Articoli & Ritagli di stampa - Rassegna 1953



Indice degli avvenimenti importanti per l'anno 1953

26 gennaio 1953 Cinque anni di reclusione sono stati complessivamente inflitti dal Tribunale alle tre persone che, nel giugno 1951, misero in dubbio la discendenza imperiale del principe Antonio Angelo Flavio Comneno Lascaris de Curtis, in arte Totò, incorrendo nel reati di calunnia e di diffamazione.

9 settembre 1953 Viene conferita a Totò la "Maschera d'Argento" per la sua attività teatrale, sebbene da anni abbia abbandonato le scene per lo schermo.

Indice della rassegna stampa dei film per l'anno 1953

Maggio 1953 - Esce il film di montaggio «Dieci anni della nostra vita», contenente alcune sequenze di film di Totò

L'uomo, la bestia e la virtù (Distribuzione: 2 maggio 1953)

Una di quelle (Distribuzione: 1 agosto 1953)

Un turco napoletano (Distribuzione: 5 agosto 1953)

Il più comico spettacolo del mondo (Distribuzione: 17 ottobre 1953)

Altri artisti ed altri temi


Totò

Articoli d'epoca, anno 1953

Approfondimenti 10301 Daniele Palmesi - Federico Clemente

Marziano II Lavarello, Imperatore di Bisanzio?

MARZIANO II, IMPERATORE DI BISANZIO? Totò e Marziano, in lotta per il titolo di Imperatore di Bisanzio: i fatti La vicenda ha inizio alla fine dell'anno 1952 qundo il Conte Luciano Pelliccioni Di Poli (consulente araldico di Totò) presenta alla…
Articoli d'epoca - 1950-1959 1282 Dino Falconi e Angelo Frattini, «Guida alla rivista e all'operetta», 1953

Totò, il magnifico burattino

Totò, il magnifico burattino Totò, il magnifico burattino Molti anni or sono — troppi per i nostri gusti, perchè si tratta del tempo in cui eravamo bambini — vedemmo uno spettacolo di marionette artistiche, probabili antenate dei pupi di Podrecca.…
Articoli d'epoca - 1950-1959 679 Renzo Trionfera, «L'Europeo», anno IX, n.9, 26 febbraio 1953

Totò si converte all'arte di Pirandello

Totò si converte all'arte di Pirandello E Orson Welles mangia nel film molti piatti di spaghetti e otto torte Stefano Vanzina, noto sotto lo pseudonimo di Steno, è giunto ormai alla decima regia della sua carriera cinematografica. Dopo aver…
Articoli d'epoca - 1950-1959 555 Renzo Trionfera, «L'Europeo», anno IX, n.19, 7 maggio 1953

Ruggiscono sullo schermo i leoni in rilievo

Il più comico spettacolo del mondo: ruggiscono sullo schermo i leoni in rilievo Intanto anche in Italia i produttori dei film a tre dimensioni ordinano centinaia di migliaia di occhiali polaroid La pericolosa concorrenza della televisione ha…

Fora lo schermo il mento di Totò

Articoli d'epoca - 1950-1959 968 Italo Dragosei , «Festival», 6 giugno 1953
Fora lo schermo il mento di Totò Nel suo ultimo film, «Il più comico spettacolo del mondo», parodia di un recente successo di Cecil B. De Mille, il Principe De Curtis apparirà in rilievo…

Il più comico spettacolo del mondo (1953)

Cinema 1950-1959 5669 Daniele Palmesi, Federico Clemente
Il più comico spettacolo del mondo Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.…

L'uomo, la bestia e la virtù (1953)

Cinema 1950-1959 5892 Daniele Palmesi, Federico Clemente
L'uomo, la bestia e la virtù La capitale della Francia è Vienna, attraversata dal fiume Po che si getta nel Mar Nero, bagnando Palermo, capitale dell'Italia settentrionale. Non c'è male, ti…

Un turco napoletano (1953)

Cinema 1950-1959 8382 Daniele Palmesi, Federico Clemente
Un turco napoletano Io sono nato col destino di essere forte, la mia è la forza del destino.Felice Sciosciammocca Inizio riprese: giugno 1953Autorizzazione censura e distribuzione: 5 agosto…

Una di quelle (1953)

Cinema 1950-1959 4492 Daniele Palmesi, Federico Clemente
Una di quelle Parlo solo la lingua madre perché mio padre morì quando ero bambino.Rocco Bardelli Inizio riprese: novembre 1952 , Stabilimenti Ponti - De LaurentiisAutorizzazione censura e…

10 anni della nostra vita (1953)

Films di montaggio 2688 Daniele Palmesi, Federico Clemente
10 ANNI DELLA NOSTRA VITA (1953) Titolo originale 10 anni della nostra vita Paese Italia - Anno 1953 - Produzione: Gianni Hecht per la Documento Film - Durata 93' La pellicola di Romolo…

