Italia, Francia - Anno 1978 - Durata 112' - B/N, colore…
Daniele Palmesi, Federico Clemente
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Riferimenti e bibliografie:

  • "Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
  • "I film di Totò, 1946-1967: La maschera tradita" (Alberto Anile) - Le Mani-Microart'S, 1998
  • "Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
  • Documenti Censura Ministero dei Beni e per le Attività Culturali e per il Turismo - Direzione Generale per il cinema