Sportelli Franco

Franco Sportelli

(Napoli, 27 novembre 1908 – Napoli, 11 aprile 1970) è stato un attore italiano.

Biografia

Appartenente ad un'importante famiglia teatrale, esordì giovanissimo in teatro in ruoli comici. In seguito venne scritturato da Eduardo De Filippo.

Per il cinema italiano, a partire dagli anni cinquanta, ha partecipato a diversi film, in ruoli spesso da caratterista. Memorabile il suo personaggio del cameriere Vincenzo, nella commedia Miseria e nobiltà (1954) di Mario Mattoli, assieme a Totò e l'infido Enobarbo, traditore di Marco Antonio (interpretato da Totò) in Totò e Cleopatra[1].

Lavorò con registi del calibro di Giorgio Strehler, Giuseppe Patroni Griffi e Nanni Loy.

Prosa teatrale

Storia di Pablo , di Sergio Velitti, con Angelo Corti, Ottavio Fanfani, Gabriella Giacobbe, Franco Interlenghi, Relda Ridoni, Luisa Rossi, Vittorio Sanipoli, Franco Sportelli, Enzo Tarascio, regia di Virginio Puecher, Piccolo Teatro di Milano, 20 marzo 1961.


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Una delie migliori « maschere » del nostro Teatro di Rivista va rapidamente affermandosi ogni giorno di più, tanto che non consideriamo lontano il momento in cui vesto attor comico potrà ormare una compagnia con qualcuna delle maggiori soubrettes italiane.

Intendiamo parlare di Franco Sportelli, che questo anno ha trionfato in Cocoricò. Figlio di Giacomo, vecchio e glorioso attore napoletano che per trentanni portò sui teatri nazionali la vera maschera di « puricinella », debutto nella compagnia patema a sette anni, nel ruolo invero arduo e impegnativo del « guappo » . Dopo questo primo esperimento, però, Franco Sportelli abbandonò il teatro, e si mise ad esercitare vari mestieri, fra cui quelli di meccanico e di tipografo. In seguito, ritornò sul palcoscenico con la compagnia Cafiero-Fumo, esibendosi in gustose macchiette napoletane e come danseur mondano. Inoltre — essendo questa compagnia specializzata nel presentare al pubblico le « canzoni sceneggiate » — Franco Sportelli ne creava, con la sua mente fertile, le coreografie.

1953 05 06 Film d Oggi Franco Sportelli f1

In quel periodo l'attore fu notato da Mario Mangini, il quale lo chiamò subito nella compagnia di Scarpetta quale sostituto degli uscenti Eduardo e Peppino De Filippo. Passò poi con Raffaele di Napoli e Nicolino Maldacea, imparando quanto sia faticosa e amara la vita del palcoscenico: infatti — e fortunatamente — la sua permanenza in queste compagnie di veri attori napoletani che mai improvvisano ma entrano nel personaggio assimilandone il carattere, gli fu di grande aiuto e insegnamento.

Ma il teatro comico napoletano e le canzoni sceneggiate non attiravano-più Formai scaltrito pubblico, anche perchè la Rivista vera e propria cominciava ad affacciarsi alla ribalta con le sue piume di struzzo, i suoi lustrini e le sue giris. E Franco Sportelli cominciò cosi a cantare couplets e a recitare sketches in passerella. Tanti teatri lo videro in personaggi sempre più gustosi, intelligenti, centrati, e i migliori attori del teatro di Rivista lo vollero come compagno e collaboratore. Recitò infatti con Anna Fougez. Erzi Paal, Pina Renzi, Alda Mangani, Nino Taranto, Edoardo Spadaro. Attualmente, in Cocoricò, ha per soubrette la « Venere nera » Wickie Henderson.

Alcuni dicono che rassomigli, o imiti, via via Rascel, Petrolini, Buster Keaton, Peppino De Filippo, Paolo Stoppa, mentre la verità è che, di ognuno di questi « grandi », Sportelli, ha senza saperlo e senza volerlo, un pregio o una caratteristica. Comunque, una cosa è certa: questo giovane attor comico sa imporsi subito alla simpatia del pubblico e al giudizio benevolo della critica più severa, perchè ha il dono di non voler mai strafare, sforzandosi di contenere sempre ogni eccesso nei margini di una compostezza formale.

Ma il grande sogno e la più intima aspirazione, di Franco Sportelli è uno solo: ritornare in prosa. La Rivista perde rà cosi un vero attore, anche se lo acquisterà il teatro di Prosa.

C. M. P., «Film d'oggi», 6 maggio 1953



La rivista teatrale

Mettiamo l'occhio al buco , di Fausto Pantosti, con Chiaretta Gelli, Franco Sportelli, Franco Coop, regia e musiche dell'autore, 1946.

Filmografia

Arrivano i nostri, regia di Mario Mattoli (1951)
Assi alla ribalta, regia di Ferdinando Baldi e Giorgio Cristallini (1954)
Miseria e nobiltà, regia di Mario Mattoli (1954)
Ci sposeremo a Capri, regia di Siro Marcellini (1956)
Io, mammeta e tu, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1958)
Anonima cocottes, regia di Camillo Mastrocinque (1960)
Mariti in pericolo, regia di Mauro Morassi (1960)
Pelle viva, regia di Giuseppe Fina (1962)
Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1962)
I giorni contati, regia di Elio Petri (1962)
Le quattro giornate di Napoli, regia di Nanni Loy (1962)
Totò e Cleopatra, regia di Fernando Cerchio (1963)
Caccia alla volpe, regia di Vittorio De Sica (1966)
La cintura di castità, regia di Pasquale Festa Campanile (1968)
Napoli notte e giorno, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1969)

Prosa televisiva RAI

I burosauri, di Silvano Ambrogi, con Ernesto Calindri, Franco Sportelli.
La ricetta miracolosa, commedia con Emma Danieli, Giovanna Gagliardo, Diego Michelotti, Tino Buazzelli, Franco Sportelli, Graziella Galvani, Quinto Parmeggiani, regia di Alessandro Brissoni, trasmessa l'8 ottobre 1961.
Il viaggio del signor Perrichon, di Eugène Labiche, con Massimo De Francovich, Franco Sportelli, Vittorio Congia, Laura Efrikian, Ave Ninchi, Giustino Durano, Gianrico Tedeschi, regia di Alessandro Brissoni, trasmessa il 21m gennaio 1963.
Un ultimo sacrificio, commedia con Manlio Busoni, Giusi Raspani Dandolo, Marisa Bartoli, Paola Bacci, Ivano Staccioli, Antonio Salines, Italia Marchesini, Dory Dorika, Franco Sportelli, Ugo Pagliai, regia di Alessandro Brissoni, trasmessa il 21 giugno 1963.
Boris Godunov, con Tino Carraro, Luigi Vannucchi, Giuliana Lojodice, Turi Ferro, regia di Giuliana Berlinguer, 1966.
Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov, regia di Mario Ferrero, con Andreina Pagnani, Gastone Moschin, Tino Carraro, Anna Miserocchi, Mario Carotenuto, Renato De Carmine, (1969).
Il cappello del prete, di Emilio De Marchi, regia di Sandro Bolchi, sceneggiato con Luigi Vannucchi e Mariano Rigillo (1970).


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