I divi della rivista: Totò

Approfondimenti 10 "Guida alla Rivista", Dino Falconi e Angelo Frattini, "Accademia" Casa Editrice, Milano 1953
I divi della rivista: Totò Molti anni or sono — troppi per i nostri gusti, perchè si tratta del tempo in cui eravamo bambini — vedemmo uno spettacolo di marionette artistiche, probabili…


10, 17, 24 e 26 gennaio 1952. La fase finale del processo vede Totò contro Marziano II di Lavarello ed il suo seguito di consulenti e assistenti. Oltre a difendersi dall'accusa di diffamazione e di appropriazione impropria di titoli nobiliari, Antonio de Curtis ha denunciato Marziano II per diffamazione a mezzo stampa. Per la rassegna stampa copmleta: Totò e la nobiltà: la casta è casta e va sì rispettata - Tutta la rassegna stampa


L'UOMO, LA BESTIIA E LA VIRTU'

Distribuzione: 2 maggio 1953

Qui la rassegna stampa e la scheda completa del film


«Musica», maggio 1953


«Corriere della Sera», 10 maggio 1953


Durante la lavorazione del suo ultimo film, Totò si è fatto costruire una roulotte nella quale soleva appartarsi, fra una ripresa e l'altra, sensibile com’egli è agli sbalzi di temperatura di questa tardiva primavera romana. La roulotte, organizzatissima, con toillette per il trucco, mobile-bar e qualche disegno di Minei alle pareti, si spostava da uno studio all’altro a seconda delle scene da girare. Totò aveva dato ordine di non essere disturbato durante il riposo pomeridiano, che considerava una sorta di "buen retiro” nel ritmo serrato delle riprese. Si diede il caso che, durante una di queste sacre pause, il produttore, Giovanni Ad-dessi, dovesse fare una comunicazione urgente al principe di Bisanzio. Il capo-ufficio stampa della casa cinematografica, una bionda ''spirituale”, ebbe l’incarico di portare il messaggio. Bussò discretamente alla porta e la socchiuse sfoderando uno smagliante sorriso: « Scusi, principe, posso dirle una parola? ».

Totò, che stava seduto nella sua poltrona, paludato in una sontuosa vestaglia con stemma ricamato sul taschino, si alzò correttamente in piedi e, con tono invitante e cerimonioso, rispose: «Purché non sia quella di Cambronne, dica pure».

«Tempo», 1 giugno 1953


«Film d'oggi», 3 giugno 1953


1953 06 11 Gazzetta del Popolo Film Toto intro

«Gazzetta del Popolo», 11 giugno 1953


UNA DI QUELLE

Distribuzione: 1 agosto 1953

Qui la rassegna stampa e la scheda completa del film


«L'Europeo», 2 agosto 1953


«Epoca», 2 agosto 1953


1953 08 04 Gazzetta del Popolo Toto Franca f1 L

«Gazzetta del Popolo», 4 agosto 1953


UN TURCO NAPOLETANO

Distribuzione: 5 agosto 1953

Qui la rassegna stampa e la scheda completa del film


La comicità di Totò

La comicità di Totò nasce da un meccanismo ben congegnato. Egli più che un attore è un mimo e perciò raramente gli accade di creare un personaggio vero e nuovo, ma perlopiù dispiega sopra il «cliché» dell'uomo intraprendente e libertino (in contrasto con la sua fisionomia) tutto il virtuosismo dei suoi gesti e delle sue battute. È come un commediante dell'arte a cui l'intreccio non sta molto a cuore, ma per amore del lazo e della smorfia non esita a spezzare la logica di una situazione, la coerenza di un personaggio, la credibilità di un sentimento. Ma questo virtuosismo seppur divertente, rivela a lungo andare qualche cosa di meccanico poiché si fonda sui soliti espedienti. E anche qualche cosa di scarsamente umano. Mentre l'umorismo del miglior Chaplin consiste in una visione personale del mondo resa con i contrasti più impensati, quello di Totò (ed è un confronto puramente esplicativo) non è che una smorfia bizzarra.

«Il Biellese», 29 settembre 1953


«Se vi capitasse in questi giorni di percorrere la via Appia Nuova, potreste imbattervi in un gippone, guidato da un brigadiere e con a bordo una bella e giovane ragazza. Guardando bene, vi accorgereste che l'arcigno brigadiere non è altri che il popolare attore Totò, il quale per l’occasione porta un paio di fieri baffetti, e che la ragazza dall’aria dimessa e un po’ triste è Anna Maria Ferrero. Dietro qualche curva, infine, scoprireste il regista Mario Monicelli, in agguato dietro la macchina da presa per ‘girare’ i vari passaggi dello strano gippone.

