Onorato Umberto

Umberto Onorato

(Lucera, 2 febbraio 1898 – Cassino, 14 settembre 1967) è stato un disegnatore, scenografo, giornalista e critico italiano.

Biografia

Riconoscibile per il tratto essenziale che ha suggerito ad alcuni un accostamento alla corrente del Futurismo, fu noto soprattutto per le caricature dei divi del teatro e del cinema italiani suoi contemporanei. Esordì come scenografo nel 1928 nella compagnia di operette Riccioli-Primavera e proseguì, negli anni '30 e '40 a inventare costumi e scenografie per rilevanti compagnie italiane di prosa e di rivista.

Collaborò con numerosi periodici e quotidiani: Il Dramma, Le grandi firme, Il travaso delle idee, Marc'Aurelio, Settebello e Cantachiaro.

Oltre ad aver illustrato il libro Modestia a parte... di Ettore Petrolini pubblicò, nel 1920, un volume contenente diverse sue caricature, dal titolo Pupazzi, nel 1931 è il turno del libro autobiografico illustrato Nuovo per queste scene e, nel 1934, di Cento pupazzi di teatro.

Collaborò con Totò per l’allestimento degli spettacoli teatrali, disegnandone i costumi, oltre a ritrarlo in moltissime caricature relative a diversi film del “Principe della risata”, come "Fermo con le mani", "Animali pazzi", "San Giovanni decollato" e "L’allegro fantasma".

Perse la vita in un incidente stradale sull'Autostrada del Sole nei pressi di Cassino il 14 settembre 1967.

Opere

Un consistente numero delle opere di Onorato sono esposte nella Pinacoteca Comunale di Lucera. 


Caricature di Totò


Galleria grafica e stampa dell'epoca

1937 09 01 Cinema Illustrazione Titina De Filippo intro

Mi trovo a Tirrenia per visitare gli stabilimenti cinematografici della «Pisorno», In uno dei vasti teatri di posa si sta girando «Sono stato io» sotto la regìa di Materazzo: interpreti i tre frateili De Filippo. Eduardo e Peppino non sono nuovi alle emozioni dello schermo: si muovono da padroni e con sicurezza fra il groviglio dei cavi elettrici, scansano con abilità le gambe della «giraffa», sostengono senza battere ciglio i fasci di luci proiettati dai riflettori. 

La neofita è Titina. Mi avvicino a lei mentre è intenta ad aggiustarsi l'ampio vestilo di seta nera di «donna Rosa». «Donna Rosa» è il personaggio che interpreta. Risponde con un largo e simpatico sorriso al mio saluto:

— Ah, né! Voi siete pure qua... Al solito... pupazzi... E' vero? 

— Per forza, è il mio mestiere... 

Tiro fuori carta e lapis e mi accingo a tracciare qualche caricatura. 

Mentre lavoro, Titina mi mette al corrente delle sue impressioni sul metodo, per lei nuovo, di lavorazione e sui primi pezzi che ha visto girare nella sala di proiezione. E' evidentemente contenta e felice di tutte queste cose nuove che avvengono attorno a lei: il cinematografo, nella sua forma complessa d'arte, non poteva non interessare una attrice così intelligente. E infatti essa se ne è interessata, e guarda con orchi attenti e curiosi lo strano mondo del cinema che le vive intorno, la confusione caotica eppure senza conseguenze che regna nello «studio», specialmente nell'imminenza di girare una scena, lo strano e macchinoso armamentario che occorre per girare tutto. 

— Finalmente ho conosciuto Titina De Filippo — mi dice. 

Pregata da me, consente a scrivere, per le lettrici e i lettori di «Cinema Illustrazione», alcune delle sue impressioni personali. Eccovele: 

Il mio primo film

 

«Lo schermo mi ha presentato Titina De Filippo. C'è poco da ridere. Io non la conoscevo. Si... ho sempre avuto degli specchi in casa (chi non ne ha?). Ma sappiamo che lo specchio è adulatore e, giuro, di non averci prestato mai troppa fede. 

Il fatto vero è che io non avevo mai sentito parlare Titina... Questa figliola adorata da mammà, dispettosa con i fratelli, ammirata (perchè no?) sul palcoscenico, erano anni che ne sentivo parlare, che ne seguivo attentamente i progressi sul teatro attraverso la critica dei giornali... ma non la conoscevo. 

Lo schermo me l‘ha presentata, ed io le ho stretto la mano con una corta soggezione, come succede a tutti coloro che si trovano per la prima volta in presenza di un personaggio importante. L’ho guardata a lungo con uaa indefinibile sfumatura di tristezza ed ho detto commossa tra me: in fondo le voglio troppo bene per valergliene... 

Tltina

Umberto Onorato, «Cinema Illustrazione», 1 settembre 1937


1967 09 15 Corriere della Sera Umberto Onorato morte intro

«Corriere della Sera», 15 settembre 1967



Riferimenti e bibliografie:

  • Voce su Umberto Onorato sull'Enciclopedia Treccani
  • Voce su Umberto Onorato sul Dizionario Biografico Treccani
  • www.onorato-caricature.it
  • Umberto Onorato, il disegnatore dei “vip” del Novecento
  • Galleria grafica da "Il Dramma", Ed. Le Grandi Firme, Torino - 1925-2002