Il film che Mario Monicelli, questa volta da solo e non più in coppia con Steno, sta realizzando, si intitola Totò e Carolina, e si ricollega, per lo spirito, il soggetto e l'interpretazione principale, a Guardie e ladri e a Totò e i re di Roma di Steno e Monicelli. Queste opere cinematografiche, come si sa, hanno detto qualcosa nel campo del film comico popolare; risultati assai felici sono stati raggiunti in Guardie e ladri, mentre su Totò e i re di Roma il giudizio è reso difficile dai feroci tagli che la censura ha imposto. In questi film, comunque, la comicità nasceva quasi sempre da una osservazione realistica, a volte anzi amara, della realtà quotidiana. [...] Durante una sosta, ci avviciniamo a Totò, ovvero al principe Antonio de Curtis, per scambiare con lui quattro chiacchiere. Totò, che si mostra interlocutore cordiale e premuroso, ci spiega come egli divide i suoi film in due categorie: quelli fatti di un umorismo meccanico e gratuito, che si basa su situazioni assurde o piccanti e su battute particolarmente efficaci, e quelli in cui invece l’umorismo scaturisce da situazioni tristi, o drammatiche, o addirittura tragiche; e fa i nomi di Napoli milionaria, di Yvonne La Nuit, di Guardie e ladri. [...]

Prima di allontanarci, chiediamo a Monicelli un suo parere sul problema della censura e della libertà del cinema, che tanto appassiona l’opinione pubblica in questi giorni. ‘Non posso fare altro - risponde Monicelli - che rilevare l’assurdità della censura, soprattutto della censura preventiva; questa finisce col determinare nei registi una sorta di complesso che li costringe a vedere le cose in modo diverso da quello che essi vorrebbero. Tutto ciò appare ancora più assurdo quando si pensa che i film meno bersagliati dalla censura sono quelli che contengono vere e proprie offese al buoncostume. Se na censura dev’esserci, essa, tutt’al più, deve limitarsi alle offese al buoncostume, ma per il resto lasciare ai cineasti la più ampia libertà creativa.”»

Franco Giraldi, «L'Unità», 29 settembre 1953


Roma, 8 settembre.

Questa sera il sindaco di Roma Rebecchini, nel corso di una eccezionale serata di gala, alla quale partecipavano numerosi gli attori, autori, musicisti del teatro di rivista e della musica leggera anche radiofonica, ha consegnato i premi delle «Maschere d'argento» assegnati a coloro che si sono maggiormente distinti nella nata di corsa nel campo dello spettacolo leggero.
Per il teatro sono stati premiati: fuori concorso Michele Galdieri, Wanda Osiris e Totò: il principe De Curtis anche questa volta ha ricevuto il riconoscimento, sebbene da anni abbia abbandonato le scene per lo schermo.
Figurano poi nell'elenco l'impresario Remigio Paone, gli autori Armando Curcio, Garinei e Giovannini, i comici Renato Rascel e Carlo Dapporto e la soubrette Lucy D'Albert, gli attori fantasisti Billi e Riva e le sorelle Nava, il presentatore della radio Nunzio Filogamo, i cantanti Maria Paris e Giacomo Rondinella [...]

«Il Messaggero», Roma, 9 settembre 1953


IL PIU' COMICO SPETTACOLO DEL MONDO

Distribuzione: 17 ottobre 1953

Qui la rassegna stampa e la scheda completa del film


Totò, il popolare comico della rivista e del cinema, non potrà essere a Torino sabato sera per presentare al Teatro Alfieri la «vetrina» delle sue canzoni. L'attore ha infatti corso il rischio di annegare nel Tevere e ora si trova a letto con una forte broncopolmonite.
Come è noto, Totò girava in questi giorni il film "Totò e Carolina" a Roma. Una scena del film richiedeva un suo tuffo nel Tevere, ma, naturalmente, sarebbe toccato alla controfigura il piacere di un bagno fuori stagione. Invece, l'altro ieri, mentre girava la scena sulla sponda del fiume, l'attore è caduto in acqua. E' stato subito ripescato, ma l'acqua fredda gli ha procurato un malanno coi fiocchi e Totò non potrà intervenire allo spettacolo di sabato e domenica con l'orchestra Angelini e le attrazioni internazionali, che comunque avrà luogo secondo il programma già fissato.

«La Stampa», 18 novembre 1953


«La Stampa», 13 dicembre 1953


Inizia il lavoro della commissione giudicatrice per l'ammissione - tra oltre quattrocento candidate - alla fase finale del 4° Festival della Canzone Italiana, che si svolge nel gennaio del 1954 a Sanremo. Delle venti canzoni partecipanti, figura "Con te", scritta da Antonio de Curtis. Leggi l'articolo Un dilettante al Festival di Sanremo...


1953 12 14 Gazzetta del Popolo Toto Franca f1 L

«Gazzetta del Popolo», 14 dicembre 1953


Altri artisti ed altri temi

Articoli d'epoca, anno 1953

Anna Magnani 659 Gina Raccà, «Epoca», anno IV, n.136, 10 maggio 1953

Tre sottane per trionfare a New York

Tre sottane per trionfare a New York Anna Magnani, con pochi minuti di televisione, ha conquistato l'America. Tutto il mondo del cinema si è riunito per festeggiarla e riconoscerla pari alla “grande Garbo”, New York, maggio Anna Magnani sbarcò a New…
Anna Magnani 1254 Anna Magnani, «Tempo», anno XV, n. 29 e 30, 9-16 luglio 1953

Anna Magnani: la mia avventura in America

Anna Magnani: la mia avventura in America In questo indimenticabile diario la nostra grande attrice fa il racconto dei suoi quaranta giorni trascorsi a New York. Ero partita male dall’Italia, ero partita di malumore più delle altre volte. Io non amo…
Anna Magnani 610 Raul Radice, «L'Europeo», anno IX, n.31, 26 luglio 1953

Anna Magnani: «Il buonumore ci salverà»

Anna Magnani: «Il buonumore ci salverà» Lo dice Anna Magnani mentre si prepara a tornare al teatro con Michele Galdieri. Roma, luglio «Il 26 luglio è la mie festa», dice Anna Magnani. «Da Galdieri e da Pastorino aspetto in dono due brillanti».…
Anna Magnani 736 Alfredo Panicucci, «Epoca», anno IV, n.169, 27 dicembre 1953

Anna Magnani è tornata alla rivista

Anna Magnani è tornata alla rivista La famosa attrice, che per alcuni anni si era dedicata soltanto al cinematografo, è tornata sulla scena per presentare un copione di Michele Galdieri. Sanremo, dicembre La sera di venerdì 18 dicembre davanti alla…
Anna Magnani 316 Mila Contini, «Tempo», anno XV, n.53, 31 dicembre 1953

Anna Magnani: «volevo divertirmi un poco»

Anna Magnani: «volevo divertirmi un poco» Cosi Anna Magnani, che ha debuttato a Sanremo con una gamba finta, ha spiegato il perchè del suo atteso ritorno alle scene della rivista, ma in realtà si è trattato di un divertimento molto faticoso Sanremo,…
Silvana Mangano 1026 Federico Patellani, «Tempo», anno XV, n.25, 20 giugno 1953

Il lungo viaggio di Kirk Douglas fra due Mangano

Il lungo viaggio di Kirk Douglas fra due Mangano La vera storia del film "Ulisse" non è meno avventurosa di quella del suo eroe, nè meno misteriosa della doppia personificazione di Silvana Mangano, maga Circe e saggia Penelope. Giorni fa una delle…

I coniugi Annichiarico

Walter Chiari 593 Camilla Cederna, «L'Europeo», anno IX, n.4, 22 gennaio 1953
I coniugi Annichiarico Walter Chiari sposerà Lucia Bosè dopo aver molto sofferto per un amore corrisposto in principio con freddezza: ecco la storia di questo amore. «Non fare la cretina»,…

Silvana Pampanini per Parigi è Nini Pampan

Silvana Pampanini 788 Nicola Orsini, «Epoca», anno IV, n.130, 4 aprile 1953
Silvana Pampanini per Parigi è Nini Pampan Silvana Pampanini, recatasi nella capitale francese per “girare” con Jean Pierre Aumont la terza riduzione cinematografica di “Koenigsmark”, si è…

La parte più difficile per Silvana Pampanini

Silvana Pampanini 632 Fotoservizio di Federico Patellani, «Tempo», anno XV, n.17, 25 aprile 1953
La parte più difficile per Silvana Pampanini L’attrice ha accettato di provare il modello che un sarto romano ha ideato per la ritorna degli abiti monacali e che si aggiunge ai figurini già…

Eduardo vorrebbe un tram Milano-Posillipo

I De Filippo 621 Domenico Meccoli, «Epoca», anno IV, n.152, 30 agosto 1953
Eduardo vorrebbe un tram Milano-Posillipo Col suo film l'attore e regista napoletano ha spezzato una lancia per la fratellanza e la comprensione fra Nord e Sud. Al Festival di Venezia,…

Gli uomini sono sempre mascalzoni

Lualdi - Interlenghi 1035 Alfredo Panicucci, «Epoca», anno IV, n.157 , 4 ottobre 1953
Gli uomini sono sempre mascalzoni A distanza di vent'anni ritorna sullo schermo il film che segnò l'inizio della carriera cinematografica di Vittorio De Sica. Al suo posto vedremo Walter…

Sangue vero sul ginocchio di Silvana

Silvana Pampanini 645 Renzo Trionfera, «L'Europeo», anno IX, n.33, 9 agosto 1953
Sangue vero sul ginocchio di Silvana A causa di un tuffo pericoloso Silvana Pampanini è stata costretta a interrompere la lavorazione del film "Noi cannibali" Roma, agosto Antonio Leonviola…

È tornato Sciosciammocca

I De Filippo 820 Raul Radice, «L'Europeo», anno IX, n.44, 25 ottobre 1953
È tornato Sciosciammocca Eduardo De Filippo riporta sulla scena dell’Eliseo il personaggio che rese celebre Eduardo Scarpetta. Roma, ottobre Il centenario della nascita di Eduardo Scarpetta…

Ho sposato un ribelle

Silvana Pampanini 552 Renzo Trionfera, «L'Europeo», anno IX, n.45, 1 novembre 1953
Ho sposato un ribelle Nell’"Incantevole nemica" Silvana Pampanini fa la parte della figlia di un industriale che il padre, impaurito dai comunisti della sua azienda, dà in moglie a quello…

Abbe a Reno ma non per divorziare

Abbe Lane 757 «L'Europeo», anno IX, n.47, 15 novembre 1953
Abbe a Reno ma non per divorziare Abbe Lane è ritenuta una candidata sicura alla posizione di grande stella « stabile » nel cinematografo americano, benché stia ancora per compiervi il…

Caccia al tesoro con Romolo, Remo e la Luna

Billi & Riva 680 «Epoca», anno IV, n.164, 22 novembre 1953
Caccia al tesoro con Romolo, Remo e la Luna Con grande successo è andata in scena a Roma, la rivista Caccia al Tesoro, nella quale Billi e Riva fanno brillare ancora una volta le loro…

I vitelloni

Federico Fellini & Giulietta Masina 1052 Renzo Trionfera, «L'Europeo», anno IX, n.17, 23 aprile 1953
I vitelloni Il nuovo film di Fellini. Il titolo desta più stupore che consenso perché il fenomeno del vitellonismo è ancora poco conosciuto Federico Fellini parla sempre volentieri del suo…

Il Maresciallo De Sica trova moglie

Vittorio De Sica 946 Renzo Trionfera, «L'Europeo», anno IX, n.34, 16 agosto 1953
Il Maresciallo De Sica trova moglie Quando Luigi Comencini gli descrisse il personaggio principale del suo nuovo film "Pane, amore e fantasia" il regista se ne innamorò a tal punto che…

Il meno vanesio fu il cavallo Attanasio

Renato Rascel 1124 Alfredo Panicucci, «Epoca», anno IV, n.124, 21 febbraio 1953
Il meno vanesio fu il cavallo Attanasio Alla vigilia del debutto milanese di Renato Rascel, la “soubrette” Lauretta Masiero ha abbandonato la compagnia perché la pubblicità non aveva…

Il ricordo di Barnum non fa paura a Paone

Remigio Paone 625 G. C. F., «L'Europeo», anno IX, n.10, 5 marzo 1953
Il ricordo di Barnum non fa paura a Paone Nel suo studio c’è un cartello con su scritto: "È difficile reggere uno Stato, ma è dieci volte più difficile reggere un teatro" L’UOMO DI FORMIA…

Circoli e censura

Censura e morale 454 «Cinema Nuovo», 1 giugno 1953, pagg.327-328
Circoli e censura Circoli e censura Due divieti, susseguitisi a brevissima distanza di tempo l’uno dall’altro, hanno richiamato l’attenzione sul problema dei circoli del cinema, cioè sulla…

La rivista si è data all'ippica

Renato Rascel 630 Nicola Orsini, «Epoca», anno IV, n.130, 4 aprile 1953
La rivista si è data all'ippica Il più impassibile dei personaggi che per lunga sequela di sere sono apparsi sul palcoscenico del Nuovo a Milano, nella cornice fastosa della rivista di…

Paone torna a casa

Remigio Paone 646 G. C. F., «L'Europeo», anno IX, n.34, 16 agosto 1953
Paone torna a casa Con la nuova rivista "Made in Italy" si chiude il periodo americano dell’impresario milanese. Mercoledi 5 agosto, alle 5 del pomeriggio, cinque persone si sono fatte fare…

Wanda Osiris racconta...

Wanda Osiris 951 Wanda Osiris, «Epoca», anno IV, n.121,122,123, 31 gennaio, 7 e 14 febbraio 1953
Wanda Osiris racconta... Prima parte - Al suono di queste parole la “Wandissima" apparve per la prima volta sulla scena quando, eludendo la sorveglianza materna, debuttò sedicenne all'Eden…

Non sono nato Rascel

Renato Rascel 780 «L'Europeo», anno IX, n.18, 30 aprile 1953
Non sono nato Rascel La sua vita nelle fotografie. Questo attore ha incontrato la fortuna dopo aver percorso una oscura strada non breve. Renato Ranucci (Rascel) è nato nel 1912, a Roma.…

Quest'anno insieme Wanda Osiris e Macario

Macario 684 Alfredo Panicucci, «Epoca», anno IV, n.144, 5 luglio 1953
Quest'anno insieme Wanda Osiris e Macario Apriranno la stagione della rivista con uno spettacolo di Garinei e Giovannini. Torna Rascel con Tina De Mola. Walter Chiari rifarà compagnia e…

Primo Carnera, il gigante è tornato a casa

Primo Carnera 835 G.L., «Tempo», anno XV, n.43, 22 ottobre 1953
Il gigante è tornato a casa Sequals del Friuli, ottobre A Sequals, la sera, gli uomini si riuniscono alla «Locanda del Bottegòn». Ogni paese del Friuli possiede una «Locanda del Bottegòn»:…

Alla censura è vietata l'intelligenza?

Censura e morale 218 Giuseppe Sibilla, «Cinema», n.118, 30 settembre 1953
Alla censura è vietata l'intelligenza? La questione dei rapporti tra il cinema e la nostra censura va diventando ogni giorno più scabrosa, ed assume aspetti via via più idonei a stimolare…

Spesi cinquanta lire per esordire a Vercelli

Tito Schipa 571 Tito Schipa, «Epoca», anno IV, n.136, 10 maggio 1953
Spesi cinquanta lire per esordire a Vercelli Il tenore Tito Schipa racconta la divertente avventura del suo debutto col “Barbiere di Siviglia” e il misterioso incontro, in carrozza, con una…

Don Camillo torna come Zorro

Fernandel 873 Renzo Trionfera, «L'Europeo», anno IX, n.14, 2 aprile 1953
Don Camillo torna come Zorro Non è improbabile che al secondo episodio ne segua un terzo col ritorno di Peppone. Roma, marzo Nel febbraio dell’anno passato, conclusa la lavorazione il del…

Il titolo di «Miss Europa» vale un fidanzato

Eloisa Cianni 659 «Epoca», anno IV, n.155, 20 settembre 1953
Il titolo di «Miss Europa» vale un fidanzato Eloisa Cianni, la bella ragazza romana eletta ad Istanbul Miss Europa, farà ritorno a Roma il 19 settembre. A Ciampino non l’attenderà il suo…

Un concentrato di rivista: Ettore Petrolini

I grandi del Varietà 14 "Guida alla rivista e all'operetta", Dino Falconi - Angelo Frattini, Casa Editrice "Accademia", 1953
Un concentrato di rivista: Ettore Petrolini Se il romano Leopoldo Fregoli fu — in un certo senso — un intero spettacolo di Rivista, un altro e non meno celebre romano, Ettore Petrolini, fu…

Il teatro italiano ha bisogno di Cervi

Gino Cervi 769 Raul Radice, «L'Europeo», anno IX, n.15, 9 aprile 1953
Il teatro italiano ha bisogno di Cervi C’è il pericolo che resti al cinematografo anche il prossimo anno Roma, aprile L'anno comico volge alla, fine senza avere riportato alla ribalta Gino…

Al giorno d’oggi una delle cose più spiritose delle riviste è costituita dalle «locandine» delle medesime. Per i non iniziati, le locandine sono quei piccoli manifesti che contengono i nomi dei componenti della compagnia. Bene, ogni volta che ne escono fuori delle nuove per annunciare un prossimo debutto, è uno spasso mettersi ad esaminarle con attenzione. I profani restano, forse, colpiti dalla varietà e originalità delle medesime, ma non sospettano, i fortunati, di quanti sforzi e sudori e crisi isteriche e notti insonni esse siano il risultato. Barbe di impresari, autori, capocomici studiano affannosamente intorno a quei pochi centimetri quadrati di carta come gli scienziati intorno ai progetti del satellite artificiale.

C’è infatti per le locandine, il problema del nome. I soliti profani pensano forse che basti «mettere» i nomi dei componenti ma, appunto perchè profani, ignorano l’importanza suprema della «posizione» e della «composizione tipografica» di questi nomi. E proprio questo, invece, che è fondamentale. Ciascuna, infatti, delle persone che rifondono a quei nomi dedica le sue migliori energie per ottenere un piazzamento vistoso, il più vistoso, possibile. Armi da fuoco, danze dei sette veli, prezzolami rito di sicari, ribassi forzosi in Borsa, lettere anonime, rapimento di figli, tutto è considerato legittimo per giungere alla meta agognata.

Ora, quando si tratta di elencare un minimo di venti nomi, che possono arrivare a quaranta, si capisce quale impresa sia, per coloro che hanno la responsabilità della cosa, riportare a casa la pelle o il sistema nervoso funzionante regolarmente. Per fortuna la scienza, che non può rimanere insensibile alle legittime sofferenze dell’umanità, viene in soccorso. L’arte e il tenace lavoro dei tipografi offrono mille risorse. E’ così che ogni locandina rappresenta, oltre che l’esposizione dell’organico di una compagnia di riviste, anche un utile campionario dei vari «caratteri» e «tipi» in possesso della tale o tal'altra tipografia e attraverso l’esame accurato di quello gli interessati fanno le loro ordinazioni e svolgono i loro affari.

Ma non si valuterebbero adeguatamente lo spirito di sacrificio e la forza di volontà necessari a chi ha intrapreso la professione di artista della rivista, se si credesse che una volta ottenuto un onorevole piazzamento sulla locandina i suoi sforzi siano terminati. La crudeltà della società contemporanea non ha limiti. E il problema del camerino? E quello dell’ordine di sfilata sulla passerella ai finali?

I profani pensano forse che basti avere un camerino piuttosto comodo nel quale cambiarsi e attendere il proprio turno. Appunto perchè credono questo sono profani. Anche qui infatti si svolge una lotta asperrima per la conquista delle posizioni migliori che vengono generalmente identificate con quelle più vicine alla porta di accesso al palcoscenico onde risparmiare tempo e fatica. Il criterio non manca di una sua logicità e di conseguenza il solito profano può essere indotto a credere che i posti più vicini al palcoscenico siano riservati al corpo di ballo che è quello che fatica più di tutti ed è impegnato il maggior numero di volte.

Grave errore. Il corpo di ballo è sempre piazzato lontanissimo e possibilmente con qualche rampa di scale in mezzo onde far perdere l’esercizio alle ragazze fra un quadro e l’altro. Il camerino più vicino spetta di solito alla «soubrette» che va in scena quattro o cinque volte in tutto. A parte questo, comunque, e quello del «comico» che nessuno osa mettere in discussione, tutti gli altri sono invece teatro di lotte sanguinose all'arma bianca al cui confronto impallidiscono quelle per la «Collina del Franco Tiratore» in Corea.

Quanto all'ordine di sfilata sulla passerella, poi, solo la penna di un Omero potrebbe narrare le gesta epiche di cui è cagione. Qui. con fantasioso rovesciamento di concetto, si tratta invece di sfilare per ultimi, seguendo forse la massima evangelica secondo la quale gli ultimi saranno i primi. E in questo caso non ci sono santi protettori, come i tipografi per le locandine o gli architetti per i camerini. Qui la propria gloria o la propria sconfitta appaiono in tutta la loro crudezza. Quale cocente umiliazione per una giovane artista vedere sfilare ben due posizioni indietro la propria amica più cara con la quale si era fatta la «subrettina» insieme! E’ logico quindi che tutto sia tentato prima di cedere. Quando le proprie ragioni e il proprio merito indiscutibile non siano stati riconosciuti, si cercheranno per l’anno prossimo delle efficaci alleanze. Ed ecco Coinvolti nella faccenda i più bei nomi dell’industria e della proprietà terriera italiana. Siccome, poi, questo sistema di alleanze è alla portata di tutti, capita a volte che un forte cotoniere di Borgo Sesia si trovi inopinatamente messo a contatto con il solido industriale romano di elettro-domestici e vengano create cosi nuove possibilità di scambi commerciali di gran giovamento all’economia nazionale. Ma qualche volta, purtroppo anche i grandi alleati vengono in urto e le Borse registrano allora inspiegabili «craks» finanziari. Si dice anzi che la crisi del '29 potrebbe venir spiegata più facilmente da qualche critico di rivista che dagli esperti di economia.

Ora, ci si chiede, è possibile che con tali e tante preoccupazioni e fatiche il povero artista possa anche trovare il tempo di studiare, di farsi un minimo di cultura, di perfezionarsi tecnicamente? Possono i poveri autori, nei periodi di riposo fra un viaggio a Parigi e uno a Londra, affrontare con calma il problema se in Italia esista Qualcosa oltre la pubblicità radiofonica e Teresa Noce, quando devono spremere i loro cervelli sul modo di presentare decentemente una seconda e terza donna che parla con l' «effe» e la cui voce non giunge alla seconda fila di poltrone? Possono i poveri coreografi, nei rari momenti liberi lasciati loro dalle continue programmazioni dei film di Gene Kelly, studiare qualche quadro originale quando al centro di questi quadri ci dovrà essere un’altra seconda o terza donna che si lascia cadere nelle braccia del «porteur» con la grazia di un giovane ippopotamo che si getto nel Tanganika? Possono gli impresari dichiarare sciolto il Club dei Suicidi al quale appartengono di diritto, quando devono continuare a pagare bigliettoni da diecimila giornalieri molti elementi che hanno il nome grosso cosi sulle locandine, hanno il terzo o quarto camerino e sfilano in passerella alle posizioni più arretrate ma durante, lo spettacolo (perchè esiste anche quello) entrano un paio di volte dicendo cose sul tipo «Ah, tu qui?» e poi scompaiono?

Ora, in tutte questa faccenda l’elemento spiritoso non è quello che succede dietro il palcoscenico ma quello che succede in platea. Voglio dire che può essere divertente pensare alle preoccupazioni dei «rivistaioli» ed alle loro fatiche ma è addirittura grottesco il pensare che esse sono completamente a vuoto in quanto, in pratica, di tutto questo al pubblico non gliene frega assolutamente nulla. La gente di rivista rimarrebbe perplessa se potesse immaginare quanto il pubblico si disinteressi della grandezzi dei singoli nomi sui manifesti o dell’ordine di sfilata ai finali». Al pubblico, una volta avuto evidentemente il modo di identificare i singoli esecutori, interessa solo che essi lavorino bene e che gli elementi migliori vengano valorizzati «sul palcoscenico» Infatti che ci possano essere delle rivalità e degli antagonismi è comprensibilissimo ma è idiota che essi si svolgano su di un piano puramente esteriore che ricorda quelli esistenti nelle truppe coloniali dove gli inferii ambiscono avere non un comando autorevole ma i gradi più grossi che facciano spicco sulla divisa.

Capita cosi, in rivista, che alla stesura dei contratti ci si preoccupi molto della grandezza del nome e pochissimo dell’effettivo piazzamento nello spettacolo ed anzi non c'è volta che non capiti di rimpiangere la scarsa o maldestra utilizzazione di qualche elemento.

In realtà questo ridicolo aspetto di «Fiera delle Vanità» che avrebbe forse interessato il buon Thackeray, è una delle palle di piombo più Desanti al piede della rivista italiana che per tanti versi è oggi molto progredita. Questo aspetto che evidentemente non comprende solo la faccenda dei nomi e dei camerini, influisce più che non si creda sulla qualità degli spettacoli. Una civiltà teatrale si giudica da tante cose, forse anche dal fatto che non è considerato vitale per richiamare pubblico la composizione del manifesto, come ad esempio dimostra la compagnia di Visconti che elenca alcuni dei più bei nomi del teatro italiano in ordine alfabetico insieme a quelli dei giovanissimi debuttanti.

Sergio Sollima, «Film d'oggi», 7 gennaio 1953


1953 03 15 Gazzetta del Popolo Silvana Pampanini intro

Carlo A. Giovetti, «Gazzetta del Popolo», 15 marzo 1953


Macario è di quelli che hanno «recitato sulle botti». Caro linguaggio dei guitti d’una volta. Recitare sulle botti voleva dire appartenere alla più estrema periferia del teatro; lavorare sulle piazze e in fondo ai cortili; nelle squallide salette degli oratori e nei giardinetti delle trattorie di paese...

Roberto De Monticelli, «Epoca», anno IV, n.127, 14 marzo 1953


Califano, «Film d'oggi», 25 marzo 1953


Sandro Reanda, «Film d'oggi», 1 aprile 1953 


Il primo aprile 1953, proveniente da Torino dove girava un film, per recarsi a Milano dove recitava al teatro Olimpia con la Compagnia. «Calindri-Pola-Stival-Volpi» che dirigeva, è morto per tragico incidente stradale Giulio Stival. La sciagura è avvenuta sull'autostrada, alle 19.30 mentre era a bordo della sua auto e gli sedeva accanto l’attore Romano Cantore. Giulio Stival era nato a Venezia il 14 marzo 1902.

Lucio Ridenti, «Il Dramma», 15 aprile 1953



1953 05 14 Stampa Sera Peppino De Filippo intro

«Stampa Sera», 14 maggio 1953


1953 05 19 Stampa Sera Roberto Murolo intro

«Stampa Sera», 19 maggio 1953


1953 05 23 Stampa Sera Isa Barzizza intro

«Stampa Sera», 23 maggio 1953


1953 05 26 Stampa Sera Roberto Murolo intro

«Stampa Sera», 26 maggio 1953


Il beniamino dei radio ascoltatori si è sposato segretamente con una maestrina milanese, sua ammiratrice.

I.S., «Epoca», anno IV, n.155, 20 settembre 1953



A differenza di altre attrici, si alza presto la mattina per compiere lunghe galoppate. Rimpiange (ma non troppo) il destino che le fa sempre interpretare personaggi di dubbia moralità

Piero Pressenda, «Il Piccolo di Trieste», 10 ottobre 1953


L’avanspettacolo — erede del teatro di varietà vecchia maniera — conta a Mantova un nutrito numero di appassionati. Anche perchè è l’unico genere di spettacolo teatrale che appare settimanalmente, con puntuale continuità durante tutta una «stagione» di circa otto mesi.

Rino Bulbarelli, «La Gazzetta di Mantova», 25 dicembre 1953


Galleria di trafiletti e flani promozionali